Dell’Immaginario Mantovano

A Cuneo hanno le streghe masche, sul Rosengarten hanno Re Laurino e i suoi, a San Candido hanno lo Stambecco Bianco, sul Tagliamento hanno le Anguane, altrove hanno fate, folletti, gnomi, draghi, incubi diavoli e babau..

Noi no.

Noi a Mantova siam gente di pianura, placida e difficile agli spaventi. Noi quella gente di dubbia esistenza che va attorno di notte facendo incantesimi e dispetti proprio non ce l’abbiamo.

Quando, una trentina d’anni fa, Stefano Scansani e Mario Setti si son messi a censire le creature leggendarie delle nostre valli* hanno raccolto una popolazione striminzitella tra il bizzarro e il campestremente prosaico.

Noi, per dire, abbiamo il Pidrüs (Chiavicus Verrarae Sylvestralis), che è più o meno un grosso maiale grigio incapace di marcia indietro o di visione laterale. Non fa molto più che dormire al riparo, ma guai ad arrivargli da dietro: se si accorge di voi e non ha modo di fuggire, userà con insospettabile efficacia gli speroni che porta sui talloni…

Oppure abbiamo il Galpédar (Gallus Petri Boriosus), gallo a quattro zampe di natura tanto tronfia quanto pusillanime, con una passione per le sagre di paese.

C’è poi il Marturèl (Martes Furba Deficiens), mustelide razziatore di pollai, creatura di varia e imprevedibile stupidità – di cui non si capisce troppo la funzione, vista la diffusione dei suoi cugini veri, le martore, da cui non differisce in nulla…

In compenso il Busatèl (Creatinus Ustaeprivus Fortis) è un “mirabile incrocio tra cavallo, asina, macaca delle Colonne d’Ercole e cane da pagliaio**”. E dal mirabile incrocio esce una bestia eccezionalmente fastidiosa, in perenne schizofrenica oscillazione tra un feroce istinto protettivo di femmina e prole e inspiegabili attacchi di wanderlust, a speciale danno dei campi di granturco.

L’imprevedibilità sembra essere, d’altra parte, il tratto più frequente delle bestie immaginarie mantovane, visto che del Dormalora (Profictator Omnis Velox) nulla sembra sapersi, se non che nulla di preciso se ne sa, e quindi alla fin fine vattelapesca. A mezza strada tra un lattonzolo e un grosso sorcio, il Dormalora dorme all’ombra – o forse no, essendo com’è “il compendio delle contraddizioni: pare affamato e invece è satollo, pare dormire e invece veglia, pare affabile e invece odia, pare malato e invece è sanissimo… A tal punto ognun direbbe che pare un Dormalora e invece non lo è e, nel contempo, pare non essere un Dormalora e invece lo è.”**

Tutto sommato, il Simsòn (Cimex Odorosus Orripilans) è intellettualmente riposante: almeno si sa che cosa aspettarsi da un insetto grosso, malvagio, puteolente oltre ogni dire e intento ad essere tanto dannoso e irritante quanto si può esserlo…

E profumata non è nemmeno la Bosma (Sus Scrofa Letamica), un altro suino immaginario che, se non altro è una bestia cautelativa. Orrida, repellente e subdola, la Bosma infesta letamai, buche per i liquami e pozzi neri – e vi trascina gli incauti che si avvicinano troppo, specie se gl’incauti sono gente non troppo ben lavata.

Quindi almeno la Bosma sappiamo a cosa serve – il che non è sempre il caso con la nostra popolazione immaginaria. Ecco mentre altrove hanno fate, folletti, stambecchi e diavoli, noi c’immaginiamo bestie di scarsissimo fascino e ancor più ridotto acume***, che non fanno alcunché di soprannaturale e solo di rado tengono i bambini lontani dai letamai…

Gente placida, noi Mantovani, e dal sonno indisturbato.

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* Sì, non fate come il mio babbo friulano, per favore: a Mantova abbiamo valli. Davvero.

** Così assicura il Bestiario Podiense, sui cui ci basiamo per la descrizione di tutte le bestie immaginarie citate nel post.

*** Non faticherete a immaginare che dare a qualcuno del pidrùs, del galpédar, del marturèl o del Dormalora non è precisamente un complimento…

Dell’Immaginario Mantovanoultima modifica: 2012-06-25T08:03:00+00:00da laclarina
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7 Commenti

  • Lasciando stare Pavia, di cui non so nulla e di cui i pavesi non sanno dirmi nulla, dalle mie parti sicule c’è il mito di Re Cucco.

    Mi nonna mi raccontava di certe monete con inciso “‘nu milicuccu” (una civetta), che si potevano trovare in prossimità del promontorio di Cammarana (http://it.wikipedia.org/wiki/Kamarina). E ad essere fortunati si poteva trovare la grotta di re cucco, sul mare. A questo punto bastava vincere il sortilegio, recitando l’incantesimo (Trasu ‘nta rutta cu nu meccu e ‘n cruoccu, etc) per entrare in possesso del magnifico tesoro di Re Cucco!

  • Forse non avremo le streghe,ma Mantova ha la sua buona dose di storie mitologiche.
    A partire dalla mitica fondazione ad opera dell’Indovina Manto ed il suo pianto che rese profetica l’acqua dei laghi.
    Citata anche nel XX Canto dell’Inferno di Dante.
    Se non ricordo male però qualche fantasma c’è:
    – Nei pressi del ponte di S.Giorgio si narra di strani lumi fluttuanti.
    Sono le anime di Agnese Visconti e del suo amante, giustiziate da Francesco Gonzaga(marito violento della donna)
    La vigilia di Natale i due fantasmi escono dalle loro tombe e si riuniscono in luoghi appartati per rivivere il loro amore proibito.
    – A Castel d’Ario, durante le notti di luna piena, un’invisibile campana rintocca e chiama a raccolta le anime di coloro che sono morti tragicamente.
    Tra i nostri illustri fantasmi abbiamo: Francesco Pico e i suoi due figli, imprigionati dai Bonacolsi nella rocca.
    (Sette anni dopo )la stessa cosa successe ai nipoti del “Passerino” ad opera dei Gonzaga.

  • Cominciamo col dire che le Masche a Cuneo ci vanno in vacanza a spese del locale ente turismo, perché sono creature di Langa e di Monferrato – insomma, bazzicano queste colline fra le quali sono seduto, anche se poi i cuneesi si prendono il merito.
    (la creatura tipica del cuneese è un’altra, ma non la citiamo qui che poi vengon fuori delle discussioni)
    Che poi bisognerebbe distinguere le masche del confine Ligure-Piemontese da quelle delle vallate più settentrionali (Susa, Lanzo ecc), che probabilmente hanno lo stesso nome ma son creature radicalmente diverse.

    Mi complimento comunque per il campionario di bestie fantastiche mantovane.
    Ma d’altra parte, località di pianura e di fiume, Mantova dovrebbe essere ampiamente rifornita di spettri di ogni genere e tipo.
    O no?

  • @Andrea: bellissimo! Monete greche con la civetta di Atena, magari? E storie di gente sparita nella ricerca del tesoro? Era vendicativo e geloso, Re Cucco?

    @m1a2r3a4: a dire la verità, avevo in mente non tanto miti antichi passati in letteratura, quanto creature immaginarie. E i fantasmi sono un’altra faccenda ancora (magari ne parleremi), ma non sapevo della campana fantasma di Castel d’Ario… 🙂

    @Davide: una volta o l’altra ti presenterò P. da Cuneo (quella del Figlio del Fattore) e discuterete di Masche… 🙂
    Quanto agli spettri, è proprio questo il punto: ce n’è pochini o nulla. Quelli che cita m1a2r3a4 sono fantasmi cittadini, ma in quelle che erano le paludi, non c’è quasi nulla. Ok, qualcuno c’è, qua e là. Per dire, anche casa mia ha la sua storia di fantasmi – costruita su un campo di battaglia, con tanto di scheletro (napoleonico?) emerso durante lo scavo delle fondamenta… Ma, date le nebbie, dati i miasmi, dati i fuochi fatui e tutto l’armamentario, nemmeno un decimo di quel che dovrebbe esserci.
    Però abbiamo le bestie buffe… 🙂

  • @Davide: che poi, chiariamo bene: non intendevo dire (né P. da Cuneo ha mai sostenuto) che le masche abitino a Cuneo città – e la provincia è proverbialmente larga. D’altra parte, non è che i problemi di parcheggio in centro a Mantova siano provocati da un’eccessiva densità di galpédar e dormalora…

  • Beh, dai sono comunque creature interessanti anzi un ami h aanche suggerito un idea per una storia.

  • @Nick: interessanti probabilmente è la parola giusta… 🙂

    Ah, uno spunto per una storia: è una delle cose che mi piace di più veder capitare su SEdS.

    E domani finalmente rispondo al tuo meme. Tempi biblici, sorry…

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