Lug 13, 2016 - Poesia    No Comments

Serendipoetry

louis-macneice-3Dopo essermici imbattuta su un sito che non so più, in un riquadro opportunamente intitolato Serendipoetry, sto scoprendo Louis MacNeice (1907-1963), irlandese, poeta, accademico, romanziere riluttante, drammaturgo, traduttore, saggista, membro dell’Ordine dell’Impero Britannico, estimatore di Marlowe e di Emily Dickinson.

Di suo pensavo di mettervi a parte della bellissima The Sunlight in the Garden. Abbiate pazienza con la mia traduzione – non provo nemmeno a riprodurre l’intricato e raffinatissimo schema di rime e, ad ogni buon conto, vi lascio anche l’originale.

The sunlight on the garden
Hardens and grows cold,
We cannot cage the minute
Within its nets of gold,
When all is told
We cannot beg for pardon.

Our freedom as free lances
Advances towards its end;
The earth compels, upon it
Sonnets and birds descend;
And soon, my friend,
We shall have no time for dances.

The sky was good for flying
Defying the church bells
And every evil iron
Siren and what it tells:
The earth compels,
We are dying, Egypt, dying

And not expecting pardon,
Hardened in heart anew,
But glad to have sat under
Thunder and rain with you,
And grateful too
For sunlight on the garden.

E…

La luce del sole nel giardino
Si fa dura e fredda,
Non possiamo imprigionare l’attimo
Nella sua rete d’oro,
E alla fin fine
Non possiamo chiedere perdono.

La nostra libertà senza padroni
Si avvia alla fine;
La terra chiama imperiosa,
Sonetti e uccelli calano in volo;
E presto, amica mia,
Non ci sarà tempo per danzare.

Era un buon cielo per volare
Sfidando le campane delle chiese
E ogni malvagia sirena di ferro
Con quel che diceva.
La terra chiama imperiosa,
Stiamo morendo, Egitto, morendo

Senza perdono in vista,
Con una nuova durezza nel cuore,
Ma grato di avere affrontato
Tuoni e pioggia insieme a te,
E anche grato
Della luce del sole nel giardino.

“La mia opinione è che la poesia debba essere prima di tutto onesta, e mi rifiuto di essere oggettivo o preciso ai danni dell’onestà,” scriveva MacNeice, ed era fedele al suo credo, a giudicare dalla trasparenza con cui questa poesia trasmette il senso d’autunno, di perdita e d’irreparabilità di una vigilia di guerra.

Serendipoetryultima modifica: 2016-07-13T08:08:00+00:00da laclarina
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