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Ago 27, 2010 - Somnium Hannibalis    No Comments

Somnium Hannibalis a Villadose

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Nonché…

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Non è che si legga enormemente, ma fidatevi: quello nel riquadro arancio è il mio intervento: Annibale, studio e rappresentazione di un personaggio storico. Sono un nonnulla in fibrillazione… Spero di non imbattermi in nessuno di quegli accademici che per hobby fanno i romanzieri storici a fettine molto piccole…

Maggiori informazioni sul convegno e sul XV Mercato della Centuriazione Romana di Villadose si trovano qui.

Musiche di Scena

Forse l’ho già detto, forse no – Somnium Hannibalis torna in scena a partire da settembre, e cominciamo con il XV Mercato della Centuriazione Romana di Villadose (RO), grossa e importante duegiorni di rievocazioni storiche, archeologia sperimentale, convegni e manifestazioni.

Anyway: siamo di prove di nuovo, con la complicazione aggiuntiva di un cambio radicale di musiche di scena.

Ora, se un dubbio potevo avere sullo spettacolo, erano proprio le musiche – molto belle, ma forse non del tutto adatte. Chiariamo: considero le “vecchie” musiche molto d’atmosfera e nella mia playlist da scrittura, ma avevano troppa orchestra per l’idea che avevo del mio spettacolo. L’idea, per capirci, era fin dapprincipio quella di una manciata di accenti di percussioni sparsi qua e là per dare rilievo ai punti salienti – e poco di più. Avrei voluto un silenzio desertico rotto da qualcosa a mezza via tra tuoni, tamburi di guerra e pulsazioni cardiache. Avrei voluto che tanto queste percussioni quanto l’eventuale musica fossero confinati ai flashback, per segnare la differenza tra lo spazio della memoria e il tempo presente. Avrei voluto suoni più asciutti, più minimali, più antichi.

Adesso probabilmente verrò accontentata: le nuove musiche di scena accostano gli accenti di percussioni dei miei sogni a non-melodie suonate su strumenti a fiato, con l’occasionale colpo di sistro o rintocco di campana. Aspro. Emozionante. Meraviglioso.

Ed è straordinario come, per il fatto di avere cambiato la musica, lo spettacolo stia assumendo un aspetto diverso. Non una forma diversa – non davvero – ma un’altra consistenza. Non che prima non fosse bello, ma adesso ha un’aria più stilizzata e più realistica insieme. La stessa scena, con un ritmo di sistri e di tamburi al posto di un orchestral sweep, perde un po’ in teatralità, ma diventa… non trovo altra parola: diventa scolpita.

In qualche modo, queste musiche nuove restituiscono allo spettacolo un certo vento secco, un certo sapore di pietre calcinate, sale e polvere, una certa luce solare impietosa, certe ombre corte che sono nel mio romanzo e credevo di avere perso con la riduzione. Invece è tutto ancora lì, ed è stato un piccolo sussulto ritrovare vento, luce e polvere nella prova di stasera. Per esempio:
 http://senzaerroridistumpa.myblog.it/media/01/00/700222508.wma

Evidentemente non ho ancora finito con questo spettacolo e le sue sorprese.

 

Recensione su Sedicimantova

Sì, lo so, oggi ho già postato.

Volevo segnalare la recensione che Riccardo Savoldo ha dedicato a Somnium Hannibalis sulle pagine elettroniche di Sedicimantova, e-magazine di cose non solo mantovane, attualità, politica, cultura e servizi. Recensione qui.

E già che ci sono, colgo l’occasione per ringraziare chi ha votato il mio video per il concorso Talysmana. Sono arrivata quinta, e quindi non figurerò nel romanzo, ma è stato un buon risultato. Grazie a tutti!

Questionario di Proust II

L’avevo detto, del QdP – discreto strumento per la creazione di un personaggio – esistono molteplici varianti. Questa che segue è parte della versione riportata nel Character Workshop del Gotham Writers’ Project: solo le domande diverse da quelle dell’altra volta, giusto per integrare. La traduzione è mia, le risposte di Annibale del mio Somnium Hannibalis.

  • Quale consideri il tuo più grande successo? Me ne riconosco due: Canne e l’aver salvato Cartagine dalla rovina dopo Zama – entrambi sciaguratamente effimeri.

 

  • A quale, tra le cose che possiedi, attribuisci maggior valore? L’anello che porto al dito, con il suo veleno potentissimo nascosto nel castone. Non riconosco a nessuno il diritto di prendere la mia vita, se non a un nemico in battaglia o a me stesso.

 

  • Chi o che cosa ami più di tutto al mondo? Il brivido possente della battaglia, e le ombre dei miei morti mi perdonino per questo. 

 

  • Qual è il tuo viaggio preferito? Ricordo con gioia la traversata che mi portò da Cartagine a Gades quando avevo dieci anni, colma di attesa e di tutte le promesse del mondo.

  

  • Quando e dove sei stato più felice? A Canne, dopo la battaglia. A notte alta la piana era un mare di roghi a perdita d’occhio. Il vento faceva crepitare le fiamme e portava le voci dei soldati che acclamavano. Quella fu una notte felice. La stanchezza, il sangue, le voci, i fuochi, l’adorazione ebbra negli occhi dei soldati, e il mio nome gridato come quello di un dio da quarantamila uomini…

  

  • Qual è la tua più grande paura? Perdere la mia guerra. Da bambino ho giurato per il mio nome, per me stesso e per il mio destino di essere la spada e lo scudo di Cartagine, qualunque cosa me ne venisse in cambio. Non so più chi sarei, senza la mia guerra.

 

  • Qual è la tua più grande stravaganza? La crudeltà. Nella collera, nella frustrazione, nell’impazienza, a riemergere è una sete di sangue antica come gli idoli fenici che la mia gente venera sin dalla notte dei tempi.

  

  • Qual è il tuo più grande rimpianto? Avere lasciato l’Italia come ci ero arrivato, né vincitore né vinto, senza avere sconfitto Roma, senza avere portato a compimento il sogno dei Barca. Se avessi avuto più uomini, più denaro, più sostegno da Cartagine… chi può dire che cosa avrei saputo fare?

   

  • Qual è il tratto di te stesso che ti dispiace di più? Mi irrita, dopo tanti anni e tanto vivere, conservare ancora l’ingenuità di lasciarmi trascinare dai miei sogni. Ancora adesso non so parlarne con freddezza, e la mia ambizione veemente e il mio rancore spaventano gli uomini che potrebbero essermi alleati.

  

 

  • Quale consideri la virtù più sopravvalutata? L’umiltà. Nessun ha mai fatto nulla di grande per umiltà – se non quando umiltà era un altro nome che si dava all’orgoglio.

 

  • In quali occasioni menti? Ogni volta che la necessità lo impone.

 

  • Quali parole o espressioni usi spesso? Parlo tanto spesso del pericolo romano che i consiglieri del Re di Siria hanno imparato a levare gli occhi al cielo prim’ancora che cominci.

 

  • Se potessi cambiare una sola cosa di te stesso, quale sarebbe? Non vorrei cambiare nulla. Ci sono lunghe notti insonni in cui vorrei saper trovare pace, ma non è vero. Non c’è giorno della mia vita, non c’è azione compiuta, non c’è parola detta che rinneghi o che non senta di dover pagare con un prezzo di rimorso.  

  

  • Se dopo la morte potessi rinascere in un’altra persona o una cosa, chi o cosa vorresti essere? Un uomo tra dieci secoli, per vedere che cosa ricorderà il mondo di Annibale Barca, di Cartagine e della guerra con Roma. Oppure il fuoco, per conoscere l’ebbrezza della gloria senza il rovello infinito del pensiero.

 

  • Qual è il tuo motto? Persevero.

Giu 8, 2010 - Somnium Hannibalis    No Comments

Fotografie

Ecco le prime fotografie dello spettacolo Somnium Hannibalis, in una miscellanea delle due rappresentazioni (ordine narrativo ma altrimenti sparso) ad opera di Giorgio Andreasi [GA] e Giuliano Squinzani [GS]:

DSC02882.jpg “A Roma! A Roma!” [GA]

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 “Tu non sei come gli altri, tu sei un Barca, e c’è un prezzo da pagare per questo” Achille Cominotti (Amilcare) e Simone Rossini (Annibale Bambino) [GA]

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“Devi solo dare l’ordine, e la città è tua, stanotte stessa!” Domenico Zapparoli (Ufficiale), Maurizio Vaccari (Annibale), Adriano Fioravanti (Mercante) [GA]

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“Non volevo essere come mia madre, piena di amarezza per ogni donna che mio padre si prendeva!” Elena Gallio (Himilce), Luciana Frigeri (la Nutrice), Maurizio Vaccari (Annibale) [GS]

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“Che cosa è rimasto di tutti quelli che ti seguivano?” Claudio Burchiellaro (il Re di Siria), Maurizio Vaccari (Annibale) [GA]

Qui ce ne sono altre.

Giu 5, 2010 - Somnium Hannibalis    2 Comments

Stasera

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Prima di stasera ci dovrebbero stare altre due prove, una filata e una tecnica (anche perché la musica non è ancora completamente a posto); l’Uomo delle Luci deve montare un impianto di proporzioni epiche; gente di due associazioni diverse deve montare due gazebo in posizioni non ancora ben chiarite; gente del Comune deve disporre le sedie e dare un secondo colpo di disinfestazione antizanzare; bisogna sperimentare l’accensione del fuoco nei bracieri; alle 6 e alle 7 ci sono le due visite guidate al Manufatto – durante le quali non si potrà provare in senso stretto; alle 8 un’altra associazione ancora cucina il risotto alla pilota; non appena l’aere principia a scurirsi bisogna fare i puntamenti alla velocità del fulmine…
… Dopodiché si va in scena. Sarà una lunga giornata.
Mag 28, 2010 - Somnium Hannibalis    4 Comments

Dietro Le Quinte

“E com’è venuto, dopo tutto, il colpo di stato? Era bello da vedere?” mi chiede M. (Annibale). E non lo so: ero in scena anch’io, ricordi?

Non me ne ricordavo più, ma da dietro le quinte non si vede nulla! Avevo sperato di vedermelo dalla platea, il mio spettacolo, ma naturalmente no, avendo io ereditato la parte di un giovane mercante cartaginese – durante il colpo di stato del 201 a.C.

Tuttavia posso dire che: a) con il pubblico davanti, il tutto ha acquisito un ritmo meravigliosamente sciolto, fluido e liscio; b) una volta aperto il sipario, il tempo comincia a scorrere in modo diverso, tutto rotola per la pendenza giusta e, prima di accorgersene, è già l’ultima scena; c) sto scrivendo cose solo limitatamente sensate, ma sono ancora un tantino lessa dopo un’ultima settimana di prove, di pasti saltati, d’insonnie, di patemi, arrabbiature, colpi di panico e sorprese. Ho bisogno di molte ore di sonno, grazie. Ah, e poi d): sono risalita su un palcoscenico per la prima volta dopo quasi quindici anni (e con scarso preavviso, if any at all), e mi è piaciuto moltissimo – quella specie di corrente tra la scena e il pubblico, il senso di sospensione, l’attesa tra le quinte, il ritmo del dialogo, il momento giusto, ma proprio giusto per dire quello che bisogna dire…

Ma è evidente che il mio mestiere resta quello di scrivere storie se, nella frenesia della giornata, qualche lobo del mio cervello ha trovato il tempo di cucire una storia addosso al mio mercante.

Per adesso è tutto. Spero di avere presto qualche fotografia da postare. Stasera si ricomincia a lavorare per la replica del 5 giugno.

Mag 27, 2010 - Somnium Hannibalis    1 Comment

Il Gran Giorno

Oggi è il gran giorno. Mancano dodici ore – minuto più, minuto meno.

Sto iperventilando.

Voglio emigrare – voglio emigrare a Tuvalu, o qualche altro posto senza teatri. Ieri alla generale (o era la tecnica? Ma se era la tecnica, quando facciamo la generale? E se era la generale, quando facciamo la tecnica?) è successo di tutto. Questo dovrebbe essere incoraggiante, in un certo senso. Voglio dire, da che mondo è mondo, una prova generale infelice conduce a una prima stratosferica, giusto?

Speriamo.

Nel frattempo posso dire che alcune scene, che ho visto oggi per la prima volta con le luci a posto, sembravano altrettanti quadri spagnoli. E questo è bene. La musica non mi piace alla follia, ma fa lo stesso: ho constatato che non interessa troppo a nessuno se a me piace o no la musica… Il telo per le proiezioni è stato un salvataggio dell’ultimo minuto – o meglio, lo sarà domani, quando sarà stato sistemato definitivamente. Stasera ne è crollato metà, ma sono dettagli.

La cosa più pittoresca e allarmante, però, è che ho raccattato per strada una parte. Oh, una particina, sia chiaro: cinque battute rimaste scoperte per un forfait medico-famigliare dell’ultimo minuto. “Tanto tu la sai a memoria, no?”

Come dicevo, sto iperventilando.

Più tardi, all’ora in cui la gente normale va a pranzo, io me ne vado a teatro, e la regista mi passa al tritacarne nel tentativo di farmi sembrare parte dello spettacolo, anziché una pezza.

Pensatemi, stasera. Pensatemi dietro le quinte in trepida attesa; pensatemi mentre mi mangio le unghie tra una fila di lance e un tavolino empire; pensatemi inopinatamente in scena con addosso un costume in prestito, nella scena con le luci di taglio che sembra rubata a El Greco; pensatemi con lo stomaco pieno di farfalle e poi – si spera – pensatemi in proscenio, all’esterno della riga, a raccogliere gli applausi insieme agli Histriones.

E questa, Signori, – tanto per parafrasare Annibale – sarà una notte felice.

Mag 14, 2010 - Somnium Hannibalis    No Comments

Somnium Hannibalis – Le Prove

E qui, finalmente, c’è il trailer delle prove di Somnium Hannibalis – a Play, la riduzione teatrale del mio romanzo, a cura del gruppo teatrale storico sperimentale Hic Sunt Histriones, con la regia di Gabriella Chiodarelli:

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