Grand Tour (Virtuale)

Anche voi siete inchiodati a casa dal lavoro? Oppure esiliati sulla costa adriatica*? O altrimenti impossibilitati a preparare un bagaglio piccolo piccolo e saltare sul primo treno – o aereo – o altro simpatico mezzo di locomozione?

Vi capisco, sapete. Stessa barca.

Però questo non significa che non possiamo proprio fare nulla che somigli almeno un po’ a un viaggio – benedetta sia la Rete.

Per esempio, parliamo di musei. Non ce n’è quasi uno che non abbia il suo tour virtuale.

Cominciamo con una città a caso – diciamo Londra.

E diciamo di cominciare dalla National Gallery, con questo tour che vi consente di visitare 18 sale e il loro contenuto in notevole dettaglio. E se poi nelle diciotto sale non trovaste i vostri prediletti, c’è sempre la vastissima collezione online.

E intanto che siamo a Londra, dovete solo uscire in Trafalgar Square, girare a sinistra e attorno all’edificio per trovare la National Portrait Gallery, dove c’è modo di vedere in faccia una quantità di personaggi: sovrani, artisti, soldati, avventurieri, scienziati… sono (quasi) tutti lì. La collezione è vasta e  navigabile secondo una varietà di criteri. Per esempio, potete cercare gli autoritratti di pittrici, oppure i ritratti di Rupert Brooke o Joseph Conrad, o il ritratto di Riccardo III che ispirò a Josephine Tey The Daughter of Time

E non vogliamo parlare del British Museum? Gli Online Tours consentono di esplorare per conto proprio una discreta fetta delle collezioni – per cultura, per singolo oggetto o per tema. Per dire, the history of writing, anyone?

Qualcosa del genere potete fare anche con le National Galleries of Scotland, che potete esplorare per artista o per soggetto, oppure seguendo i percorsi tematici proposti dal sito. Le riproduzioni, benché non enormi, sono ottime. Provate a dare un’occhiata al ritratto di Stevenson dipinto da Girolamo Nerli.

E adesso basta Regno Unito- o quasi – e facciamo un rapido salto a Madrid per una visita al Prado. Si può con Google Earth, che offre riproduzioni di grandi dimensioni e altissima risoluzione (“Vi potete avvicinare abbastanza da osservare la singola pennellata o la craquelure della finitura…”. Tutt’altro che male sono anche le riproduzioni cui si può accedere dal sito del museo, ma la navigazione è un po’ macchinosa: a meno che non mi sia sfuggito qualcosa, è necessario cercare per singola opera o autore – e tuttavia ne vale del tutto la pena. 

Poi ci sono punti di accesso che consentono di visitare un certo numero di musei e collezioni, come i meravigliosi Google Art Project ed Europeana – due tra i miei posti virtuali preferiti.

Se non avete ancora sperimentato Google Art Project, fateci una capatina. Scegliete fra 155 musei e collezioni di tutto il mondo, ammirate le magnifiche riproduzioni in ogni minutissimo dettaglio, riunite i vostri prediletti nella vostra galleria personale – vi avverto: è uno di quei posti in cui si rimane catturati per ore e ore, rimbalzando dalla Tate Modern** al Getty Museum, dal Pergamon Museum di Berlino, all’Hermitage ai Musei Capitolini…

E un altro straordinario non-posto in cui passare ore è Europeana, una miniera di immagini, documenti, oggetti, video e audio provenienti da un’incredibile quantità di collezioni sparse per tutta l’Europa. Potete smarrirvi tra mostre e ricerche, oppure potete scatenarvi in una caccia al tesoro. Poi quest’autunno ci tornerete in cerca di documentazione per il vostro romanzo/articolo/saggio/dissertazione/esame, ma adesso ci andiamo in vacanza, perbacco.

E dunque accendiamo il ventilatore, procuriamoci un ghiacciolo alla menta e godiamoci il Grand Tour.

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* “Due mesi a Cattolica, si rende conto?  Due mesi. A Cattolica. Due. Mesi. A. Cattolica. È la morte civile…” (cit.)

** Ve l’avevo detto che non avevamo ancora finito del tutto con l’Isoletta…

Grand Tour (Virtuale)ultima modifica: 2012-07-02T08:10:00+00:00da laclarina
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3 Commenti

  • Ottima idea, e qualcosa a cui stavo pensando, in effetti.
    Ho il problema di essere prigioniero di una connessione al web a carbone, per cui due su tre dei siti che segnali mi bloccano la rete e mi mandano offline, però l’idea è buona.
    E non abbiamo sfiorato l’argomento Second Life – dove si tengono mostre, lezioni, feste…

    Però la vita analogica ha ancora le sue attrattive.
    Da qualche settimana mi propongo di progettare una toccata e fuga al Natural Sciences Museum di Londra – trovare il modo di arrivare di prima mattina, passare la giornata al museo, saccheggiare il museum shop e poi rientrare in serata.
    Potrebbe essere il mio ultimo guizzo prima di sprofondare nell’indigenza – qualcosa da ricordare quando dovrò dormire sotto ai ponti…

  • Second Life, eh? Ci ho provato qualche anno fa – e ho constatato che non riuscivo nemmeno a uscire dal boschetto in cui mi ero ritrovata. Mi sono stufata subito, e mi domando se il mio avatar sia ancora là che passeggia tra gli alberi e si nutre di pinoli…

    Ah, Londra! Solo, al tuo posto magari eviterei di piombarci in piena frenesia olimpica…

  • Indubbiamente, Londra solo post-olimpica – pianifico la cosa per l’autunno inoltrato, o magari l’inverno.
    Progettando di rintanarsi in un museo, il tempo atmosferico e le ore di luce contano poco.

    Second Life prometteva molto bene – prima di trasferirmi qui nelle colline selvagge dell’Astigianistan, frequentavo con una certa regolarità una università, ho partecipato all’esibizione universale di New Babbage, ed avevo un alloggio in un quartiere piratesco-steampunk… tutto abbandonato, grazie alla lungimiranza di chi ha investito i danari per il cablaggio delle aree rurali per farci invece il Demenziale Terrestre.

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