Kindle @author: Chiedi All’Autore

Dunque adesso Kindle consente di comunicare con l’autore durante la lettura. Lo dice Jeff Bertolucci qui. Non qualsiasi autore: per ora i partecipanti all’esperimento @author sono una manciata, tra cui – e dite la verità: siete poco sorpresi come lo sono io? – Joe Konrath e John Locke.

Il funzionamento è semplice: se mentre leggete un ebook vi punge un’improvvisa curiosità, di quelle che solo l’autore può appagare, il vostro marchingegno vi consente di rivolgere la vostra domanda alla persona giusta – purché lo facciate in meno di cento caratteri. Mica tanti: farete bene ad avere curiosità sintetiche… Dopodiché l’autore riceverà la domanda e, presumibilmente, risponderà.

Si capisce che bisognerà attendersi tempi lunghetti: lo scrittore non è un call center 24/7, ciò che a mio avviso forse rende @author un nonnulla ridondante: cosa vi impedisce davvero di fare la vostra domanda via Amazon Author Page (oltretutto senza il limite dei 100 caratteri) non appena avrete accesso a una connessione internet vera e propria? Chi è mai morto fulminato per non aver capito una svolta della trama? E non posso fare a meno di chiedermi: come si regoleranno con l’inevitabile quantità domande idiote? E a lungo andare allestiranno una sezione FAQ sulla AP e un responder automatico per @author?

Ma a parte queste idle curiosities, non nego che l’idea di comunicare con l’autore sia sempre interessante.  Potenzialmente pericolosa, forse, ma interessante.

Sorry, ma non potete contattare gli autori morti, conclude Bertolucci. Almeno non ancora.

Peccato, peccato… Ma noi facciamo un gioco: se poteste fare una domanda a un autore morto, se poteste farvi spiegare un punto di trama, dubitare di un tema, fare domande sull’esatta connotazione di una parola in un dato contesto, cosa chiedereste e a chi?

Forza: @deadauthor…

 

Kindle @author: Chiedi All’Autoreultima modifica: 2011-09-02T08:15:00+02:00da laclarina
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6 Commenti

  • Chiederei a Wallace che droga ha preso Hal Incandenza per ridursi in quel modo.
    Ma che importanza ha? Il fascino del mistero. Lasciamolo tale.

    Ok, mi concentro.

    Chiederei a Stevenson se aveva letto Nietsche prima di scrivere il Master di Ballantrae.
    Pretenziosa. Però Stevenson potrebbe raccontarmi qualche aneddoto sulla genesi di un personaggio che si crede al di là del bene e del male. O magari dove ha preso Long John Silver.

    Potrei chiedere alla Rowling di parlarmi di Snape.

    A Salgari chiederei perché non usasse uno qualsiasi dei metodi contraccettivi disponibili all’epoca. Inclusa l’astinenza.

    Ah, ecco. Definitely. Chiederei ad Agata Christie se non si sente in colpa per aver scritto 10 piccoli indiani, per aver seminato ovunque indizi fasulli e non aver messo mai il lettore nelle condizioni di risolvere il mistero.
    Credo che ci litigherei.

  • Per un fortuitissimo caso posso rispondere a una delle domande, benché non siano rivolte a me e benché io sia vivo.
    Pare che Stevenson, per creare Long John Silver, si sia ispirato a W.E. Henley (http://it.wikipedia.org/wiki/William_Ernest_Henley). Questi era imponente, barbuto e privo di un piede a causa di una malattia contratta da bambino, e se ne andava in giro con una stampella.
    Il suo amico Robert Louis S., poco dopo aver terminato “L’isola del tesoro”, gli scrisse una lettera dalla Svizzera; in un passaggio della suddetta si legge:
    “Ora ti devo confessare una cosa: è stata la vista della tua forza e della tua imponenza menomate che ha ispirato il personaggio di John Silver ne “L’isola del tesoro”. Naturalmente lui non possiede le tue qualità e le tue caratteristiche, ma l’idea di un uomo mutilato, rispettato e temuto da quelli sani, mi è venuta unicamente grazie a te.”

  • @Renzo: be’, dài 10PI è uno dei pochi casi in cui la Zia Agatha bara sul serio, insieme all’assassinio di Rorge Ackroyd…

  • .

  • @Mattia: ‘cipicchia… ha funzionato! Voglio dire: Renzo ha posto la sua domanda e ha avuto la sua risposta. Sei una specie di medium… 🙂

  • Chiederei a Shakespeare se davvero ha eliminato Mercuzio perché faceva ombra a Romeo.

    Chiederei a Marlowe se aveva scritto davvero una tragedia sulla battaglia del Trasimeno. E se era di parte cartaginese o Romana. E che fine ha fatto.

    Chiederei a Schiller a che punto del Don Carlos gli è venuto il dubbio che forse era meglio leggersi un pochino di storia spagnola.

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