Si Fa Quel Che Si Può

Antologia13Lunedì – e il lunedì sarebbe giornata di Librettitudini…

Ma che diavolo, qui non funziona nulla. Non so se, quando e come il post andrà online, le cose continuano a latitare, a sparire, a spostarsi come se avessero le zampette, e io comincio ad essere un nonnulla disperata, sto facendo piani di migrazioni ulteriori…

Quindi facciamo che l’Otello ve lo racconto lunedì prossimo – quando magari avrò recuperato qualche ombra di funzionalità.

Per oggi vi racconto della premiazione del Concorso del Comune di Roncoferraro, ieri pomeriggio in biblioteca.

Vi racconto dei quasi cinquecento partecipanti da tutta l’Italia, dell’estate e del mezzo autunno passati a leggere, scegliere, confrontare, rileggere, discutere criteri, stilare liste. E vi racconto del misto di delizia e frustrazione che prende nel setacciare mezzo migliaio di interpretazioni del tema del viaggio – in prosa e in poesia. Vi racconto delle gemme, delle sorprese e della gente che, a quanto pare, non si disturba a leggere il bando.

E vi racconto di ieri, della presenza di tanti vincitori e segnalati, a volte in arrivo da lontano. Da Firenze, da Roma, dall’Aquila. Vi racconto della soddisfazione di premiare (e incontrare finalmente di persona) una lettrice di Senza Errori di Stumpa, l’Ing. Cily, autrice di un incantevole diario fittizio del piccolo Benz figlio. E dell’utilità della paracodina, dovendo leggere nonostante la tosse. E della piccola antologia, e della deliziosa implumina dodicenne che vince la sezione scuola e siede attentissima in prima fila con gli occhioni spalancati, e si rimira perdutamente il Kobo vinto. E dell’anziano signore che mi fa i complimenti per la lettura, perché “l’anno scorso ha letto così così, ma quest’anno ha fatto dei progressi” – e poi salta fuori che ha partecipato a sua volta con un monologo musicale, e se l’è portato dietro casomai, pur non avendolo premiato né segnalato, volessimo sentirlo.*

E alla fine vi dico che è stato bello. È stato vario, e interessante, e faticoso a volte, e a tratti esasperante. È stata una caccia al tesoro. C’erano un sacco di onesti tentativi e di pie illusioni, di velleità e di malintesi – ma in mezzo c’erano cose belle, e abbiamo fatto del nostro meglio per portarle in luce.

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* E a dire il vero, a un certo punto mi ha catturata, l’ha tratto di tasca e ha cominciato a cantarmelo…

Si Fa Quel Che Si Puòultima modifica: 2013-11-25T10:40:07+01:00da laclarina
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