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Mar 7, 2010 - musica    No Comments

Barcelona

Mi hanno raccontato che una volta, a Parigi, Montserrat Caballe arrivò per cantare una Traviata senza avere mai provato con le scene montate. Era tardi e, prima che mettesse il costume, un direttore di palco la accompagnò in fretta e furia a vedere le uscite. “Qui per entrare, Madame, qui per uscire, là invece per il terz’atto…” Insomma, per farla breve: secondo atto, festa di Flora, musica, danze, zingarelle, carte e Violetta entra… dal camino! Er… come dire? Sensazione in sala. Evidentemente le era sfuggito qualche particolare della spiegazione. E doveva essere un camino di rispettabili proporzioni.

Buona domenica a tutti

Feb 28, 2010 - musica    No Comments

Ol’ Man River

Non posso dire di essere una fan di Frank Sinatra, ma questa canzone… ah, questa canzone!

 

[Noi lavoriamo lungo il Mississippi,

Noi lavoriamo mentre i bianchi si divertono.

Tiriamo le barche dall’alba al tramonto,

Senza riposo fino al giorno del giudizio.

Non guardare su e non guardare giù,

Non osare di fare arrabbiare il padrone bianco!

Piega le ginocchia e china la testa,

e tira quella corda finché hai fiato in corpo.

Lascia che me ne vada dal Mississippi,

Lascia che me ne vada dal padrone bianco.

Fammi vedere il fiume Giordano,

Quello è il vecchio fiume che voglio attraversare.]

Vecchio Fiume, quel vecchio Fiume

Deve pur sapere qualcosa, ma non dice niente.

Non fa altro che scorrere e scorrere.

Non pianta patate, non pianta cotone,

E fa presto a dimenticare quelli che le piantano,

Ma il Vecchio Fiume non fa altro che scorrere e scorrere.

Sudiamo e fatichiamo, tu e io,

E ci fa male tutto, e siamo rotti dal dolore.

Sposta quella chiatta, solleva quella balla,

E se appena ti ubriachi, finisci in galera!

Faccio tanta fatica e non ne posso più di sforzarmi,

Sono stanco di vivere, ma ho paura di morire

E il Vecchio Fiume non fa altro che scorrere e scorrere!

 

 

Feb 21, 2010 - musica    No Comments

Puccini vs. Lloyd-Webber

Sono lievemente seccata perché la produzione è un po’ così, e l’audio decisamente amatoriale, ma non trovo nulla di meglio. Però volevo postare ancora un pezzo di Cats. Un pezzo che, oltretutto, forse ha una storia curiosa. Per cominciare, ascoltate, e notate l’incantevole parodia pucciniana (“Sono qui” intorno a 3.18, e poi “In Una Tepida Notte” a 5.15).

 

Ora, la poesia di Eliot è lunghissima, e non ho cuore di mettermi a tradurla tutta… Short version: Growltiger è un gatto pirata, terrore del Tamigi (e di un certo numero di Oceani), massacratore seriale di canarini e bandicoots, nemico giurato dei gatti siamesi. In una tepida notte d’estate, mentre il gattaccio è distratto dalle grazie della pessima soggetta Lady Griddlebone, i Siamesi arrivano a bordo di giunche e sampan, e si prendono la loro rivincita. Solo contro tutti, Growltiger si difende fino in fondo, ma fa una brutta fine, per la gioia e il sollievo di tutti i gatti asiatici e gli onesti naviganti.

A quanto pare, questa versione è pochissimo rappresentata. Spesso, In Una Tepida Notte è sostituita con la (molto meno bella) Ballata di Billy McCaw. Se davvero sia a causa dei rapporti non proprio idilliaci tra Lloyd-Webber e chiunque detenga i diritti della musica di Puccini, non lo so. C’è stata senz’altro una causa per plagio, ma ho sempre creduto che riguardasse Music of the Night e La Fanciulla del West, e comunque è stata chiusa anni fa, patteggiando un lauto risarcimento… Ad ogni modo, qui davvero non si può parlare di plagio. E’ vero che “Sono qui” (3.18) sembra proprio preso pari pari dalla Tosca (e il costume di Griddlebone in questa produzione non può essere casuale), ma l’insieme è decisamente una parodia dell’opera italiana, con più di un riferimento a Madama Butterfly e Turandot. A maggior ragione, è un peccato che non la si senta quasi mai. D’altra parte, nella maggior parte dei casi, Growltiger’s Last Stand viene omessa del tutto, e sostituita con The Awefulle Battle, per cui non credo che il problema sia davvero Puccini vs. Lloyd-Webber.

Buona domenica a tutti!

Feb 14, 2010 - musica    3 Comments

Les Misérables

Oggi cambiamo musical, pur restando sempre in ambito di ispirazione letteraria.

 

I Miserabili è stato tra le letture predilette della mia adolescenza (anche se devo confessare di avere saltato a pié pari la digressione sull’argot parigino, e di avere skimmed over quella sulle fognature…), e questo è stato il primo musical che ho visto a Londra. La seconda volta che l’ho visto, ero in compagnia di un’amica che, davanti al botteghino, essendo stanchissima, mi ha chiesto dubbiosamente: “Ma dura molto più di un’ora e mezza?” “Noooo,” ho mentito io, che volevo proprio rivederlo. E’ andata a finire che si è addormentata durante lo spettacolo, per risvegliarsi nella scena della battaglia, al suono della fucilata che uccide Gavroche. Ha dato uno strillo tale, che tutto il teatro è scoppiato a ridere nonostante il momento tragico!

Io fingevo di non esserci.

Feb 7, 2010 - musica    2 Comments

Chi per fuoco, chi per acqua…

Non è molto allegra, ma è bellissima…

 

Conoscevo una ragazza irlandese che, quando era giù di morale o moderatamente brilla, faceva una specie di gioco con questa canzone: per ogni tipo di morte bisognava a turno citare un personaggio storico o letterario pertinente: tipo who by fire… Giovanna d’Arco; who by water… Shelley; who in the sunshine… e questo era il tipo di punto in cui si accendevano dispute furibonde, perché di sicuro Riccardo III è morto in pieno giorno, ma chi può dire se sulla battaglia di Bosworth splendesse il sole?

 

Gen 31, 2010 - musica    No Comments

Music of the Night

D’accordo, il video ha un eightish feel molto pronunciato, ma fa lo stesso: la canzone è meravigliosa, e Michael Crawford e Sarah Brightman sono rispettivamente il Fantasma e la Christine originali, la gente per cui Lloyd-Webber ha scritto questa musica…

La notte affina e rende più potenti le sensazioni*,
L’oscurità risveglia ed eccita l’immaginazione,
I sensi abbandonano quietamente ogni resistenza.
Inutile resistere alle note che scrivo,
Perché io compongo la musica della notte.

Lenta e dolce, la notte dispiega il suo splendore:
Afferrala, sentila, tenera e tremante.
Sentire per credere,
La musica inganna:
Forte come il fulmine, tenue come la luce di una candela.
Osi affidarti alla musica della notte?

Chiudi gli occhi, perché gli occhi dicono solo il vero,
E il vero non è quello che vuoi vedere.
Nel buio è più facile fingere
Che le cose siano come dovrebbero essere…

Dolce, insinuante, la musica ti accarezza.
Ascolta, senti come s’impossessa di te in segreto:
Apri la tua mente, libera la tua fantasia,
In questa oscurità che sai di non poter combattere,
L’oscurità della musica della notte.

Chiudi gli occhi e inizia il tuo viaggio in un mondo nuovo e inaspettato,
Lascia ogni pensiero del tuo vecchio mondo.
Chiudi gli occhi e lascia che la musica ti liberi,
E solo allora potrai appartenermi.

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*Al solito, traduzione mia. Buona domenica a tutti.

Cats!

Ieri sera sono andata a vedere la versione italiana di Cats

Ero piena di prevenzioni nei confronti della traduzione, e invece non è affatto male. La musica di Lloyd-Webber, sempre entusiasmante, dal vivo lo è ancora di più ; le coreografie di Ezralow sono piene di energia, la scena un po’ affollata ma non male, e la Compagnia della Rancia lavora con passione e ad alto livello. Questa versione italiana sopprime The Awefull Battle (peccato…), ma in compenso ripristina Growltiger (tradotto – bene – in Gattigre) in una bellissima scena di ombre cinesi.

Non è che la produzione non abbia difetti, e il più macroscopico sono i brutti costumi dall’aria goffa e miserella: a parte tutto il resto, non c’è pericolo che i pur bravissimi ballerini/cantanti possano muoversi in modo convincentemente felino indossando delle specie di tute di peluche… Il secondo problema sarebbe l’interprete di Bustopher Jones (tradotto – maluccio – in Ciccio Gourmet), decisamente il punto debole della compagnia. Tuttavia, magari era raffreddato o in cattiva serata, per cui sospendiamo il giudizio. Invece è di sicuro una deliberata scelta di regia quella di mostrare i gatti tra l’indifferente e l’amichevole nei confronti di Grizabella fin dall’inizio, anziché ostili per la maggior parte del tempo. Confesso che la cosa mi ha infastidita: sarà più carino, ma toglie mordente alla trama, e contraddice, se non il testo, lo spirito delle poesie di Eliot, i cui gatti sono tutto fuorché carini.

Quando la Disney volle trarre un cartone animato da Old Possum’s Book of Practical Cats, la vedova del poeta si oppose recisamente: i Practical Cats non erano nati per essere teneri e graziosi. Quando fu la volta del musical, la stessa signora chiese a Lloyd-Webber e Trevor Nunn di non farne dei micetti.

Fu accontentata: in effetti, il fascino dei Jellicles consiste nella loro combinazione di grazia e ferocia, di riti tribali e di beffe ai “padroni”. I Jellicles sono cordiali col pasciuto e prospero Bustopher, comprensivi con Gus e le sue glorie passate, ma ostili a Grizabella, che ha lasciato la tribù per vedere il mondo. Quando torna, vecchia e malata, la ex glamour cat è accolta a soffi e graffi, e i gatti adulti non permettono ai gattini di avvicinarsi a lei. Il suo ritorno in seno alla tribù e la sua morte (la versione italiana è ancora più esplicita, traducendo the Heavyside Layer con “Il Dolce Aldilà”) sono il culmine della trama. La versione italiana stempera tutto questo: la prima volta, Grizabella viene più o meno ignorata, e la seconda tutti i gatti le si strusciano amichevolmente attorno… Ce n’era davvero bisogno?

Gen 17, 2010 - musica    No Comments

New Soul

cioccolato2.jpgLa revisione è un incubo, non trovo immagini precise di vestiario bizantino tardomedievale, voglio far succedere due avvenimenti storici nell’ordine sbagliato e, giusto per non farsi mancare nulla, piove!

C’è solo una cosa da fare, anzi, due: cioccolato e musica.

 

Così va meglio. Buona domenica.

Gen 10, 2010 - musica    2 Comments

Moon River

Dietro richiesta:

Moon River, wider than a mile,
I’m crossing you in style some day.
Oh, dream maker, you heart breaker,
wherever you’re going I’m going your way.
Two drifters off to see the world.
There’s such a lot of world to see.
We’re after the same rainbow’s end–
waiting ‘round the bend,
my huckleberry friend,
Moon River and me.

(Fiume della Luna, largo un miglio e più/ uno di questi giorni ti attraverso in grande stile./ Fabbrica-sogni, spezza-cuori,/ dovunque tu vada, vengo anch’io./ Due vagabondi a zonzo per il mondo./C’è tanto di quel mondo da vedere./Andiamo a caccia dello stesso arcobaleno -/ quello che appena oltre la curva aspetta il mio amico monello,/ il Fiume della Luna e me.)

 

(Parole di Johnny Mercer, musica di Henry Mancini)

Gen 3, 2010 - musica    5 Comments

Viva la Vida!

Piccolo quiz a me stessa: perché, o Clarina, ti piace tanto Viva la Vida? Sarà per la pioggia di riferimenti storici? Sarà per l’idea di qualcuno di detronizzato che ricorda i giorni di potere? Sarà perché tutte le volte sobbalzi all’idea di un coro della cavalleria romana? Sarà per gli archi e le campane? Sarà per l’associazione con Delacroix? Sia come sia… Viva la Vida!

E buona domenica.