Ott 22, 2012 - anacronismi, grilloleggente    6 Comments

Il Gioco Del Finto Anacronismo

È un po’ di tempo che non parliamo di anacronismi, vero?

E allora lasciate che vi racconti di un caso di autore che gioca deliberatamente alla caccia all’anacronismo con il lettore. Caccia al tesoro – con sorpresa.

Connie Willis. To say nothing of the dog.

È un libro incantevole che parla di storia, viaggi nel tempo, bric-a-brac vittoriano, cattedrali da ricostruire, J.K. Jerome, cani, gatti, conseguenze, gialli classici e naiadi. Ho impiegato un po’ a riconciliarmi con l’idea che fosse un libro di fantascienza, ho riso di gusto leggendolo e ve lo consiglio caldamente.

connie willis, to say nothing of the dog, anacronismi, poppycockDetto ciò, supponiamo che lo leggiate e che, dopo un certo numero di capitoli e pagine, arriviate al punto in cui la sorella e la nipote del professor Peddick arrivano a Oxford in treno, proprio mentre Ned Henry ci arriva via macchina del tempo.

Siamo nel 1888 e Ned è uno storico proveniente dal 2057, epoca in cui la professione implica un notevole numero di viaggi nel tempo*, ma al momento non avete bisogno di sapere i dettagli**. Vi basti sapere che, mentre le due donne discutono il fatto di essere state abbandonate in stazione dall’eccentrico parente, la madre se ne esce esclamando “Poppycock!”

E voi, abituati alle bizzarre esclamazioni anglosassoni, non ci fareste nemmeno troppo caso se Ned non sobbalzasse perché, dice Ms. Willis, è una parola che non si sarebbe aspettato di sentire in quell’epoca…

Dopodiché si passa ad altre faccende, ma a voi resta il dubbio. Anacronismo? Ed essendo questo il libro che è, che dovrà mai significare quel particolare anacronismo – non solo messo proprio lì, ma segnalato in caso vi sfuggisse?

Così fate qualche piccola ricerca e, sul vecchio e fido Hazon, scoprite che poppycock è slang americano e significa “sciocchezze, bazzecole, inezie.” E a dire il vero ci eravate arrivati da soli sulla base del contesto – ma nulla di tutto questo spiega perché Ned dovesse sobbalzare. A meno che non sia perché si tratta di slang americano, e dunque non del tutto adatto alla sorella di un don oxfordiano nel 1888? Hm…

In realtà non siete ancora del tutto soddisfatti e vi rivolgete all’Oxford Dictionary, ricavandone l’ulteriore informazione che il primo uso attestato dell’esclamazione risale al 1863… Quindi, epoca giusta e lato della Tinozza sbagliato***?

Eppure Ned è stato specifico: non si sarebbe aspettato di sentire la parola in questione a quell’epoca, non in quel posto. Magari è solo perché ci vogliono più di venticinque anni perché un modo idiomatico americano migri verso il Vecchio Mondo?

Sarà – ma si direbbe che ci sia voluto molto di più, visto che i vostri dizionari (entrambi Anni Sessanta) lo citano ancora come americano, e comunque sembra un po’ pochino per giustificare la reazione… 

Allora tirate fuori il Penguin Dictionary of Historical Slang e, per una volta, ve ne venite via a mani vuote – il che è una notevole delusione e vi spinge a un ultimo tentativo con il Merriam Webster…

…Dove scoprite: a) una diversa (ma non diversissima) data del primo uso conosciuto: 1865; b) una mancanza di riferimenti all’americanità del termine; c) una pittoresca derivazione, visto che l’origine etimologica sarebbe l’olandese pappekak, ovvero… er, cacca molle.

Quindi adesso semmai è un po’ sorprendente detto da una very proper Victorian lady. Che sia stato questo, vi chiedete, a far sobbalzare Ned? Forse una signora del 1888 non avrebbe allegramente esclamato “cacca molle”, mentre una sua omologa, say, un secolo più tardi non si sarebbe fatta patemi in proposito?

Non vi sembra ancora sufficiente, anche perché, per sua stessa ammissione, Ned è piuttosto digiuno di XIX Secolo, ci è stato mandato per una combinazione di caso e necessità e, per evitare che si tradisca a ogni passo, la sua graziosa collega deve scusare le sue lacune in fatto di social niceties a “una lunga permanenza in America…”

Ma guarda, America di nuovo – la supposta provenienza di poppycock. Potrebbe essere rilevante oppure no, ma questo vi fa venir l’uzzolo provare con Google. E Wiki. E scoprite che Poppycock con la maiuscola è un tipo di dolce molto americano, composto di popcorn e mandorle caramellati insieme, commercializzato a partire dal 1960.

E questo – lasciando da parte la discutibile saggezza di chiamare un dolce con un nome che significa “cacca molle” – in effetti potrebbe spiegare finalmente il sobbalzo di Ned. Finalmente ci siamo, vi dite, e considerate che un lettore americano (e Connie Willis è americana) non avrebbe avuto bisogno di tutta questa caccia al tesoro per cogliere il punto…

Ma in realtà non importa – non davvero, perché quando l’inglese Ned sobbalza, voi levate un sopracciglio su qualunque lato dell’Atlantico vi troviate, perché o credete di avere visto un anacronismo grande come una portaerei, o non capite il motivo del sobbalzo. In ogni caso un piccolo safari vi rivela qualcosa che non è l’anacronismo che potrebbe sembrare, e la bizzarria è perfettamente in tono con il libro, con Lady Shrapnell a caccia di dettagli, con Ned che non sa granché dell’epoca in cui è capitato, con l’intero dipartimento di Storia che esplora un po’ a tentoni, con Verity che sposta nel tempo qualcosa che non dovrebbe spostare, con il modo in cui il significato evidente non è sempre quello giusto, con la rilevanza degli anacronismi, con quella che sembra la chiave del problema e poi non lo è, con gli sfasamenti temporali, con i sistemi di protezione del continuum spazio-temporale…

E quindi alla fine voi rimettete a posto la vostra pila di dizionari, e avete scoperto che quello che sembrava un anacronismo in realtà era buona parte del libro condensato in un’esclamazione – con un piccolo cartello che indicava Here Be Something.

E siete assolutamente deliziati da Ms. Willis che, invece di spiegarvi tutto parola per parola, vi ha lasciato sul pavimento un certo numero di briciole come poppycock, con l’invito a fare da voi.

_________________________________________

* Oh please, please, please, me too…

** O magari invece a questo punto sentite di averne bisogno – e allora proprio non vi resta che leggere il libro.

*** E tuttavia mi sento tenuta a dire che S., Englishwoman in New York consultata in proposito, sostiene di avere sempre sentito usare l’espressione in Inghilterra e nel Galles, e mai in America. Per cui non so.

 

 

Il Gioco Del Finto Anacronismoultima modifica: 2012-10-22T08:10:00+00:00da laclarina
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6 Commenti

  • Non sono particolarmente anglofono, sebbene possa immaginare che nessuno “slang-ista” americano usi poppycock per abbellire le proprie frasi. Ti immagini una gang dei sobborghi che dice poppycock? 🙂

    Quello che mi colpisce è che la pronuncia americana è perfettamente allineata con quella olandese!

  • Be’, immagino che lo Hazon e l’Oxford lo chiamino slang americano per un motivo… Non ho avuto modo di fare un sondaggio approfondito tra i miei contatti oltreoceano, ma adesso son quasi curiosa…

  • Ciò che è importante tenere presente è che non esiste un unico slang – ciascun gruppo possiede il proprio, e spesso lo stesso termine, in ambiti differenti, ha significati differenti (parla di “black box” con un informatico, un immobiliarista, un militare o un prestigiatore, e intenderanno quattro cose diverse).
    Il che, oltretutto, significa che non necessariamente le espressioni dello slang sono da considerarsi volgari o “not proper” – ed anzi, esiste certamente uno slang dei quartieri alti.
    Non è una cosa così semplice e lineare, insomma.

  • Resta il fatto che, se non fosse stato in qualche modo segnalato che c’era qualcosa-qualcosa, avrei dato per scontato che si trattasse di una “polite exclamation, suitable for women and children” dell’epoca, e non mi sarei fatta particolari problemi.
    E Ms. Willis non mi colpisce come il tipo di autrice che dissemina dettagli a caso…

  • No, la Willis fa di questi giochetti in continuazxione – spesso per la dannazione dei traduttori (The Doomsday Book, che è altrettanto interessante, in Italia è stato tritato in coriandoli da una traduzione inammissibile, spesso incastrata proprio su questi giochi con termini desueti o dubbi.)

  • Which makes her a writer much after my own heart.
    E tuttavia, pensandoci, trovarsi a dover rendere non tanto poppycock, quanto il giochino che su poppycock ruota – in Italiano…
    Toi toi toi…

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