Ago 23, 2017 - angurie    No Comments

Ritorno ai Cunicoli e ai Draghi?

dnd_manuale_scatoalrossa_littleMolti e molti – ma proprio molti – anni fa, F ci convocò in tre: A, A e me.

“Ho un gioco nuovo,” ci disse. “Un gioco fantastico. Diverso da tutti gli altri!”

Il sabato pomeriggio ci trovammo a casa di F, che ci mostrò una scatola rossa con un drago illustrato sul coperchio. C’erano fascicoli rilegati in rosso, e dadi strambi, e fogli di carta e matite…

“Si chiama Dungeons and Dragons,” ci informò F, da dietro una barricata di cartoncino. “Io sono il Dungeon Master. Adesso dovete scegliere un personaggio per ciascuno, e poi…”

E poi immaginatevi questi tredici-quattordicenni che si lanciano nel loro primo gioco di ruolo. Persi per sempre. Per me, all’inizio della mia fase Tolkien, fu l’alba di un’ossessioncella – ma anche gli altri, pur gente più sensata, si entusiasmarono alquanto. D’altra parte, come non entusiasmarsi? Avventure, foreste, tesori magici, draghi, incantesimi, città fortificate*, whatnot – il tutto da sperimentare in prima persona, in metaforici panni immaginari…

ETDnDCome all’inizio di ET, gli adulti ci giravano attorno perplessi, domandando “chi vince?” a intervalli, mentre noi esploravamo il mondo e, occasionalmente, lo salvavamo. Pomeriggi interi, cene frettolose, lunghe serate e qualche volta, durante le vacanze, una gloriosa giornata intera, dal mattino a notte alta…

“Ma cos’è che fate, di preciso?” chiedeva ogni tanto un genitore – sempre più di rado, dopo avere scoperto che la domanda dava la stura a resoconti battuta per battuta dell’una o dell’altra scorribanda improbabile e/o spiegazioni di una meccanica di gioco obiettivamente complicata ad afferrarsi da “fuori”.GhostElf

E noi… gli anni passarono, acquisimmo un altro compagno di avventure, qualcun altro passò brevemente, ci disperdemmo in scuole diverse, io cominciai la scuola di teatro, poi venne l’università. E però non smettemmo di giocare finché qualcuno non cominciò a laurearsi. Solo allora abbandonammo i nostri cunicoli e i nostri draghi, interrompendo l’ultima avventura proprio mentre stavamo per fermare (o precipitare) Ragnarök***. No, davvero: il mio elfo fantasma** era in piedi su un espostissimo menhir, cercando di concludere un rituale complicato mentre i suoi compagni cercavano di impedire che una creatura malvagia ed enorme con le ali da pipistrello piombasse a impedirlo e… “Da-da-da-dum!” disse F. “Continua… Ci vediamo la prossima volta.”

Ma la prossima volta non venne più. E ci crediate o no, dopo vent’anni, quando capita che ci s’incontri, ne parliamo ancora. Adesso siamo gente adulta e serissima: ingegneri, insegnanti, editor, funzionari consortili, padri di famiglia – eppure discutiamo ancora dell’incantesimo che il mago stava per scagliare contro l’Ala Notturna. Però tu dovevi saltare giù, accidenti, non stare lì a farti alanotturnare! Ma come facevo a concludere il rituale…? E in genere concludiamo sperando che nessuno ci abbia sentito – e però sarebbe bello ritrovarci e portare a termine quell’avventura lì, salvare il mondo… chissà, magari, una volta o l’altra.

Ma son quelle cose che si dicono. In realtà piacerebbe molto a tutti e cinque, e tutti lo sappiamo benissimo – però non l’abbiamo mai fatto, né mai lo faremo.

Lex Arcana Prima edPerò la settimana scorsa ho avuto ospite per mezza giornata T, di anni quasi-dodici, e lui si è ricordato della mia scatola base di Lex Arcana – emersa, of all places, dalla pesca benefica del villaggio. E mai usata. E chissà, magari qualche volta. Se troviamo un master. Se troviamo qualcuno con cui giocare. E sembrava dover essere e restare un’altra di quelle cose che si dicono…

Ma T ha quasi dodici anni, non ha tempo per le cose che si dicono. “Che cosa ne dici se diamo un’occhiata a Lex Arcana? Solo un’occhiatina, eh?”

E poi naturalmente l’occhiatina si è trasformata in un’avventura in solitario e nella mia prima vaga esperienza da master (well, Demiurgo, che in effetti suona molto bene), e poi nella riesumazione delle mie vecchie schede di D&D, e in quella che una certa genitrice adesso definisce con un sospiro la nuova ossessione di suo figlio…

Perché adesso T si è entusiasmato, e quindi chissà. Forse ci saranno sviluppi. Forse – forse – sto tornando ai giochi di ruolo?

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* Sì, lo so: suono terribilmente come Belle. Siete liberi di immaginarmi così mentre racconto questa storia.

** Lunga storia, come potete immaginare…

*** Decenni prima che diventasse di moda. Al nostro Master piaceva la mitologia nordica.

Ritorno ai Cunicoli e ai Draghi?ultima modifica: 2017-08-23T10:49:32+00:00da laclarina
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