La Bambinaia Spagnola?

E questo è il Giovane Inglese di Tiziano - ma è così che ho sempre immaginato Rodrigo.

E questo è il Giovane Inglese di Tiziano – ma è così che ho sempre immaginato Rodrigo.

Discutevasi di Don Carlos, e a un certo punto L. mi dice questo: “Ma tu, che ce l’hai tanto con le Bambinaie Francesi e gli anacronismi psicologici, dimmi una cosa: e il tuo beneamato Marchese di Posa?”

E io sussulto un pochino, perché…

Potrei obiettare che il Marchese di Posa, pur baritono, non è più tanto il mio beneamato Marchese di Posa, e che da anni la mia simpatia va a Re Filippo – ma non non lo faccio. E potrei anche obiettare, con più pertinenza, che ai tempi di Schiller l’anacronismo non era una preoccupazione, e l’idea di anacronismo psicologico nemmeno esisteva – ma il punto che sollevava L. non è questo. Il punto è, immagino, la percezione dal nostro lato: è dunque Rodrigo, Grande di Spagna, Cavaliere di Malta, campione del libero pensiero, amico del cuore dell’ineffabile Carletto e figlio immaginario di Re Filippo, nient’altro che una ur-Bambinaia Francese? Verdi stesso ha tutta l’aria di pensarlo, e lo dice in una lettera – se non mi sbaglio – a Ricordi:

Posa, essere immaginario, che non avrebbe mai potuto esistere sotto il regno di Filippo.

E in effetti, tutto si può dire, ma non che il giovanotto pensi, senta e agisca come un convincente nobiluomo spagnolo di metà Cinquecento. Rodrigo è chiaramente l’alter-ego e portavoce di Schiller, un uomo del tardo Settecento. Lo dice bene H.W. Nevinson, nella sua Life of Friedrich Schiller:

In Posa sembra di vedere prefigurati i grandi leader della Gironda nella Francia rivoluzionaria: come loro è nobile e vocato al martirio, come loro è eloquente ed amabile – e come loro è del tutto inefficace.

Oppure così: Thomas Hampson

Oppure così: Thomas Hampson

E dunque? Un Girondino in farsetto di velluto è o non è l’equivalente settecentesco della Bambinaia?

Nel complesso e dopo accurati rimuginamenti, direi di no. In primo luogo, il grado di storicità del Don Carlos non solo è abissale – ma è anche, in tutta evidenza, l’ultima delle preoccupazioni del giovane Schiller: davvero vogliamo impuntarci sugli anacronismi psicologici in una tragedia che fa coincidere la morte di Carlos (1568) con il disastro dell’Armada (1588) e il fidanzamento della principessa di Eboli con Ruy Gomez (1553)…? Ecco, appunto. Se Schiller avesse avuto il minimo interesse in proposito, forse avrebbe cominciato a leggere un po’ di storia spagnola prima di pubblicare i primi due atti della tragedia su una rivista, giusto? Il che magari ci induce a domandarsi che cosa avesse in testa Goethe, quando fece il diavolo a quattro per procurare al suo amico Fridrich una cattedra di storia all’Università di Jena…

Ma questa è un’altra faccenda: è chiaro che nel Don Carlos Schiller non vuole insegnarci la storia spagnola. Questa Spagna di mezza fantasia – tutta intrighi, giardini e solitudini calcinate dal sole – è uno sfondo perfetto per le idee che gli stanno a cuore e che mette in bocca al suo Spagnolo immaginario.DonCarlos

Spagnolo immaginario che, badateci bene, alla fine soccombe. Con tutti i suoi altissimi ideali, la sua eloquenza appassionata e il suo coraggio, Rodrigo alla fine precipita in una macchinazione goffamente suicida – e del tutto inutile, neutralizzata prima di subito dal supposto beneficiario… E non cominciamo nemmeno a proposito del fallimento in alta politica, e del tradimento della fiducia del re, volete? Per uno che parla per l’Umanità e per i Secoli Futuri, il ragazzo non fa una gran figura…

E infine non dimentichiamoci che il pubblico per cui Schiller scriveva sapeva benissimo a che gioco si stesse giocando, ed era un gioco del tutto diverso: pochi si preoccupavano della mentalità della Spagna filippina, e nessuno andava a teatro aspettandosi d’impararla – ma d’altra parte Schiller non era partito con l’intento deliberato di dare una lettura fuorviante dell’epoca.

Quindi, no: se il carattere distintivo della Bambinaia Francese è quello di un personaggio che l’anacronistico perseguimento di valori “moderni” rende moralmente superiore ai personaggi “period” direi che Rodrigo di Posa, eroe romantico confuso e alla fin fine fallimentare, does not fit the bill. Schiller ci chiede di considerarlo un giovanotto di nobili ideali e scarso senso della realtà, il benintenzionato campione di idee destinate a soccombere. Possiamo commuoverci quando si fa uccidere per salvare il suo amico – ma dobbiamo davvero credere che l’amico in questione sia la speranza della Spagna e delle Fiandre?

E lo ripeto: a Schiller non sarebbe mai passato per la mente di porsi il problema dell’anacronismo psicologico – ma persino noi, in epoca di Bambinaie Francesi, possiamo dire che siamo davanti a un cavallo (spagnolo) di tutt’altro colore.

 

La Bambinaia Spagnola?ultima modifica: 2017-06-07T13:04:36+00:00da laclarina
Reposta per primo quest’articolo

2 Commenti

  • Bello

    • Sorry – il commento mi era sfuggito. Grazie, torna a trovarmi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *