Giu 30, 2014 - Shakeloviana    No Comments

Shakeloviana: Il Libro Segreto di Shakespeare

Il-libro-segreto-di-Shakespeare-di-John-UnderwoodSia detto fin da subito e a scanso di equivoci: in questo post ho tutta l’intenzione di barare.  Perché – e magari qualcuno di voi se ne ricorderà – su questo romanzo ho postato, lungamente e acidamente, un paio di anni fa. Per cui, prima della fine vi provvederò di un link in direzione di quel post lontano lontano – ma prima bagoliamo un pochino.

E cominciamo col dire che, se vi parlo per la seconda volta del Libro Segreto di Shakespeare (henceforward known as il LSdS), non è perché mi piaccia alla follia, dininguardi, ma perché è una bizzarria editoriale.

Per dire, a differenza di molti titoli di Shakeloviana, non solo lo trovate in Italiano, ma se per caso vi pungesse vaghezza di leggerlo in Inglese, non ci riuscireste – per l’ottimo motivo che non c’è niente del genere. All’inizio del 2012 Gene Ayres gridava alla cospirazione accademica per giustificare il fatto di non avere trovato un singolo editore anglosassone disposto a pubblicarlo – e si direbbe che, due anni e mezzo più tardi, le cose non siano cambiate. Francamente, non so dare torto agli editori anglosassoni…

In Italia questo thrillerino lasco lasco dalla trama piena di buchi grandi come il Kent*, era arrivato via Newton Compton, pensato per seguire di poco l’uscita dell’altrettanto debole Anonymous, film con cui – nonostante la copertina furbastra – non ha in comune granché, se non il livore antistratfordiano. Ad ogni modo, Ayres si era presentato al pubblico peninsulare rilasciando una serie di interviste tra il complottista e il melodrammatico, in cui gridava alla congiura del silenzio che, a suo dire, sarebbe stata rotta soltanto dal pur fantasioso film di Emmerich.

Hm. index

Una congiura del silenzio, capite, intesa a soffocare ogni dubbio sul fatto che Shakespeare abbia scritto Shakespeare. Perché tutti sappiamo che non si trova nulla in proposito, vero? E che a nessuno è mai stata data la possibilità di pubblicare alcunché di antistratfordiano – in forma di romanzo, saggio o what not. E che chiunque ci abbia mai provato è stato ridicolizzato, emarginato e ridotto al silenzio. E qui potete abbandonarvi ai cachinni più scomposti, perché really!

Ora, vedete, l’intero LSdS è basato sull’improbabile premessa di un omicidio compiuto per zittire un accademico antistratfordiano** – cosa che di per sé lascia ben pochi ganci a cui sospendere la propria incredulità, ma che poi l’autore si spacci per vittima di una versione reale, seppur meno cruenta, della stessa cospirazione – tanto da essere stato costretto a pubblicare sotto l’elisabettianeggiante pseudonimo John Underwood*** – ecco, tutto questo mi sa di una di due cose: mania di persecuzione, o strategia di marketing deragliata prima di cominciare. E per essere sinceri, non so nemmeno troppo bene come prendere la storia del saggio di partenza, rifiutato a diritta e a mancina, e pubblicato sotto il nome di Desmond Lewis – l’accademico eterodosso che la prende nelle costole all’inizio del libro…

Insomma, ricapitoliamo: un thrillerino malcostruito, dalle premesse marziane e dallo sviluppo malcerto, con una trama a trafori – e per di più lardellato di implausibilità accademiche svarioni storici… fa davvero meraviglia che non abbia trovato un editore in territorio anglosassone?

Apparentemente ne ha trovato uno in Italia e altri sei in giro per il mondo – ma nemmeno di questo, forse, ci si deve meravigliare, considerando che per molti non-anglosassoni Kit Marlowe e la Authorship Question sono del pari sconosciuti. In Italia, in Polonia, in Russia non sono in molti a sghignazzare all’idea di un’attrice teatrale laureata in lettere che non ha mai sentito parlare di Marlowe né della Questione.

Ah well. Se adesso volete leggere questo arnese, posso solo sospirare e ammettere che non so come impedirvelo. Se invece siete più contenti con una dissezione, trovate il post rilevante qui.

_________________________________________

* Una contea a caso. Sì, perché in realtà… oh, aspettatevi novità e sorprese, Lettori!

** E no, non sto rovinando nessun finale. Questo lo si scopre prima di pagina dieci. Il finale lo rovino con abbondanza di particolari nel post originario – ma persino là ci sono segnali stradali per chi non volesse privarsi della sorpresa.

*** In realtà, Underwood fu un attore e s0cio dei King’s Men – apparentemente uno dei non tantissimissimi a passare con qualche successo dagli inizi come boy player alla carriera adulta. Se invece la vittima di nome Desmond Lewis sia un omaggio (!) all’omonimo giocatore di criket, proprio non lo so.

Shakeloviana: Il Libro Segreto di Shakespeareultima modifica: 2014-06-30T08:05:05+00:00da laclarina
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *

*