Giu 5, 2013 - teatro    12 Comments

Lo Spirito Del Bardo Alla Clarina

E poi ci sono volte, o Clarina, in cui nemmeno io ci posso fare nulla – con tutto che sono lo Spirito del Bardo. E allora è inutile che tu mi supplichi di tenerti la man sul capo, o che tu indossi e cincischi in continuazione la Life of Shakespeare in miniatura che ti fa da portafortuna teatrale…

Sono lo Spirito del Bardo, o sciagurata ragazza, mica un incrocio tra Santa Rita e Superman!

Quel che posso fare è esprimermi per via di segni – e devi ammettere che non li ho fatti mancare. Di tutto è capitato in questo giro di prove: incidenti, litigi, forfaits, spostamenti d’orario, sostituzioni avventurose, assenze,  incomprensioni, date incerte, compensi dimezzati, ruzzoloni da autoveicoli adibiti al trasporto di vegetali, raffreddori, allergie, dubbi degli organizzatori, psicodrammi di varia natura… praticamente vi stavo abbattendo uno per uno… che potevo fare di più – a meno di ricorrere all’omicidio?

Una compagnia appena più assennata avrebbe colto lo hint e trovato una scusa per defilarsi. Ma no, voi no. Avete persistito con l’inscalfibile pervicacia di un branco di lemming – e non venirmi a dire, o Clarina, che non è colpa tua. Quando la sapiente Atena ha dovuto rinunciare, non hai forse accettato di coprire il buco? E quando siete rimasti senza la fida nutrice Euriclea a tre giorni dalla rappresentazione, non sei stata forse tu a suggerire una soluzione di ripiego che prevedeva, of all things, del playback?

Per cui, quando domenica mattina ti sei ritrovata nel bel mezzo di una piazza assolata, davanti a un tappeto di un rosso che interferiva con la navigazione aerea, circondato da colonne doriche di polistirolo e appoggiato contro una rumorosissima fontana, avrei anche potuto commuovermi davanti al tuo sgomento. Avrei potuto – ma non l’ho fatto perché, o insensata creatura, eri colpevole quanto e più degli altri.

E poi, se anche mi fossi commosso, che avrei potuto farci?

Che avrei potuto fare mentre rinegoziavi entrate, uscite e movimenti con metà del tuo cast? Che avrei potuto fare mentre l’altra metà del tuo cast tardava, tardava e tardava per i più svariati motivi? E, bada bene, non solo gente veterana ed esperta, ma anche qualche nuova leva disperatamente bisognosa di un’ultima prova?

Che poi, diciamocela tutta: tu per prima eri disperatamente bisognosa di un’ultima prova, perché avevi ereditato il ruolo da poco, perché eri nervosa come tre gatti in un sacco, perché c’erano treni merci di cose che volevi sistemare, perché continuavano a chiederti perché non volevi le lance in scena, perché alcune fette dello spettacolo non erano mai state provate – ma proprio mai, non una singola volta…

E che avrei potuto fare mentre chiosavi un copione annotato a beneficio della persona fortunosamente reclutata per badare alla musica – visto che tu, essendo in scena, non potevi occupartene?

E che avrei potuto fare quando, finalmente riunito il cast nell’aula consiliare del locale municipio (of all places…) ha avviato uno stracciolino di prova, se così vogliamo chiamarla, e le tre fanciulline che facevano le ancelle di Penelope continuavano a sgusciare via appena le perdevi di vista per andare a truccarsi in bagno?

E a questo proposito, chi l’avrebbe detto che, anatrella che non sei altro, sapessi come si fa ad amministrare una sfuriata? È proprio vero che l’ira della gente che si arrabbia di rado fa più effetto… Ammetto che è stato divertente vedere come tutti ti giravano attorno in punta di piedi, dopo.

E tu continuavi a cincischiare il tuo ciondolo shakespeariano, ma ripeterò ancora una volta: che potevo farci?

Lo Spirito del Bardo non ha controllo sull’affluenza agli spettacoli. Non è colpa mia se c’erano quattro gatti seduti sulle sedie (pochine) che i municipali avevano disposto al di là della strada. Né è colpa mia se, sulla strada lasciata libera, la gente seguitava a passare a piedi e in bicicletta, mangiando il gelato e facendo conversazione… Non sono, o Clarina, un vigile urbano.

E a proposito, ti sei accorta che avevi un occhio molto più truccato dell’altro? Ma forse nessuno se ne è accorto. Forse erano tutti ipnotizzati dall’arancione vivido del tuo peplo. Atena, la dea dell’ANAS. Che poi, a dire il vero, una volta visto sul tappeto rosso, quasi non si notava nemmeno quello…

Ma non divaghiamo, non divaghiamo.

Lo Spirito del Bardo non ha controllo nemmeno sulle campane. A nessuno era passato per il capo di avvertirvi che alle cinque in punto le campane avrebbero cominciato a squillare con gaio abbandono sopra le vostre teste – continuando per non meno di cinque minuti, mentre tu cercavi d’impedire ai tuoi attori di cercar di farsi sentire lo stesso…

Probabilmente è stata una buona idea ricominciare daccapo. Anche se il vento e l’acqua…

Ma si capisce che lo Spirito del Bardo non ha controllo nemmeno sul vento che soffia nei microfoni, né sul chioccolare delle fontane – che i microfoni stessi raccolgono con micidiale sensibilità. E parlando di microfoni, no: lo Spirito del Bardo non ha un briciolo di controllo nemmeno sui fonici che si prendono su e vanno a passeggio durante gli spettacoli, e meno ancora sugli archetti che non funzionano, trasformando Telemaco, Demodoco, la spudorata Melanto e, a tratti, anche la sapiente Atena, in mimi a tutti gli effetti pratici.

Per non parlare delle colonne doriche di polistirolo che rotolano come birilli alla minima provocazione… oh, non te n’eri accorta? Sì, forse eri in scena, quando è successo alle tue spalle. Due volte. I tuoi le hanno rincorse e rialzate. E non so se vuoi sentirtelo dire, ma è stato spassosissimo. E, ça va sans dire, anche su questo lo Spirito del Bardo non ha controllo.

Sui tuoi attori che, incuranti dei tuoi cenni frenetici a bordo tappeto, sbagliavano un’entrata e un’uscita dopo l’altra e recitavano da un pochino a orribilmente al di sotto delle loro possibilità, avresti dovuto avere più controllo tu.

Vero: non avevate provato abbastanza, e c’era troppa gente nuova, e avevate dovuto modificare troppe cose all’ultimo momento – ma lascia che te lo dica, o ragazza: non è che aveste proprio sempre l’aria di sapere quel che facevate.

Oh, e le lance.

Avresti potuto anche aspettartelo: a M. & C. (associazione a delinquere) le lance in scena piacevano proprio tanto – no matter che tu avessi detto di no, no e no. Per cui i Proci che cercavano disperatamente le armi e le avevano bene in vista sono riusciti più che un po’ buffi. E sì, so che, avendo ripetuto più e più volte che non volevi lance in scena ti aspettavi che non ci fossero lance in scena, e so che te ne sei accorta solo al momento fatidico, con un tuffo al cuore…

Di nuovo, avrei potuto commuovermi – ma non l’ho fatto. Serves you right. Così impari a dare per scontato che la gente faccia quel che dice la regista supplente…

E quindi sappi, o Clarina – ma direi che lo sai già – che i pochi applausi che avete preso erano più di quanto meritaste. Credo che il pubblico si sia intenerito un pochino per la combinazione di débacle fonica e campane. Quelle, dopo tutto, non erano colpa vostra.

Il resto sì.

Per cui, alla fin fine, tutto quello che puoi fare di questa esperienza raccapricciante è trarne insegnamento. Si spera che tu e la compagnia tutta abbiate imparato che a volte, se è appena possibile, è il caso di dire di no. Che chiunque abbia detto che Lo Spettacolo Deve Andare Avanti si sbagliava. Che quando non si è pronti non si è pronti. Che non si può sempre far conto sui miracoli dell’ultimo istante.

Che quando lo Spirito del Bardo si danna a far piovere segni inequivocabili, forse è il caso di dargli retta.

E sì, tu l’avevi detto, e non una volta sola, ma è chiaro come il giorno che non l’hai detto con sufficiente energia, non credi? E sperando che, se non è stato piacevole, sia stato almeno istruttivo, prende congedo e ti augura giornate con meno travasi di bile,


Lo Spirito del Bardo

 

 

Lo Spirito Del Bardo Alla Clarinaultima modifica: 2013-06-05T08:05:00+00:00da laclarina
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12 Commenti

  • Beh, direi che è andata bene, giusto? 😀

  • Benisssssssssimo…

  • Meraviglioso.
    Poiché concorderai, spero, che poco c’è di più divertente – ammesso che si sopravviva – di uno spettacolo andato a male.
    E qui, tra passanti sul proscenio, pepli arancioni (orrore!), microfoni imbizzarriti ed elementi ostili, direi che ci sono tutti gli elementi per un capolavoro.
    Mai pensato, di fare uno spettacolo su uno spettacolo che va male?
    E poi, male…
    Vi hanno forse inseguiti fuori dai confini del comune brandendo fiaccole e forconi?
    Allora non è andato poi così male.

  • No, non ci hanno cacciati col ferro e col fuoco.
    Ci hanno detto: “è stato bello avervi qui.”
    Il che, se ci pensi bene, è molto, molto peggio…
    E sì, ho pensato infinite volte di scrivere qualcosa del genere, un po’ à la Rumori Fuori Scena.
    Why, ho scribacchiato qualcosa del genere per una recita scolastica quando avevo dodici anni, e prima o poi lo rifarò.
    Ma ti dirò: *adesso* colgo il lato comico della faccenda. Domenica, paludata in peplo arancione, il mio sense of humour latitava un nonnulla…

  • Che poi a me l’arancione dona, ecco.

    Magari non in tuttissime le sue sfumature, ma…

    Mettiamola così: non correvo il rischio di essere investita.

  • Post meraviglioso!
    Ora immagino che il tutto sia molto più roseo ora che è mercoledì…
    In ogni caso davvero spettacolare una rappresentazione così tanto sbagliata…sul serio..talmente un “disastro” che diventa come dice Davide un capolavoro.
    Il vento, la pioggia,le campane etc…no davvero troppe cose, talmente tante che diventa così speciale che mette in ombra tutto il resto! ahhh Clarina…mi sarebbe piaciuto esserci!
    E comunque direi che se esiste una statistica adesso con i “flop” dovremmo essere a posto…perciò da adesso in poi si dovrebbe solo aver grandi successi!

  • No, Cily, believe you me: non ti sarebbe piaciuto esserci. 🙂
    Per iscritto, e a un crescente numero di giorni di distanza, è molto più divertente di quanto lo sia stato al momento.
    E comunque sì: il 16 si replica (solo che io non recito più, thank heaven), e andrà meglio. Magari anche molto meglio.
    Di certo, peggio non può andare, giusto?

  • Questo è distacco! Roba da grandi narratori, deh! Brava, ma bravabravabrava!

  • Tutto questo mi ricorda le tipiche storie di Paperino e Paperoga, che organizzano grandi eventi e combinano solo disastri 😀

  • @Andrea: eh, distacco… ma graziegraziegrazie.

    @Simone: che vuoi che ti dica? Ci sono anche quei giorni lì. Sennò, a ben pensarci, di che si scriverebbe?

  • con molta presunzione mi assumo il ruolo dello SDB e ti ripeto “Si spera che tu e la compagnia tutta abbiate imparato che a volte, se è appena possibile, è il caso di dire di no. Che chiunque abbia detto che Lo Spettacolo Deve Andare Avanti si sbagliava. Che quando non si è pronti non si è pronti. ” Appunto! a volte bisogna saper dire no.
    Ora torno ad essere Lanon e ti dico: Bellissimo Post , quasi da sperare in un insuccesso per leggerti il giorno dopo! Quanto avrei pagato per vedere le colonne svolazzanti rincorse in scena.

  • Che vuoi, è stato un incidente. Di proporzioni abbastanza epiche, ma solo un incidente – come ne capitano a tutte le compagnie, immagino…

    E be’, se non altro ne ho cavato un post che ha divertito un sacco di gente… 😀

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