Dic 4, 2017 - libri, libri e libri    No Comments

La Saga Della Saga

erlandsson-7Ieri sarebbe stato il compleanno del mio babbo – e mi è tornata in mente questa storia…

Come mio padre avesse perso la sua prima copia della Saga di Gösta Berling non lo so. In fatto di libri, il Colonnello era una strana commistione di venerazione gelosa e noncuranza… Ma insomma, in qualche modo il libro andò perso. 

Quel che so è che ne ritrovai una copia al Parnaso, incantevole libreria di seconda mano in vicolo Teodolinda, a Pavia. C’è ancora il Parnaso? Spero di sì. Luogherello felice, dove si scovavano tesori ad ogni visita. Ogni città dovrebbe avere un Parnaso – ma non divaghiamo. Gösta Berling. La saga la ritrovai in un espositore girevole del Parnaso. Una di quelle edizioni tascabili e grigioline della BUR, un pochino mal ridotta. Pagine ingiallite, costa dissestata, copertina un po’ malferma… A spiegare tutto, sul risguardo c’era un ex-libris che dava il volumino salvato da non so che piena del Ticino.

Era giugno, credo – ma era perfetto. Un libro, il libro giusto, e con una storia alle spalle: avevo trovato il regalo di comleanno perfetto per mio padre.

A tempo debito, il librino fu impacchettato insieme al cd della colonna sonora di Lawrence d’Arabia, poi spacchettato, apprezzato, letto e riletto e poi rimase nella libreria per anni.

E forse ci sarebbe rimasto anche più a lungo, se non fosse stato della dimensione perfetta per stare in un bagaglio overnight… E fu così che lessi La Saga di Gösta Berling nel corso di un viaggio in treno: Mantova-Cortona e ritorno. SLGB

E – in uno di quei momenti felici in cui una lettura comune funziona come una chiacchierata che non si può più fare – mi resi conto del perché mio padre fosse stato così dispiaciuto di avere perso il libro. Perché la Saga è una storia di intenzioni tradite, caduta, seconde occasioni, riscatto e (forse) redenzione scritta in un modo vivido, possente e austero al tempo stesso, che colpisce anche in traduzione. È piena d’intensità, di descrizioni scolpite, di personaggi tratteggiati grandiosamente, di luci di taglio. E in più, ha un ritmo epico e tambureggiante che trascina dall’inizio alla fine. Il genere di cose per cui ho decisamente ereditato il gusto dal mio babbo.

E poi d’accordo, della saga nordica ha anche l’occasionale rigidità, una certa cupezza di fondo… non c’è nulla di leggero, in questa storia – ma vale assolutamente la pena – al modo di una passeggiata nella neve: per il gelo, la bellezza e il vigore della faccenda.

La Saga Della Sagaultima modifica: 2017-12-04T10:00:34+00:00da laclarina
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