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Gen 9, 2011 - Spigolando nella rete    2 Comments

Libro Origami

No, non un libro sugli origami, ma un libriccino fatto piegando e ripiegando pazientemente un foglio di carta…

Avendo io la manualità di un canguro con le zampe anteriori ingessate, dubito che ne sarò mai capace, ma vorrei tanto…

 E’ possibile che sappiate come passerò la giornata – se non divento idrofoba al quarto fallimento… Buona domenica!

Tempo di Regali

Una richiesta da parte di D. (via FaceBook) mi ha fatto ricordare che è di nuovo tempo di regali, e che gli scrittori meritano regali di Natale proprio come la maggior parte della gente – solo che a volte è un po’ più difficile farli felici.

Oltre tutto, oggi è Santa Lucia, e quindi il tema è perfetto.

willplush.jpgIn particolare, D. mi aveva chiesto il link di un sito dove si trovano le bambole degli scrittori. Se volete regalare (o tenere sulla scrivania per compagnia e ispirazione) una Virginia Woolf, un Poe, un Dickens o uno Shakespeare di pezza*, ci crediate o no, li trovate qui, insieme a un sacco di altre cose.

Poi segnalo la nascita di Amazon.it: finalmente è possibile ordinare libri in Inglese senza spendere un capitale in spese di spedizione. Oddìo, anche libri in Italiano, naturalmente. Trovo abbastanza curioso che non ci sia, tra gli articoli in vendita, il lettore Kindle, ma suppongo che arriverà, salvo esclusive già concesse ad altri. E, tra parentesi, c’è anche questa cosa chiamata AmazonPrime, una ragionevolissima quota forfettaria annua che consente di avere la spedizione gratuita – ottima se ordinate o regalate molti libri. Ha anche 30 giorni di prova gratuita.

Parlando di Kindle, dopo un anno di possesso, posso citarlo con entusiastica cognizione di causa tra le idee per i regali natalizi, e non solo per gli scrittori: l’ho già detto, ma è una meraviglia potersi portare dietro tutto quello che si vuole leggere, tutto quello su cui si deve lavorare e poi ancora qualcos’altro in qualcosa come tre etti di peso.writingmug[ekm]159x150[ekm].jpg

Parlando invece di regali meno impegnativi, non posso segnalare cose come la maglietta** “Careful or you’ll end up in my novel”, la maglietta** “Unreliable Narrator”, la tazzona “Go away, I’m writing”, la sciarpa fatta di lettere maiuscole e le matite della Bodleian Library, tutti disponibili su quest’altro sito.

xb.jpgE che dire di segnalibri ed ex-libris? Sui primi non c’è molto da dire, sono un pensierino sempre gradito. I secondi esistono in varie forme. Ci sono le etichette di carta, vendute a pacchetti, più o meno elaborate, più o meno personalizzate. Una possibilità un po’ più costosa ma più definitiva sono i timbri di gomma. Anche questi si trovano “generici” oppure si possono far personalizzare, magari scegliendo non soltanto il nome del proprietario, ma anche l’immagine. Una terza alternativa è quell’arnese che consente d’imprimere a secco un’iniziale o una sigla su frontespizi e carta da lettera. Meno ovvio, ma classy.  Stempel.jpg

Infine, naturalmente, libri. L’ho già suggerito l’anno scorso e lo ripeto anche quest’anno – con un’aggiunta: se il vostro scrittore parla/vuole imparare/vuole perfezionare una lingua, provate con un libro in lingua originale del suo scrittore preferito, anche se l’ha già letto in Italiano***. Di alcuni classici si trovano persino delle versioni abbreviate e/o semplificate****.  Da un lato è un magnifico modo per fare pratica della lingua in questione, e dall’altro la differenza tra l’originale e una traduzione, per quanto buona, è sempre un’esperienza che vale la pena di essere fatta, certe volte ai limiti della folgorazione. Ci sono regali peggiori di un’esperienza letteraria, direi: specificatelo nella dedica del libro, mi raccomando!

Elizabethan2.jpgE già che ci siamo, volete sapere che cosa ha portato a me Santa Lucia? Dolorosamente conscia della mia passione per i toy theatres e della mia furibonda fase elisabettiana, ha scovato per me nientemeno che un toy theatre elisabettiano. Di carta. Da montare. E’ o non è una meraviglia?

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* Oppure in versione marionetta da dito, per imbastire dialoghi con la propria coscienza letteraria…

** Noto a un secondo sguardo che le magliette sono vendute a pacchi di 6… Hm.

*** Da non leggersi con dizionario accanto, possibilmente: meglio lanciarsi e affidarsi all’autore; non si capirà tutto, dapprima, ma confrontare costruzioni diverse e l’uso di una stessa parola in contesti differenti è il modo migliore per assorbire le sfumature.

**** Sì, ci sono anche le traduzioni con testo originale a fronte. Personalmente le odio con passione (se c’è qualcosa che distrae e trascina fuori dalla lettura è sbirciare continuamente la pagina accanto per vedere l’altra versione), ma ciò non significa che non esistano, o che debba odiarle anche il destinatario del vostro regalo.

Set 19, 2010 - Spigolando nella rete    No Comments

La Cinéscénie du Chateau du Puy du Fou

La Cinéscénie è forse il più bello spettacolo son-et-lumière in tutta la Francia. Di sicuro è grandioso, organizzato con larghezza di mezzi e senso dello spettacolo, con uno sterminato cast di volontari della zona, battaglie, cortei, mercati, visite reali e un arco narrativo che copre secoli di storia.

 

Varie cose mi affascinano nella vicenda del Puy du Fou, ma la più straordinaria è che questa gente ha iniziato negli Anni Ottanta costruendosi le lanterne con i barattoli dei fagioli in scatola e illuminando le rovine del castello con i fari e le gelatine. Sembrava una follia per un paesino sperduto in tanta campagna nel bel mezzo della Vandea, lontano da tutto e con una manciata di abitanti. Adesso hanno questo fantastico spettacolo con tutte le meraviglie tecnologiche immaginabili (comprese le proiezioni laser su uno schermo d’acqua), decine di migliaia di spettatori paganti ogni estate, e grandi attori francesi che fanno a botte per prestare la voce al sonoro in play-back. 

Segno che si può cominciare con un’idea, buona volontà e pochi mezzi, e arrivare molto lontano. 

Buona domenica!

Writing Software

Si era già parlato, tempo fa, di software di scrittura. Fermo restando tutto quello che avevo detto allora, volevo aggiungere qualche articolo alla lista – editor di testo, ma non solo:

WriterPad è un editor di testo a meno di 6 MB e mezzo, uno di quelli con poche distrazioni. Buono per le prime stesure, quando non ci si deve preoccupare di formattazione e stile, e si può voler stampare senza particolari problemi. Ha uno spellchecker, ma è in Inglese, per cui forse non è il caso di contarci troppo. Il punto di forza è la possibilità di strutturare il testo, creando capitoli, sottocapitoli, sezioni o che, e spostare qualsiasi elemento nello schema della struttura, con la certezza che il programma sposterà anche il testo relativo. Il peggior difetto mi sembra essere la mancanza di una funzione di backup automatico.

Storybook è tutta un’altra faccenda: non è un editor di testo, ma uno strumento organizzativo. Consente di creare e gestire linee narrative multiple, capitoli, scene, personaggi, posti e tempi – soprattutto tempi!. Una volta introdotti i dati, è possibile organizzarli e visionarli in modi diversi, mettendo a confronto i vari piani temporali, pescando subito chi è dove in ogni dato momento di una cronologia stabilita, facendosi un’idea di quanta luce della ribalta si è data ad ogni singolo personaggio ed altre meraviglie per la gioia di chi scrive trame complicate. Il tutto viene in una quindicina di lingue, compreso l’Italiano, e fa un backup istantaneo di tutto quello che viene introdotto. E tutto sommato, pesa solo 17 MB. Difetti? La versione che si scarica gratuitamente è illimitata nel tempo e provvista di quasi tutte le funzioni, ma ha l’irritante abitudine di richiedere una donazione alla società sviluppatrice ogni volta che si crea una nuova scena – cosa che non accade facendo una donazione di almeno 10 $. Il mio consiglio è di provare, vedere come ci si trova e se si è in grado di convivere con la questua. Semmai c’è sempre tempo per investire 10 Dollari. Oh, e “ufficialmente” non è compatibile con il MAC, whatever that means.

Dark Room (Windows) e Write Room (MAC OS) sono due versioni della stessa idea: schermo nero, il minimo delle funzioni, niente distrazioni – scrivere, scrivere, scrivere! Quello che un recensore del New York Times ha definito the ultimate spartan writing utopia, ma in realtà niente di molto diverso da Q10. Sempre roba da prima stesura, ovviamente. DR è gratis, mentre WR ha una demo gratis e poi costa 25 $.

EverNote, con un elefantino per logo, è un programma di archiviazione enormemente versatile, che consente di organizzare appunti, immagini, files audio, fotografie, pagine web e più o meno qualsiasi cosa tranne una tazza di caffè, attraverso più dispositivi se occorre. Sospetto che sia utile anche sotto altri aspetti, ma le possibilità durante la fase di documentazione di un romanzo sono pressoché infinite, anche on the go. Pensate a cose come Viaggio a Cartagine di Flaubert, e immaginatene una versione hi-tech…

The Literary Machine è qualcosa che sta a mezza strada tra tutti gli altri: è un editor di testo senza fronzoli, permette di organizzare appunti e files, di fare brainstorming e di strutturare la trama spostando automaticamente il testo. Non l’ho mai usato di persona, ma gente di cui mi fido me ne dice meraviglie, e in particolare canta le lodi di uno specifico aspetto: chi non ha mai desiderato di poter vedere versioni alternative della cosa che sta scrivendo ? E’ meglio che l’Ammiraglio incontri il Sultano appena giunto alla Fortezza, o è meglio che prima ci sia il dialogo con il Vizir? TLM consente di creare le versioni alternative senza l’orgia di copia&incolla.

E per finire, Text Block Writer è un grazioso programmino di index cards virtuali, buono per strutturare trame. Non so se l’abbiate mai fatto: si prendono quelle piccole schede di cartoncino che vanno nei mini-classificatori, su ognuna si scrive il sugo di una scena, poi ci si siede a un tavolo largo (oppure su un tappeto) e si sposta, si sperimenta, si gioca, si vede come va a finire… questo programma consente di farlo senza rischiare che coniugi, prole e genitori camminino sulla faticosamente elaborata trama del VI Volume, o se ne servano come base per mettere la conserva di pomodoro nei vasetti, o stacchino tutte le schedine perché vogliono giocare con la lavagna di sughero…

Ecco qui. Nulla di cui non si possa fare a meno, varie cose utili. Tutte demo di prova, versioni gratuite o freeware – salvo indicazioni differenti, e no: non percepisco percentuali su nulla. 🙂

Parabole Web: L’Internet Marketing Come Narrativa

Cominci con lo scaricare un e-book gratuito di blogging strategies e, prima di accorgertene, ti ritrovi la casella di posta zeppa di offerte di ogni possibile genere. Del viagra e dei rolex taroccati, misericordiosamente, si occupa l’antispam – ma l’Internet Marketing e dintorni lo lascio arrivare, e in parte lo leggo, perché sono affascinata dal fenomeno. Lo sono sotto due aspetti: in primo luogo, anche questa è scrittura, con le sue tecniche e i suoi principi narrativi – but more of that later; in secondo luogo, sembra esserci un’infinita quantità di gente che vive (o spera di vivere, francamente non ne ho idea) vendendo marketing ai marketers. L’immagine è quella di un mercato di venditori di vitamine in cui ciascuno si rinforza con le vitamine altrui per produrre e vendere le proprie vitamine.

Ma non sono fatti miei, io mi occupo di scrittura, e adesso ci arriviamo, perché la sales letter, questo ubiquo e irrinunciabile strumento con cui qualcuno cerca di vendere qualcosa a qualcun altro è diventata praticamente un genere letterario, con le sue convenzioni e le sue formule narrative. A parte la maggiore o minore capacità dell’estensore, la storia tende a seguire una di due strade.

Il sottogenere A), che potremmo chiamare Parabola Salvifica, funziona così:

1) Salve, sono XXX, un ex impiegato/una mamma single/un universitario/una persona media. [E qui stabiliamo l’illusione di un contatto personale. Spesso c’è anche una foto.]

2) Un tempo ero come te, facevo un lavoro che odiavo, sgobbavo tutto il giorno senza soddisfazioni, non avevo mai tempo per la mia famiglia e/o non guadagnavo abbastanza. [Rifletti, o Lettore, sulla tua infelice situazione]

3) Ma poi mi sono licenziato/sono stato licenziato/ho avuto un periodo difficile/ho avuto un figlio. [Ecco il cambiamento, o Lettore – e il cambiamento è cosa buona.]

4) Ero depresso/disperato/incerto/spaventato, ma poi ho scoperto il prodotto/l’idea/la tecnica/la forma d’arte/la terapia che ha cambiato la mia vita. [E che cambierà la tua, o Lettore! ]

5) La mia vita è cambiata! Pur non avendo competenze specifiche, ho creato dal nulla un’attività che mi consente di mantenere la mia famiglia e concedermi piccoli lussi (oppure ho ritrovato la pace interiore/la fiducia in me stesso/la gioia di vivere).

6) Pensa a come sarebbe bello se anche tu potessi vivere felice, concederti viaggi ai Caraibi o cene nei ristoranti eleganti, dipingere ombrelli giapponesi, passare un sacco di tempo con i tuoi bambini, guadagnare senza fatica! [E identifica i tuoi desideri con questi esempi concreti, please! ]

7) In fondo basta poco, pochissimo: il prodotto YYY cambierà la tua vita come ha cambiato la mia. [E ancora nessuna menzione di prezzo.]

8) Non vorresti una vita migliore? E in più ti garantisco che, se non sarai più felice/più ricco entro due mesi, ti rimborserò fino all’ultimo centesimo. [Perché io sono una persona seria, e ci metto la faccia, ecc…]

9) Ricapitoliamo: ti offro tutta una nuova vita, giusto? Quella dei tuoi sogni, giusto? E te la offro (insieme a numerosi omaggi collaterali) per soli 37 $… [Ti sembra ancora troppo? ]

10) Ma siccome sei tu, e per oggi soltanto, facciamo 15 $ e non se ne parli più!!

E poi c’è il sottogenere B), Segreto Rivelato:

1) Salve, sono YYY e da (numero più o meno plausibile) anni mi guadagno da vivere su Internet. [qui può esserci la storia della vita oppure no, dipende: c’è l’ex manager che quindi “sa”, e c’è l’ex ballerina classica che “non sa”, ma è la prova che non serve un’educazione specifica…].

2) Tu e io sappiamo bene che il problema principale con l’Internet Marketing è [problema del giorno: traffico, lista di sottoscrittori, conversione in vendite… va a ondate]. Il motivo per cui il 90% di chi tenta di far soldi in rete fallisce è la mancata conoscenza dei meccanismi del problema del giorno.

3) Lo so che la rete è piena di tecniche, guru, manuali, ricette miracolose… ma siamo franchi: le abbiamo provate tutte (spendendo un sacco di soldi e perdendo un sacco di tempo) e non funzionano.

4) Ma io ho scoperto/programmato/trovato/inventato La Soluzione. Dimenticati le faticose/costose/complesse tecniche della concorrenza: qui c’è il prodotto che ti permetterà di potenziare il tuo internet business [e vivere la vita che hai sempre sognato, ma questo non è sempre presente in modo esplicito.

5) La mia Soluzione fa questo, questo, questo e quest’altro, e prepara un ottimo caffè. Tutto automaticamente, tutto senza fatica: io ho impiegato X anni e Ymila dollari per arrivarci – tu puoi fare presto, approfittare della mia curva di apprendimento e non pensarci più.

6) Non vorresti che la tua attività prosperasse cieli interi al di sopra della concorrenza? E in più ti garantisco che, se non funziona entro due mesi, ti rimborserò fino all’ultimo centesimo.

7) Ricapitoliamo: ti offro La Soluzione ai tuoi problemi, giusto? E te la offro (insieme a numerosi omaggi collaterali) per soli 37 $…

8) Ma siccome sei tu, e per oggi soltanto, facciamo 15 $ e non se ne parli più!!

Tendenzialmente La Parabola è destinata al profano, mentre il Segreto è presentato come l’unico dettaglio che manca all’iniziato in cerca di successo. Poi ci sono variazioni  più o meno ingegnose sul tema e combinazioni diverse a seconda del prodotto e del target. Non tutte hanno l’aria di essere state ideate da gente sveglissima.

 Oggi mi sono ritrovata nella casella l’ennesimo enneafarmaco del traffico web: Non avrai più bisogno di SEO, backlinks, articoli e social media – che comunque non funzionano! Avrai la mia meravigliosa, facilissima, brillante e micidialmente efficace Soluzione, la imposterai una volta e poi sarai sommerso da più traffico di quanto tu possa gestirne! E La Soluzione è tua per 37, anzi per 27, anzi no: facciamo per 15 $, insieme a questi favolosi, utilissimi libri omaggio che ti permetteranno di padroneggiare SEO, backlinks, articoli e social media!

Er… mi sa tanto che o a lui o a me è sfuggito qualcosa, vero?

Lug 11, 2010 - Spigolando nella rete    No Comments

Breve Storia Universale (Più o Meno)

Delizioso, esilarante flip-book, l’antenato dei cartoni animati, uno di quei libretti di cui si fanno scorrere velocemente le pagine per vedere le immagini in moto. 2100 pagine e 3 settimane di lavoro… Complimenti, Jamie Bell!

 

E buona domenica!

Simplicissimus

Qualche tempo fa mostro orgogliosamente a C. il Principe dei Regali di Natale, ovvero il mio beneamato Kindle.Tutti ormai conoscete la mia appassionata storia d’amore con l’Arnese il mio sfrenato entusiasmo nei confronti della tecnologia eInk, per cui capite che resto basita e incredula quando C. pulls a face. “Oh, ma si vedono solo così le pagine?” Io sollevo un sopracciglio, e gli chiedo che cosa vuole di più. Salta fuori che a C. hanno detto che sull’iPad si girano le pagine virtuali con il dito, che “è proprio come leggere un libro vero”.

Nonsense, naturalmente. Per divertente che sia girare le pagine virtuali sullo schermo dell’iPad, niente è come leggere un libro vero, a parte leggere un libro vero. La sensazione tattile della copertina, la consistenza e il profumo della carta, il rapporto peso-dimensioni sono del tutto diversi, e non sarà certo un po’ di fancy graphics a restituirli. I pregi dell’eReader sono altri, e non hanno nulla a che vedere con il ricreare l’esperienza di un libro cartaceo: se voglio avere l’impressione di leggere un libro cartaceo, prendo un libro cartaceo. Se voglio portermi portare dietro una biblioteca intera e non seminare diottrie/collezionare emicranie leggendo su schermo retroilluminato, allora è un altro discorso, e la scelta fra iPad e eReader si basa su altri fattori.

Ciò detto, volevo segnalare un sito chiamato Simplicissimus, che mi sembra davvero una buona piazza virtuale sull’argomento. Con Il futuro simplicissimus.pngdei libri – i libri del futuro per motto, Simplicissimus.it è varie cose: una miniera d’informazioni*, un negozio-libreria virtuale, un blog, una community, un e-editore, una fonte di ebooks in Italiano: ci si trovano articoli, segnalazioni, forum, supporto e servizi, dalla conversione di formati alla pubblicazione digitale… Tutto – tutto, o quanto meno un bel po’ – su eReaders e dintorni. Non ho idea di quanto sia recente la creazione, ma mi piace quello che fanno: c’era bisogno di qualcosa del genere in Italia e in Italiano.

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* Per esempio ho scoperto che a volte sono densa: c’è questa versione a fumetti di Kidnapped che giace nel mio hard-disk in formato .cbr, e solo stasera – grazie a un articolo scovato tramite il blog di Simplicissimus – che mi basta passarla attraverso CaLibre per convertirla in PDF! Ne riparleremo. Di Stevenson a fumetti, intendo.

Lug 1, 2010 - Spigolando nella rete    3 Comments

Idee Per Scrittori

Tanto per cominciare il mio W&RM, volevo segnalare questo delizioso blog, Idee Per Scrittori, appunto.

Il concetto è spiritoso, intelligente e un filo nonsense. Il padrone di casa, il giornalista Danilo Zanelli, lo spiega così nel suo header: Scrivere è faticoso. Prendete un romanzo di 200 pagine: contiene circa 60.000 parole. Vi rendete conto? Pensate al tempo speso per la battitura del testo. Gli scrittori meritano comprensione: con tutto quel lavoro, non si può pretendere che abbiano anche delle idee. Io, come il venditore di storie immaginato da Jostein Gaarder, cercherò di aiutarli, suggerendo qualche spunto per trame bislacche o addirittura folli (perché sono completamente pazzo).

Ora, non lo conosco personalmente e quindi non posso pronunciarmi sulla sua salute mentale, ma di sicuro DZ ha un senso dell’umorismo e sani principi narrativi: ogni post di Idee Per Scrittori consiste in un abbozzo di trama di romanzo nei generi più diversi, in cui Danilo gioca spassosamente con gli stereotipi letterari, le ossessioni del mercato editoriale, un’abbondanza di riferimenti dotti e pop e le tecniche narrative.

Il blog è nuovo – praticamente ancora avvolto nel cellophane, se ho capito bene e ha davvero preso vita solo nel maggio di quest’anno – ma il divertissement metaletterario di Danilo è qualcosa che ho intenzione di seguire.

Vento in poppa, Danilo!

Giu 13, 2010 - Spigolando nella rete    No Comments

Costumi

Fra mezz’ora mi precipito a Sacchetta (MN) per la seconda giornata di Vita In Insula Sacha, la rievocazione storica medievale che il Comitato Sacha Caprianorum organizza per raccogliere fondi per il restauro dell’Oratorio Cavriani. C’è un mercatino, ci sono duellanti, giocolieri, arcieri, osti, fornai e birrai, e ci sono le guide che conducono i visitatori alla scoperta della chiesa e dell’oratorio – con una buona dose di storia in the bargain, – tutti rigorosamente in costume.

2010-06-12-54853.jpgMi piacerebbe avere qualche foto, ma per ora dispongo solo di questa: la sottoscritta che prova una combinazione di cercine e velo. La pubblico perché i miei esperimenti mi portano logicamente al sito che volevo segnalare: The Costumer’s Manifesto, curato da Tara Maginnis, e in particolare la fantastica sezione Costume History. Si tratta di una ricchissima collezione di immagini, links, indicazioni bibliografiche, cartamodelli, articoli e risorse di ogni genere, suddivisi per secoli e aree geografiche. Oltre ad essere una benedizione per chi si trova nell’improvvisa necessità di riprodurre un copricapo di foggia sufficientemente period, questo sito è una miniera d’informazioni in fatto di abiti e tutto quello che ci gira attorno. Non solo la moda, ma la confezione, la cura e l’uso degli abiti, i codici sociali di colori e stoffe, i dettami dell’igiene e della proprietà, sono aspetti importanti della vita quotidiana, particolari che cambiano attraverso i secoli e che – oltre ad essere interessanti di per sé – possono fare molto per lo spessore e la credibilità della narrativa a sfondo storico.

C’è veramente di tutto, dagli articoli sulla storia delle leggi suntuarie ai glossari, dalle tavole di Racinet alle istruzioni per fare una parrucca Settecento, dalle bambole di carta alla teoria del costume… non tutti i links sono sempre funzionanti, ma sulla quantità vale sempre la pena di tentare.

Il fatto che Dr. Tara Maginnis sia una docente universitaria di storia del costume non nuoce di sicuro. Oh, e naturalmente è tutto in Inglese, ma è organizzato in modo tale da essere perfettamente navigabile anche con la conoscenza più basilare della lingua.

E adesso via, a fare la guida in costume! E se ci sono trenta gradi all’ombra e il mio costume è di velluto… be’, è per una buona causa.

 

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