Dic 15, 2014 - Shakeloviana    No Comments

Shakeloviana: Vergogna Sprecata

AWoSOgni tanto la BBC fa queste cose – anzi, ogni poco. Una quantità di storia romanzata per la televisione, generalmente assai ben fatta, ben scritta, ben recitata. Poi a volte si vede che qua e là cercano di risparmiare, come il pur magnificamente scritto e interpretato Elizabeth I (Helen Mirren nel ruolo eponimo), i cui esterni girati in Lituania danno all’insieme un’aria un filo fasulla.

Come gli esterni di questo A Waste of Shame, titolo preso dal Sonetto 129 per un film televisivo che, come tante volte si è fatto, intreccia una storia attorno ai Sonetti e ai loro misteriosi protagonisti. L’abbiamo già detto, si tratta di un gioco a mezza via tra Cluedo e briscola in cinque*: un certo numero di possibilità, su cui si specula. Ebbene, il romanziere e sceneggiatore William Boyd va per una combinazione interessante. Il Bel Giovane è William Herbert, futuro conte di Pembroke, la Bruna Signora è una versione di Lucy Morgan, la prostituta (nord)africana, e  il Poeta Rivale è Ben Jonson – che non mi era mai capitato di veder candidato per il ruolo in narrativa. Will, interpretato da un bravo Rupert Graves, è gradevolmente terreno – per niente marmoreo, per niente etereo, per niente aulico. I Sonetti diventano cris-de-coeur, infatuazione, attrazione, passione, furia, amarezza, dispetto, e l’occasionale colpo basso da parte di un uomo decisamente in carne e ossa. Un uomo che trascura la sua famiglia perché se ne sente soffocare, che coniuga felicemente scrittura per denaro e moti del cuore, che non sa troppo bene che fare di questa attrazione per il Bel Giovane, è geloso come un gatto del Poeta Rivale e cerca la Bruna Signora più per appetito della carne che altro.**

Boyd gioca un po’ disinvoltamente con le date, c’è qualche incongruenza qua e là, e ho qualche piccolo dubbio sparso in fatto di costumi e di riscaldamento – ma l’insieme è bello a vedersi, l’atmosfera è densa e convincente, la sceneggiatura in generale e i dialoghi in particolare  sono molto buoni, così come gli attori – con l’eccezione del giovane interprete di William Herbert. Grazioso ragazzo, ma espressività limitata… D’altra parte, si suppone che Herbert sia bello e vacuo, per cui forse la cosa è intenzionale. Come dicevo, peccato per gli esterni. Non sono riuscita ad appurare se si tratti di nuovo della Lituania (e potrebbe: c’è un certo qual feel esteuropeo, qua e là…), o se Londra e Stratford siano ricostruite in studio. Quel che è certo è che, in qualche modo, non ha un’aria terribilmente elisabettiana.

E tuttavia è una magagna che si può perdonare, in vista della qualità generale e della buona scrittura.

Al solito, semmai a questo punto foste curiosi, A Waste of Shame si trova su Amazon

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* Confessione: io a briscola in cinque non ci so giocare. Una volta sono stata trascinata a una specie di card party e piazzata a un tavolo armata di qualche fumosa spiegazione… Gli altri erano tutti espertissimi e concentratissimi. Si giocava senza nemmeno fingere di fare conversazione, e io me ne stavo lì, mettendo giù carte a caso e aspettando che si facesse tardi. Una serata lunghissima. E il ricordo di quella sera è la mia unica base per l’affermazione che ho fatto.

** Volete fare un’esperienza istruttiva? Aprite IMdB, cercate Waste of Shame e leggete le recensioni in cerca di quelle che lamentano la qualità eccessivamente terrena del Bardo in questo film… Ma come? S’indignano. Shakespeare viveva solo per la sua poesia! Nei Sonetti non c’è nulla di carnale e/o autobiografico! Il Bel Giovane e la Bruna Signora sono costrutti poetici, idee, astrazione pura! Eccetera…

Shakeloviana: Vergogna Sprecataultima modifica: 2014-12-15T08:03:10+00:00da laclarina
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