04/07/2011

Dieci Gatti Di Carta

gatti, libri, edgar allan poe, shakespeare, lewis carrolLa letteratura è piena di gatti - questi affascinanti, insopportabili, adorabili animali che si rifiutano sdegnosamente di avere un padrone ma, quando ci comportiamo bene (oppure no: nulla è più imperscrutabile del whim di un gatto...) si degnano di considerarci di loro proprietà. Gatti veri e propri, gatti simbolici, gatti metaforici, gatti parodistici, gatti demoniaci, gatti comici, gatti terribili, gatti antropomorfi, gatti magici - ce n'è per tutti i gusti perché l'animale è complesso, pieno di personalità e si presta a tutta una serie di necessità narrative e meccanismi letterari.

Se dovessi elencare i miei gatti letterari preferiti sarei in seria difficoltà, per cui considerate l'elenco che segue una lista informale, in ordine sparso e senza pretese di completezza.

* Old Deuteronomy e compagnia, da Old Possum's Book Of Practical Cats, di T.S. Eliot. Una collezione di felini pantofolai, pirati, teatranti, ferrovieri o buongustai che contemplano il loro ineffabile nome segreto, distruggono vasi Ming e si fanno i fatti loro - in poesia. Dall'affettuosamente realistico al nonsense sublime.

* Grey-Malkin, il gatto delle streghe nel Macbeth di Shakespeare. Non che veniamo a sapere granché di lui, ma che diamine: è in Shakespeare. Basta e avanza.

* Il Gatto del Cheshire - l'originale delle Avventure di Alice. Inaffidabile, sogghignante, enorme, incline ad elargire improbabili perle di saggezza e informazioni tendenziose, probabilmente anche pericoloso. Ma come resistere a un gattone che scompare lasciandosi dietro un sogghigno sospeso a mezz'aria*?

*Il Gatto del Cheshire II - il bibliotecario del Mondo dei Libri nei romanzi di Jasper fforde: idem come sopra e  in più soffice, compagnone e di buon appetito, ma estremamente capace al bisogno.

* Pluto, il Gatto Nero dell'inquietante storia omonima di Edgar Allan Poe. Di sicuro non era ispirato a Catterina (sic), l'adorabile gatta nera della famiglia Poe, compagna inseparabile della sua padrona malata.

* Il Gatto Con Gli Stivali, eroe eponimo della favola. Se non fosse stato per lui, altro che Marchese di Carabas!

* The Pussycat in The Owl And The Pussycat, di Edward Lear: la deliziosa Micina che fugge in barca con il Gufo per sposarlo su un'isola deserta. Però, mentre fuggono, il Gufo canta serenate: chi rema?

* Il Gatto Che Camminava Da Solo, nelle Storie Proprio Così di Kipling** - ovvero come fu che l'uomo riuscì ad addomesticare tutti gli animali tranne il gatto, o almeno non del tutto.

* Behemot, che non è un bravo gatto, essendo uno dei demoni de Il Maestro e Margherita di Bulgakov.

* Tibert, gatto astuto e degno rivale del protagonista nel Roman de Renart.

E mi fermo qui per via del titolo, ma ce ne sono a iosa, perché sono molti gli scrittori che hanno ceduto al fascino narrativo dei felini. E chiunque abbia o abbia avuto un gatto capisce subito se anche lo scrittore ha avuto a che fare con felini in carne ed ossa prima di scriverne, perché i gatti sono come certe eccentriche parenti anziane: bisogna averne una per rendersi conto che certe descrizioni non sono affatto iperboli letterarie...

E voi? Quali sono i vostri gatti di carta preferiti?

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* Per la cronaca: Lewis Carrol creò il suo felino a partire dall'espressione to grin like a Cheshire Cat (sogghignare come un gatto del Cheshire), vecchia come le colline - o almeno quanto il consueto Shakespeare. Dove originasse è uno di quei misteri della lingua Inglese.

** Ad onta del nome il Gatto Maltese - altra storia di Kipling - non è affatto un gatto, ma un cavallo. Un pony da polo, per la precisione. Va' a fidarti degli scrittori.

 

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Commenti

Posso permettermi di suggerire Church ( PET SEMATARY - STEPHEN kING ) ? E' una variante interessante, molto ben delineata :)

Scritto da: Daniele Zito | 04/07/2011

Puoi eccome! E' solo che non sono in grado di replicare in materia, perché per me Stephen King è come le farfalle: sono certa che è tutto molto bello, ma per la pace del mio ritmo sonno-veglia è meglio se me ne sto lontana.

Scritto da: laclarina | 04/07/2011

Ciao Clarina! Il mio gatto di carta è Grattastinchi, anzi, Crookshanks, il mitico gattone rossastro e arruffato adottato da Hermione Granger! Gambe storte, ma fiuto eccellente...ne sa qualcosa Crosta, il topo (topo?) di Ron Weasley!
Un saluto,
Della

Scritto da: Della | 04/07/2011

Ciao, Della, che piacere! E' vero, mi ero dimenticata del gatto di Hermione. Ho avuto gatti come lui - truci e preternaturalmente svegli. E mi sono sempre dispiaciuta del nome tradotto: Crookshanks, con i suoi echi medieval-shakespeariani ha un aura epica che a "Grattastinchi" proprio manca... Peccato, eh?

Scritto da: laclarina | 05/07/2011

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