Ott 9, 2017 - grillopensante, musica    2 Comments

L’Orchestra Furiosa

È probabile che gli scrittori siano diversi dal resto della gente.

Il resto della gente, alla domanda “qual è stato il cOrchoncerto della tua vita?” pensano a qualche esecuzione perfetta ed emozionante…Gli scrittori si ricorderanno forse del meraviglioso Requiem di Britten (Santa Cecilia, Pappano, Hampson, Bostridge, soprano…?), ma poi dirottano su un certo concerto per l’anniversario della fondazione dello Stato d’Israele, con Shlomo Mintz nella doppia veste di solista e direttore d’orchestra.

Allora l’orchestra doveva essere, in origine, la Jerusalem Symphony, poi sostituita all’ultimo momento e senza spiegazioni dalla Bersheeba Sinfonietta. Entrano i professori, tutti di mezza età, tutti con aria truce. Non hanno l’aria di essere contenti. Se sono lì perché li si considera più spendibili della JSO in caso di problemi, li posso anche capire.

BersheebaTant’è. Cominciano con gli inni nazionali. Il nostro. Bene. Il loro. Non so se avete presente: Ha Tikva è una melodia che strappa il cuore, e loro la suonano come se fosse l’ultima volta. Tutti ci predisponiamo a una serata notevole. Invece poi accompagnano Mintz in un concerto per violino e orchestra di Beethoven. Mintz è in stato di grazia – l’orchestra no. Assente, meccanica, freddina. Quand’è che ce ne andiamo tutti in albergo? Poi è la volta di un paio di salmi musicati da un compositore israeliano: nuova metamorfosi! Partono con un pianissimo degli archi, impalpabile, trasparente, perfetto e continuano divinamente… Ma allora sanno suonare, questi qui! Salvo che poi, con l’Italiana di Mendelsshon, i nostri orchestrali tornano a pensare alla cena. Col trascorrere dei movimenti, Shlomo Mintz si fa sempre meno olimpico, smette di sorridere e guarda i suoi orchestrali come se volesse sgozzarli personalmente uno a uno con il suo archetto. Alla fine, prima di girarsi a raccogliere i (tiepidi) applausi, si china a sibilare qualcosa al primo violino, poi si scusa con il pubblico in Inglese e in Italiano e ricomincia il IV movimento daccapo. Ed è un altro mondo, perché la Bersheeba Sinfonietta si sveglia e la musica torna ad essere viva e brillante. Che diamine…Applausi più convinti, e tutti ce ne andiamo perplessi.Shlomo Mintz

Eppure questo è stato il concerto della mia vita: la volta in cui qualcosa che non so ha scostato il sipario invisibile che divide sempre esecutori e pubblico, mostrando qualcosa d’incomprensibile e affascinante. C’era tutto un sobbollire di malumori e di baruffe lì, di cose non dette e di ripicche – e l’orchestra sbagliata. Per una volta non era solo questione di bella musica, c’era anche una fetta di quella vita che gira attorno alla musica – e musica in tempo di guerra, for that matter. C’era una storia, lì. Una storia che probabilmente non conoscerò mai davvero per come è successa, ma che varrebbe la pena di essere immaginata, ricostruita e scritta. Una storia che si presterebbe a essere interpretata, caricata di simboli e caratteri. Una storia da leccarsi i baffi.

E sì, è davvero probabile che gli scrittori siano diversi dal resto della gente: vanno a teatro in cerca di un buon Beethoven come tutti gli altri, ma poi sono più contenti se possono venirsene via con una buona storia.

E voi, o Lettori? Qual è stato il concerto della vostra vita?

 

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L’Orchestra Furiosaultima modifica: 2017-10-09T10:12:00+00:00da laclarina
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2 Commenti

  • Una ventina d’anni fa andai a Torino a vedere l’Orfeo di Monteverdi (che adoro).
    Forse non il concerto d’una vita, e nessuna storia da scrivere, ma lo ricordo volentieri per un episodio tra il pubblico.
    Orfeo sta risalendo dal tartaro; ma che temi mio core? ciò che vieta Pluton comanda Amore, e si volta.
    Qualche fila ditro di me a una ragazza sfugge un disperato NO!
    Che meraviglia scoprire la favola d’Orfeo in quel modo.

    • Oh, bellissimo! E, tra parentesi, non è meraviglioso quel che le storie riescono a fare attraverso i millenni?

      (Oh… è forse una storia, quella che vedo davanti a me? )

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