Browsing "musica"

Cats!

Ieri sera sono andata a vedere la versione italiana di Cats

Ero piena di prevenzioni nei confronti della traduzione, e invece non è affatto male. La musica di Lloyd-Webber, sempre entusiasmante, dal vivo lo è ancora di più ; le coreografie di Ezralow sono piene di energia, la scena un po’ affollata ma non male, e la Compagnia della Rancia lavora con passione e ad alto livello. Questa versione italiana sopprime The Awefull Battle (peccato…), ma in compenso ripristina Growltiger (tradotto – bene – in Gattigre) in una bellissima scena di ombre cinesi.

Non è che la produzione non abbia difetti, e il più macroscopico sono i brutti costumi dall’aria goffa e miserella: a parte tutto il resto, non c’è pericolo che i pur bravissimi ballerini/cantanti possano muoversi in modo convincentemente felino indossando delle specie di tute di peluche… Il secondo problema sarebbe l’interprete di Bustopher Jones (tradotto – maluccio – in Ciccio Gourmet), decisamente il punto debole della compagnia. Tuttavia, magari era raffreddato o in cattiva serata, per cui sospendiamo il giudizio. Invece è di sicuro una deliberata scelta di regia quella di mostrare i gatti tra l’indifferente e l’amichevole nei confronti di Grizabella fin dall’inizio, anziché ostili per la maggior parte del tempo. Confesso che la cosa mi ha infastidita: sarà più carino, ma toglie mordente alla trama, e contraddice, se non il testo, lo spirito delle poesie di Eliot, i cui gatti sono tutto fuorché carini.

Quando la Disney volle trarre un cartone animato da Old Possum’s Book of Practical Cats, la vedova del poeta si oppose recisamente: i Practical Cats non erano nati per essere teneri e graziosi. Quando fu la volta del musical, la stessa signora chiese a Lloyd-Webber e Trevor Nunn di non farne dei micetti.

Fu accontentata: in effetti, il fascino dei Jellicles consiste nella loro combinazione di grazia e ferocia, di riti tribali e di beffe ai “padroni”. I Jellicles sono cordiali col pasciuto e prospero Bustopher, comprensivi con Gus e le sue glorie passate, ma ostili a Grizabella, che ha lasciato la tribù per vedere il mondo. Quando torna, vecchia e malata, la ex glamour cat è accolta a soffi e graffi, e i gatti adulti non permettono ai gattini di avvicinarsi a lei. Il suo ritorno in seno alla tribù e la sua morte (la versione italiana è ancora più esplicita, traducendo the Heavyside Layer con “Il Dolce Aldilà”) sono il culmine della trama. La versione italiana stempera tutto questo: la prima volta, Grizabella viene più o meno ignorata, e la seconda tutti i gatti le si strusciano amichevolmente attorno… Ce n’era davvero bisogno?

Gen 17, 2010 - musica    No Comments

New Soul

cioccolato2.jpgLa revisione è un incubo, non trovo immagini precise di vestiario bizantino tardomedievale, voglio far succedere due avvenimenti storici nell’ordine sbagliato e, giusto per non farsi mancare nulla, piove!

C’è solo una cosa da fare, anzi, due: cioccolato e musica.

 

Così va meglio. Buona domenica.

Gen 10, 2010 - musica    2 Comments

Moon River

Dietro richiesta:

Moon River, wider than a mile,
I’m crossing you in style some day.
Oh, dream maker, you heart breaker,
wherever you’re going I’m going your way.
Two drifters off to see the world.
There’s such a lot of world to see.
We’re after the same rainbow’s end–
waiting ‘round the bend,
my huckleberry friend,
Moon River and me.

(Fiume della Luna, largo un miglio e più/ uno di questi giorni ti attraverso in grande stile./ Fabbrica-sogni, spezza-cuori,/ dovunque tu vada, vengo anch’io./ Due vagabondi a zonzo per il mondo./C’è tanto di quel mondo da vedere./Andiamo a caccia dello stesso arcobaleno -/ quello che appena oltre la curva aspetta il mio amico monello,/ il Fiume della Luna e me.)

 

(Parole di Johnny Mercer, musica di Henry Mancini)

Gen 3, 2010 - musica    5 Comments

Viva la Vida!

Piccolo quiz a me stessa: perché, o Clarina, ti piace tanto Viva la Vida? Sarà per la pioggia di riferimenti storici? Sarà per l’idea di qualcuno di detronizzato che ricorda i giorni di potere? Sarà perché tutte le volte sobbalzi all’idea di un coro della cavalleria romana? Sarà per gli archi e le campane? Sarà per l’associazione con Delacroix? Sia come sia… Viva la Vida!

E buona domenica.

Dic 13, 2009 - musica    No Comments

The Book of Love

Anche voi passate dicembre in un continuo altalenare tra euforia, ansia da ritardo e maudlin mood? Per fortuna, stasera vado a teatro e poi a cena.

Intanto, però…

Buona domenica.

Dic 6, 2009 - musica    No Comments

Neve

Non che nevichi, ancora… e anzi, dalle mie parti non nevica quasi mai. Ma proprio per questo, e perché mentre non stavo attenta è arrivato dicembre, and just because.

 

Buona domenica a tutti.

Nov 5, 2009 - musica, pennivendolerie    No Comments

Martucci in Accademia

Martucci_image_01.jpgOggi, in occasione del centenario della morte, l’Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze, Lettere e Arti dedica al compositore napoletano Giuseppe Martucci una giornata al Teatro Bibiena di Mantova. Convegno oggi pomeriggio, iniziando all 17.00, e concerto alle 21.00, tutto in omaggio all’autore della Canzone dei Ricordi, l’unico ciclo di lieder del panorama musicale italiano.

Ho smarrito il mio invito con programma, e quindi non sono in grado di essere terribilmente precisa, ma quello che posso dire con certezza è che, durante il convegno, Francesca Campogalliani, dell’Accademia Teatrale Campogalliani, leggerà “I Ricordi della Canzone”, novella martucciana di Chiara Prezzavento. Essì, credevate che fosse un post informativo, e invece è spudorata autopromozione…

Per redimermi, almeno parzialmente, qui c’è un sito dedicato a Giuseppe Martucci, IL compositore sinfonico del secondo Ottocento italiano (vale a dire, l’unico a non scrivere nemmeno un’opera…)

Adesso mi piacerebbe inserire un video di musica martucciana, ma YouTube non me lo consente: tutti i pezzi di Canzone che ci sono (la scelta è fra Mirella Freni e Violeta Urmana) portano la dicitura “incorporamento disattivato su richiesta dell’utente”. Vuol dire che dovrete andarli a cercare qui.

Colonne Sonore

Un tempo ascoltavo molta più musica. Nel senso di dieci, dodici, a volte anche quattordici ore al giorno. Mentre studiavo, mentre leggevo mentre scrivevo… sempre musica. Anni fa, quando facevo tutt’altro lavoro, ero descritta nell’ambiente come “quella che in ufficio ha sempre la musica”. E siccome procedevo per infatuazioni, ed ero capace di ascoltare e riascoltare lo stesso disco all’infinito, non era infrequente che finissi con l’associare un particolare pezzo a un libro, a un esame, a un progetto…

Così, per esempio, benché siano passati vent’anni, non potrò mai sentire la IV Sinfonia di Brahms senza pensare al Deserto dei Tartari. L’Allegro non troppo e le travi scure della Fortezza Bastiani sono legati indissolubilmente per me. E la cosa buffa è che non mi ricordo nemmeno se nelle descrizioni di Buzzati la fortezza avesse davvero queste travi, ma è come la immaginavo ascoltando questa musica, e dubito che cambierò mai idea.

Altra associazione definitiva: le Five Variants of Dives and Lazarus di Vaughan Williams e le truppe napoleoniche accampate sull’isola di Lobau ne La Battaglia, di Patrick Rambaud. Mi si è fatto notare che non c’entra un bottone (e io protesto: non è del tutto vero), mi si è fatto notare che in anni successivi ho ascoltato le dannate Variants in ogni genere di altre circostanze, con o senza libri di mezzo… può darsi, ma quando violini&arpa attaccano il tema, io rivedo i fuochi da campo sull’isola.

Poi ci sono accostamenti seriamente dissennati, come la X Sinfonia di Mahler e l’Introduzione alla Sociologia Generale di Roucher (a cui andrebbe aggiunto anche il tè al bergamotto), oppure Dio che nell’alma infondere, dal Don Carlo di Verdi, e tonnellate di Economia Politica… l’ho già detto che ascoltavo musica mentre studiavo? Questi sono del tutto casuali, ma non per questo meno durevoli, visto che non sono svaniti in quindici anni, e sono solo alcuni di un numero notevole. E siccome non ho uno straccio di memoria visiva, ma ricordo perfettamente quello che studiavo o leggevo in corrispondenza di centinaia di brani musicali, ne deduco che il mio cervello funzioni molto meglio con i suoni che con le immagini. Quando dovevo ricordare a memoria formule o elenchi, l’unico metodo veramente efficace era appiccicarli a un pezzetto di musica. Non c’è niente da ridere: è così che, dopo vent’anni abbondanti, mi ricordo ancora che nella quollah etiope si coltivano dura, mais, cotone e tabacco*. O almeno ci si coltivavano vent’anni fa**.

Qualcun altro funziona nello stesso modo? E qualcuno che ragiona e ricorda per immagini?

_________________________________________________________________________________

* Da  cantarsi sull’aria di “Maramao perché sei morto?” Don’t. Ask.

** Sì, lo so: una di quelle nozioni che non sai mai quando potranno servirti nella vita…

Pagine:«1...1516171819202122