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Dic 24, 2011 - musica, Natale, Poesia    No Comments

Vigilia

Natale mi rende sentimentale – la Vigilia ancor di più. La Vigilia mi rende maudlin. E allora vado a recuperare ricordi d’infanzia e vecchie tradizioni – come questa poesia di Gozzano, che – a parte tutto – rende quel tono di fiaba che la notte della Vigilia aveva in anni più innocenti.

La Notte Santa

(Melologo popolare)

– Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell’osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

    Il campanile scocca lentamente le sei.

– Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po’ di posto per me e per Giuseppe?
– Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

    Il campanile scocca lentamente le sette.

– Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
– Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

    Il campanile scoccalentamente le otto.

– O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
– S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

    Il campanile scoccalentamente le nove.

– Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
– Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

    Il campanile scocca lentamente le dieci.

– Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

    Il campanile scocca le undici lentamente.

La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?
– Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!
Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…
Maria già trascolora, divinamente affranta…

    Il campanile scocca La Mezzanotte Santa.

È nato!

    Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d’un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane! Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill’anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d’un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.
È nato!
Alleluja! Alleluja!


E, nella stessa vena, una carola Anni Sessanta – scritta da Noel Regney, un compositore francese espatriato negli Stati Uniti, e da sua moglie Gloria Shayne Baker, che d’abitudine scriveva canzoni rock:

Said the night wind to the little lamb
Do you see what I see
Way up in the sky little lamb
Do you see what I see
A star, a star
Dancing in the night
With a tail as big as a kite
With a tail as big as a kite

Said the little lamb to the shepherd boy
Do you hear what I hear
Ringing through the sky shepherd boy
Do you hear what I hear
A song, a song
High above the tree
With a voice as big as the sea
With a voice as big as the sea

Said the shepherd boy to the mighty king
Do you know what I know
In your palace wall mighty king
Do you know what I know
A child, a child
Shivers in the cold
Let us bring him silver and gold
Let us bring him silver and gold

Said the king to the people everywhere
Listen to what I say
Pray for peace people everywhere
Listen to what I say
The child, the child
Sleeping in the night
He will bring us goodness and light
He will bring us goodness and light

The child, the child
Sleeping in the night
He will bring us goodness and light

Felice Vigilia a tutti!

Racconto Di Natale

Ibuzzati, racconto di nataleeri, a una serata di beneficenza a Ostiglia, quattro membri di Hic Sunt Histriones hanno letto uno dei miei pezzi buzzatiani prediletti – il Racconto di Natale.

C’è qualcosa nell’andamento fiabesco, nelle descrizioni del palazzo e della cattedrale, nel Dio che aleggia sui campi, nelle luci di taglio nella nebbia, che mi dà i brividi ogni volta che lo leggo o che lo sento leggere. Tra le altre cose, un dono delle atmosfere: chi altri sarebbe stato capace di fare delle vecchie bisce bianche un elemento perfetto nel quadro di quiete misteriosa e contenta nella notte di Natale in Duomo?

Ma non state a badare ai miei rimuginamenti: leggetelo.

RACCONTO DI NATALE

di Dino Buzzati

Tetro e ogivale è l’antico palazzo dei vescovi, stillante salnitro dai muri, rimanerci è un supplizio nelle notti d’inverno. E l’adiacente cattedrale è immensa, a girarla tutta non basta una vita, e c’è un tale intrico di cappelle e sacrestie che, dopo secoli di abbandono, ne sono rimaste alcune pressoché inesplorate. Che farà la sera di Natale – ci si domanda – lo scarno arcivescovo tutto solo, mentre la città è in festa?…

Il resto lo trovate qui.

Gen 6, 2011 - Natale, Poesia, tradizioni    No Comments

Tre Re d’Oriente

3KE.pngSarà che la Befana è stata una dei miei terrori d’infanzia (insieme al fall-out nucleare, va’ a sapere…), ma ho sempre trovato molto più poetica l’idea dei tre Re d’Oriente che seguono la stella…

In celebrazione di ciò, cominciamo con I Magi di D’Annunzio…

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.

E finiamo con la carola We Three Kings, perfetta per quando si aggiungono i Magi al presepio, con seguito e cammelli:

 

Qui ci sono le parole:
We three kings of Orient are
Bearing gifts we traverse afar.
Field and fountain, moor and mountain,
Following yonder star.
Chorus:
O star of wonder, star of night,
Star with royal beauty bright,
Westward leading, still proceeding,
Guide us to thy perfect Light.
Born a king on Bethlehem’s plain,
Gold I bring to crown Him again,
King forever, ceasing never
Over us all to reign.
Chorus:
O star of wonder, star of night,
Star with royal beauty bright,
Westward leading, still proceeding,
Guide us to thy perfect Light.
Myrrh is mine: Its bitter perfume
Breaths a life of gathering gloom.
Sorrowing, sighing, bleeding,dying,
Sealed in the stone-cold tomb.
Chorus:
O star of wonder, star of night,
Star with royal beauty bright,
Westward leading, still proceeding,
Guide us to thy perfect Light.
Glorious now behold Him arise,
King and God and Sacrifice.
Alleluia, alleluia!
Sounds through the earth and skies.
Chorus:
O star of wonder, star of night,
Star with royal beauty bright,
Westward leading, still proceeding,
Guide us to thy perfect Light.

Buona Epifania a tutti!

Dic 26, 2010 - musica, Natale    No Comments

Il Buon Re Venceslao Si Affacciò Alla Finestra

Carola natalizia medievale: la sera di Santo Stefano, S. Venceslao, futuro re postumo di Polonia*, si affaccia alla finestra del suo castello. La neve è alta, la luna splende e il freddo è tagliente. Enter un uomo che raccoglie legna. Di notte? E vabbe’, è una leggenda. Il Re chiede al suo Paggio chi sia, e scopre che si tratta di un Pover’Uomo che vive in una capanna presso la fonte di Sant’Agnese. Mosso a compassione, il Re carica se stesso e il Paggio di legna, vino e vivande, ed esce per una spedizione benefica, facendo molto felice il Pover’Uomo. Ma sulla via del ritorno la neve è alta, il freddo tagliente, e il Paggio è sul punto di soccombere al freddo e alla fatica. E allora, miracolo: le impronte del Re all’improvviso aprono un sentiero nella neve e i due caritatevoli viandanti ritrovano felicemente la via del castello.

 

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* Postumo, sì: in vita era Duca di Boemia, e non so più quale degli Ottoni lo creò re post mortem. Dopodiché fu anche santificato.

Dic 24, 2010 - musica, Natale, Poesia    No Comments

Campane

bells3.jpgDa bambina, mi pareva sempre che la Notte di Natale dovesse essere piena di campane e campanelle… Forse è per via di questa poesiola che ripetevo insieme alla mia meravigliosa nonna ogni 24 dicembre…

 

 

La Gelida Notte

 

Suonate, squillate,
campane beate
del santo Natale!
E’ tutta splendente
di luce divina
la stella d’oriente.
Cammina, cammina,
s’appressano a frotte,
cantando, i pastori.
La gelida notte
è tutta splendori.

 

(Canto tradizionale)

 

E, visto che ci siamo, la Carola delle Campane, tratta da una melodia tradizionale ucraina:

 
 http://senzaerroridistumpa.myblog.it/media/02/01/57219277.2.mp3

Con parole:

Hark! how the bells, sweet silver bells
All seem to say, throw cares away.
Christmas is here, bringing good cheer
To young and old, (meek and the bold)
Ding, dong, ding, dong, that is their song,
With joyful ring, (all caroling)
One seems to hear words of good cheer
From everywhere, (filling the air)
O, how they pound, raising the sound
O’er hill and dale, telling their tale

Gaily they ring, while people sing
Songs of good cheer, christmas is here!
Merry, merry, merry, merry christmas!
Merry, merry, merry, merry christmas!

On, on they send, on without end
Their joyful tone to every home
(Hark! how the bells, sweet silver bells
All seem to say, throw cares away.)
Christmas is here, bringing good cheer
To young and old, (meek and the bold)
Ding, dong, ding, dong, that is their song
With joyful ring, (all caroling.)
One seems to hear words of good cheer
From everywhere, (filling the air)
O, how they pound, raising the sound
O’er hill and dale, telling their tale

Gaily they ring, while people sing
Songs of good cheer, christmas is here!
Merry, merry, merry, merry christmas!
Merry, merry, merry, merry christmas!

Credo che sia diabolicamente complicata, ma per chi volesse cimentarsi, qui c’è lo spartito per pianoforte, e qui per coro a quattro voci.

Buona Vigilia a tutti!

bells2.jpg

 

Dic 23, 2010 - Natale, teatro    No Comments

I Ninnoli Di Vetro

Old-Fashioned_Christmas_Tree_Desc.jpg– E’ a forma di violino, guarda. E’ di vetro sottilissimo…

– Ma è rotto… l’hai comprato già così?

– Sì, perché nessuno lo voleva, e prima o poi l’avrebbero gettato via.

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Una storia di alberi di Natale, tradizioni, memoria, radici e infanzia.

Stasera, nell’ambito di Stelle… di Natale, serata benefica in favore dell’Associazione Bambino Emopatico Oncologico, Hic Sunt Histriones mette in scena il mio atto unico miniature I Ninnoli Di Vetro – Carola Natalizia A Due Voci, con la partecipazione di Claudio Burchiellaro, Chiara Prezzavento, Margherita Vaccari, Maurizio Vaccari, e la regia di Gabriella Chiodarelli.

Ostiglia – Teatro Sociale, Ore 21,00.

Tempo di Regali

Una richiesta da parte di D. (via FaceBook) mi ha fatto ricordare che è di nuovo tempo di regali, e che gli scrittori meritano regali di Natale proprio come la maggior parte della gente – solo che a volte è un po’ più difficile farli felici.

Oltre tutto, oggi è Santa Lucia, e quindi il tema è perfetto.

willplush.jpgIn particolare, D. mi aveva chiesto il link di un sito dove si trovano le bambole degli scrittori. Se volete regalare (o tenere sulla scrivania per compagnia e ispirazione) una Virginia Woolf, un Poe, un Dickens o uno Shakespeare di pezza*, ci crediate o no, li trovate qui, insieme a un sacco di altre cose.

Poi segnalo la nascita di Amazon.it: finalmente è possibile ordinare libri in Inglese senza spendere un capitale in spese di spedizione. Oddìo, anche libri in Italiano, naturalmente. Trovo abbastanza curioso che non ci sia, tra gli articoli in vendita, il lettore Kindle, ma suppongo che arriverà, salvo esclusive già concesse ad altri. E, tra parentesi, c’è anche questa cosa chiamata AmazonPrime, una ragionevolissima quota forfettaria annua che consente di avere la spedizione gratuita – ottima se ordinate o regalate molti libri. Ha anche 30 giorni di prova gratuita.

Parlando di Kindle, dopo un anno di possesso, posso citarlo con entusiastica cognizione di causa tra le idee per i regali natalizi, e non solo per gli scrittori: l’ho già detto, ma è una meraviglia potersi portare dietro tutto quello che si vuole leggere, tutto quello su cui si deve lavorare e poi ancora qualcos’altro in qualcosa come tre etti di peso.writingmug[ekm]159x150[ekm].jpg

Parlando invece di regali meno impegnativi, non posso segnalare cose come la maglietta** “Careful or you’ll end up in my novel”, la maglietta** “Unreliable Narrator”, la tazzona “Go away, I’m writing”, la sciarpa fatta di lettere maiuscole e le matite della Bodleian Library, tutti disponibili su quest’altro sito.

xb.jpgE che dire di segnalibri ed ex-libris? Sui primi non c’è molto da dire, sono un pensierino sempre gradito. I secondi esistono in varie forme. Ci sono le etichette di carta, vendute a pacchetti, più o meno elaborate, più o meno personalizzate. Una possibilità un po’ più costosa ma più definitiva sono i timbri di gomma. Anche questi si trovano “generici” oppure si possono far personalizzare, magari scegliendo non soltanto il nome del proprietario, ma anche l’immagine. Una terza alternativa è quell’arnese che consente d’imprimere a secco un’iniziale o una sigla su frontespizi e carta da lettera. Meno ovvio, ma classy.  Stempel.jpg

Infine, naturalmente, libri. L’ho già suggerito l’anno scorso e lo ripeto anche quest’anno – con un’aggiunta: se il vostro scrittore parla/vuole imparare/vuole perfezionare una lingua, provate con un libro in lingua originale del suo scrittore preferito, anche se l’ha già letto in Italiano***. Di alcuni classici si trovano persino delle versioni abbreviate e/o semplificate****.  Da un lato è un magnifico modo per fare pratica della lingua in questione, e dall’altro la differenza tra l’originale e una traduzione, per quanto buona, è sempre un’esperienza che vale la pena di essere fatta, certe volte ai limiti della folgorazione. Ci sono regali peggiori di un’esperienza letteraria, direi: specificatelo nella dedica del libro, mi raccomando!

Elizabethan2.jpgE già che ci siamo, volete sapere che cosa ha portato a me Santa Lucia? Dolorosamente conscia della mia passione per i toy theatres e della mia furibonda fase elisabettiana, ha scovato per me nientemeno che un toy theatre elisabettiano. Di carta. Da montare. E’ o non è una meraviglia?

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* Oppure in versione marionetta da dito, per imbastire dialoghi con la propria coscienza letteraria…

** Noto a un secondo sguardo che le magliette sono vendute a pacchi di 6… Hm.

*** Da non leggersi con dizionario accanto, possibilmente: meglio lanciarsi e affidarsi all’autore; non si capirà tutto, dapprima, ma confrontare costruzioni diverse e l’uso di una stessa parola in contesti differenti è il modo migliore per assorbire le sfumature.

**** Sì, ci sono anche le traduzioni con testo originale a fronte. Personalmente le odio con passione (se c’è qualcosa che distrae e trascina fuori dalla lettura è sbirciare continuamente la pagina accanto per vedere l’altra versione), ma ciò non significa che non esistano, o che debba odiarle anche il destinatario del vostro regalo.

Dic 25, 2009 - Natale    No Comments

Felice Natale!

christmas_holly.jpgL’Agrifoglio, di Gina Marzetti Noventa. Una di quelle dolci leggende natalizie, con tanti auguri di un sereno Natale.

Il pastorello si sveglia all’improvviso. In cielo v’è una luce nuova: una luce mai vista a quell’ora. Il giovane pastore si spaventa, lascia l’ovile, attraversa il bosco: è nel campo aperto, sotto una bellissima volta celeste. Dall’alto giunge il canto soave degli Angeli.

– Tanta pace non può venire che di lassù – pensa il pastorello, e sorride tranquillizzato.
Le pecorine, a sua insaputa, l’hanno seguito e lo guardano stupite.
Ecco sopraggiungere molta gente e tutti, a passi affrettati, si dirigono verso una grotta.
– Dove andate? – chiede il pastorello.
– Non lo sai? – risponde, per tutti, una giovane donna. – È nato il figlio di Dio: è sceso quaggiù per aprirci le porte del Paradiso.
Il pastorello si unisce alla comitiva: anch’egli vuole vedere il Figlio di Dio. A un tratto, si sente turbato: tutti recano un dono, soltanto lui non ha nulla da portare a Gesù. Triste e sconvolto, ritorna alle sue pecore. Non ha nulla; nemmeno un fiore; che cosa si può donare quando si così poveri?
Il ragazzo non sa che il dono più gradito a Gesù è il suo piccolo cuore buono.
Ahi! Tanti spini gli pungono i piedi nudi. Allora il pastorello si ferma, guarda in terra ed esclama meravigliato: – Oh, un arbusto ancor verde!
È una pianta di agrifoglio, dalle foglie lucide e spinose.

Il coro di Angeli sembra avvicinarsi alla terra; c’è tanta festa attorno. Come si può resistere al desiderio di correre dal Santo Bambino anche se non si ha nulla da offrire?
Ebbene, il pastorello andrà alla divina capanna; un ramo d’agrifoglio sarà il suo omaggio.
Eccolo alla grotta. Si avvicina felice e confuso al bambino sorridente che sembra aspettarlo.
Ma che cosa avviene? Le gocce di sangue delle sue mani, ferite dalle spine, si trasformano in rosse palline, che si posano sui verdi rami dell’arbusto che egli ha colto per Gesù.

Al ritorno, un’altra sorpresa attende il pastorello: nel bosco, tra le lucenti foglie dell’agrifoglio, è tutto un rosseggiare di bacche vermiglie.
Da quella notte di mistero, l’agrifoglio viene offerto, in segno di augurio, alle persone care. christmas_holly.jpg

Dic 24, 2009 - Natale, Poesia    No Comments

Vigilia

Presepio.png

La pecorina di gesso, 

sulla collina in cartone,

chiede umilmente permesso

ai Magi in adorazione.

Splende come acquamarina

il lago, freddo e un po’ tetro,

chiuso fra la borraccina,

verde illusione di vetro.

Lungi nel tempo, e vicino

nel sogno (pianto e mistero)

c’è accanto a Gesù Bambino,

un bue giallo, un ciuco nero.

 

Guido Gozzano, Natale

Buona Vigilia a tutti!

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