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Malvagi, Amici, Amanti

Anno shakespeariano, si diceva – giusto?

Ebbene, cominciamo.

Cominciamo a febbraio, presso la Libera Università del Gonzaghese, con un ciclo di conversazioni dal titolo Malvagi, Amici e Amanti – alla scoperta dei personaggi di William Shakespeare.

Cattura

Prima di tutto, lunedì  8 febbraio, Vendetta, ambizione, gelosia: i grandi “cattivi” shakespeariani – perché a chi non piacciono Riccardo III, Macbeth e signora, Shylock, Jago e tutta questa gente interessante?

Poi si prosegue lunedì 15 con La legge dell’amicizia: veri e falsi amici in Shakespeare. A sentire il Bardo, non c’è nulla di dannoso come un falso amico – ma anche quelli veri portano un sacco di problemi…

E infine, lunedì 22, chiudiamo con Sfumature d’amore: gli innamorati di Shakespeare tra tragedia e commedia – in esplorazione di come non tutto sia roseo quando lo zio Will si occupa di teneri nonnulla.

Ecco.

L’appuntamente è per lunedì 8 febbraio all 15.00, presso la sala polivalente della nuova scuola elementare di Gonzaga. Confesso di non avere la più pallida idea di dove sia – ma per allora l’avrò imparato.

Vi aspetto?

 

Al Tempo in cui la Peste Filava

Rant ahead, vi avverto.

O forse non è nemmeno un rant – più che altro una sconsolata considerazione…

anno-nuovoA volte capita che vi augurino un prosperoso anno nuovo – e voi, considerando i chiletti che avete messo su durante le feste, siete tentati di domandarvi se l’auguratore stia facendo dello spirito… E invece no, nella maggior parte dei casi è solo che l’auguratore non distingue fra “prosperoso” e “prospero.”

Ed è già abbastanza doloroso così – e naturalmente non avete cuore di correggere il benintenzionato, così ringraziate e sorridete, ingoiando tant0 l’ilarità quanto la lieve amarezza…

Poi vi capita di riprendere in mano un libro, e di doverne leggere un pezzo ad alta voce in pubblico – e notate per la prima volta che il traduttore (che pure in generale ha fatto un buon lavoro) ci è caduto a sua volta, e a Pera i Genovesi hanno un prosperoso quartiere commerciale.

E lì per lì v’interrompete con un sussulto, e scoppiate a ridere, e fate ridere il vostro pubblico – ma in

Talmente prosperosa che è grande quasi come mezza Città...

Talmente prosperosa che è grande quasi come mezza Città…

realtà ci risiamo, ed è doloroso. Molto più doloroso degli auguri di buon anno, perché un traduttore, cielo benedetto, è qualcuno che con le parole, con la precisione semantica, con la differenza tra una parola e l’altra, ci lavora tutti i giorni, e ci vive, e ci respira. E sì, vi dite che che lo svarione è sempre in agguato, che ci si distrae, che l’originale inglese, prosperous, è un’autostrada a quattro corsie verso il disastro… D’altra parte, il libro è stato tradotto e pubblicato decenni orsono, quando si supponeva che le case editrici (e questa è – o almeno era – una casa editrice seria) facessero passare un testo sotto più di un paio d’occhi professionali prima di mandarlo in stampa… E invece nessuno se n’è accorto, e Pera è diventata un prosperoso quartiere commerciale.

E sì, è una perla editoriale come tante altre – ma per essere sinceri, vi viene la tentazione di mettervi a un angolo di strada trafficato e fermare i passanti e chiedere loro la differenza tra prospero e prosperoso – e avete ogni genere di sconfortanti misgivings in proposito.

Poi vi dite che siete dei terribili snob – e per un po’ vi domandate se questo debba rinfrancarvi, finché non sentite un telegiornalista confondere le file e le fila… E non è come se fosse la prima volta che capita. Sarà pur vero che, a suo tempo, la televisione ha insegnato l’Italiano agli Italiani, ma si direbbe che abbia abdicato un tantino al compito, a giudicare dalla frequenza di gente televisiva

Attenti alla peste...

Attenti alla peste…

cui pare che le file (dell’esercito)* e le fila (della situazione) siano allegramente intercambiabili…  Adesso non mi trattengo dal citare una reminiscenza ginnasiale: “La peste filava tra le strisce dell’esercito imperiale”, disse una volta qualcuno che non avrebbe dovuto dire nulla del genere – ma questo scampolo di glorioso nonsense era chiaramente un lapsus, mentre fila/file è uno scivolamento per disinteresse, temo.

Perché questa – questa è la cosa più dolorosa di tutte. Molto, molto peggio di prospero/prosperoso: la sensazione che a un sacco di gente non interessi poi troppo che le file non siano le fila, e viceversa… Che non valga la pena di scoprire e imparare la differenza. Che sia più o meno lo stesso. Più o meno.

E ve l’avevo detto: è tutto molto sconsolato. È una forma (non letale) di peste che striscia tra le file italofone. O forse fila fra le strisce – in fondo è più o meno lo stesso, giusto?

 

Donne Con La Penna

DcP8III2015Ebbene sì, l’otto di marzo.

Immaginate un delizioso ristorantino/gastronomia/streetfood nuovo di zecca: il sogno di due sorelle molto in gamba, diventato realtà a forza di coraggio e testardaggine.

Aggiungete una trentina di donne, una squisita cena a buffet e qualcuno che bagola di gioie e dolori della scrittura al femminile.

Ecco, il posto è Casa Rizzoli a Ca’Vecchia di Sustinente, capitanato da Ilaria&Elena. Il qualcuno che bagola sono io – e racconto una storia lunga di secoli, tra vecchie conoscenze e nuovi nomi, frustrazioni, grandi amori, pseudonimi, pubblicazioni avventurose, fame tradite, segreti, ingiustizie e successi strepitosi… E a voi, o Lettrici, non piacerebbe proprio per niente fare parte della trentina?

Se sì, affrettatevi, perché i posti non sono tantissimi. Prenotate entro sabato alle 13.oo al numero 0386 43341 – e ci vediamo a Casa Rizzoli!

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Qui trovate l’evento FB con orari, particolari e mappa e questo è il volantino da scaricare in formato PDF.

Shakespeare & Marlowe Per Borgocultura

Per cominciare…

Locandina

E qui trovate i dettagli.

Che poi a volte anche le conferenze, come i personaggi, fanno i capricci.

Sono conferenze già fatte più di una volta, si tratta di riprenderle e basta – che ci vuole mai? Si ristampa la scaletta, si rispolvera la presentazione .ppt e via, giusto?

Giusto?

E no. Per niente. Perché al primo tentativo di prova, la chiacchierata non funziona. Suona legnosetta, angolosa. Non lo era, non lo è mai stata – quindi che diamine le prende? Sarà la mancanza d’esercizio – a patto di voler chiamare un mesetto “mancanza d’esercizio”?

Così si ripete ancora – e non solo non funziona affatto, ma continua a voler prendere deviazioni, divagazioni e sentierolini fuori scaletta… Volendo, se ne può fare una questione di principio e interstardircisi, ma a mio timido avviso, dopo la terza prova franata a valle conviene farsene una ragione, decidere che si è più ragionevoli di una conferenza e dimostrarlo riaggiustando la scaletta tanto quanto serve – magari tenendo conto di altre conferenze che si sono fatte nel frattempo.

Ne segue, si capisce, la necessità di riaggiustare con energia anche la presentazione .ppt  – sennò che gusto ci sarebbe? E non vale la pena di illudersi che una rivoluzioncella delle slides sia sufficiente, perché quando la conferenza ha l’aria di sentirsi ibridata a suo gusto, la si prova e si scopre che dura un’ora e mezza.

E allora si taglia, si pota, si sfronda, si combinano slides, si ricomincia daccapo… Insomma, il resto ve lo immaginate. E la morale si è che, nonostante il tema sia sempre quello dei due poeti, pari in dignità, nella bella Londra dove ha luogo la nostra storia, monta la rivalità antica – e molto inchiostro e sangue finto inondano le scene dei teatri*, lo svolgimento è piuttosto diverso dalle occasioni precedenti e da quel che mi aspettavo. E non so se avete notato, ma persino la locandina è piuttosto diversa…

Il che, considerando che è quasi un anno che bagolo in giro di S&M, è decisamente un bene.

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* Con tante scuse al povero Will… non mi sono trattenuta.

 

 

 

Piccoli Drammi, Colpi Di Calore E Promemoria

Sì, lo so – è lunedì e dovrebbe esserci Shakeloviana…

Ma il fatto si è che al Destino Beffardo piace accanirsi un nonnulla. Abbiamo cominciato con turbolenza sulla linea ADSL, poi all’Innominatino è parso bello farsi venire un colpo di calore, e poi non so se i guai siano ancora della linea o di MyBlog, ma postare in questi giorni è agevole come traversare l’Oceano Indiano in bicicletta.

Per cui credo che per oggi mi limiterò a ricordarvi che mercoledì sera sono a Casa Andreasi a bagolare del mio prediletto Kit Marlowe – poeta, tragediografo, innovatore, provocatore e personaggio poco raccomandabile. Nonché, a detta di Tennyson, la stella del mattino del grande teatro elisabettiano.

Loc Casa Andreasi

 È una faccenda che potrebbe quasi sottotitolarsi dickensianamente Le Tre Città.  Se siete da queste parti, e se vi va, vi aspetto a Casa Andreasi – nel magnifico giardino rinascimentale se il tempo lo consente, oppure nella bellissima sala conferenze.

Shakeloviana torna lunedì prossimo, ma prima – se la tecnologia e il Destino Beffardo lo consentono – mercoledì parliamo di qualcosa di speciale.

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