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Apr 16, 2012 - Digitalia    4 Comments

Recupero Tesori Sommersi

E oggi volevo segnalare questo progetto avviato su Kickstarter: Save the Sci-Fi!

Prima di tutto, voi lo sapete che cosa è Kickstarter? Io l’ho scoperto di recente: è una piattaforma dedicata alla raccolta di fondi per progetti creativi e commerciali. Si presenta un progetto (dalla pubblicazione di un libro alla creazione di un allevamento di api a Brooklyn), si pone un obiettivo e si chiedono finanziamenti offrendo segni di riconoscenza commisurati all’entità del finanziamento – dall’adozione di un’ape* alla chiave di un negozio di libri…

I progetti restano attivi per un massimo di sessanta giorni, e alla fine si procede alla raccolta dei finanziamenti solo se la somma delle cifre offerte raggiunge o supera quella richiesta inizialmente.

L’idea è ottima, e molto americana in principio e, a giudicare dalle cifre che si vedono sul sito, può funzionare col giusto tipo di progetto e di pubblicità.

Apparentemente il progetto di cui vi parlo ha avuto tutto il successo possibile – and then some, visto che ha raccolto più del quadruplo dei finanziamenti richiesti per avviarlo.

Così adesso immagino che i membri del gruppo Singularity & Co. siano impegnati a organizzarsi per recuperare e ripubblicare in versione digitale i vecchi classici di fantascienza ormai fuori catalogo e altrimenti destinati all’oblio…

bello, vero?

Ora, dite la verità: non vi è mai capitato di digrignare i denti di fronte alla scelta di titoli digitali? I classici tornati nel pubblico dominio da un lato, le nuove uscite dall’altro – e in mezzo il nulla. Non avete mai desiderato il resto? I titoli che sono fuori catalogo senza essere pubblico dominio? Ebbene, ecco Singularity & Co.

E a questa magnifica idea arrivo dal lato della fantascienza principalmente perché da qualche tempo frequento in rete gente molto fantascientifica, ma le potenzialità di progetti di questo genere non hanno fine. Vero è che non tutti i generi saprebbero raccogliere questo genere di entusiasmo, ma spero tanto che qualcuno ci provi con i vecchi romanzi storici – tutti quei titoli che adesso bisogna dissotterrare dai banchetti digitali dei sellers di Amazon…

Singularity & Co. è formata da gente di senso pratico: la presentazione del progetto include l’intenzione di venire a capo della questione dei diritti d’autore per decine e decine di vecchi contratti che non contemplano i diritti digitali, dando a ciascuno il dovuto – hence la necessità di finanziamenti.

“Meglio ancora,” promettono questi meritevoli pionieri, “una volta che avremo messo insieme un metodo per farlo, lo renderemo pubblico, così che il salvataggio digitale non debba limitarsi alla fantascienza.”

Ormai il progetto in questione è abbondantemente finanziato e, spero, sulla strada della realizzazione. Auguro a Singularity & Co. la miglior fortuna e un destino di capostipite – perché se è senz’altro vero che le potenzialità del digitale vanno ben al di là della semplice digitalizzazione del cartaceo, non vedo una ragione al mondo per cui quel che è stato scritto per la carta debba necessariamente essere condannato all’oblio senza appello.

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* E sì, lo ammetto: questa cosa delle api a Brooklyn mi affascina. Per la cronaca, mancano ancora 9 giorni e le promesse coprono il 61% dell’obiettivo. Non sono certa che andrà a buon fine. Peccato.  – ETA 17.IV: E invece è andato in porto. Un alveare cresce a Brooklyn!

 

Bye Bye Profumo Dei Libri?

bye bye book? ebook, cartaceo e digitaleSabato ho seguito a distanza via Twitter parte di Bye Bye Book? – giornata di studi su ebook, self publishing e futuro dell’editoria tenuto a Empoli.

La faccenda è stata interessante anzichenò, con qualcosa di nuovo (specialmente in fatto di self publishing e biblioteche*), qualcosa di già sentito a Librinnovando e, se dovessi trovarci qualcosa di blu, direi che l’audio dello streaming non era di grande aiuto. Per fortuna c’erano i Book Bloggers di Ledita che, capitanati da Marta Traverso e Silvia Surano, twittavano forsennatamente a beneficio di noi gente lontana.

Epperò, perdonatemi, non è tanto dei contenuti di BBB che voglio ciacolare oggi, quanto di un certo chiasso twitteresco che si è prodotto attorno alla manifestazione e al suo hashtag #byebyebook. Per i non-cinguettanti, il termine hashtag indica una specie di parola d’ordine provvista di cancelletto che, inserita all’interno dei cinguettii rilevanti, facilita la vita a chi vuole seguire l’andamento di un discorso articolato su Twitter. Perché sì, su Twitter si fanno anche discorsi articolati – a 140 caratteri per volta.

Posso solo supporre che molta gente non segua questa procedura, però, e si limiti a pescare nell’elenco degli hastags più cinguettati e indignarsi sulla fiducia… perché non avete idea di quanta gente, nel corso della giornata, si sia scagliata contro BBB con cinguettii tra il fervido e il furibondo.

Vero è che il titolo era volutamente provocatorio, vero è che il fondamentale punto interrogativo è andato perso piuttosto presto nel cinguettante furore, ma ho difficoltà a credere che le schiere di annusatori di libri all’assalto avessero speso anche solo cinque minuti a rendersi conto di quel che si discuteva davvero a Empoli.

O forse invece la mia difficoltà è infondata – e allora andiamo assai peggio. In realtà non è come se non avessi fatto esperienza diretta dello sguardo tra inorridito e sprezzante di cui capita di venir gratificati quando ci si confessa e-lettori. Non so se vi sia mai successo: vi guardano come se vi sospettassero di organizzare biblio-autodafè nel giardino di casa – un incrocio tra Leone III Isaurico e il Capitano Beatty di Fahrenheit 451. E voi spiegate di avere tante belle pareti colme di libri cartacei che amate molto, che avete letto e leggete con piacere, che trattate con un rispetto ai limiti della venerazione – solo che avete anche un eReader, sul quale leggete tanti ebooks, e la lettura vi piace altrettanto, per non parlare della possibilità di portarvi in giro mezza biblioteca nella borsetta… bye bye book?, fahrenheit 451, ebook, cartaceo e digitale

Allora scatta la fase successiva, nota con la sigla MVM. “Ma Vuoi Mettere…?” vi chiedono. Vuoi mettere il piacere di un libro cartaceo? Vuoi mettere la copertina da accarezzare? Vuoi mettere il fruscio delle pagine? E, soprattutto, vuoi mettere il profumo di carta e inchiostro?

C’e gente che queste cose ve le dice con uno scintillio negli occhi, tra fanatico e sensuale, e voi non capite bene se i libri li leggano o ci facciano l’amore – e, ci crediate o no, sabato scorso, a commento di una giornata di studi in cui si discettava di apertura delle biblioteche alle nuove tecnologie, di differenza tra vanity press e self publishing, di open access e di evoluzione del ruolo dell’agente letterario, un sacco di gente cinguettava rabbiosamente in questi termini.

Altro che byebyebook! Niente di digitale potrà mai sostituire il piacere di un libro! Carta tutta la vita! I libri bisogna toccarli, annusarli, sentirli! Viva il profumo della carta! L’ebook mortifica il tatto e l’olfatto! Perdere il profumo della carta è come perdere una parte di noi! Semmai, bye bye ebook!!!

E non sto citando nessun tweet in particolare, ma vi riporto il sugo e il tono di molti di essi. Troppi di essi. E poi c’erano quelli che bollavano BBB come l’ennesima mock-battle cartaceo/digitale – ciò che non era affatto, ma che doveva sembrare, a giudicare soltanto dal lato Twitter.

can-newbook.jpegE non posso fare a meno di levare le sopracciglia davanti a questa sorta di resistenza anti-digitale arroccata sul profumo della carta… è questo l’unico argomento che hanno da opporre? Altra cosa di cui non posso fare a meno è pensare ai produttori di margarina olandesi che dieci o quindici anni orsono ottennero dalla Corte Europea di Giustizia l’interdizione a importare margarina belga** – che margarina era, ma in confezioni esagonali anziché quadrate, e i consumatori belgi erano abituati alla margarina quadrata…

Ecco, temo che a questi Odoratori del Libro*** sfugga del tutto il senso di quel che sta accadendo.

Nessuno nega il fascino del libro di carta, nessuno ne complotta con malvagità deliberata il tramonto, ma le cose stanno cambiando. L’editoria cambia, il concetto di pubblicazione cambia, le potenzialità per autori e lettori cambiano, la tecnologia cambia. Cambia anche la lettura? Non lo so. Non ho mai nascosto le mie perplessità di fronte agli enhancements – l’impressione che la lettura assistita sia un processo mentale diverso, e che la differenza tra un’edizione manuziana e un file .mobi sul mio Kindle non sia tanto radicale quanto quella tra il .mobi e l’enhanced ebook… Ma davvero mi domando se gli annusatori, con i loro perenni lai sul profumo della carta, non si accorgano di essersi attestati a difendere una linea che ha ben poco a che fare con la battaglia in corso.

Mal che vada, immagino, potranno consolarsi spruzzando Smell of Books prima di ogni sessione di lettura – e considerarsi fortunati, perché nessuna delle altre questioni in gioco avrà una soluzione pronta in lattina.

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* E qui volevo segnalare l’intervento di Luciana Cumino, dell’attivissima Biblioteca di Cologno Monzese, con la sua interessante storia di sperimentazioni e aperture alle nuove tecnologie.

** Or was it the other way ‘round? Sinceramente non mi ricordo…

*** Mi piacerebbe attribuirmi il merito della definizione, ma è del Dr. Dee, over at strategie evolutive.

Bicentenario Dickensiano

charles dickens, bicentenario dickensianoCome oggi 200 anni fa, il 7 febbraio 1812, nasceva Charles Dickens.

Ne parleremo ancora, nel corso dell’anno, ma intanto oggi è Il Giorno, e SEdS non poteva lasciarlo passare senza farne motto, vi pare?

Avevo in mente il consueto elenco di link, ma poi mi son detta che per bacco, questo non è un compleanno qualsiasi. Un bicentenario non capita tutte le settimane, giusto?

E allora ho pensato di mettere insieme Dickens – A Bicentennial Chapbook.pdf.

Non sto a dirvi che cosa c’è dentro – lo scoprirete presto scaricando. Essendo un chapbook, è un pidieffino piccolo piccolo – undici pagine appena. Consideratelo un piccolo antipasto, uno stuzzichino in vista degli abbondanti post, rimuginamenti e link dickensiani che capiteranno nel corso di quest’anno, ogni tanto – quando meno ve lo aspettate…

Al Volo

Posterellino indebito per due piiiiiiccole comunicazioni:

1) Su Plutonia Esperiment, il blog di Alessandro Girola, è uscita oggi questa recensione de L’Itala Giuditta. Mi piace particolarmente perchè spiega come la Giudi possa piacere almeno un po’ anche agli steamers duri e puri – categoria cui non appartengo e per la quale non ho scritto. La mia idea era di mescolare gli elementi base del genere con il linguaggio dei libretti d’opera… A quanto pare, avrei potuto fare di peggio.

2) Oggi pomeriggio alle 17.00, presso l’Università della III Età (Via Mazzini, 28 – Mantova), presentazione di Di Uomini E Poeti. Presenta Mario Artioli (who happens to be both man and poet), e intervengono Francesca Campogalliani (la Regina Amata) e l’autrice, di cui al momento mi sfugge il nome…

Fine del posterellino.

Gl’Insorti di Strada Nuova

È con una certa emozione (e con notevole sollievo – se state leggendo qui vuol dire che null’altro è esploso, deragliato, naufragato o altrimenti andato storto, ed era tutt’altro che scontato) che vi presento…

 

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Il mio più serio sforzo in fatto di self-publishing è finalmente disponibile in versione KindleePub e PDF.

Vi ricordo la presentazione su Twitter oggi pomeriggio a partire dalle 17.00. Cercate @laClarina e seguite l’hashtag #stradanuova. Sarò lì a twittare e rispondere.

E a questo punto non posso che invitarvi a scaricare, regalare per Natale, leggere, commentare, spargere la voce, discutere, recensire… Soprattutto, vi sarò grata se vorrete farmi sapere che cosa ne pensate.

Buona lettura!

 


 

Arrivano Gl’Insorti – Per Davvero

CoverPiccola.jpgE finalmente, dopo ogni genere di peripezie, magagne, traversie, odisseuzze, cantonatelle e travasetti di bile, ci siamo.

Domani è il giorno: domani esce Gl’Insorti di Strada Nuova.

L’eBook sarà disponibile da domani mattina in formato PDF, Mobi per Kindle ed ePub – controllate qui o sul sito per scoprire come e dove.

Presentazione su Twitter a partire dalle 17.00 – per partecipare cercate di @laClarina. C’è un bottone apposito nella colonna qui a sinistra, lo vedete?

Intanto potete leggere l’incipit, guardare il trailer e scoprire personaggi e ambientazione. Anche sull’autrice, volendo – ma se siete lettori di SEdS, odds are che sappiate di me quel che c’è da sapere. Però forse qualche piccola sorpresa potete trovarla…

E per ora, lasciate che torni ai miei ultimissimi frenetici preparativi.

Ci vediamo domani!

Un (e)Romanzo Nella Cappelliera

Avevo detto che ne avremmo riparlato, ed eccoci qui. Torniamo a rimuginare su Librinnovando, o piuttosto sulla sessione “Contenuti & Contenitori: l’evoluzione dell’eBook e nuovi contenuti editoriali”, che si è rivelata singolarmente istruttiva nella sua capacità di sollevare dubbi e domande. E questo, preparatevi, sarà un post pieno di dubbi e di domande.

Il sugo della sessione era, apparentemente, che l’editoria dispone di nuovi e straordinari mezzi e, per sfruttarne appieno le potenzialità, non basta buttare nel calderone digitale il materiale cartaceo esistente così com’è: occorre crearne di nuovo, pensato in funzione delle possibilità dei nuovi mezzi.

So far, so good. Un testo o un’illustrazione nati per la lettura tradizionale sono proprio “solo” questo, e poco importa che li si veda su carta o su uno schermo, ma le nuove tecnologie consentono di guardare in quelli che il fumettista Tito Faraci ha efficacissimamente descritto come “gli spazi bianchi tra le vignette”…

A illustrare il concetto in modo particolarmente vivido ci ha pensato Giorgia Conversi di Elastico App, mostrandoci in video l’anteprima della bellissima app per iPad Pinocchio. Bellissima e stupefacente (date un’occhiata qui per convincervene): il piccolo “lettore” ha la possibilità di esplorare e spostare  tutti gli elementi delle illustrazioni, scoprendo quel che c’è dietro. Attraentissimo, in via di principio: da bambina sognavo di entrare nei libri, esplorarne il mondo e incontrarne i personaggi… devo ammettere che il lavoro di Elastico App ci va abbastanza vicino. L’app dialoga con il “lettore” a più livelli – più o meno latenti, come dimostra la scena celebre in cui pinocchio si brucia i piedi addormentandosi davanti al camino, e la musica, una tenera ninnananna, è pensata nel preciso intendo di rallentare la percezione della drammaticità della scena. Solo in un secondo momento il “lettore” nota il problema di Pinocchio – assistito da un provvidenziale fulmine sullo sfondo. E questa, lasciatemelo dire, è regia a tutti gli effetti. 

Molto bello, ma quali sono gli sviluppi di tutto ciò? In che direzione si sta andando, di preciso?

Intanto si capisce che la letteratura per fanciulli è destinata ad essere un campo privilegiato da questo punto di vista e, dice Marco Dominici, lo stesso vale per la didattica, in un’ottica di abbandono dell’apprendimento lineare. Una didattica flessibile e scomponibile, una didattica personalizzabile all’estremo. E qui devo dire che Dominci è una persona molto in gamba e un ottimo oratore, ma non finisce di convincermi. È possibile che io sia soltanto vecchia, ma quando sento parlare di approfondimenti costituiti da “una serie di piccoli – ma piccoli, eh? – moduli”, solleverei volentieri le antenne, se ne avessi. È davvero possibile approfondire alcunché a colpi di piccoli – ma piccoli – video di due minuti? Non dubito che brevità e impatto visivo favoriscano l’apprendimento, ma tutto ciò mi ricorda un po’ il modo in cui, al Ginnasio, nei momenti di disperazione mettevo in musica elenchi e formule che non riuscivo a memorizzare. A vent’anni di distanza sono in grado di canticchiare che nella Quollà etiope si coltivano dura, mais, cotone e tabacco*, e posso richiamare le proprietà delle particelle grazie a un certo Studio di Chopin… il problema è che non ricordo né cosa fosse la Quollà né a quali particelle appartengano le propietà. Brevità e impatto visivo (o sonoro nel mio caso) hanno funzionato come escamotage d’emergenza, ma non come sistema di apprendimento altro che mnemonico. E poi vogliamo parlare dell’apprendimento incrementale? Forse può non essere del tutto necessario in fatto di lingue (almeno una volta superato un livello base), ma si può davvero studiare la storia in modo non lineare? Come capirò il Medio Evo se non ho studiato l’Impero Romano? E l’Impero senza la Repubblica? Che ne sarà del rapporto di causa ed effetto e della soglia di attenzione quando i discenti avranno a che fare con una vasta scelta di brevi moduli misti assortiti?

E a dire il vero, non posso fare a meno di pormi la stessa domanda a proposito dei lettori. I libri tradizionali continueranno ad esistere, si dice. La lettura pura non scomparirà. Vero – almeno nelle intenzioni, ma quale sarà l’atteggiamento di fronte alla lettura pura dei nativi digitali allevati ad app come quelle realizzate da Jekolab? Silvia Carbotti ci ha presentato alcuni degli adorabili prodotti realizzati dallo studio, come questi Tre Porcellini, destinati a un pubblico prescolare e realizzati in collaborazione con la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Torino. Anche qui, come in Pinocchio, la parola chiave è interattività: i piccoli “lettori” sono incoraggiati a esplorare il mondo della storia mentre una voce narrante racconta quel che accade. “Volevamo una voce femminile, calda e accogliente, che richiamasse l’idea di una mamma,” ha detto Carbotti. “Volevamo creare un’esperienza di lettura attraente e accattivante.” Già, ma proprio questo è il punto cruciale: si tratta davvero ancora di un’esperienza di lettura? Qual è la differenza tra I Tre Porcellini di Jekolab e una app contenente un gioco? Che cosa ne fa un libro?

Perché è logico immaginare che il bimbo cui sono destinati i Porcellini, quando avrà tra i sei e gli otto anni leggerà il Pinocchio di Elastico – e in proposito Conversi ci ha raccontato una storia molto interessante. Pare che il progetto originario non prevedesse una voce narrante. “Ci aspettavamo che i bambini di quell’età leggessero il testo semplificato accostato alle illustrazioni.” Poi è successo che il blog del progetto, su cui era possibile seguirne e commentarne l’evoluzione, sia stato inondato di richieste di genitori che bramavano una voce narrante – e così Elastico ha aggiunto una narrazione affidata a più attori e provvista di effetti sonori. “E ci siamo accorti che era meglio così, perché il testo, che prima restava in secondo piano rispetto agli enhancements, tornava ad essere rilevante.”

Ecco che ci siamo. O mon présage fatal… Il testo, vedete, non è più in primo piano. Non è più così rilevante, perché è soffocato dagli enhancements e da solo non ce la fa a catturare l’attenzione del piccolo “lettore”.

E quindi, dov’è finita l’esperienza di lettura? A tre anni il lettore in fieri sposta porcellini e lupi in giro per uno schermo, a otto gioca con le meravigliose illustrazioni di Pinocchio e (forse) ascolta la storia letta dalle voci recitanti, e a quindici apprende la storia della letteratura in moduli non lineari corredati da approfondimenti di due minuti. Quando, come, dove, da chi verrà iniziato alle gioie, alle fatiche e all’enorme soddisfazione intellettuale della lettura pura? Al rapporto individuale, imprevedibile e mai esausto tra il lettore e il testo?

Ecco, in tutto questo parlare di interattività mi sembra che ci si lasci sfuggire qualcosa. C’è un’altra collana di app prescolari di Jekolab – deliziosa e inquietante ed estremamente simbolica, I think. Si chiama Ditamatte, ed è una i-versione del buon vecchio libro da colorare. Date un’occhiata al video, e vedrete che il gioco consiste nel toccare la schermata su cui appare un disegno in bianco e nero che si colora al contatto. Immagino che sia divertente, ma se ho capito bene non c’è modo di scegliere i colori e non c’è modo di uscire dai contorni, perché è tutto già predisposto – si tratta solo di toccare la superficie con un sufficiente grado di energia**. Il grado di interattività manuale è elevato – ma dov’è l’interattività intellettuale? Dove sono le scelte, le intenzioni, il gusto, gli errori e la fantasia del bambino? Lo stesso, temo, vale per la lettura: l’idea di futuri lettori troppo occupati a badare a quel che fa il marchingegno per fare qualcosa a loro volta – e magari anche per badare a quel che ha fatto lo scrittore – mi sconcerta. Molto.

Qualche anno fa era uscito un romanzo storico in forma epistolare di cui non ricordo né il titolo, né l’editore né l’autrice (ma brava, Clarina!). Ciò che ricordo è che era uscito in due versioni – quella tradizionale e quella “nella cappelliera”. A un prezzo esorbitante, era possibile avere, anziché un volume a copertina rigida, una cappelliera piena di lettere manoscritte, disegni e fotografie sbiadite – il tutto dall’aria molto autentica. Era molto bello ed era, non c’è altro modo di definirlo, un ur-enhancement. Era anche dissennatamente costoso e rimase un’isolata eccentricità editoriale. Adesso è possibile ricreare un’esperienza del genere in modo virtuale per una frazione del costo, in modo assai più accessibile e comodo.

Ma siamo sicuri di volere libri, didattica, storie per bambini – tutto confezionato in cappelliera, colorato, attraente, accattivante, predigerito e pieno di bells&whistles? Perché non posso fare a meno di chiedermelo: dentro la e-cappelliera manipolabile, manipolatrice e (forse) interattiva, che ne è dell’individualità, dello spirito critico e dell’immaginazione del lettore?

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* Sulla melodia di “Maramao Perché Sei Morto”, in case you wonder.

** E devo proprio chiedermelo: quanto è robusto lo schermo di un iPad?

Rimuginando Su Librinnovando

Come promesso, parliamo di Librinnovando.

Cominciamo col dire che conoscere di persona gente che segui via Twitter è sempre una simpatica esperienza. Poi io non sono fisionomista e non distinguo la gente nemmeno dopo averla vista in faccia – figuriamoci da un avatar! – per cui ho impiegato un po’ a capire chi era chi… Problema che evidentemente non affligge Mattia Nicchio di Sudare Inchiostro, che è entrato in un cortile affollato insieme a Marta Manfioletti di e-Letteratura, mi ha individuata a colpo sicuro e… “Tu sei la Clarina? Non ero sicuro di riconoscerti a colori naturali!”

Quindi il primo impatto di Librinnovando è stata una bizzarra rimpatriata tra gente che, in molti casi, si conosceva senza conoscersi e si parlava per la prima volta dopo avere comunicato per anni.

Dopodiché, provvisti di cartelline arancioni e passi, ci siamo disposti per iniziare, nelle aule caldissime e affollate dello IED. Ora, posso confessare qualche difficoltà di scelta tra le sessioni contemporanee? Ero davvero incerta tra marketing e diritti, tra didattica e rapporto contenitore/contenuto… L’unica cosa che ero certa di non voler perdere era la sessione dei BookBloggers.

Poi ho finito con lo scegliere marketing e contenitore/contenuto. E per prima cosa ho scoperto che Librinnovando è calibrato principalmente sul punto di vista degli editori – con uno spazio interessante per i lettori e non molto per gli scrittori. La cosa ha una certa misura di senso: che può fare la casa editrice tradizionale per agganciarsi al treno (in corsa?) dell’editoria digitale? Di che cosa ha bisogno l’editore che nasce digitale? Quali sono le nuove figure dell’editoria? Come si combinano a quelle tradizionali? Come cambia il modo di vendere libri? Sono interrogativi fondamentali, e le risposte segneranno il futuro dell’editoria.

Tuttavia, il precedente anglo-americano (cui si guarda inevitabilmente) mostra che anche l’autopubblicazione sta cambiando in modo radicale le regole del gioco, e gli indie authors sono una forza da tenere in considerazione – ma di questo, almeno nelle sessioni cui ho assistito, s’è parlato poco.

Indirettamente applicabile è stato l’intervento di Cecilia Averame (Quintadicopertina), che ha confrontato due diversi esperimenti di marketing – uno riguardante un prodotto molto particolare e uno basato più sull’autore che sulle opere (comprate praticamente al buio, in un abbonamento annuale trainato dalla fama dell’autore). Interessanti le osservazioni sul campo: da un lato, pubblicizzare presso un pubblico più vasto non sempre porta risultati in termini di vendite, e dall’altro, nel caso di fidelizzazioni basate sulla relazione lettore-autore, i lettori apprezzano il contatto con l’autore, ma lo preferiscono personale, anziché esposto. “Il lettore non è uno strumento di marketing,” stava scritto in una mail ricevuta da Averame – o quanto meno non vuole esserlo, ed è qualcosa su cui meditare.

Mauro Sandrini, che invece di self-pub ha parlato, ha sottolineato la differenza tra marketing del libro e marketing dell’autore, questa pratica che consiste non tanto nel convincere i lettori a comprare uno specifico libro, quanto a mostrare loro che favolosa persona è l’essere umano che l’ha scritto – e che ne ha scritti/scriverà molti altri.

La prima sessione pomeridiana è stata interessante al modo di qualcosa che suscita domande su domande. Si trattava di apps ed enhancements, e sapete che covo ancora più di un dubbio in materia. Ne parleremo più diffusamente in futuro, ma qui volevo rimarcare un invito ripetuto da tutti i relatori: per questo specifico mercato non si può pensare di limitarsi a digitalizzare materiale preesistente. La competizione è destinata a incentrarsi sullo sfruttamento a tutto campo delle potenzialità del mezzo, cosa che è possibile solo a partire da materiale creato appositamente. Forse non ci avevo mai pensato in questi esatti termini, ma l’osservazione collima con alcuni dei miei interrogativi in proposito. Come ho detto, ne parleremo. 

E infine la sessione più stimolante e più innovativa, quella che ha attirato anche molti non addetti ai lavori, è stata quella dei BookBloggers*, otto ragazzi acuti e tosti che, dai loro blog di libritudini varie e capeggiati dal curatore eFFe, hanno indagato il rapporto tra editori, libri, lettori e rete. Peccato, peccato, peccato che i tempi abbiano costretto a sfrondare parecchio proprio questa sessione ma, pur a un ritmo un nonnulla concitato, è stato affascinante scoprire dal questionario di Marta Manfioletti la bassa percentuale di lettori contrari alla pirateria in via di principio**; o sentire Arturo Robertazzi che illustrava il modo in cui alcuni grandi editori usano Twitter come un canale a senso unico – ma non per questo, va detto, perdono necessariamente followers o influenza – benché, come ha mostrato bene Marta Traverso, un uso accorto dei social network (in particolare quelli letterari) possa essere uno strumento impagabile per una casa editrice; o sorridere con Noemi Cuffia sul fatto che solo due scrittori sugli otto intervistati*** fossero interessati alla lettura digitale. Questo perché gli scrittori sono “lettori forti”? Perché sono tradizionalisti? Ma, come ha detto Marco Dominici, i lettori forti si possono conquistare al mercato digitale – anche se non a colpi di enhancements, perché i lettori forti non vogliono interattività, vogliono interazione.

E questo mi porta ad alcune impressioni conclusive. In primo luogo, come è logico che sia, il mondo dell’editoria digitale è ancora pieno d’incognite per le quali nessuno ha risposte pronte. Bisogna essere disposti a navigare a vista e, perché no, a rischiare. Poi c’è da sperare che, nella sua corsa agli enhancements e alla didattica non lineare, l’editoria digitale non perda di vista chi i libri li vuole solo leggere – e prima o poi si farà una ragione dell’inchiostro elettronico, ma difficilmente digerirà l’idea di farsi imporre una colonna sonora o di imparare la storia in pillole predigerite dalla durata non superiore ai due minuti. E infine, posso dire che mi aspettavo un’interazione via Twitter più vivace? Ho visto molti dei presenti twittare ripetutamente durante tutta la giornata – e questo significa un flusso notevole d’informazioni da Librinnovando verso l’esterno, ben al di là di quello ufficiale. Ero troppo lontana dallo schermo su cui scorrevano i tweets per constatare se ci fosse un flusso corrispondente verso l’interno – ma di certo non è stato dato molto spazio a “interventi e domande direttamente dal web”, come invece prometteva il programma.

Librinnovando ha entusiasmo da vendere, ottime idee e tutte le potenzialità per essere una fucina in un campo in magmatica evoluzione. La mia personalissima impressione è che forse ci sarebbe bisogno di un pizzico di focalizzazione in più, di una cura speciale nello stimolare la discussione anche all’esterno – e magari di un apparato tecnico un po’ più affidabile.

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* E sì, lo so: Librinnovando li chiama “i Books Blogger”… Bear with me – I choose to do otherwise.

** La pratica è, lo sappiamo tutti, un cavallo di tutt’altro colore…

*** Ma in realtà, mi par di capire che gli scrittori contattati fossero una ventina – gli altri non hanno risposto o non hanno rilasciato l’intervista. Se ne deduce che la percentuale degli scrittori digitalizzati (almeno all’interno del campione di Noemi) sia del 10%. Uh.

Nov 25, 2011 - Digitalia, kindle    No Comments

Librinnovando

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Oggi sono a #Librinnovando.

Mentre leggete qui, sono a metà strada per Milano – o almeno si spera, perché la linea Mantova-Milano è di quelle che manca solo l’assalto degli Apache, e poi s’è visto tutto…

Ma non divaghiamo.

Librinnovando, nelle parole dei suoi ideatori, è

una giornata/convegno per discutere sul futuro dell’editoria, per condividere esperienze e per tenersi aggiornati sugli sviluppi di diversi argomenti chiave dell’evoluzione dell’editoria digitale.

Sarà un’occasione per discutere di ebooks, per sentir fare il punto su temi come il nuovo marketing editoriale, la nuova didattica digitale, il nuovo rapporto tra contenitore e contenuto, i nuovi ruoli di editori ed editor…

Perché le acque sono alquanto agitate da questa editoria nuova che nasce in pedi su una conchiglia a forma di e-reader. A Librinnovando si parlerà di carte e sestanti per la nuova navigazione.

Sarà anche l’occasione per incontrare finalmente un sacco di gente in gamba conosciuta in rete – gente di cui avete già letto su Senza Errori di Stumpa, come Marta Manfioletti (che, tra l’altro, promette una bella sorpresa per la sessione dedicata ai Book Bloggers) e Mattia Nicchio, per esempio.

E sì, lo so: non siete affatto a Milano, non vi siete iscritti, lo scoprite solo adesso… Be’, non c’è ragione di sentirsi tagliati fuori, sapete? Fedele alla sua natura, Librinnovando è molto, molto digitale: non solo è possibile seguire varie sessioni* in streaming, ma tutta la giornata si snoda anche via Twitter a mezzo live-tweeting.

E ben presto, ça va sans dire, le Cronache di Librinnovando.

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* In live streaming dall’Aula B4:

10,00-10,30 Keynote speech

Relatore:

Marco Cassini – Minimum Fax

10,45 -13,00 – 2 – Aula B4 – Il marketing, il libro ed il valore del contenuto

Coordinano: Salvatore Nascarella (SEEd)

Abstract: In meno di dieci anni i canali di promozione del libro sono aumentati in misura imprevedibile (e-commerce, piattaforme di distribuzione on line, GDO, social network, fiere ecc.). In casa editrice l’iniziale sperimentazione nell’uso di nuovi strumenti per marketing editoriale ha portato a rimodellare su nuovi parametri il rapporto con l’autore, con il lettore e con gli altri attori del mondo editoriale, spesso ridisegnando anche ruoli professionali. Cosa è cambiato e cosa sta cambiando nella promozione editoriale? Cos’è il “libro” da promuovere?

Relatori:
Cecilia Averame – Quintadicopertina – Dai labirinti digitali allo scrittore in vendita: due sperimentazioni di promozione editoriale a confronto per lettori “forti” e appassionati di nicchia
Tomaso Ferrando – Progetto Letterario Alga – Il valore promozionale della coscienza critica del lettore
Matteo Scurati – BookRepublic – Ognuno è artefice della propria libreria
Simone Eandi – Seed ed il DAM
Alessandro Gallo, Paola Cava – Springer – Springer, the Book will never die: l’archivio digitale di oltre 120.000 pubblicazioni 
Mauro Sandrini – www.elogioebook.com – Promuovere gli eBook: marketing del libro o marketing dell’autore?
Clelia Caldesi Valeri – Bookliners: socializzare sui libri

14,00-16,00 – 4 – Aula B4 – Contenuti & Contenitori: l’evoluzione dell’eBook e nuovi contenuti editoriali.

Coordinano: Marilù Manzolillo (Les Mots Libres) e Salvatore Ambrosino (Ledigital).

Abstract: La diffusione dei Tablet offre la possibilità di una diversa e nuova fruizione dei contenuti editoriali. Interattività, multimedialità, ipertestualità e condivisione costituiscono una definizione di ‘oggetto editoriale’ molto diversa da quello che è il tradizionale libro cartaceo. Web app, enhanced ebooks e app stanno cambiando radicalmente il tradizionale flusso di progettazione e produzione editoriale. Ma la rivoluzione dei contenuti digitali ridisegna anche la figura professionale dell’editor e segna l’ingresso di nuove professionalità nel panorama editoriale. Ma in che cosa consiste questa “rivoluzione”? Quali sono le reali opportunità? E inoltre: il contenuto è realmente l’attore principale di questa rivoluzione? La sessione sarà dedicata all’analisi delle caratteristiche dei nuovi “contenitori” per poi esplorare, attraverso riflessioni, percorsi e case history reali il panorama dei contenuti digitali.

Relatori:
Giorgia Conversi – Elastico App – Pinocchio per iPad-iPhone-iPod Touch: Il futuro ha un cuore antico

Marco Dominici – www.leggoergosum.wordpress.com – Le tre declinazioni della didattica digitale
Silvia CarbottiJekolab – Make app: il libro si rifà il trucco
Elena Asteggiano – www.ebookreaderitalia.com – Lanciare un monito(r) alle redazioni

16,15-18,15 – 6 – Aula B4 – Editoria Digitale & eBooks: la parola ai Books Blogger

Coordina: Marco Giacomello

Abstract: La sessione nasce con l’idea di analizzare i temi del futuro dell’editoria digitale e degli eBooks dalla particolare prospettiva di chi, come i Books Blogger, è a diretto contatto con gli umori dei lettori e degli appassionati (e di conseguenza può carpire segreti e malcontenti di chi legge digitale oggi – problemi che molte volte sfuggono ad editori, autori e pubblicitari). I blogger vivono il cambiamento dell’editoria in prima persona ed in questa sessione ci riporteranno casi pratici, idee e riflessioni sul mondo eBooks ed Editoria Digitale (derivanti dalla loro attività e dai commenti e le discussioni nate sui loro siti/blog). Infine i blogger cattureranno nei prossimi mesi grazie al web 2.0 (blog/twitter) domande, questioni ed idee – che proporranno poi in forma di questioni ai vari relatori che si alterneranno durante la giornata.

Relatori:
Marta Manfiolettiwww.eletteratura.wordpress.com
eFFe – www.about.me/abcdeeffe – www.finzionimagazine.it
Arturo Robertazziwww.arturorobertazzi.it
Marta Traversowww.provetecnichedisogni.blogspot.com
Silvia Suranohttp://about.me/silviasurano
Gabriele Alesewww.alese.it
Marco Dominiciwww.leggoergosum.wordpress.com
Noemi Cuffiawww.eccomimi.blogspot.com
Tito Faraci – I fumetti dell’era dell’editoria digitale – http://titofaraci.nova100.ilsole24ore.com/

 

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