Dic 14, 2012 - anacronismi, Storia&storie    7 Comments

Mutande Medievali E Altri Scivoloni

anacronismi, susanne alleyn Anacronismi, anacronismi… non dico che sia la mia crociata personale, ma sapete che sono allergica agli anacronismi. Gli anacronismi psicologici e la Sindrome della Bambinaia Francese mi provocano shock anafilattico, ma in generale bastano una penna d’oca nel II Secolo a.C., una nubile seicentesca che va e viene da sola per la casa di un estraneo di sesso maschile, o un sergente che parla di serendipità nel 1744 per rendermi acutamente infelice. 

È così irragionevole aspettarsi che, nello scrivere un romanzo storico, l’autore si dia la pena di ricercare almeno un po’ la sua epoca? Sono dolorosamente consapevole del fatto che per quanto ci si sforzi, qualche incidente può sempre capitare, ma ci sono incidenti e incidenti. C’è un abisso di gravità tra lo scivolone isolato e involontario e la colpevole indifferenza – e non cominciamo nemmeno a parlare dello stravolgimento deliberato…

A questo punto posso anche confessare di avere accarezzato l’idea di mettere insieme una piccola guida all’anacronismo molesto, una rassegna di incidenti e di modi per evitarli*, ma scopro di essere stata battuta sul tempo.

Battuta da Susanne Alleyn**, con Medieval Underpants & Other Blunders, a writer’s (and editor’s) guide to keeping historical fiction free of common anachronisms, errors and myths.

Titolo imponente – ma poi la lettura è agile e sensata, e anche piuttosto divertente, divisa in una serie di capitoli che affrontano gli argomenti più comunemente maltrattati. Tra gli altri, armi da fuoco, denaro, spostamenti, alimentazione e, come s’intuisce dal titolo, biancheria. Inutile dire che una discreta quantità di parole è dedicata agli anacronismi psicologici, ai modi idiomatici, alle convenzioni sociali e alla mentalità dei secoli passati.

E sì, è un campo minato, ma la ricetta di Susanne Alleyn per l’attraversamento è semplice: mai dare nulla per scontato. Mai dare per scontate le patate, le penne d’oca e le imprecazioni – e tanto più perché, nella maggior parte dei casi, accertarsi di come stessero le cose è piuttosto facile, non foss’altro che, con le dovute cautele, via internet.

Dopodiché rimane la necessità di non ingozzare il lettore di minuzie storiche giusto per fare sfoggio di tutta quella ricerca… Ma tra l’infilare tre pagine di descrizione delle operazioni di carica di un moschetto e il fornire il vostro fante primosettecentesco di un fucile a retrocarica, ci sono infinite possibilità di giusto mezzo, e individuarne una che funzioni è parte del vostro mestiere di romanzieri storici.

Qui trovate una serie di segnali di pericolo – campi in cui è facile, o possibile, o comune inciampare, soprattutto là dove leggende, luoghi comuni e Hollywood hanno agito per generazioni sulla percezione del periodo.

Se vogliamo trovar difetti, la prospettiva è un po’ americana – small wonder, venendo da un’autrice americana – e personalmente trovo un po’ allegra la demitizzazione del Terrore Francese: è vero che Carlyle e discepoli hanno annerito non poco gli eventi di Parigi, ma Susanne glissa del tutto su faccende truci e documentate come le Colonnes Infernales e le noyades nell’Ovest. Ma non andiamo per questi sentieri – non qui e non adesso. Ciascuno ha le sue ossessioni, dopo tutto, e Medieval Underpants è un’operazione meritoria.

Anche se non scrivete né intendete scrivere mai narrativa storica, Medieval Underpants resta una lettura interessante, perché oltre ad essere un ironico catalogo di anacronismi possibili***, affronta con leggerezza una serie di questioni di metodo cui si tende a non pensare troppo, ma che sono invece piuttosto fondamentali per la definizione stessa di un genere. 

Se vi fosse venuta voglia di dare un’occhiata (e per tre dollari e novantacinque, potreste fare di peggio), trovate tutto sul sito di Susanne.

_______________________________________________

* Ecco, questa sarebbe una rassegna molto breve, in realtà, riassumibile in tre parole: ricerca, ricerca, ricerca.

** Sì, come Ned Alleyn. Sarebbe forse bastato anche questo a rendermela simpatica, ma poi ci sono gli anacronismi, una serie di gialli storici e una rinarrazione de Le Due Città – non in quest’ordine di scrittura, ma di sicuro in quest’ordine di lettura.

*** E anche alcuni che sembrerebbero impossibili – ma capitano. Oh, se capitano…

 

Mutande Medievali E Altri Scivoloniultima modifica: 2012-12-14T08:10:00+00:00da laclarina
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7 Commenti

  • Il libro sembra interessante e di sicuro è utile. Io ho Medioevo sul naso di C. Frugoni, un saggio in cui vengono esposte alcune invenzioni del Medioevo che uno non sospetterebbe 🙂

  • Si vede che non sei una collezionista di Topolino 🙂
    Uno dei filoni più fortunati della Walt Disney italiana è quello della macchina del tempo del prof. Zapotek. Topolino e Pippo viaggiano nel passato e scoprono che c’era un monaco medievale che scriveva con la penna biro, oppure che uno scienziato del Cinquecento riusciva a scattare fotografie primordiali.
    Queste storie mi hanno sempre affascinato, perché ricalcano la famosa barzelletta con un matematico, un fisico e un ingegnere. Davanti ad un pascolo di mucche bianche, l’ingegnere afferma che tutte le mucche sono bianche. Il fisico lo corregge, affermando che tutte le mucche di quella regione sono bianche. Il matematico sorride ed esclama: “Vi sbagliate. Possiamo solo dire che le mucche di questo pascolo hanno almeno un lato bianco.”
    Perché non sognare che esistesse almeno un essere umano capace di coltivare le patate nel medioevo? Dopotutto, possiamo essere davvero certi che sia impossibile?

  • Bellissima segnalazione!
    Devo dire che quello che noto è che gli errori di anacronismo non solo sono dannosi ma possono rebdere insipida la storia.
    Mi spiego.
    Usando indiscriminatamente sempre le stesse immagini per descrivere il passato on solo si rischia di sbagliare ma si rende la storia molto piatta.
    Porre l’accento sugli oggetti, i vestiti, i cibi etc. “veri” del periodo in cui si scrive invece che una limitazione può diventare uno spunto per rendere la storia originale.
    Voglio dire che certe volte le usanze e la verità danno un tocco di pepe al periodo storico e guarniscono la storia di dettagli interessanti che tengono viva l’attenzione del lettore (specie se curioso).
    Ovviamente qualunque guarnizione non deve sostituire la torta perciò dosare il tutto con buonsenso è assolutamente necessario però…mi piace quando leggo il dettaglio insolito VERO.
    Grazie della segnalazione, molto gradita e credo proprio che per tre dollari e novantacinque farò la pazzia! 🙂

  • @Daniele: sembra interessante – grazie della segnalazione. Agirò.

    @Simone: ah, ma io adoro le storie della Macchina del Tempo e del Prof. Zapotek! Il problema è che se scrivo un fantasy storico sulla macchina del tempo, può esserci ogni genre di attraente e interessante ragione narrativa per avere le patate nel Medio Evo. Se invece scrivo un romanzo storico… come dire? Sarebbe davvero meglio di no.

    @Cily: non c’è nulla che stimoli l’immaginazione come un limite, trovo… Una volta o l’altra ti racconterò del modo in cui la disposizione delle stazioni di posta attorno a Londra nel 1593, apparentemente un problema inconciliabile con la mia trama, ha finito col dare luogo a una scena particolarmente significativa in vista di un omicidio che doveva svolgersi diversi capitoli più avanti.
    E vedrai che Medieval Underpants vale davvero la pena.

  • Fortunatamente questo genere di libri sta conoscendo una certa fortuna (non nel nostro paese, eh… ma nel mondo sì) – alcuni sono pubblicati come supporto per gli autori, altri come semplice divulgazione.
    Ne ho un paio qui che aspettano il loro turno in lista di lettura.
    In generale, la storia è molto meno “rispettabile” di quanto voglian farci credere a scuola.
    E poi, è nota la mia passione per i cialtroni storici.

  • Titoli, please?

  • Ho qui sul Kindle una cosa che si intitola “Worlds of Arthur” – uscirà nel 2013 – che va a spulciare tutti i riferimenti a Re Artù nella storia, nel folklore e nella letteratura… per cui si scopre che gran parte di ciò che sappiamo del buon Arthur “storico” non è poi così esageratamente storico.

    Poi c’è il recente(?) “Lies, Damned Lies and History”, di Graeme Donald.

    In Italiano mi viene in mente – sulla storia filtrata da Hollywood – l’eccellente “I banditi del Tempo” (Ponte delle Grazie?) e una cosa che mi pare si intitolasse “Il medio evo secondo Disney”…

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