Ad Alta Voce

Mettete un martedì sera in biblioteca.

Una decina di persone, otto libri. Nessun tema in particolare: ciascuno porta un libro che sta leggendo, ha letto, ricorda con piacere, predilige… 

E poi si legge. Dieci minuti a testa. Due parole d’introduzione e qualche pagina. E poi un paio di minuti per le domande – se ci sono.

Poi si passa al prossimo lettore, al prossimo libro.

Una fetta di torta a metà strada non guasta. Noi ieri sera avevamo le rose del deserto. Perché ieri sera abbiamo sperimentato, in un gruppo ristretto, la formula di un’idea per rivitalizzare la biblioteca locale. Ed è andata benissimo. Tra otto libri diversissimi, scelti in base ai criteri più vari, è quasi impossibile non trovare di che incuriosirsi o interessarsi almeno un paio di volte.

E l’idea dell’assaggio di lettura è geniale nella sua semplicità, perché sentire qualcuno che descrive un libro, pur con tutto l’entusiasmo del mondo – e talvolta a causa di tutto l’entusiasmo del mondo – non sarà mai la stessa cosa che assaggiarne un pezzetto.

Per dire, ho deciso che devo leggere Il più grande uomo scimmia del Pleistocene e Zia Mame. E sapete la cosa migliore? Nessuno dei due è proprio il genere di libro che leggo in questo periodo, e avrei potuto ignorarli beatamente entrambi*, e invece ho tanto idea che mi piaceranno.

E chissà, magari a mia volta ho risvegliato in qualcuno l’uzzolo di leggere Lord Jim?

Dopodiché la questione è aperta su una serie di punti: introdurre o non introdurre le letture? Discutere o non discutere? Ma questi sono particolari che definiremo col tempo e con la pratica, e intanto due cose sono certe: otto libri con una piccola pausa sono una scaletta ragionevole, e una cadenza mensile ha l’aria di poter funzionare.

Perché continueremo, oh se continueremo. Intanto a marzo apriamo al pubblico, e stiamo a vedere come funziona – ma nutro speranze. È più agile di un gruppo di lettura, porta a interessanti scoperte e buona conversazione, e le rose del deserto erano ottime. Promettente, no? 

Staremo a vedere. Vi terrò informati.

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* No, d’accordo: di Roy Lewis mi è stato parlato assai bene altrove (you know who you are!), per cui magari ci sarei potuta arrivare anche per altre vie – ma indubbiamente sentir leggere di Griselda che, obliquamente e senza troppo parere, ipotizza l’omicidio del capobranco/suocero mi ha decisa ad agire.

Ad Alta Voceultima modifica: 2013-02-27T08:10:00+01:00da laclarina
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4 Commenti

  • La mia invidia per simili iniziative rimane rampante.
    Qui fra le tribù dell’Astigianistan, ogni proposta cade nel nulla – salvo poi venire riciclata con un paio di mesi di ritardo, con altri partecipanti, altri promotori, altri che si prendono il merito…
    Scusa l’amarezza.
    Ottima scelta per i due volumi che avresti ignorato altrimenti.

  • Questa faccenda ci arriva, mi dice la promotrice, da una biblioteca del Vicentino, dove la chiamano (in maniera un po’ allarmante, if you ask me) Maratona di Lettura.
    E prima d’invidiarci, aspetta che vediamo se prende piede.

  • Ciao Clarina, bellissima iniziativa! Un assaggio incuriosisce e se il lettore sceglie il passo giusto da proporre… anni fa Alessandro Baricco conduceva su RaiTre una bellissima trasmissione, intitolata “Il Circolo Pickwick”, che funzionava secondo questo principio, si leggeva, si raccontava una “porzione” (a proposito di assaggi…) di libro e si interrompeva al punto giusto il racconto. Se dovessi scegliere io un libro da proporre… sarebbe molto arduo decidere!
    Un saluto,
    Della

  • Ciao, Della! Vero, vero. Avevo dimenticato Baricco, ma adesso che mi ci fai pensare…
    La nostra è una cosa molto più semplice, naturalmente, e parte del gruppo sembra non volere nemmeno una parola di introduzione. Io sono un po’ perplessa perché, a meno di leggere ogni volta proprio l’inizio, un minimo di idea di dove si è mi sembra utile… Ma vedremo.
    Quanto alla scelta, io non potevo cominciare con altro che LJ, ma non era come se dovessi sceglierne uno soltando e poi mai più. Per la prossima volta… mah, non so: esito tra Maugham e Durrel, forse.

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