Mar 13, 2013 - angurie    13 Comments

Sei Pensieri Banali Prima Di Colazione

“Sei così preoccupata di non scrivere cose banali,” mi disse una volta A., “ma così preoccupata che fa male a guardarti.”

E non lo so, ma può essere che A. non avesse tutti i torti.

O magari io non lo penso del tutto, ma mi si dice che possa essere così.

Mi si dice che non solo sono dolorosamente intenta a non scrivere banalità, ma ho anche sviluppato uno spirito di crociata nei confronti di quelle che considero le banalità altrui.

Mi si dice che “la fiera delle banalità” sia un’espressione che uso con irritante frequenza. Mi si dice che, conoscendomi a sufficienza, è possibile riconoscerne l’arrivo dal modo in cui levo le sopracciglia. Mi si dice che sto diventando insopportabile in proposito. Mi si dice che le mie promesse di correggermi non suonano convincenti nemmeno da lontano. Mi si dice che, se non la pianto, finirò col diventare bersaglio al lancio di oggetti pesanti.

Per cui, quando Davide Mana di Str– er, strategie evolutive ha lanciato la Giornata del Post Banale, sono stata presa da un attacco di giggles

E ditemi la verità: non è pittoresco avere scritto quasi duecento parole d’introduzione, solo per annunciare che questo è un post banale? Perché questo è, o Lettori, un post banale. 

Sarà pieno come un uovo di banalità. Ne ho promesse sei, giusto? Allora, vediamo… 

1) Il Piccolo Principe è un libro che cambia la vita. La vita vista attraverso lo sguardo puro di un bambino. Semplice solo in apparenza – ma in realtà così profondo e poetico. Un capolavoro assoluto. Tutti dovrebbero leggerlo. Una volta da bambini per la meraviglia, e una volta da adulti per capire veramente il messaggio.

2) Le donne sono educatrici di pace. Le donne hanno uno sguardo altro. Le donne ragionano di pancia, perché sono istintive e generose. Le donne mettono l’amore prima di tutto. Le donne sono il vero sesso forte (gli uomini non hanno idea). Le donne sono solidali. Le donne sanno coniugare forza e dolcezza.

3) Dovremmo imparare tutti a dire quello che abbiamo nel cuore. La spontaneità è tutto. Se tutti seguissimo il nostro cuore, il mondo sarebbe un posto migliore. Non bisogna pensare troppo. I sentimenti sono più importanti.

4) L’arte dev’essere istintiva e spontanea. Le regole uccidono l’ispirazione. Rigore e disciplina uccidono l’ispirazione. Bisogna scrivere quando c’è l’ispirazione. Che orrore i manuali di scrittura. Proust ha scritto la Recherche senza manuali di scrittura. O uno sa scrivere o non lo sa: non è una cosa che s’impara. Bisogna scrivere quello che si sa. Bisogna scrivere quello che si ha dentro. Tutti abbiamo dentro un libro.

5) L’amore vince sempre. L’amore è più forte di tutto il resto. L’amore è quello che tutti vogliamo in realtà – anche quando non lo sappiamo. L’amore è tutto. Romeo e Giulietta è la più bella storia d’amore di sempre. Per amore si rinuncia a tutto/si sopporta tutto/si fa qualsiasi cosa. Non c’è niente di più bello del lieto fine – quando l’amore trionfa.

6) Non c’è gusto a leggere un ebook. Un ebook non è un libro vero. I libri bisogna toccarli, annusarli, sentirli. Il digitale mortifica il libro e il lettore. Nulla di digitale potrà mai sostituire il piacere di un vero libro. E soprattutto, il profumo della carta.

Ecco. Tutte e sei prima di colazione.* Che ci voleva, in fondo?

E mi viene il sospetto che non sia stato poi così pittoresco girarci attorno per quasi duecento parole. Voleva essere self-deprecating, e invece suona ansioso. Ansioso di mettere in chiaro che io non scrivo banalità. Così ansioso che fa male a guardarmi.

Ci sono ricascata– ehi! Mettete giù gli oggetti pesanti…

Ma no, sul serio: e voi, o Lettori? Che cosa trovate banale – ma banale da slogarsi i bulbi oculari nel levare lo sguardo al cielo?

________________________________________

* N° 7 in omaggio verso l’ora di cena: Annibale? Ah sì, quello degli ozi di Capua. Il buon Re Riccardo Cuor di Leone. Il cattivo Giovanni Senzaterra. Il cattivissimo Riccardo III.

Sei Pensieri Banali Prima Di Colazioneultima modifica: 2013-03-13T08:10:00+01:00da laclarina
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13 Commenti

  • Hai detto tutto tu! Condivido specialmente i pensieri sul Piccolo Principe, la mistica della femminilità, sull’amore. Buona giornata 🙂

  • O cavolo, quindi “Il piccolo principe” non è un capolavoro? E nemmeno che amor vincit omnia? E nemmeno che i libri cartacei hanno un buon profumo?

    Mii, che giornata!

  • Grazie, Pat. Buona giornata anche a te.

  • @Simone: 😀 Un’affermazione banale non è necessariamente falsa. Non è necessario che un’affermazione sia falsa perché sia banale. Un’affermazione può essere vera e banale al tempo stesso.
    Che poi a me il PP dia il latte alle ginocchia è un’altra faccenda, ma l’ho ripetuto tante volte che sta diventando a sua volta una banalità…

  • Mah, a volte ho la sensazione di essere un gran conformista. Io non mi sento tale, ma temo di esserlo. Inconsapevolmente.

  • Questa mattina ne ho letta una fantastica. Era una citazione di un libro, stampata e appesa in un laboratorio (paradosso, non ti pare?). Purtroppo non la ricordo e non la ritrovo, ma brevemente, nella citazione si parla di tipo sgradevole, e si associa la sua sgradevolezza al fatto che “fa sempre conti”.

    Indovina un po’? È tratta dal piccolo principe.

    In genere non sopporto le banalità a tema scientifico, tipo:

    – la scienza è arida
    – la scienza è innaturale
    – col metodo scientifico non si arriva al cuore delle cose, alla Vera Verità
    – ci sono certe cose che con la scienza non possono essere indagate

    eccetera. Posso diventare pedante e sgradevole e finisce che mi dicono: “hai visto? sei la prova che ho ragione”. Ci casco spesso, ma sto cercando di migliorare.

  • @Simone: mah, è possibile che ciascuno di noi, in qualche modo e a qualche proposito, lo sia. Però, mica mi hai detto che cosa trovi banale…

    @Andrea: ah, guarda, il PP è una fonte inesauribile… Dev’essere la faccenda del tizio che ce l’ha con le stelle – che non servono a nulla?
    E devo dire che trovo particolarmente affascinante “La scienza è innaturale…” 🙂

  • Di solito chi nega la validità della scienza crede a cose come il Bianconiglio, e se la prende a morte se gli si fa notare che si tratta di sciocchezze.
    Il Piccolo Principe è il trionfo del banale.
    E questo post mi ha grandemente divertito.
    Grazie per la citazione, e per le minuscole 😉

  • Come sarebbe a dire “crede a cose come il Bianconiglio”? Vorresti per caso insinuare che il Bianconiglio non esiste?
    Ah, questi scienziati…!

  • Arrivo tardi ma il post è davvero gustoso!
    Adoro tutti e 6 i punti però i miei preferiti sono 1-2-4!
    Aggiungo che internet andrebbe evitata perchè ci sono pervertiti di ogni sorta e gente che non essendo giornalista per professione si diverte a inventare e stravolgere le notizie.
    E se sei uno scrittore autopubblicato è perchè hai scritto una schifezza che nessun editore vuole.
    Un buon libro TROVA SEMPRE un editore!

  • Uh, sì! Come ho potuto dimenticare l’autopubblicazione? Natch! 😀

  • “Banale”, come ti confermerà qualunque scienziato, è un termine che tecnicamente implica la veridicità: una cosa falsa non può essere banale. Quindi non amo etichettare questo e quello come banale, perché odora di senso di superiorità. Però, sicuramente il Corriere della Sera e i suoi editorialisti mi sembrano tragicamente banali.

    Però, o Clarina, hai tu considerato che i tuoi esempi di banalità sono pertinenti alla sfera affettiva? Precisamente, tranne parzialmente l’esempio dell’ebook, sembri giudicare banale tutto ciò che è consolatorio, che “fa bene al cuore”. Che dici, o Clarina: forse tutto ciò ha un’interpretazione psicanalitica? 🙂

  • Hm… buona domanda – anche se forse il n° 4 non mi sembra particolarmente affettivo, e il n° 7 non lo è affatto. E non lo so, magari l’interpretazione psicanalitica c’è, but I don’t know. Quel che posso dire è che il mio maestro delle elementari mi considerava dura di carattere già quando avevo sei anni… 😀

    Però credo anche che nella percezione della banalità (in senso rigorosamente non scientifico) giochi molto il giudizio soggettivo. La mia banalità è la perla di saggezza di altra gente, I should imagine…

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