Mar 12, 2018 - angurie    No Comments

Vocali

Rimbaud_Voyelles_caricatureAvendo una speciale predilezione per l’uso che scrivendo si può fare di immagini, colori, e sinestesia, uno degli esercizi che tendo ad affibbiare agli allievi dei miei corsi di scrittura include la contemplazione di Voyelles, seguita dall’ordine (molto categorico) di cercare per ciascuna vocale un colore – e un’immagine. Tendono a saltar fuori cose interessanti: O blu come aperture di tubi da cui scorre il colore, O rosse come gocce di sangue, I rosse e pungenti, I gialle e taglienti, U viola profondo, U marroni e U color fucsia, I verdi, I bianche per gelo…

E poi è sempre interessante vedere la differenza tra gente uditiva e gente visiva, persone sinestetiche per natura e persone prese di sorpresa, associazioni per suono, associazioni per forma, associazioni istintive e inspiegate, corrispondenze ed eccezioni… A parte tutto il resto, l’esercizio è uno di quelli buoni per rompere il ghiaccio all’interno del gruppo, sciogliere l’atmosfera e stimolare la discussione – e si dimostra sempre tanto rivelatore quanto istruttivo.

Io di solito non gioco – se non per un paio di esempi, anche perché per me l’esercizio non sarebbe particolarmente impromptu. Tanto vale che racconti adesso che Voyelles mi ha sempre affascinata e, incontrandola mentre studiavo letteratura francese al Liceo, ho scoperto la mia propensione alla sinestesia. La cosa davvero grave, però, è che, a sedici anni, ne scrissi una mia versione – un sonetto bruttarello che non leggerete, né qui né altrove, né ora né mai. Però vi dico le mie associazioni.

La mia A è bianca per vele latine, cumulonembi, lenzuola stese al sole e la generale apertura e luminosità del suono. Voyelles

La E è verde, più chiara fin verso l’azzurro quando è aperta, e tanto più scura quanto più è chiusa.

La I è nera. Dorsi di rondine, principalmente. Ma anche note musicali e ferro battuto.

La O è gialla. Color limone quando è aperta, e su su, verso l’oro e l’arancione mano a mano che si chiude. Però all’opera un acuto in O è senz’altro rosso.

E la U è bruna – dal cioccolato al latte al caffè.

Pensandoci, mi rendo conto che si tratta principalmente di suono – una faccenda diversa, per esempio, dalla E di Rimbaud, bianca per via dell’emiro col turbante che illustrava la vocale sul suo abecedario di bambino.

E voi, o Lettori? Di che colore sono le vostre vocali? E perché?

Giochiamo, volete?

Vocaliultima modifica: 2018-03-12T11:05:02+01:00da laclarina
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