Lug 17, 2009 - pennivendolerie    No Comments

Booktrailer

Lo confesso: sono quello che si dice “informatically challenged”. Amici e parenti mi chiamano affettuosamente (e con ragione) “la tecnoidiota”.

E nondimeno, nel corso di una settimana di strologamenti e lavorii, ho prodotto questo:

 

Ne vado indecorosamente orgogliosa, ne vado.

Lug 1, 2009 - pennivendolerie    No Comments

Parallelepipedo

Parallelepipedo di carta – 19.5×11.5×1.5 – in varie tonalità di azzurro. Satinato, non lucido. Profumo “di carta nuova e inchiostro tipografico”.

Lo giro e rigiro, persa in contemplazione (mi s’informa che non ho un’aria terribilmente acuta, al momento), e mi piace tutto, ma proprio tutto: i colori del Goya rielaborato in copertina, i caratteri, l’impaginazione, la fotografia nella bandella della IV di copertina (il che è tutto dire: non mi piace mai come vengo in fotografia…), le proporzioni del tutto…

Oh, beatitudine.

Potrei sbagliarmi, ma mi pare proprio che fosse Annie François a sogghignare con garbo della gente (lei per prima) che va in estasi davanti ai parallelepipedi di carta.

Ebbene, la sensazione è che se adesso questo specifico parallelepipedo di carta mi chiedesse di sposarlo, potrei anche accettare.

Giu 3, 2009 - pennivendolerie    No Comments

Varo

Oggi è il giorno del varo. Dopo lunghi ponzamenti e molte traversie, ecco finalmente pronto…

(attimo per il lancio della bottiglia di champagne… crash!)

www.somniumhannibalis.com ovvero il sito del mio nuovo romanzo. Per ora ci sono notizie, link, immagini, curiosità storiche e la possibilità di leggere l’incipit.

E intanto, a titolo di assaggio, dalla Quarta di Copertina:

“Il luogo è Apamea, l’anno il 191 avanti Cristo.

Annibale Barca vive da esule alla corte seleucide, avvolto in un alone di leggenda, dubbio e amarezza.

Il Re di Siria, Antioco III il Grande, sconfitto in una sconsiderata campagna contro Roma, si rivolge proprio al vecchio generale che aveva predetto inascoltato il disastro, e per tutto un pomeriggio e una notte d’estate lo interroga impietosamente sui suoi sogni pericolosi, sulla vittoria e sulla sconfitta.

In cerca di ragioni per la sua disfatta, il Re troverà invece una storia fiammeggiante e tormentosa, senza respiro, colma di sangue, di battaglie, di sogni e di solitudine, una storia sulla guerra, il destino, la paura e il prezzo che si paga per la gloria.”

Giu 1, 2009 - lostintranslation    No Comments

Babele

Per un motivo o per l’altro, mi ritrovo ad avere contemporaneamente per le mani tre lavori di traduzione e uno di scrittura, che coinvolgono tre lingue in varia combinazione. Argomenti diversissimi, ambiti semantici che più disparati non si potrebbe, tre lingue, due ceppi linguistici, tre mentalità… confesso che la situazione comincia a darmi un pochino alla testa.

Ci sono momenti in cui la guardia si abbassa (forse aiutata dal fatto che ho la bronchite) e la necessità di pensare in Inglese si sovrappone a quella di rendere nomenclatura filosofica francese in Italiano rigoroso, o modi idiomatici italiani in un Francese convincente. Ci sono momenti in cui i lobi del mio cervello si annodano su se stessi nello sforzo di mantenere la linea, la consistenza, il colore giusto per ognuno dei quattro lavori. E ci sono momenti in cui mi sorprendo a cercare le tracce di un originale inglese che non c’è, invece di rendere in Francese…

Oddìo, se vogliamo mi capita anche di partire automaticamente alla ricerca dell’espressione originale ogni volta che m’imbatto in una frase un po’ goffa, anche se si tratta dei titoli del TG Veneto. Ma questa, come suol dirsi, è un’altra storia. O almeno spero.

Forse traduco troppo? Forse è il momento di prendere qualche traduzione in meno? O di dirigere meglio il traffico? English for June, Français pour Juillet…

Mag 30, 2009 - pennivendolerie    No Comments

In Macchina!

Dopo un po’ di panico e qualche sarabanda attorno alla quarta di copertina, il mio Somnium Hannibalis è finalmente andato in stampa questa settimana.  Il che significa che sarà in libreria a fine giugno… comincio ad avvertire qualche lieve farfalla nello stomaco!

E just because, ecco la copertina in anteprima:

CopSomnium4-1.jpgIndipendentemente dal fatto che è il mio libro e quindi non sono obiettiva, indipendentemente dal fatto che adoro Goya, indipendentemente dal sit-in di lepidotteri sul mio diaframma: è o non è bella?

Mag 28, 2009 - Senza categoria    No Comments

Bolsa

Dove ho sbagliato? Perché io? Per che cosa sono punita di preciso?

Sembrava un raffreddore in arrivo, poi ci sono stati una notte e un giorno di febbre da cavallo, poi la cosa è degenerata in tonsillite. E giù Brufen (il mio avvocato dice che è un ottimo antinfiammatorio della vecchia scuola); e quando la gola ha cominciato a sgonfiarmisi, giù a tossire come una locomotiva. E ho menzionato il raffreddore? Perché c’è anche un raffreddore in corso. Nelle parole immortali del medico, pare che abbia “rumorini sparsi. Non una vera bronchite: tanti rumorini sparsi. Quelle cose che possono migliorare come possono peggiorare.” Giuro che ha detto proprio così. Hence, sto prendendo un antibiotico che non so se sia della vecchia scuola, ma certo è da cavalli.

E tutto nell’ultima settimana, sia chiaro, in pieno sovraccarico di lavoro, e nell’imminenza dell’uscita del libro. Sembra logico.

E adesso, what next? La peste nera?

Mag 20, 2009 - blog life    No Comments

Iliade

Dunque, un giorno, mettete circa un mese fa, l’antivirus drizza le antenne, suona le trombe, strilla ‘all’armi!’ e mi avverte della presenza di un trojan horse.

“Oh, be’…” penso tra me. “Che vuoi mai che sia?” e dò al cerbero istruzioni di eliminare l’intruso.

“Eliminazione fallita,” comunica il cerbero dopo un po’. “Metto in quarantena?”

Non so che cosa avreste fatto voi, ma io ho detto di sì, senza allarmarmi troppo. Non mi sono allarmata troppo (e questo, lo ammetto, non torna molto a onore del mio QI) nemmeno quando è comparsa la schermata che avvertiva di possibili complicazioni, crash di sistema, alluvioni, terremoti, piogge di meteoriti e catastrofi cosmiche assortite. Proseguire?

No, non mi sono allarmata. Forte del fatto che “un trojan horse è più una seccatura che una minaccia”, pigio allegramente il tasto OK e, siccome lì per lì non succede nulla, mi convinco che tutta vada alla perfezione.

E non ci penso più.

Non ci penso più fino al mattino successivo, quando tento di accendere il computer e… nulla.

Riprovo: nulla di nulla.

Riprovo ancora: buio siderale.

E allora, colta da panico, chiamo il San Tecnico, che si precipita qui il pomeriggio stesso. Il San Tecnico tenta di accendere, accede a qualcosa che persino io mi rendo conto essere in DOS (ecco a cosa serve avere fatto un’ora settimanale d’informatica per tutto il Ginnasio), mugugna tra sé e diagnostica un eccesso di zelo.

In pratica, nell’ansia di liberarsi dell’equino pergamide, l’antivirus ha fagocitato anche il file di sistema a cui l’invasore si era appiccicato. Mentre io comincio a iperventilare, e mi prendo a sberle perché è più di un mese che non faccio il maledetto back up, il San Tecnico m’informa che chi vivrà vedrà, e se ne parte, portandosi via l’ordigno.

Il seguito è una lunga trama di stelle avverse, battaglie epocali, esperimenti, attese e mugugni, ma tutto ciò è avvenuto nel campo del San Tecnico. Quello che vi posso dire è che, dopo i primi giorni di disperazione nera (niente Internet, niente posta elettronica, niente di niente), mi sono… come dire? Sono tornata allo stadio di felice, rousseauiana innocenza dei miei primi vent’anni, quando Internet non esisteva e tutti vivevamo felici lo stesso. Ho lavorato su stampe cartacee, ho scritto a mano, ho letto diversi libri seduta in giardino, ho guardato qualche film… E vidi che tutto ciò era cosa buona.

Mi piacerebbe dire che sono anche andata in giro in bicicletta, ma prima che la mia disintossicazione giungesse a quello stadio, il San Tecnico è tornato con il computer risanato.

E adesso? Dopo i primi giorni di riadattamento e recupero, posso dire che ho ridotto le ore di Internet quotidiane. Almeno un po’.

E tuttavia, che posso dire? Mi conosco: vedremo quanto durerà.

 

Apr 22, 2009 - Senza categoria    No Comments

What’s in a Name?

Mi spiace dissentire dal Bardo, ma no: sono sicura che una rosa non avrebbe lo stesso profumo se si chiamasse sanguinaccio.

I nomi importano. Un nome o un altro non sono la stessa cosa.

Ebbene sì, lo confesso: sono di quelli che al cinema restano a fine film per leggere tutti i nomi dei titoli di coda; che leggono le liste elettorali, gli elenchi di classe sui vecchi annuari scolastici altrui, persino i necrologi, in cerca di nomi; di quelli che, quando avevano 16 anni e giocavano a Dungeons & Dragons, impiegavano settimane a scegliere il nome del loro elfo di I livello…

Quando comincio a scrivere qualcosa di nuovo, i nomi sono una priorità. Sono capace di passare ore col naso sulla Lista dei Nomi Propri di un dizionario qualsiasi, cercando “quello giusto”. E non è mai (oh, be’, diciamo ‘quasi mai’, tanto per essere cauti) una questione di significato. Suono, principalmente. Poi, si capisce, con i romanzi storici ci sono questioni di epoca, consuetudine e proprietà sociale, ma in ogni caso il nome deve “suonare” giusto per il personaggio che ho in mente.

La cosa buffa è che non sempre scelgo nomi che mi piacciono. Nomi di battesimo, intendo. Ho chiamato personaggi che adoro con nomi che francamente detesterei portare, e ci sono nomi che mi piacciono tanto, ma non sono mai risultati adatti per nessun personaggio. Paradossalmente, con i cognomi funziona diversamente: il cognome dei miei personaggi non deve solo suonare bene con il nome, deve anche piacermi. Proprio piacermi.

Tutto ciò per dire che sto revisionando una vecchia cosa che voglio cominciare a mandare in giro, e quattro persone diverse mi hanno suggerito di cambiare il nome a uno dei due protagonisti. Due nomi che iniziano per A. Pare essere cattiva politica avere due personaggi il cui nome comincia con la stessa lettera. Il lettore potrebbe confonderli…

Sì, lo so: anch’io mi offenderei se qualcuno implicasse che sono capace di confondere due personaggi diversissimi tra loro solo perché i loro nomi cominciano con la stessa lettera. Ma mi offenderei a torto: se dovessi tornare indietro ogni tre paragrafi per capire chi è chi, lo ammetto, difficilmente supererei le prime dieci pagine. Not good.

Morale? Uno dei miei due nomi, scelti con tanta cura a suo tempo, deve andare. Uno mi piace di per sé; l’altro non mi piace in particolare, ma è perfetto per il personaggio.

Mi piange il cuore. L’unica consolazione è che mi aspettano altre lunghe consultazioni di liste, perché mi serve un nome nuovo.

Apr 9, 2009 - scrittura    No Comments

Story Making

Devo dire che l’Università della III Età è una continua fonte di sorprese.

Ero preoccupata per questa lezione di scrittura, che comprendeva anche un esercizio pratico. Temevo che i miei studenti si sarebbero chiusi in dubbioso silenzio, mentre io proponevo di abbozzare una struttura in tre atti a partire da tre conflitti scelti a caso. Lo temevo molto.

Invece, quando ho sciorinato la mia lista di conflitti:

* Uomo/Natura

* Sacrificio per Passione

* Trasformazione,

e ho cominciato a suggerire che cercassimo possibili connessioni fra i tre, la classe si è… non c’è altra parola: si è accesa. Domande, suggerimenti e proposte sono fioccati, tutti si sono lasciati prendere dal gioco, tutti hanno partecipato, persino la signora che, in gran segreto, mi aveva chiesto di non essere sollecitata a partecipare perché non se la sentiva.

In venti minuti abbiamo costruito una trama in tre atti che, se non era un delirio di originalità, aveva però tutto quello che serviva: personaggi, struttura, conflitto, punti di svolta, azione ascendente e discendente, nonché due finali alternativi. Poi ci abbiamo giocato e l’abbiamo ambientata in cinque o sei posti e periodi storici diversi, e quando proprio non ci è rimasto più nulla da fare (e avevamo ampiamente sforato l’ora di lezione), una signora ha alzato la mano e ha chiesto “Possiamo farlo ancora? Se ci dà altri tre conflitti diversi…”

Ok, a me insegnare non sempre piace. Ma quando vedo che gli allievi trovano gusto in quello che stanno facendo, potrei quasi convincermi che è un’occupazione meravigliosa.

E poi, a titolo di ciliegia sulla torta: “Da quando seguo il suo corso, leggo in modo diverso, con una consapevolezza nuova. Non credo che scriverò mai, ma sto imparando a leggere di nuovo.”

L’ho già detto che adoro l’Università della III Età?

Mar 24, 2009 - pennivendolerie    No Comments

Music of the Night

Non sono sparita, non ho abbandonato di nuovo il mio povero piccolo blog, non sono stata mangiata da un lemure mannaro.

Sto facendo un esperimento.

Scrivo di notte. Per buona parte della notte. In genere comincio verso le 11 e finisco attorno alle 4 del mattino. Presente “The Phantom of the Opera”? Nighttime sharpens, heightens each sensation – Darkness wakes and stirs imagination… Si vede che sono qualche genere di animale notturno, in realtà, perché di notte scrivo di più e meglio. Sarà il silenzio, la mancanza d’interruzioni, la giusta disposizione d’animo, saranno i bioritmi…

La morale si è, tuttavia, che di giorno non sono brillantissima. Tendo a dimenticarmi le cose. Come, per esempio, di postare sul blog. Ma sono problemi che si risolvono. Più caffè, post-it più grandi…

E adesso, a scrivere.

Buona notte.