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Ago 19, 2010 - libri e fumetti, scrittura    1 Comment

Calvin, Hobbes e l’Ispirazione

Ancora Calvin & Hobbes. Traduzione mia.

Copia di writing-and-creativity.png

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

How very, very true. Una scadenza incombente, trovo, è uno stimolo quasi infallibile, e mi piace pensare che questo sia il motivo per cui mi riduco sempre all’ultimo momento – e non viceversa. Le muse andrebbero raffigurate con un calendario in mano!

Ma d’altra parte, leggo che siamo geneticamente programmati per funzionare meglio nelle emergenze… interessante concetto. Ne riparleremo.

Snoopy

stormy.jpgSanta Lucia deve avere letto il post dell’altro giorno, perché mi ha portato un mug favoloso.

Da una parte c’è Snoopy che scrive “Era una notte buia e tempestosa…”, e dall’altra Snoopy che immagina di essere un asso della I Guerra Mondiale. In mezzo c’è il manico, utile per quando si vuole bere il tè, oltre a contemplare il bracchetto.

“Se si eccettua il baseball,” mi si è commentato, “Snoopy praticamente sei tu: o a scrivere, o persa a immaginarti delle battaglie.”

Ma io protesto, protesto vivacemente: non so se inizierei un romanzo con “Era una notte buia e tempestosa…” (oddìo, non si sa mai… peccato che l’abbia già fatto Bulwer-Lytton), ma una cosa è assolutamente certa: non immaginerei mai di combattere contro il Barone Rosso. Io immaginerei di essere il Barone Rosso, che caspita! battle.jpg

E per tutta la giornata, immaginatemi china sulle mie carte, con la tazzona fumante accanto.

Mar 4, 2009 - libri e fumetti    1 Comment

Anobii

Anobii è una bellissima idea. Anobii è una di quelle cose di cui t’innamori, dove nei primi tempi di passione trascorri sedici ore al dì, dove vorresti tanto parlare di tutti, tutti, tuttissimi i libri che hai letto…

Poi ti accorgi che, per l’appunto, ci passi sedici ore al giorno, invece di fare altre cose che magari saranno meno affascinanti, ma che devi proprio fare. Allora, se hai buon senso ed equilibrio, ti dài una regolata e cominci ad usare Anobii con giudizio e moderazione. In caso contrario, come la sottoscritta, te ne disintossichi con pari rimpianto e rapidità, e vedi di non tornarci mai più.

Oggi, dopo mesi che bado a ‘non tornarci mai più’, mi giunge notizia di un commento ad una mia recensione. Incuriosita, vengo meno ai miei propositi e vado a vedere chi mai abbia commentato i miei rimuginamenti su “Il Gattopardo” e perché.

Ebbene, ci crediate o no, la commentatrice m’ingiunge severamente di indicare che la mia recensione è uno spoiler. For the life of me, I can’t say what I spoiled. A meno che non sia dove definisco la principessina Concetta ‘sconfitta’. Ad ogni modo, resta il commento: devi dire che contiene spoiler.

Secondo voi ci sono speranze che scherzasse?