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Dic 15, 2013 - musica, Natale    No Comments

Torce

TorchesCominciamo con le cose natalizie – e in particolare con una carola inconsueta.

Torches, prima di chiamarsi così, era un inno natalizio tradizionale della Galizia. Nel 1951 il compositore inglese John Joubert s’imbatté in una traduzione di John Brande Trend, e la mise in musica.

Il risultato è un magnifico minuto e mezzo di musica corale spigolosa e asciutta. che ritrae perfettamente la gioiosa corsa a perdifiato nella neve e la luce danzante delle torce del titolo…

Qui la trovate nella magnifica versione del King’s College Choir – Cambridge.

E buona domenica a tutti.

Volevo Regalarti Un Libro, Ma…

natale, regali, libri, casetta di pan di zenzeroBuon Santo Stefano, cari Lettori. Passato bene il Natale?

Trovati libri sotto l’albero?

Io solo un paio: il cartaceo Musica Lontana di Emanuele Trevi, che m’incuriosisce molto, e il digitale A Plague Of Lies di Judith Rock, terzo volume di una serie di gialli storici che adoro, ambientati nella Parigi del Seicento.

Ebbene sì, soltanto due libri.

E sia chiaro: ho ricevuto regali splendidi – uno specchio di famiglia, un braccialetto di giada cinese, una penna con le mie iniziali incise, American Song Book di Mina e la più adorabile casetta di pan di zenzero che si possa immaginare – e due libri due, di cui uno su richiesta e l’altro pescato dalla mia wish list.

E pensandoci appena un po’, ho dovuto costatare che non sono del tutto sorpresa: la proporzione di libri tra i regali che ricevo è andata scendendo, e ormai sono lontani i tempi in cui un libro era la prima e logica risposta alla domanda “Che cosa regaliamo alla Clarina?” Sarei tentata di sentirmi orfanella&bistrattata, se non fosse per cose come i commenti a questo post, in cui cui vari avidi lettori si lamentavano di analoghe carestie librarie, il fatto che io stessa tendo a regalare pochi libri, e le numerose giustificazioni non richieste ricevute nel corso degli anni. natale, regali, libri, casetta di pan di zenzero

Giustificazioni che, dopo l’inizio che dà il titolo al post, si ramificano a ricadere più o meno sotto ZZ categorie:

I. …Hai letto tutto, tu. Come si fa a regalarti un libro?

II. …Hai dei gusti così imposs… er, singolari in fatto di letture che accontentarti sembra difficile.*

III. …Tu leggi sempre in Inglese…

IV. …I libri te li compri da sola in continuazione.

V. …Adesso che leggi in digitale, non so più come regalarti libri.

A parte i problemi di ordine tecnologico, riconosco che quando si considera il rapporto tra lettore e libro, così personale e unico, diventa difficile fare regali. Non si sa mai che reazione si innesca: ci si potrebbe trovare ad aver regalato un pomeriggio di fuga dalla realtà, l’equivalente di un matrimonio cattolico o un odio viscerale… è una grossa responsabilità, un rischio, uno scoprirsi, quasi un impegno. Si può voler essere molto sicuri, prima di lanciarsi. È molto più facile indagare preventivamente in maniera più o meno obliqua**, ricorrere alla wish list, oppure regalare qualcos’altro.

O forse mi sbaglio… Voi che ne dite? Che libri avete trovato sotto l’albero? Che libri avete regalato?

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* Talora corredato da: E lo so che hai una wish list, ma non so come usarla/volevo farti una sorpresa/l’idea non mi piace. Posso rassicurare gli scettici? In fondo, una wish list è solo la versione adulta della letterina per Santa Lucia.

** In my experience, la soluzione preferita dalle anziane parenti di sesso femminile.

Dic 24, 2012 - Natale    No Comments

A Christmas Carol

charles dickens,a christmas carol,fumetti marvel,radiodrammiVenerdì vi avevo promesso un piccolo strascico dickensiano nella forma di un link, vero? Ebbene, eccoci qui: A Christmas Carol, un sito interamente dedicato al Natale dickensiano. Me lo ha passato lo scorso anno Danilo Zanelli di Idee Per Scrittori – e io ci ho passato metà delle mie vacanze natalizie, ma mi sono eroicamente trattenuta dal mettervene a parte per tutto un anno, in attesa della Vigilia del Bicentenario.

E adesso ci siamo, per cui ve lo giro. Ci troverete ogni dickensiano ben di Dio: un testo completo della novella, naturalmente, e tonnellate di illustrazioni, e link a tutti i saggi natalizi*** di Dickens, e informazioni sul diluvio di adattamenti cinematografici, teatrali charles dickens,a christmas carol,fumetti marvel,radiodrammiradiofonici di ACC, e una versione a fumetti della Marvel, nella sua scannerizzata interezza… Consultate con cura quella sidebar sulla destra, perché è una miniera.

Già che ci siamo, qui c’è un articolo su un manoscritto originale di ACC riscoperto, con la possibilità di consultare un certo numero di pagine riprodotte. Oh, e le due illustrazioni che vedete in questo post sono l’acquerello originale di John Leech per lo Spirito del Natale Presente e la versione rifatta, perché lo spirito doveva essere vestito di verde, e non di rosso…

E a questo punto, miei cari lettori, credo che vi augurerò una buona e lieta e serena Vigilia. E se i fantasmi di qualche Natale vi verranno a trovare questa notte – o magari schiaccianoci e re dei topi – vi auguro che siano benevoli e di buona compagnia.

Merry Christmas Eve.

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* Quest’anno, A Christmas Tree costituirà la mia lettura per la notte di Natale, insieme a una traduzione di Nußknacker und Mäusekönig di Hoffman e, se reggo ancora, la dumasiana Histoire d’un casse-noisette. Voi cosa leggete la notte di Natale?

Dic 23, 2012 - musica, Natale    No Comments

Caroling Caroling

Oh, lo sapete come vanno le cose a Senza Errori di Stumpa in questi giorni , vero?

E allora, ecco Nat King Cole che canta Caroling Caroling, carola americana Anni Cinquanta, insieme al Columbia Choir:

Caroling, caroling, now we go
Christmas bells are ringing
Caroling, caroling through the snow
Christmas bells are ringing

Joyous voices sweet and clear
Sing the sad of heart to cheer
Ding dong, ding dong
Christmas bells are ringing

Caroling, caroling through the town
Christmas bells are ringing
Caroling, caroling up and down
Christmas bells are ringing
Mark ye well the song we sing
Gladsome tidings now we bring
Ding dong, ding dong
Christmas bells are ringing!

Caroling, caroling, near and far
Christmas bells are ringing
Following, following yonder star
Christmas bells are ringing
Sing we all this happy morn
“Lo, the King of heav’n is born!”
Ding dong, ding dong
Christmas bells are ringing

Buona domenica e buona antivigilia a tutti.

Dic 17, 2012 - Natale, Storia&storie, teatro    3 Comments

L’Uomo Che Creò Il Natale

charles dickens, lunedì del d'arco, accademia teatrale campogalliani, natale,  canto di natale, il circolo pickwickMagari suonerà bizzarro, ma il fatto è che nella prima metà dell’Ottocento, nell’Inghilterra anglicana, il Natale stava cadendo in disuso.

Per secoli lo si era celebrato alla maniera medievale, seguendo la tradizione dei Dodici Giorni che, con le sue abbondanti libagioni, il vischio e l’agrifoglio, le rumorose scampagnate notturne per mettere in fuga gli spiriti e le licenze e gli eccessi della vigilia dell’Epifania, aveva colori paganeggianti, messi all’indice a suo tempo da Cromwell, poi tiepidamente recuperati ma del tutto disdicevoli nell’Inghilterra da poco vittoriana –  per non parlare del fatto che dodici giorni di festeggiamenti erano costosi e impraticabili. Per cui il Natale stava diventando una festa minore, sempre meno religiosa e, a meno che non cadesse di domenica, restava giorno lavorativo (quanto meno a Londra). Attorno al 1820, Leigh Hunt ne parlava come di “un avvenimento che quasi non valeva la pena di menzionare”.

Lo si sarebbe detto destinato a scomparire lentamente, se non fosse entrato in scena Charles Dickens, che invece per il Natale, la sua atmosfera e le sue tradizioni aveva una passione incoercibile.

Il 19 dicembre 1843 Dickens pubblicò una novella che raccoglieva vecchie tradizioni e ne aggiungeva di più recenti, e descriveva una festa di un giorno solo – o magari un giorno e mezzo, considerando la sera della Vigilia -, in cui le famiglie si riuniscono in pace, letizia e buona volontà, oca arrosto e pudding vengono consumati in tanta abbondanza quanta ne consentono le finanze, si fanno giochi di società attorno al fuoco, tutti sono più generosi e chi non lo è viene visitato da spiriti di varia e non sempre rassicurante natura.

Stiamo parlando, ovviamente, di A Christmas Carol, la storia con cui un singolo scrittore* creò il Natale anglosassone come lo conosciamo – e come è in parte penetrato anche alle nostre latitudini. Le notti di Natale gelide e nevose, le riunioni famigliari, i carolers nelle strade, il rametto d’agrifoglio in cima al pudding, i regali di Natale, il giorno di vacanza, la generosità natalizia – molto di quello spirito natalizio che, se non sapessimo di meglio, potremmo credere frutto di secoli, in realtà il mondo anglosassone lo deve al buon Dickens. 

Perché ne parliamo oggi e non mercoledì, che sarebbe il centosessantanovesimo anniversario della prima pubblicazione di questa novella così rilevante? charles dickens, lunedì del d'arco, accademia teatrale campogalliani, natale,  canto di natale, il circolo pickwick

Un po’ perché centosessantanove non è la più rotonda delle cifre, ma soprattutto perché questa sera, al teatrino D’Arco, attori e allievi dell’Accademia Teatrale Campogalliani dedicheranno un omaggio a Dickens, nella forma di letture drammatiche dei capitoli natalizi de Il Circolo Pickwick e, naturalmente, Canto di Natale.

Ci sarò anch’io, a introdurre le letture parlando dell’uomo che (ri)creò il Natale.

Se siete in quel di Mantova, se vi va, se siete in vena di un po’ di buon vecchio spirito natalizio, vi aspettiamo questa sera al Teatrino D’Arco, un quarto d’ora prima che scocchino le nove.

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* Oh, d’accordo: da solo se si eccettua l’aiuto di una giovane regina e del suo consorte tedesco, che introdussero in Inghilterra l’albero di Natale.

Dic 16, 2012 - musica, Natale    No Comments

Carol Of The Bells – The Cello Version

Se non è il vostro primo Natale a SEdS, immagino che sappiate già quanto mi piaccia la Carol of the Bells – che essendo originariamente d’ambito slavo, tutto è fuorché allegra, ma nondimeno.

E dunque, ecco qui la carola in una versione singolarissima per violoncello, escogitata ed eseguita da uno dei Piano Guys…

E buona domenica a tutti!

Dic 12, 2012 - gente che scrive, Natale    9 Comments

Cosa Regalare A Uno Scrittore

3155626-67825-christmas-tree-and-santa-bag-with-gifts-vector-illustration.jpgVoi non avete idea di quanta gente arrivi a SEdS cercando lumi su che cosa regalare a uno scrittore. Per cui, lasciate che riproponga un post in materia, vecchio di tre anni, riveduto e corretto un pochino, con qualche aggiunta qua e là…

E dunque, dagli archivi di Senza Errori di Stumpa, ecco a voi…

Come Fare Felice Uno Scrittore – Edizione 2012

Essendo domani Santa Lucia, parliamo di regali e regalini.

“Che cosa si regala a uno scrittore?” mi domanda E. E’ possibile che questa sia in realtà una manovra poco sottile per scoprire che cosa vorrei sotto l’albero, ma forse a E. interesserà sapere che uno scrittore è un tipo di animale che, avendo ricevuto una domanda del genere, per prima cosa ci fa un post.

Allora, vediamo un po’. Come rendere felice uno scrittore/aspirante scrittore (o, for that matter, un lettore) la sera del 24?

Taccuini. Magari di quelli con lo spazio per una penna, ma piccoli, da tenere in borsetta o in tasca, da portarsi sempre dietro, ma proprio sempre, perché non si sa mai quando si vorrà prendere nota di qualcosa. La scelta è infinita, dal classico taccuino Moleskine ai Paperblanks che riproducono rilegature antiche, ai quadernini minimalisti Ikea… Ha anche il vantaggio di essere uno di quei regali dove fare un doppione non conta, perché di questi arnesi, lo scrittore medio ne consuma a bizzeffe.

Cancelleria. Con giudizio, e premurandosi di conoscere preventivamente il metodo del destinatario: una scatola intera di biro blu confezionata con cura è molto benaugurante per chi scrive tutte le sue prime stesure a mano. Per gli aficionados della tastiera, però, meglio un mousepad a tema. Una volta, durante un periodo di sconforto, ho ricevuto una scatola: dentro c’erano un bel po’ di biro e una risma di carta, sul cui primo foglio il donatore si era premurato di stampare un’ipotetica copertina del romanzo in cui ero impantanata. Avevo apprezzato molto. Un caveat: la penna elegante, questo classico tra i regali, non è sempre la migliore delle idee. Chi scrive con una penna speciale, probabilmente la penna speciale ce l’ha già, mentre la maggior parte degli amanuensi usa biro, roller o matite di largo consumo.

Mugs. Ovvero quelle tazzone alte con il manico. Potrei dire che è un dato di fatto: gli scrittori fanno le ore piccole e si sostentano a tè e caffè lungo; oppure potrei dire che è un fatto: gli scrittori scrivono nelle soffitte, dove fa freddo, e una bella tazzona fumante serve a scaldarsi le mani ogni tanto… Ma siamo onesti, il fatto è che il mug fumante accanto alla tastiera/quaderno/pila di fogli fa tanto, tanto, ma proprio tanto scrittore all’opera. Che ne esistano tante a tema è senz’altro d’aiuto.

Penne colorate. O pennarelli. O matite. Per sottolineare le fotocopie degli articoli, per cercar di chiarire il tortuosissimo schema del XXXII capitolo, per codificare gli interventi necessari in fase di revisione (verde: sono così felice di essere la persona che ha scritto questo paragrafo; giallo: a cosa stavo pensando quando ho scritto ciò?; arancione: urge energico intervento; le sfumature di rosso vanno dal disastro al macello, alla catastrofe, all’apocalisse, a come-ho-mai-potuto-pensare-di-avere-un-briciolo-di-talento?), per disegnarsi luoghi e personaggi se si è abbastanza bravi. Ad ogni modo, lo scrittore medio ama le penne colorate. Come le Stabilo Pen 68, che esistono a punta media e punta fine, e in una cinquantina di colori.

Writing Software. C’è di tutto un po’. Ci sono editor di testo/gestione progetti a prezzi ragionevoli (20-40 $): Writer’s Cafè, molto colorato, con pretese di stile e una quantità di funzioni, compresi i suggerimenti giornalieri, una vasta scelta di esercizi di scrittura, un sistema di brainstorming, un sistema di importazione, raccolta e archiviazione di materiale (foto comprese), un diario/agenda, un generatore di nomi e una funzione di progettazione “Storylines”, oppure Liquid Story Binder (per PC) o Scrivener. Questi sono strumenti di lavoro, buoni per organizzarsi e tenere a portata di mano il materiale. Per chi vuole qualcosa di più didattico, c’è il celebre Dramatica Pro, che costa un’ira e consente di sviluppare personaggi, archi narrativi, trama e sottotrame, ambientazioni, dialoghi, ritmo e passo tramite una serie di strumenti molto sofisticati. Un po’ meno costoso è Write Pro, di Sol Stein (celebre autore di manuali di scrittura creativa), che però è a mezza via tra un software e un corso. Il che ci porta a…

Corsi di scrittura. Qui bisogna essere certi che il destinatario non prenderà il regalo come un apprezzamento poco lusinghiero. In un mondo ideale, tutti gli scrittori sarebbero gente matura, umile e seria, sempre ansiosa d’imparare e perfezionare la propria arte… essendo il mondo quello che è, siate ben sicuri di non provocare incidenti diplomatici, prima di regalare uno di questi. Detto questo, la scuola di scrittura più celebre d’Italia è la Scuola Holden di Torino, che offre una scelta di corsi, laboratori e seminari, da seguirsi in loco oppure online. Naturalmente non parlo tanto del (costoso) biennio di Scrittura&Storytelling, quanto dei corsi brevi, dei weekend di scrittura, dei corsi di narrativa o sceneggiatura online, o magari dell’accesso ai servizi editoriali… c’è un po’ di tutto, per chi è in vena di un regalo importante. Per chi conosce bene l’Inglese, ho già parlato di più di una volta di Holly Lisle, ma potrei citare anche il celebre Gotham Writers Workshop, il cui materiale si trova anche tradotto in italiano in forma di manuale di scrittura.

Dizionari. Non troverete molte altre categorie disposte ad andare in estasi per un dizionario. E non dico il vocabolario italiano (quello deve già averlo, deve averne più d’uno, sennò non è uno scrittore!), ma di tutte le meraviglie come dizionari ragionati dei sinonimi e dei contrari, dizionari idiomatici, dizionari tecnici, glossari specifici, dizionari storici, cronologie complete, atlanti storici, dizionari scientifici, dizionari visuali, repertori, libri di terminologia… non c’è argomento che non abbia la sua quantità di dizionari, è solo questione di cercare. E da questo segue logicamente, last but not least…

Libri. E qui, che posso dire? Un’edizione preziosa di un autore molto amato, un manuale di scrittura, un libro che a voi è rimasto nel cuore e vorreste tanto condividere, l’ultimo bestseller da analizzare riga per riga, un saggio su quel certo argomento, immagini di quel dato posto… Non c’è limite alle possibilità, e non c’è libro che uno scrittore non sia, in un modo o nell’altro, interessato a leggere. E ancora: se il vostro scrittore parla/vuole imparare/vuole perfezionare una lingua, provate con un libro in lingua originale del suo scrittore preferito, anche se l’ha già letto in Italiano. Di alcuni classici si trovano persino delle versioni abbreviate e/o semplificate.  Da un lato è un magnifico modo per fare pratica della lingua in questione, e dall’altro la differenza tra l’originale e una traduzione, per quanto buona, è sempre un’esperienza che vale la pena di essere fatta, certe volte ai limiti della folgorazione. Ci sono regali peggiori di un’esperienza letteraria, direi. Naturalmente, oggidì tutto questo si può fare anche in versione elettronica, il che ci porta a…

Cose Digitali. E-reader, in primo luogo – ma si tratta di un regalo impegnativo, e prima di imbarcarcisi è bene conoscere intenzioni, preferenze e aspettative del destinatario. E se poi il destinatario un e-reader ce l’ha già, ci sono un sacco di possibilità: ebooks, naturalmente, ma anche accessori come lucette o custodie. Ma se il vostro scrittore non è digitalizzato, ci sono sempre…

Segnalibri ed Ex-libris. Sui primi non c’è molto da dire, sono un pensierino sempre gradito. I secondi esistono in varie forme. Ci sono le etichette di carta, vendute a pacchetti, più o meno elaborate, più o meno personalizzate. Una possibilità un po’ più costosa ma più definitiva sono i timbri di gomma. Anche questi si trovano “generici” oppure si possono far personalizzare, magari scegliendo non soltanto il nome del proprietario, ma anche l’immagine. Una terza alternativa è quell’arnese che consente d’imprimere a secco un’iniziale o una sigla su frontespizi e carta da lettera. Meno ovvio, ma classy

Bizzarrie & Eccentricità Varie Assortite. Perché siamo sinceri, allo scrittore medio non dispiacerà affatto ricevere un regalo lievemente eccentrico, che lo distingua dalla popolazione generale dei destinatari di regali. Un regalo da scrittore. E allora non posso non segnalare cose come la maglietta** “Careful or you’ll end up in my novel“, la maglietta** “Unreliable Narrator“, la tazzona “Go away, I’m writing“, la sciarpa fatta di lettere maiuscole e le matite della Bodleian Library, tutti disponibili su questo sito. Oppure c’è quest’altro posto, dove, oltre alla cancelleria e agli orecchini, potere procurarvi persino uno Shakespeare, una Jane Austen o un Oscar Wilde di pezza…

Ecco qui. Poi tutto è relativo, ma di sicuro c’è qualcosa cui queste bizzarre creature non sanno resistere (come dicevano in quel documentario della BBC in cui Gerald Durrel attirava allo scoperto un echidna con un pezzo di formaggio), ed è mostrare che considerate la loro scrittura una parte integrante della loro vita e della loro personalità: un tratto fondamentale, che vale la pena di prendere in considerazione nella scelta dei regali natalizi. A parte la fatidica domanda “che cosa stai scrivendo?” non c’è mezzo più sicuro per far felice un echidna, a Natale o in altre stagioni.

Uno scrittore: volevo dire uno scrittore, of course!

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* Controllate il blog del vostro scrittore, non è affatto improbabile che abbia una wish list su Amazon o altrove, il che semplifica notevolmente le cose e rende un tantino ridondante questo post.

Libri Sotto L’Albero

regali di natale, libri pop-up, robert sabuda, il mago di oz, judith rock, Va bene, parliamo di regali di Natale. Personalmente ho ricevuto varie cose incantevoli – compreso un globo di neve. Credevo che i globi di neve non mi piacessero, ma in questo Natale pervicacemente soleggiato sto apprezzando molto il fatto di avere una piccola nevicata tutta mia – to be had for the shaking.

Globo a parte, tra le varie cose incantevoli c’è un certo numero di libri: regali di natale, libri pop-up, robert sabuda, il mago di oz, judith rock,

The Rhetoric Of Death, di Judith Rock. Un giallo storico ambientato nella Parigi del Seicento, con un giovane precettore gesuita per protagonista. Ne ho letto una recensione ottima, e l’argomento – un equivalente franco-barocco-tersicoreo delle compagnie teatrali di fanciulli elisabettiane – sembra insolito e promettente al tempo stesso.

regali di natale, libri pop-up, robert sabuda, il mago di oz, judith rock, Il Linguaggio Segreto Dei Fiori, di Vanessa Diffenbaugh. Je connais pas trop, ma sono molto attratta dall’idea di qualcuno che non solo organizza la propria vita intorno a un giardino segreto, ma riesce anche a nascondere il giardino in questione nel bel mezzo di un luogo piuttosto pubblico come Potrero Park, a San Francisco. Il fatto che abbia in mente un viaggio negli Stati Uniti* e che il donatore del libro abbia caldeggiato l’inclusione di Frisco tra le mie tappe può avere qualche rilevanza oppure no.regali di natale, libri pop-up, robert sabuda, il mago di oz, judith rock,

Il Meraviglioso Mago Di Oz, di Frank L. Baum. Ma, con tutto il rispetto che nutro per Baum (e non è poco), la vera meraviglia di questo libro consiste nel fatto che è uno dei capolavori pop-up di Robert Sabuda. un arnese di stupefacente, dettagliatissima, fiabesca bellezza.

Quindi adesso voglio mettermi a collezionar globi di neve e libri pop-up, ma intanto comincio a leggere – avete presente la felice condizione di essere in vacanza e non avere impegni più gravosi che decidere da quale libro cominciare? Ecco.

1 Gennaio 2012 – ETA. Ma in realtà non era finita. Aggiungo alla lista due doni tardivi: Il Barone Rosso – la storia di Manfred von Richofen, di Joachim Castan, e L’Uccello Beffardo, di Gerald Durrel.

E voi? Che libri avete ricevuto per Natale?

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* Considerando che da tutt’altra persona ho ricevuto un delizioso Travel Journal, comincio a pensare che questo viaggio s’abbia proprio da fare, che dite?

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