Gen 5, 2015 - considerazioni sparse    3 Comments

January Blues

JanBluesMa a parte tutto, a voi gennaio piace?

Perché io devo confessare di detestarlo un pochino, gennaio.

Venendo come viene dopo tutta l’attesa decembrina, gennaio è una specie di enorme lunedì mattina cosmico – e a chi è che piace il lunedì mattina?

Insomma, dicembre è un mese di attesa, di preparazione e preparativi, di luce di candela, di agrifogli, di biscotti con le spezie, di carole, di ricordi… Non so voi, ma io non riesco a non investire dicembre di un senso di sipario che si taglia col coltello. Solo che in realtà il sipario non si chiude affatto (e per fortuna!), e poi arriva gennaio, e si resta con l’albero da disfare, le carole da togliere dall’iPod e tutto da ricominciare daccapo. Al freddo. Dopo avere preso quel genere di cattive abitudini che fanno tanto presto a stabilirsi nel corso della più breve delle vacanze…

E poi non è nemmeno questione di vacanze che finiscono. Da diversi anni in qua, a ben vedere, una volta scremati i preparativi, i parenti eccetera, le mie vacanze si riducono a un paio di giorni di letturaletturalettura, prima di tornare al lavoro. Tecnicamente non ho nemmeno più il tempo di prenderle, le cattive abitudini…

E tuttavia.

Un anno nuovo, tutto intero, tutto bianco… Ho detto che è come uscire nel gelo il lunedì mattina, ma c’è anche un po’ di sindrome della pagina bianca. E adesso da dove comincio? Mi dà i brividi il sol pensiero. E allora si fanno buoni propositi, e s’inizia un taccuino nuovo, e ci si compra un maglione rosso, e si spera che nevichi. Ecco, se nevica va bene persino gennaio. Se nevica va bene tutto. Credo di avervi già raccontato di come, all’epoca del mio primo vero e proprio run – un giro di repliche di Di Uomini e Poeti, back nel 2011, una serie di nevicate avesse costretto la compagnia a rimandare la prima… Ebbene, nemmeno questo era stato sufficiente ad appannare il mio entusiasmo per la neve. Se nevica va bene tutto – ma stiamo parlando del Mantovano, you know, dove le nevicate degne del nome sono un’occorrenza men che equinoziale.

E quindi siamo daccapo: una pagina bianca, di lunedì mattina, al freddo. gennaio,_pattinatori_sul_giacchio

Che poi si sa: una tazza di tè, un’altra, un po’ di duro lavoro ed è fatta. La cosa peggiore è ricominciare. Prima di febbraio non mi ricorderò nemmeno più di questi mooligrubs. È solo questione di rimettersi in moto. Eccetera, eccetera, eccetera.

Certo.

Sicuro.

Come no?

Oh well. Credo che andrò a farmi un’altra tazza di tè.

E chissà, magari nevicherà…

January Bluesultima modifica: 2015-01-05T08:02:22+00:00da laclarina
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3 Commenti

  • Ma quanto hai ragione!
    Anche io odio gennaio, resta lì sospeso senza un reale obiettivo.
    In teoria si fanno i propositi e si parte, ma è come mettere in moto un diesel.
    Eppoi come aggravante mettici la solita influenza stagionale che i miei bambini non mancheranno di prendere e che è sempre verso metà gennaio quando con gran fatica uno avrebbe messo in moto qualcosina.
    Poi febbraio è tutto un’altra cosa. C’è carnevale ed è un susseguirsi di feste e festicciole, truccare e vestire i bambini. A volte anche io mi travesto e prendo parte al gioco.
    Febbraio è un mese colorato e divertente.
    In un soffio arriva marzo e qui a Roma è già primavera.
    Ecco no, gennaio è davvero senza una sua precisa identità con tutto che ci sarebbe anche il compleanno del mio bambino più piccolo e che verrà rimandato a febbraio come sempre, a causa dell’ influenza.
    Gennaio è come una sala d’aspetto.
    Ma chissà magari quest’anno potrebbe riservarmi qualche sorpresa. (nota che dico tutti gli anni così)

  • @Cily: a volte penso che sarebbe carino abolirlo, gennaio – ma poi… non ricordo più in che striscia fosse (Peanuts? Calvin e Hobbes?), qualcuno proponeva a qualcun altro di abolire il lunedì, solo per sentirsi rispondere che allora tutti avrebbero odiato il martedì. Il che è tristemente vero.

    @Alessandro: e in effetti è una consolazione. 🙂

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