Apr 22, 2010 - grillopensante    No Comments

Il Fascino Perverso Della Fantascienza

A sei anni, durante una vacanza al mare, approfittai di una distrazione dell’allora Maggiore per sottrargli un Urania intitolato Tra gli orrori del Duemila. Pessima idea. Trent’anni più tardi, ricordo vividamente i terrori notturni generati dallo scenariaccio post-nucleare, e ricordo anche  il povero allora Maggiore che rifilava l’Urania incriminato al figlio quindicenne di amici: “Prestito? No, è tuo e guai a te se lo restituisci – non lo voglio più vedere in vita mia!”

Fu una vacanza molto insonne per tutta la famiglia, e segnò l’inizio del mio pessimo rapporto con la fantascienza. Voglio dire: ci sono voluti anni e una specie di ricatto prima che mi azzardassi ad avvicinarmi a Guerre Stellari (G-U-E-R-R-E S-T-E-L-L-A-R-I!!!), non so contare le notti di sonno che ho perso grazie a Il Pianeta delle Scimmie – quello originale, con Charlton Heston – il solo pensiero di Philip K. Dick mi dà la tachicardia, e non mi sono mai azzardata a leggere Aasimov*. Rendo l’idea?

ddp.jpgPerché poi, visto che le distopie mi angosciano e gli scenari postapocalittici mi tormentano per anni a seguire, io sia in realtà attratta dal genere, è uno di quei misteri che lascio a gente più sveglia di me. Se avessi un briciolo di buon senso, quando mi hanno regalato Gli Dei di Pietra di Jeanette Winterson avrei sorriso con garbo, infilato il libro in uno scaffale molto in alto e fatto del mio meglio per dimenticare che era lì, giusto?

Invece no, l’ho iniziato, giusto per vedere com’era**, ed era notevole. Molto notevole. Così sono andata avanti, trascinata dalla scrittura piena d’increspature e d’ombre***, dal futuro inquietante e plausibile, dalla vena sardonico-disperata di Billie, dalle meravigliose descrizioni dei pianeti leggendari, dal campo di libri/meteoriti perdti nello spazio, dalle pagine di poesia che tappezzano l’astronave del capitano Handsome…

Non l’ho ancora finito – e sì: mi rendo conto di quanto sia ridicolo recensire un libro prima di averlo finito, grazie – e ad essere franchi, ogni volta che lo metto giù e deglutisco il groppo familiare di leggera angoscia mi dico che basta così. A che pro rendermi infelice leggendo una storia che non mi piace nemmeno e che quasi di sicuro finirà col darmi gl’incubi? Anzi, diciamolo: una storia che me li ha già dati?

Risposta a): perché è un libro pensato, costruito e scritto divinamente, pieno di idee brillanti, di poesia inattesa, di spunti aguzzi. La fantastica scena in cui Spike si dichiara spudoratamente a Billie, e la loro comunicazione telepatica si mescola alle spiegazioni di Handsome su come eliminerà i dinosauri dal Pianeta Azzurro, vale da sola il prezzo del libro. Ogni parola conta, pesa e luccica e, a quanto pare, sono disposta a stare male pur di leggere roba scritta così.

Risposta b): perché quei pianeti morti, quei posti abbandonati per sempre, quel vuoto senza confini, l’ipotesi di quel futuro in cui tutto ciò che conosciamo sarà irrecuperabilmente perduto, sono raffigurazioni narrative di certe mie paure profonde, e qualche parte di me pensa che ci siano modi peggiori di una storia per affrontare certe proprie paure profonde. Adesso, per favore, questa non prendetela per più personale di quanto sia: è tutta la Storia che l’umanità si racconta storie spaventose/terrificanti/angoscianti per questo specifico motivo.

Insomma, non sono sicura che finirò Gli Dei Di Pietra, ma ciò non m’impedisce di consigliarlo a chiunque digerisca la fantascienza: per la scrittura, per la traduzione, per le domande su che cosa ci renda esseri umani, per il pianea chiamato Eco… Unico caveat, per la seconda parte non mi prendo responsabilità; per gl’incubi, ho già avvertito.

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* E non cominciamo nemmeno a parlare dei deprimentissimi anime giapponesi in materia. Porto ancora del serio rancore all’ex di un’amica, che anni fa è riuscito ad infliggermi quasi un terzo di Akira contro la mia espressa volontà. Ora, non voglio discutere se Akira sia o meno un capolavoro, dico solo che il genere mi rende molto infelice, e che il B. aveva l’animo del torturatore.

** Ridete pure: in pieno giorno, come se si potessero applicare le stesse tattiche alle storie di fantasmi e alla fantascienza! Certe volte sono puerile.

 *** Bella, bella, bella traduzione di Chiara Spallino Rocca.

Il Fascino Perverso Della Fantascienzaultima modifica: 2010-04-22T08:40:00+02:00da laclarina
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