Ago 11, 2014 - Shakeloviana    3 Comments

Shakeloviana: Titolo Sconosciuto

Sì, be’, questo è un lunedì shakeloviano un po’ diverso dal consueto – perché il libro di cui parliamo è un ricordo, e nemmeno precisissimo.

E a dire la verità, non è nemmeno come se lo avessi letto tutto…

Dunque, cominciamo dal principio. Ero alle medie – il che vuol dire che sono passati ventotto o ventinove anni. Ora d’Italiano, e  invece di ascoltare, leggevo su e giù per l’antologia. Forse erano interrogazioni altrui, perché alle medie ero una brava bambina e facevo quel che mi si diceva di fare e ascoltavo le lezioni… ma tant’è.

Curiosando per l’antologia, che era alta una spanna, mi ero imbattuta in una sezione di brani più lunghi, destinati ad essere letti durante le vacanze. Erano suddivisi per temi, e c’era una sezione dedicata ai ragazzini che praticavano le arti. C’era la storia di Priscilla,  giovanissima allieva della scuola di ballo della Scala, che faceva il topo in una produzione (immagino) dello Schiaccianoci, e c’era qualcuno, forse il coreografo, la cui pronuncia non milanese (diceva “topi” con la o chiusa) era motivo di stupore e ilarità tra le ballerinette…

E c’era Tom. Tom eraBoyPlayer un boy player elisabettiano, probabilmente al Globe. Era in adorazione di Will, il poeta della compagnia, ed entusiasta della sua prima parte importante. Non ricordo quale fosse la parte, né quale fosse la tragedia. Romeo e Giulietta? Può essere. Ma poteva essere anche Amleto… non so. Quel che ricordo è che Tom se ne tornava a teatro tutto trionfante, brandendo una copia pubblicata del testo, che aveva comprato per studiare la parte… solo per ricevere una solenne sgridata da Will. Avvilitissimo e scombussolato, Tom scopriva da un altro attore di avere comprato a caro prezzo una stampa non autorizzata, scritta in base alla memoria imperfetta di un attore mercenario, e piena di errori, omissioni e imprecisioni – il genere di cose che mandava Will fuori dai gangheri. “Studia per bene la tua parte e non preoccuparti,” consigliava l’attore comprensivo. “Vedrai che gli passa.”

Ecco tutto. Quasi trent’anni fa non sapevo nulla di Shakespeare, della Londra elisabettiana, dei bad quartos, dei ragazzini in parti femminili, dei pirati-stampatori, di Gabe Spenser che forse – forse forse aveva venduto Romeo e Giulietta a quel mascalzone di Danter. E di sicuro non sapevo che un giorno queste cose sarebbero diventate la mia passione. Però la lettura mi aveva colpita abbastanza per rimanermi impressa attraverso tre decenni.  Direi che, se il Macbeth al Teatro Romano di Verona, più o meno alla stessa epoca, è stato il mio primo Shakespeare, questa pagina d’antologia è stata il mio primo contatto con la Londra elisabettiana.

Quel che mi dispiace è di non ricordare né titolo, né autore, né se il brano appartenesse a un libro italiano o tradotto, né nulla di utile… Ad essere sinceri, dopo tutto questo tempo, non sono più nemmeno del tutto sicura che il protagonista si chiamasse Tom. Ripetute ricerche nella vecchia riserva di antologie di mia madre non sono servite a nulla, e neppure internet, per una volta, è del minimo aiuto.

Per cui, niente. Oggi non ho titoli per voi. Soltanto il vago ricordo di un libro per fanciulli che mi piacerebbe molto ritrovare. Qualcuno per caso ha idea?

 

Shakeloviana: Titolo Sconosciutoultima modifica: 2014-08-11T08:07:18+00:00da laclarina
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3 Commenti

  • Non posso contribuire nulla di costruttivo – ma questa, credo, fa il paio con la storia che io lessi in una antologia delle medie, in cui i protagonisti, per passare il tempo in vacanza, ipotizzavano che il Macbeth fosse un poliziesco, in cui il vero omicida era il padre di Lady Macbeth… e procedevano all’analisi della tragedia scozese in cerca di indizi.
    La cerco da anni, e non ne so nulla.
    Il che mi porta a postulare una profonda perversità dei compilatori di antologie per le medie.

  • Ah be’, ma in fondo è una caccia al tesoro. Prima o poi…

  • Che poi, Dr. Dee – magari no, ma forse forse… Non sarà The Macbeth Murder Mystery di Thurber, vero?

    Perché allora è qui: http://userhome.brooklyn.cuny.edu/anthro/jbeatty/COURSES/Macbeth/thurber.htm

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