Set 21, 2016 - Poesia    No Comments

Autunno Poetico

autumn-8.jpgE così siamo d’equinozio – autunno un’altra volta, stagione che ha sempre ispirato grandemente i poeti. Non dico che i prosatori non si siano mai dati da fare, perché foglie cadenti, giorni sempre più corti e quant’altro si prestano ad ogni genere di trattamento metaforico, simbolico o semplicemente decorativo, e pochi romanzi sono completi senza una buona scena autunnale, ma senza dubbio le citazioni che saltano alla mente per prime sono poetiche.

Prima di tutto, credo, Ungaretti, col suo Soldati: si sta come d’autunno sugli alberi le foglie…

Ma subito dopo la povera foglia frale dell’Imitazione di Leopardi, Settembre, andiamo, è tempo di migrare con I Pastori di D’Annunzio, San Martino di Carducci, con la sua nebbia che sale piovviginando agl’irti colli (e pensandoci, dev’esserci anche Alla Stazione Una Mattina d’Autunno, di cui confesso di ricordare solo la caduta di foglie), e la fredda estate dei morti di Pascoli, anche se Novembre forse oggi è ancora un nonnulla prematura.

In qualche modo sarebbe stato innaturale che Gozzano non si occupasse di autunno, e infatti lo ha fatto più di una volta: per i vetri Autunno inonda la bella stanza delle luci estreme ne La Falce, Sire Autunno vuota munifico la sua cornucopia ne Il Frutteto, mentre La Signorina Felicita pensa i bei giorni di un autunno addietro, e l’elenco sarebbe lungo, se si volesse.

Fuori d’Italia, tutti ricordiamo i lunghi singhiozzi dei violini d’autunno di Verlaine forse più per il celebre messaggio in codice del D-Day che per la Chanson d’Automne in sé, e poi ci sono le gelide tenebre e i colpi funerei della legna spaccata nel Chant d’Automne di Baudelaire, e Mallarmé che chiama le nebbie sulle paludi livide – e in compenso Camus dice che l’autunno è una seconda primavera in cui ogni foglia è un fiore: lo so, è prosa, ma ci voleva proprio. Chi avrebbe mai pensato di dover ricorrere a Camus per allietare un po’ l’atmosfera?

E poi veniamo al mondo anglosassone, cominciando con la mia prediletta Miss Dickinson, che in Autumn indossa un gioiello per essere in tono con i vestiti scarlatti dei campi, le gaie sciarpe degli aceri e le guance rubiconde delle bacche. L’autunno di Yeats, invece, è giallo e triste come le foglie umide delle fragole selvatiche in The Falling of Leaves, mentre The Autumn di Elizabeth Barret Browning è una faccenda di vento nei boschi e torrenti gonfi. L’autunno di William Blake è un personaggio carico di frutti e dalla voce allegra che fa danzare le fanciulle, ma è macchiato del sangue dell’uva (To Autumn), e quello di Keats è un tempo di foschie, il caro amico del sole che fa maturare le mele sotto il cui peso si piega l’albero accanto al cottage. E poi (in ordine del tutto sparso) ci sono Shakespeare, che paragona gli alberi autunnali a cori in rovina, Nova Bair, con i suoi pioppi d’ottobre, torce accese per illuminare la via verso l’inverno, Kipling con le sue sere profumate di fumo e le notti profumate di pioggia, e John Donne che riconosce la bellezza alla primavera e all’estate, ma riserva la grazia all’autunno.

E infine rapido passaggio in Germania per Hoelderlin, e il suo autunno – simbolo del tempo che divora se stesso.

Passaggio e caducità, rosso, oro, crepuscolo, frutti, declino, vendemmia, nebbia, bellezza, malinconia, abbondanza e finalità: se c’è una stagione da poeti, forse è davvero l’autunno.

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Autunno Poeticoultima modifica: 2016-09-21T08:06:00+00:00da laclarina
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