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Mag 9, 2010 - Spigolando nella rete    4 Comments

Teatrini

L’audio è in Olandese, ma non è del tutto rilevante. Ammirate, siore e siori, questo incantevole teatro giocattolo appartenuto, nel tardo Settecento, al barone Slingeland, e ancora funzionante con il meccanismo originale del XVIII Secolo. Inutile dire che quando sono stata ad Amsterdam non lo sapevo, altrimenti nulla mi avrebbe trattenuta dall’assistere a una delle piccole rappresentazioni che mostrano i quattordici meravigliosi scenari completi di luce di candela, onde in movimento, nevicate e altri prodigi assortiti…

 

Oh, come ne vorrei uno! Buona domenica a tutti.

Personaggi In Fieri

Dalla Provincia Granda, e oggi niente musica, ma personaggi.

Troppo lungo spiegare come mi ci sono imbattuta, ma questo post del blog di Harald Siepermann, animatore della Disney, è una lunga serie di disegni, schizzi e abbozzi di personaggi, in vari stadi di compiutezza.

Alcuni li riconoscerete, altri no (una delle cose affascinanti è che non tutti appartengono a progetti andati in porto, e alcuni sono fasi preliminari e abbandonate di progetti in corso), ma badate al fantastico lavoro di caratterizzazione che emerge dalle serie di schizzi successivi. Quest’uomo è un genio.

Oh, come vorrei saper disegnare, gente!

Buona domenica a tutti.

Apr 24, 2010 - Spigolando nella rete    No Comments

A Proposito di Fanfiction

Per molto tempo ho pensato che fanfiction si traducesse come “adolescenti che, invece di fare i compiti, scribacchiano versioni idealizzate di se stesse in rimasticature di episodi del telefilm preferito”. Poi un’amica inglese mi ha confessato di scrivere fanfiction, e siccome la signora in questione ha due lauree e sta concludendo il secondo dottorato, e scrive divinamente, mi sono domandata se non mi fosse sfuggito qualcosa.

La risposta è sì. Guidata da V., a suo tempo, ho svolto qualche piccola indagine, scoprendo in rete una popolazione variegatissima, principalmente femminile – ma non solo – dalle adolescenti di cui si diceva fino alle insospettabili docenti universitarie: scrivono, scrivono, scrivono. Prendono personaggi altrui, li fanno agire, li interpretano, li cambiano, allungano o accorciano loro la vita, li fanno interagire con personaggi di loro creazione, con versioni di persone reali, con personaggi di altra provenienza. Qualora non bastasse, discutono, discutono, discutono. Si accendono zuffe furibonde su date, eventi, caratterizzazioni, pairings… hanno un glossario comune che distingue generi e convenzioni, e poi ogni fandom ha il suo canone, il suo universo, le sue communities, le sue usanze e i suoi tabù.

La qualità della scrittura varia abissalmente, e la sorpresa non è tanto trovare montagne di wishful writing ai limiti dell’analfabetismo, quanto imbattersi – e nemmeno troppo di rado – in storie complesse, articolate, assai ben scritte. Annoto due particolari: uno è che il livello tende a variare da fandom a fandom: è più facile trovare buona scrittura attorno a film di nicchia o serie di culto Anni Sessanta che attorno a telefilm adolescenziali, mentre per tutto ciò che è molto popolare c’è davvero di tutto. In secondo luogo, il fenomeno sembra più variegato e diffuso nel mondo anglosassone: in Italia tende ad essere limitato alle adolescenti che si aggiungono, descrivendosi coraggiosissime, bellissime e affascinantissime, nella trama del Signore degli Anelli.

Non dico che non tornerò sul fenomeno, perché presenta tutta una collezione di significative bizzarrie, ma per oggi vorrei soffermarmi sul sorprendente fatto che c’è anche chi scrive fanfiction a sfondo letterario. Questi sono un po’ di numeri presi dall’indice della sezione Books di Fanfiction.net. Ora, FF non è precisamente la crema dell’ambiente, e le communities dedicate lo guardano un po’ dall’alto in basso, ma è interessante perché ci si trova di tutto, e consente piccole indagini comparative. Per esempio:

1984, di George Orwell: 198 storie. L’avreste mai detto? Io, francamente, no.

Eneide: ebbene sì, c’è persino una fanfiction sull’Eneide: l’ipotesi sembra essere che nel Libro IV Enea non abbandoni Didone, ma non ho avuto il coraggio di leggere fino in fondo.

– Alexandre Dumas: in generale, 157 storie, più 24 storie per Il Conte di Montecristo.

– Tennyson: due poesie imitative, ispirate a The Lady of Shallot.

Angeli e Demoni: 55 storie, più 247 storie per Il Codice Da Vinci. Poche, tutto considerato.

– La Bibbia: 2862 storie. Don’t. Ask.

I Racconti di Canterbury: 9 storie.

Don Quixote: 7 storie.

– Edgar Allan Poe: 177 tra storie e poesie.

Farenheit 451: 28 storie.

Via Col Vento: 587 storie.

Harry Potter: 452.391, non del tutto imprevedibilmente.

Le Storie di Erodoto: 6 storie.

Jane Eyre: 207 storie.

Il Cacciatore di Aquiloni: 6 storie.

I Miserabili: 1838 storie (ma bisogna considerare anche l’influenza del musical).

Lolita: 1 storia.

Il Piccolo Principe: 2 storie (pensavate di più, eh?).

Il Signore degli Anelli: 43.176, 2580 e qualcosa per Il Silmarillion e solo 27 per Lo Hobbit.

Le Metamorfosi di Ovidio: 5 storie.

Moby Dick: 3 storie.

Twilight: 142.128 storie.

Tenera è la Notte: 68 storie.

L’elenco completo è molto più lungo e comprende, tra l’altro, un’unica categoria in Italiano per Scusa, ma ti chiamo amore, che risulta misericordiosamente vuota. Mi pareva di ricordare di avere visto una consistente categoria dedicata a Shakespeare, ma non la vedo più. I numeri sono istruttivi, ma questo non è tutto il punto.

A parte tutto, non posso fare a meno di essere affascinata da tutte queste persone che, nel loro tempo libero (o invece di fare i compiti), appiccano seguiti, finali alternativi e scene aggiuntive a Ovidio, Chaucer e la Bibbia. Voi no? 

 

Piccole Gioie (Gratuite) Per Il Regista Dilettante

Ho detto, credo, che mi sono scoperta un certo gusto a mettere insieme piccoli video. Non nel senso che sia diventata brava, ma mi ci diverto. E nel procedimento ho anche scoperto che in rete si trovano un sacco di risorse gratuite per questo genere di passatempo (oppure per prodursi da sé il proprio booktrailer). Qualcuna di queste la conoscerete senz’altro, qualcuna forse no, ma ecco che cosa ho scovato e utilizzato:

– MovieMaker: ok, lo confesso, non c’è voluto molto per scovarlo, visto che arriva insieme a a Windows… Non sarà il massimo, ma è semplicissimo da usare e offre abbastanza possibilità di videoediting, per cominciare.

Dreamstime: da qui è possibile scaricare gratis immagini e fotografie. Ci sono anche quelle a pagamento, naturalmente, molte di più e di qualità migliore (e a prezzo assolutamente ragionevole), ma se non si vuole investire la scelta nella sezione FREE è più che decente. So che in teoria si potrebbe semplicemente fare una ricerca immagini con Google, ma Dreamstime e altri siti consimili risolvono i problemi di copyright in cui è meglio non incorrere, soprattutto per un booktrailer o altro materiale commercial/promozionale. La licenza è ragionevolmente ampia.

Partners in Rhyme: come sopra, ma con gli effetti speciali al posto delle immagini, perché registrare il suono della pioggia che cade o il bubbolio di un gufo non è semplice come sembra…

GIMP: sì, d’accordo, lo conoscete tutti. Per chi, come la sottoscritta, fosse vissuto su un platano fino all’altro giorno, GIMP è un programma di fotoritocco, “l’alternativa gratuita a PhotoShop”. Io che sono informatically challenged non lo trovo orribilmente intuitivo, ma dopo averci smanettato per un’oretta (e, lo confesso, ricorrendo a PhotoPhiltre per le funzioni più semplici) sono riuscita a fare quello che m’interessava fare. Più o meno. Conto d’imparare meglio nel prossimo futuro.

Free Sound Editor: dalla qualità dell’audio nel mio video si evince che qui ho ancora molti, molti progressi da fare, ma questo arnesetto è davvero intuitivo, e permette, fra l’altro, di editare, modificare e mixare files audio. L’intenzione è di farci un po’ di pratica e poi passare all’altrettanto gratuito (e, credo, più potente) Audacity.

Ecco qui. Tutto gratuito, tutto ragionevolmente semplice, sufficiente a gratificare, almeno all’inizio, il regista e il montatore che si sono in ognuno di noi.

Settimana Internazionale del Libro Elettronico

Ci crediate o no, questa (7-13 marzo) è la International Read an E-Book Week.

Senza Errori di Stumpa partecipa segnalando dal Progetto Manuzio:

Come le Foglie, di Giuseppe Giacosa: amaro dramma in quattro atti su ciò che dissolve le famiglie e ciò che le tiene insieme.

Le deliziose Poesie di Giuseppe Giusti, piccole satire ottocentesche, tra cui Sant’Ambrogio e L’Amor Pacifico.

Ancora poesie, con Guido Gozzano: farfalle, salotti, viaggi in India… (scorrere fino in fondo alla pagina).

L’istruttivo Breviario dei Politici del Cardinal Giulio Mazzarino (per una volta, non fidatevi di Dumas: Sua Eminenza era una testa fina!)

e, per restare in tema e in periodo, le Memorie del Cardinale di Retz, quel Monsignor de Gondi che di Mazzarino fu nemico.

E poi la (bizzarra, lo ammetto) raccolta italiana del Project Gutenberg, buona per scoprire autori che non avete mai nemmeno sentito nominare, abbastanza divertente anche solo da scorrere.

Buona lettura!

 

 

 

 

Accenti

A proposito – almeno in parte – del discorso di ieri, volevo segnalare questo favoloso sito dell’Università di Edimburgo (che, sia detto per inciso, si può pronunciare Edinbra, Edinbara o anche, se si vuole andare sul colloquiale, Embro-Embra).

Le varie pagine sono un po’ lente a caricarsi, ma vale la pena di ascoltare le incredibili varietà di pronuncia. Già solo la parola right, nella homepage, è un’esperienza istruttiva. Purtroppo la sezione dedicata all’Inglese shakespeariano (di cui in realtà sappiamo solo quello che si può dedurre dalle rime usate all’epoca in poesia) sembra essere ancora in fieri. Per chi è proprio curioso, qui c’è una piccola intervista in cui un attore dimostra la differenza tra Inglese standard e una ricostruzione (speculativa) della pronuncia elisabettiana.

Qui invece si possono sentire delle clip più estese, con la cadenza e l’accento in evidenza. Provate a confrontare RP (Received Pronounciation, quella che s’impara a Oxbridge, very upper-class), e Cockney (un Cockney sta a Londra come un Trasteverino sta a Roma). Ma, qualora doveste prenderci gusto, ci sono anche Scozia, Galles, varie parti degli Stati Uniti, India, Africa…

E infine qui trovate lo stesso paragrafo in Inglese letto in un’incredibile collezione di accenti stranieri. Per dire, ci sono 24 tipi diversi di accento italiano.

 

Gen 25, 2010 - Spigolando nella rete    No Comments

Treasure Trove

Nella mia caccia all’abbigliamento tardo-bizantino mi sono imbattuta in questo meraviglioso sito, dove qualche anima santa sta digitalizzando tutta la Vinkhuijzen Collection of Military Costume Illustration. Più di 30000 figure di uniformi storiche di tutto il mondo*!

No, non ha vesti tardo-bizantine, ma è piena di meraviglie come l’imperatore Niceforo:

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 E i manglaviti:

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 E la guardia varangiana:

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Quasi come gli albi della Osprey, ma con più cose bizzarre.

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*Tutto il mondo tranne gli Stati Uniti, precisa l’anima santa, che è statunitense.

 

Amazon Kindle disponibile in Europa

Edizione straordinaria: ho appena trovato il mio regalo di Natale!

Da secoli voglio un Amazon Kindle, ma non era possibile comprarlo fuori dagli Stati Uniti… adesso sì!

Kindle è, per la cronaca, un lettore di eBooks. Ora, sia ben chiaro: sono e sempre sarò l’ultima a negare il fascino insostituibile di un buon libro di carta, un libro vero, un libro che fruscia fra le dita quando lo si sfoglia, un libro che profuma di colla e di inchiostro tipografico, oppure di carta vecchia e di polvere, un libro in cui infilare un segnalibro di raso… Però.

Però c’è il problema di leggere cose introvabili, che si possono reperire solo su internet. C’è il mal di testa che viene a furia di leggere dallo schermo. C’è il fatto che casa mia è stracolma di libri, e mia madre ogni tanto pone l’ultimatum: o altri libri, o io… E c’è il fatto di portarseli dietro in viaggio, i libri. E c’è anche il mio hard-disk che trabocca di files PDF. Francamente, benché sia tanto tradizionalista quanto si può esserlo, l’idea di potermi trascinare al seguito 1500 libri in meno di tre etti di peso mi affascina oltre ogni dire. Provate a immaginare Farenheit 451 all’epoca di Kindle!

Poi, ho appena passato una mezz’oretta felice scegliendo fra i vari tipi di copertine porta-kindle, in cerca di qualcosa che lo faccia sembrare un libro vero… Sono incerta: 41eUaVviNsL__SL110_.jpg

Questa viola e verticale? Sarebbe in tono con il mio cellulare e con i miei guanti di pelle nuovi.

 

 

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Questa dall’aria molto classica? Decisamente il mio genere.

 

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O questa con le rane, che per qualche motivo si chiama “Jane Austen”? Certo, se ci fosse con gli elefanti…

 

 

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Oppure, potrei fare una follia e sceglierla rossa. Pare che così sia più facile reperire il Kindle al primo colpo in una borsa molto piena…

 

Ok, lo ammetto: sono andata. E’ che, per quanto nella sezione FAQ ci fosse una vaga promessa di un Kindle internazionale, non ci credevo davvero, e invece lo voglio davvero tanto, e trovarselo così, quando manca così poco tempo a Natale… Morale della storia, qualora non si fosse capito: non vedo l’ora!

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A parte i miei sdilinquimenti personali, Kindle costa 259 USD più spese di spedizione, e ha anche altre funzioni interessanti, come scaricare libri freschi di stampa da Amazon a poco prezzo (9,99 USD) in wireless, la possibilità di abbonarsi a vari quotidiani e riviste americani, la compatibilità con molti formati di file (tra gli altri, a me sembrano particolarmente interessanti PDF, e .doc), un dizionario interno e un arnese che legge ad alta voce il testo. Credo che legga anche i file MP3, seppure in via sperimentale, ma se dicessi di essermene interessata alla follia, mentirei. Per ulteriori particolari tecnici, meglio vedere qui che contare sulla sottoscritta. E’ molto probabile che la prossima versione faccia anche il caffè, anche se credo che per un espresso decente bisognerà aspettare ancora qualche anno…

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