Ago 21, 2009 - grilloleggente    4 Comments

Nizza e Morbelli

Ieri ho citato “I Quattro Moschettieri” di Nizza e Morbelli, e ho ricevuto (non via commento… mai via commento! Ma perché? Perché? Perché?) richieste di delucidazione.

Dunque, Nizza e Morbelli erano due splendidi autori radiofonici d’antan.

Nel 1934, la loro prima irresistibile parodia dumasiana, “I Quattro Moschettieri”, appunto, fu trasmessa dall’allora EIAR, abbinata al concorso delle figurine Perugina-Buitoni (quelle del Feroce Saladino, per capirci). Fu un successo travolgente. Tutta l’Italia faceva ressa intorno alle radio per ascoltare le avventure dei Moschettieri (il gagà Aramis era particolarmente popolare) e del loro servitore Arlecchino, tra battute fulminanti, completo nonsense, divagazioni artistico-letterarie e parodie di canzoni alla moda…

4mosc.gifNel 1935, la Perugina pubblicò i testi in volume, con le illustrazioni di Angelo Bioletto, e nel ’37 2anni.gifuscì l’altrettanto delizioso seguito, “Due Anni Dopo”.

Ho la fortuna di possedere entrambi i volumi in edizione originale, ma sono diventati rari. Ho scoperto che qui e qui è possibile acquistarne una riproduzione anastatica digitale, che tuttavia costa come o più di una copia originale in buono stato su eBay, e non avrà mai il fascino della vecchia carta. (Vero è che le coste non rischieranno mai di sbriciolarsi, ma… sarebbe un discorso lungo).

Infine, su questa pagina del sito di RadioRai, alla fine del paragrafo dedicato agli “Anni ’30”, è possibile ascoltare un brano della trasmissione originale – da non perdere.

Questi libri sono una lettura incantevole e spassosissima, un pezzo di storia minore italiana, una finestra su un mondo che non c’è più, la testimonianza di un modo di fare intrattenimento che era popolare e raffinato al tempo stesso, una chicca per chi ama Dumas… si era capito che li adoro?

 

 

Ago 21, 2009 - pennivendolerie    No Comments

In Brodo di Giuggiole

Antonio G. Della Rocca, raffinato romanziere e poeta triestino, mi ha regalato, con una nota su FaceBook, la prima recensione di Annibale, dicendone cose molto belle, paragonando il romanzo a una battaglia e facendomi in generale molto felice.

Per chi non bazzica FB, la recensione si può leggere qui.

Ago 17, 2009 - scribblemania    No Comments

Writing Week

Quest’anno niente vacanze.

O almeno non credo: sto scoprendo che prendere lavoro su lavoro, per pura incapacità di dir di no, non è la più brillante delle idee, ma pazienza. Quest’anno va così.

Però, nel bel mezzo di tutto questo, sono riuscita a ritagliarmi una Settimana di Scrittura.

In genere suddivido le mie giornate tra le varie attività, ma la settimana scorsa no: la settimana scorsa ho scritto, scritto, scritto e ancora scritto. Dieci ore al dì.

Al mattino, appena alzata, il mio primo pensiero era la Storia in Corso; per tutto il giorno lavoravo alla mia storia; durante i pasti, tormentavo la famiglia a proposito della mia storia; sotto la doccia o mentre annaffiavo gli oleandri, provavo i dialoghi della mia storia; mentre aspettavo di addormentarmi, pensavo alla porzione di storia dell’indomani…

E gente, non solo ho finito la SiC, ma è stata una settimana selvaggiamente felice: le idee spuntavano come funghi, particolari apparentemente random seminati all’inizio prendevano senso e germogliavano in svolte della trama, i personaggi sviluppavano ubbie impreviste e perfette per la bisogna…

Scrivere racconti è una gioia, nonché alta oreficeria, ma avevo dimenticato la tremenda vitalità interna che ha un romanzo, il modo in cui una storia lunga e complessa ti trascina con sé.

Mi mancava. Non sapevo nemmeno io quanto, fino alla settimana scorsa… *heaves big, blissful sigh*

 

E adesso, di nuovo al lavoro!

Ago 4, 2009 - pennivendolerie    No Comments

Spargere la voce: BookBuzzr

Lo sappiamo tutti, una volta pubblicato il libro, non si è nemmeno a metà del lavoro, perché la vera fatica viene con la promozione. Visibilità, visibilità, visibilità è quello che serve, e le case editrici, specialmente le piccole (ma non solo) nicchiano anzichenò. E quindi ecco il medio-piccolo autore che diventa promoter di sé stesso.

Per questo, come per molte altre cose, per fortuna c’è internet, con un’infinità di piazze virtuali e strumenti di marketing, più o meno utili, più o meno facili da usare per spargere la voce sul nostro libro.

Ultimamente ho preso questa strada. Ho aperto un sito tutto dedicato al libro, ho realizzato e pubblicato un book trailer, vo studiando le bizantinerie dei social networks e dei social bookmarking sites, e stamattina mi sono imbattuta in questo: BookBuzzr.

BB non è un social network, e viene presentato specificamente come uno strumento di marketing. In sostanza, consente di accedere a un estratto del nostro libro in un formato gradevole a vedersi, corredarlo di informazioni e links, e renderlo disponibile attraverso una quantità di canali, sia attraverso le funzionalità del sito che tramite l’uso di un codice “embed” (per capirci: come i video su YouTube). La cosa è potenzialmente interessante e, posso testimoniare di persona, semplice da realizzare.

Quando ho aperto il mio sito, avrei voluto che l’incipit in esso incluso fosse scaricabile in formato PDF, ma dopo un ansioso studio delle meraviglie di WordPress mi ero dovuta ritirare sconfitta. L’incipit era là, in una pagina, copiato e incollato… duh!

Adesso ho il mio estratto, completo di informazioni, links, embed code ed effetto “gira pagina”, qui:

Quanto prima conto di rendere accessibili tramite il sito anche gli estratti dei miei romanzi precedenti.

Funziona? Staremo a vedere. Per ora mi sembra una potenziale buona idea, con un certo numero di PRO: è completamente gratuito; è semplice da usare; consente di promuovere più libri contemporaneamente; consente un facile accesso ai maggiori social networks (FaceBook, MySpace, Twitter e via dicendo…) e social bookmarking sites (DeLicIous, Google, Yahoo, Reddit e parecchi altri); ha una funzione che consente di inviare un link all’estratto a tutti i propri contatti di posta elettronica tramite GMail, Yahoo e Hotmail…

…e qualche CAVEAT:  è decisamente tarato su un mercato anglosassone, per cui non credo che noi possiamo contare troppo sul traffico d’informazioni interno al servizio, almeno non fino a quando BB non sarà noto al pubblico italiano; l’interfaccia è in Inglese; per i social networks, se non si è già inseriti e non si ha già un buon numero di contatti, l’utilità è limitata: prima bisogna costruire un giro, poi pubblicizzare il libro…

Tuttavia, non fosse altro che per la possibilità di spargere ai quattro venti il widget del nostro incipit, credo che valga la pena di provare.

Ago 3, 2009 - lostintranslation    2 Comments

Resistenza

Ebbene, oggi ho provato a me stessa che ho della resistenza.

Dalle nove e mezza del mattino alle sei e mezza di sera, fanno nove ore filate di ricerche bibliografiche in biblioteca. Tolti dieci minuti di pausa attorno all’una, non ho mai alzato la testa, se non per cercare altri libri. Davver: non una volta. E in queste nove ore ho scremato 22 libri.

E il bello è che sono rimasta lucida e produttiva per tutto il tempo, senza diventare incoerente e fusa, senza perdermi pezzi importanti, senza fare errori stupidi da pura e semplice stanchezza…

Certo, il lavoro era interessante, e mi sono imbattuta in un certo numero di cose che, un giorno o l’altro, leggero per intero e per diletto, come le lettere di Cézanne e gli scritti sull’arte di Paul Valéry, ma onestamente, non credevo di essere ancora capace di fare tirate del genere.

Posso dirlo? Sono soddisfatta di me stessa.

Ago 2, 2009 - scrittura    No Comments

Disciplina

“The art of writing is the art of applying the seat of the pants to the seat of the chair.” — Mary Heaton Vorse (1881-1966), American writer …

Un peu brutal, ma ragionevolmente vero. E’ così facile dire “scrivo più tardi”, o “prima devo lavare i piatti/controllare la posta/ascoltare il radiogiornale/telefonare a mamma/preparare la lista del supermercato/… Credo che la procrastinazione sia la prima causa di morte metaforica per gli scrittori. Presentatemi uno scrittore immune, perché io non ne conosco.

Personalmente sono una procrastinatrice cronica e pericolosa (per me stessa e per gli altri, perché quando a fine giornata non ho scritto quanto volevo divento intrattabile), ma sto cercando di uscirne.

Per cui ho deciso di scrivere almeno 250 parole al giorno.

Almeno.

Non sono molte (un paio di paragrafi, di solito, o mezza paginetta di dialogo), e quindi è qualcosa per cui posso tranquillamente trovare il tempo tutti i giorni. D’altro canto, nulla impedisce che scriva di più, e in genere va proprio a finire così: una volta che ho scritto le mie 250 parole, da un lato mi sento in pace con la coscienza, dall’altro non sto più procrastinando, ho aperto il rubinetto, le idee sono lì, io sono lì… non c’è altro da fare che andare avanti.

Per dire: Mercoledì: 254 parole; Giovedì: 1224 parole; Venerdì: 423 parole; Ieri: 895 parole; Oggi: 1198 parole.

E di fare assai meglio non dispero.

Lug 22, 2009 - blog life    4 Comments

Ecco, per dire la verità…

Ogni tanto qualcuno mi dice cose del tipo “sai, ho visto il tale post sul tuo blog”, oppure “leggo sempre il tuo blog”, o anche “ti seguo tramite il tuo blog”…

Grazie. Apprezzo molto. Davvero. Tuttavia…

Perché non commentate, accipicchia?

I commenti magari non sono il pane quotidiano, men che meno per una blogger distratta e sporadica come la sottoscritta, ma sono decisamente marmellata.

A tutti piace un po’ di marmellata ogni tanto.

E quando mi sento dire (e solo dire) com’è carino il mio blog, mi pare molto di essere come le dame di compagnia della Regina di Cuori di Lewis Carrol: “Marmellata ieri e marmellata domani. Mai marmellata oggi.”

Lug 17, 2009 - pennivendolerie    No Comments

Booktrailer

Lo confesso: sono quello che si dice “informatically challenged”. Amici e parenti mi chiamano affettuosamente (e con ragione) “la tecnoidiota”.

E nondimeno, nel corso di una settimana di strologamenti e lavorii, ho prodotto questo:

 

Ne vado indecorosamente orgogliosa, ne vado.

Lug 1, 2009 - pennivendolerie    No Comments

Parallelepipedo

Parallelepipedo di carta – 19.5×11.5×1.5 – in varie tonalità di azzurro. Satinato, non lucido. Profumo “di carta nuova e inchiostro tipografico”.

Lo giro e rigiro, persa in contemplazione (mi s’informa che non ho un’aria terribilmente acuta, al momento), e mi piace tutto, ma proprio tutto: i colori del Goya rielaborato in copertina, i caratteri, l’impaginazione, la fotografia nella bandella della IV di copertina (il che è tutto dire: non mi piace mai come vengo in fotografia…), le proporzioni del tutto…

Oh, beatitudine.

Potrei sbagliarmi, ma mi pare proprio che fosse Annie François a sogghignare con garbo della gente (lei per prima) che va in estasi davanti ai parallelepipedi di carta.

Ebbene, la sensazione è che se adesso questo specifico parallelepipedo di carta mi chiedesse di sposarlo, potrei anche accettare.

Giu 3, 2009 - pennivendolerie    No Comments

Varo

Oggi è il giorno del varo. Dopo lunghi ponzamenti e molte traversie, ecco finalmente pronto…

(attimo per il lancio della bottiglia di champagne… crash!)

www.somniumhannibalis.com ovvero il sito del mio nuovo romanzo. Per ora ci sono notizie, link, immagini, curiosità storiche e la possibilità di leggere l’incipit.

E intanto, a titolo di assaggio, dalla Quarta di Copertina:

“Il luogo è Apamea, l’anno il 191 avanti Cristo.

Annibale Barca vive da esule alla corte seleucide, avvolto in un alone di leggenda, dubbio e amarezza.

Il Re di Siria, Antioco III il Grande, sconfitto in una sconsiderata campagna contro Roma, si rivolge proprio al vecchio generale che aveva predetto inascoltato il disastro, e per tutto un pomeriggio e una notte d’estate lo interroga impietosamente sui suoi sogni pericolosi, sulla vittoria e sulla sconfitta.

In cerca di ragioni per la sua disfatta, il Re troverà invece una storia fiammeggiante e tormentosa, senza respiro, colma di sangue, di battaglie, di sogni e di solitudine, una storia sulla guerra, il destino, la paura e il prezzo che si paga per la gloria.”