La Memoria di Shakespeare

BorgesLa memoria de Shakespeare (2004)Tutto è successo per via di Ad Alta Voce.

Il tema era “Il potere dei ricordi” – e non avete idea di quanto ci prenderemmo a botte in testa quando si tratta di tirar fuori letture per quei temi che a suo tempo c’erano parsi tanto simpatici… – ed ero a caccia.

Così ho pescato La Storia Più Bella Del Mondo di Kipling, il Sonetto 81 per l’Angolo Shakespeariano, il finale de La Coppa d’Oro di Steinbeck, il pezzo sulle Cose Che Non Sappiamo Più dall’Annibale di Granzotto, un frammento del Sipario di Kundera…

E poi, cerchicchiando qualcos’altro, ho scoperto l’esistenza di un racconto di Borges chiamato “La Memoria di Shakespeare”.  Ora, la borgesiana, tra noi, è M. – ma, contando sulla sua indulgenza in considerazione dell’argomento, mi sono messa a caccia.

E ho fatto una scoperta.Borges2

Avete presente l’opera omnia di Borges pubblicata dai Meridiani? Ebbene, io non so se la MdS sia l’unico racconto che manca – ma di sicuro manca. In originale dava il titolo a una raccolta di quattro racconti. Nei Meridiani gli altri tre compaiono sotto il titolo “Tre Racconti” – e la MdS non c’è. Né c’è da sola, o in altre raccolte… non c’è proprio. Si trova altrove, ho scoperto – per esempio qui,* – ma siccome mi riduco sempre all’ultimo momento, era troppo tardi per procurarsi un’altra traduzione in città… Così mi sono messa a caccia, e ho trovato una traduzione inglese.

Ed è così che ho fatto la conoscenza di questa che, prima facie, sembrerebbe un’avventura un po’ à la Kipling: il grigio accademico che, per un caso bizzarro, si ritrova in possesso, appunto, della memoria di Shakespeare. Non le memorie – ma la memoria: i ricordi, i pensieri, le idee di William Shakespeare da Stratford. La più straordinaria circostranza che possa capitare a uno studioso, giusto? Chi non vorrebbe? Hermann Soergel non dà retta ai criptici avvertimenti del donatore: accetta e aspetta. E questa memoria estranea e antica non gli cade in testa tutta in una volta, ma sale lentamente, come una marea irregolare… fino a farsi terrificante – e pericolosa.

BorgesPoi Borges è Borges, e la storia di per sé lascia il centro del palcoscenico a una serie di affascinanti speculazioni su Shakespeare – come se l’autore si fosse servito della forma narrativa per dar voce a qualche idea non proprio accademica in proposito… Sia chiaro, la storia funziona, inizia, cresce, s’impenna e finisce aperta, piena di promesse inquietanti e di domande su arte, memoria, identità… Però è chiaro che non è l’intreccio a contare davvero. È lo Shakespeare immaginato, l’adesione all’uomo misterioso nascosto dietro il Canone, il gioco intellettuale. Io di Borges non ho letto moltissimo – anche se ho tutta l’intenzione di recuperare – e mi si dice che questa sia la cifra di molta della sua narrativa.

Quel che è certo è che il suo Shakespeare è un profilo nell’ombra. Emerge per luccichii e sussurri – un particolare biografico, un colore, una suggestione. Magnifica idea, magnifica esecuzione, fascinanting stuff.

 

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* Inrealtà Il “Libro di Sabbia” è un’altra raccolta – ma questa edizione contiene anche i quattro racconti de la MdS, seppur sotto l’indicazione “Ultimi Racconti”.

 

 

La Memoria di Shakespeareultima modifica: 2016-05-25T08:03:07+00:00da laclarina
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