Ago 26, 2008 - scrittura    5 Comments

Fisse

Once upon a time, si discuteva di libri con un amico (una di quelle anime buone e pazienti che leggevano tutto quello che scrivevo e facevano anche le pulci). Si discuteva di Thomas Bernhard, credo, e io sostenevo che Il Soccombente non è una storia, è un esercizio di stile.

“Non succede un bottone,” dicevo io, “non cambia niente!”

“Tu sei troppo ossessionata dalla fabula,” diceva il mio amico.

Una quindicina di anni più tardi, riflettendoci, posso dire che aveva ragione, almeno in parte: non sono sicura di esserlo troppo, ma di sicuro sono ossessionata dalla fabula. Una storia per me deve avere una trama. Una trama costituita da un arco. Un arco che porta da un punto A ad un punto B, ben definito rispetto al punto A. Sennò che storia è?

All’inizio di una storia deve esserci conflitto. Molto bene.

Anche al centro della storia stessa deve esserci conflitto. E fin qui ci siamo, ma non basta.

Alla fine della storia, qualcosa deve essere cambiato. Qualcunodeve essere cambiato: il protagonista. Deve avere ottenuto quello che voleva, oppure deve avere fallito nel tentativo di ottenerlo, oppure deve avere ottenuto qualcosa di completamente diverso (è contento? è sorpreso? è deluso?). Deve avere imparato qualcosa, oppure deve pagare le conseguenze per non avere saputo imparare, per non essersi saputo adattare a quello che è cambiato intorno a lui.  Sennò, ripeto, dove diamine è la storia?

E quindi sì: sono ossessionata dalla fabula. Mi piacciono gli inizi che aprono molte questioni e i finali che le chiudono tutte in modo soddisfacente; mi piacciono i rapporti di causa ed effetto; mi piace che tutto abbia delle conseguenze; mi piace che ci sia sempre un prezzo da pagare. Mi piacciono le storie.

Che posso farci? Ciascuno ha le sue fisse.

Fisseultima modifica: 2008-08-26T11:15:08+00:00da laclarina
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5 Commenti

  • Già c’è bisogno di “epos”…

  • Concordo in pieno.

  • Comunque potremmo scrivere questo post in forma teatrale:

    Riva del mare, imbrunire, un bar (decadente o decaduto) sedie di metallo (alcune bianco sporco di plastica)

    Salto i preliminari
    (…)
    Anima Buona (AB): Stesera prenderò…parliamo del Soccombente !
    La Clarina (LC): Ottimo, cameriere una Spuma Nera !
    AB: Per me una cedrata.
    LC: Non succede “un bottone” non cambia niente
    AB: Ah, è finita ? Allora una “sanguinella” ! Tu (puntando il dito) ! Tu sei ossessionata dalla “fabula”.
    LCOB: Ebbene sì, sono Laclarina Ossessionata dalla Fabula !

    perdona, è la fine dell’estate…è da ieri che mi viene da dire “non succede un bottone” invece dei più usuali…

  • @ Olga: *shake hands* 🙂

    @ Haiku: *si raccoglie a fatica dal pavimento, dove è collassata in un convulso di cachinni* Mi hai fatta morire! Sto lacrimando come un coccodrillo… “allora una sanguinella”!!! *nuovo, più violento convulso*. E non si fa ridere la gente in questo modo mentre beve una spuma nera, perbacco! (cos’è una spuma nera?).
    Quanto al bottone è qualcosa che… attacca.

  • http://www.spumador.com/ourBrands/bevandeGassate/spumador.html

    La prima da sinistra è la Spuma Nera.

    Speravo nell’effetto…ho avuto un’illuminazione e ho contestualizzato.

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