Gen 24, 2011 - pennivendolerie    2 Comments

Poste&Telegrafi E Il Mestiere Di Recensore

1915-PostHorn.jpgRant ahead, vi avverto.

Lo sapete tutti, scrivere recensioni per HNR è un lavoro che mi riempie di soddisfazione, mi dà modo di studiare il mio craft e di avere la mia firma su una rivista importante nel mio settore… 

Non è la mia fonte principale di reddito, e questo è un bene, perché quello di recensore per la Historical Novel Review è un lavoro che finirò col perdere – e sarà merito di Poste Italiane.

Le copie dei libri da recensire mi vengono spedite dalla redazione inglese, e dovrebbero impiegare – a voler essere larghi di manica – dai 10 ai 14 giorni lavorativi per giungere nella mia cassetta della posta. Poi invece succede che impieghino due mesetti, arrivando quando la scadenza è ormai vicinissima. E magari capita anche che l’ufficio postale si rifiuti di consegnarmi il plico di sabato, perché il postino ha lasciato l’avviso in tarda mattinata, e il libro non giace qui al Villaggio, ma nel Capoluogo Municipale dove, pur scapicollandomi, arrivo solo un minuto prima delle 12 e 20, quando la direttrice, avendo l’orologio avanti, ha già chiuso tutto da cinque minuti. E mi tratta anche male, perché la supplico di non farmi aspettare fino a lunedì.

Chiaramente, non sono fatti suoi se perdo il lavoro…

E prima o poi lo perderò, perché finora mi sono arrabattata leggendo tomi di 600 pagine in due notti e un giorno, e consegnando le recensioni all’ultimissimo secondo utile (compresa l’ora di differenza col fuso accanto!!), ma verrà il giorno in cui Poste Italiane tratterrà un libro nei suoi meandri per un giorno di troppo e io non sarò pronta in tempo, oppure, cedendo al panico, scriverò al mio editor-in-chief chiedendogli una seconda copia con urgenza…

E lui scoprirà così che assumere un’Italiana non è una buona idea, perché la cosa ti costringe a scegliere tra spendere di più per il corrispettivo britannico del Pacco Celere* e rischiare ogni volta che il pezzo non arrivi in tempo per la chiusura del numero. E diciamocelo, le mie recensioni sono tutt’altro che male, ma oserei dire che HNR può prosperare anche senza di me – e assumere al mio posto qualcuno che abiti sull’Isoletta, dove Royal Mail funziona, e la gente è sicura di ricevere la sua posta anche se è solo posta ordinaria.

E quando avrò perso il lavoro, non potrò nemmeno denunciare Poste Italiane, perché la risposta degli ineffabili postali ai miei alti lai è sempre qualcosa come “colpa sua, che si fa spedire le cose per posta ordinaria!” Ovvero: noi offriamo un servizio standard, ma è solo per scherzo. Della roba spedita per posta ordinaria non ce ne frega poi molto. Se lei e il suo mittente volete che facciamo qualche sforzo bisogna che paghiate di più – altrimenti noi lo interpretiamo come un chiaro segno che non importa troppo nemmeno a voi…  

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* Che poi, anche quelli, ve li raccomando: il 17 dicembre ho spedito, con formula Paccocelere3giorni, un pacco natalizio al mio figlioccino e alla sua mamma. A Cuneo, badate bene, non in qualche sperduto angolo desertico del Queensland. Il pacco è arrivato il 29, completamente schiacciato. Adesso mi dicono che non posso sporgere reclamo – semmai lo può fare il destinatario. Non ci credo molto, e sporgerò ugualmente, ma tanto per dire…  Oh, e il 29 stesso mi sono arrivati due plichi: riviste dall’America e lettere e fotografie dalla Danimarca, entrambi aperti e danneggiati.

 

Poste&Telegrafi E Il Mestiere Di Recensoreultima modifica: 2011-01-24T07:19:00+01:00da laclarina
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2 Commenti

  • Scusa ma un pdf no?

  • PDF? Magari! Quando gli editori si decideranno a mandare le review copies in formato digitale, sarà sempre tardi…

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