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Essere O Non Essere… per Pennello e Pianoforte

Chi ha detto che l’anno shakespeariano è finito? Ricordate Alessandro Sanna, Elisabetta Garilli e i loro meravigliosi concerti disegnati?

Ebbene, adesso Alessandro ed Elisabetta debuttano con una nuova meraviglia chiamata 400Shakespeare – un’incantevole meditazione per musica, immagini e testi su Shakespeare, l’immagine e l’immaginazione… E vado particolarmente orgogliosa del fatto che ho avuto una piccola, piccolissima parte in tutto ciò.

E già che ci siamo: grazie per avermi voluta in locandina, Alessandro! È stata una bellissima sorpresa…

400ShakespeareSanna

Ne riparleremo quando uscirà (prossimissimamente) Essere o non essere Shakespeare, il nuovo libro illustrato di Alessandro, da cui provengono le illustrazioni.

Intanto, però, domenica 26, alle ore 17, vi aspettiamo al Teatro Ristori di Verona per il debutto di questo splendido progetto.

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Lug 6, 2016 - Arte Varia, musica    No Comments

Per Illustratore e Pianoforte

SannaElephants

Foto Flavia Ferrari

Oggi parliamo di Alessandro Sanna, straordinario illustratore che non solo realizza meravigliose illustrazioni, ma lo fa attorno a idee originali e bellissime, che poi porta in giro per teatri e piazze in forma di concerti disegnati.

La settimana scorsa qui al mio villaggio abbiamo goduto di uno di questi eventi: Alessandro ha realizzato quattro acquerelli ispirati al suo libro Il Fiume Lento – il suo secondo Premio Andersen… – mentre Elisabetta Garilli suonava al pianoforte le musiche composte apposta per il libro.

Non è la prima volta che vedo un concerto di Alessandro, e ogni volta è qualcosa di magico. La sua tecnica è un incanto da osservare, e veder sbocciare le immagini, vedere i colori che si fondono con la musica, è una vera meraviglia.

Questo piccolo video offre un assaggio della serata…

Qui trovate un altro scampolo di Fiume Lento, e qui altre cose – tra cui lo splendido Pinocchio Prima di Pinocchio – ma, se ne avete occasione, vi consiglio vivissimamente di assistere dal vivo a uno di questi concerti per illustratore e musicisti. È un’esperienza inconsueta, poetica e incantevole.

 

Lug 1, 2016 - angurie, Arte Varia    No Comments

L’Arte dell’Elefante

elephantRembrandtUn po’ di tempo fa abbiamo parlato di elefanti di carta, ricordate?

E in chiusura di post citavamo l’abbondanza di elefanti artistici… Ecco, l’intenzione per oggi sarebbe stata quella di proporre una carrellata di elefanti dipinti, scolpiti, disegnati eccetera – ma ho scoperto (grazie, M.!) che c’è chi l’ha già fatto.

Quindi oggi gli elefanti si trovano altrove – e per la precisione su Didatticarte.

Vedrete che la rassegna è ampia ed eclettica, dalle statuette preistoriche a Dumbo, dalle monete greche alla pubblicità, passando per Rembrandt e i cristalli di Lalique…

Buona passeggiata artistico-elefantina – e buon compleanno, L.!

 

Mar 28, 2016 - Arte Varia    No Comments

In Giro Per Velàzquez

Velazquez_figurandoOggi è Pasquetta, giusto?

Giornata di scampagnate, giringiro e musei, giusto?

Ebbene, siccome il tempo è quello che è, e in ogni caso i picnic virtuali sono di scarsa soddisfazione, che ne dite di una mostra? Una mostra che non esiste del tutto, what’s more?

E allora vi propongo Velàzquez. Diego Rodriguez de Silva y Velàzquez, per dirla tutta (e che nomi meravigliosi hanno questi Spagnoli…), pittore dei Re e dei mendicanti, dei santi e dei buffoni di corte, dei papi e delle sguattere… Inventore di quello spazio indefinito e luminoso in cui i le figure sono ancorate solo dalla loro ombra, l’uomo la cui tecnica impalpabile e la cui vita eludono del pari gli storici dell’arte.

Velàzquez, ciambellano oltre che pittore del suo re, dipinse relativamente poco – e di alcune sue opere si sono perse le tracce. Ma di quel che c’è, gran parte di può vedere senza muoversi da casa – meraviglie della Rete!

E allora ecco diegovelazquez.org, che riporta le opere complete… Forse fin troppo, perché secondo Laura Cumming degli autoritratti – con l’eccezione del pittore in mezz’ombra de Las Meninas – potrebbe essere sano dubitare un po’ e non tutte le attribuzioni sono così universalmente accettate come il sito ha l’aria di implicare. E tuttavia c’è di che farsi un’idea. Ay de mi, le riproduzioni non sono così grandi e definite come potremmo desiderare, e allora…

Wikipedia offre una buona quantità di riproduzioni migliori – dipinti e schizzi. Vi si accede dalla lista ragionata in Inglese o in Spagnolo*.

E tuttavia le riproduzioni migliori si trovano sul meraviglio sito del Museo del Prado. Naturalmente c’è solo quel che appartiene al museo, ma c’è di che passare ore ad osservare i particolari più minuti, quasi pennellata per pennellata (anche se, considerando la tecnica di Velàzquez questa è un’iperbole più di quanto lo sia in altri casi).

Ecco qua. Un viaggio nel Seicento spagnolo asciutto e vivido – e alla fin fine malinconico – di uno dei pittori cui dobbiamo in buona parte la Spagna Come La Immaginiamo. Ci sono modi peggiori di passare un pomeriggio di Pasquetta – che ne dite, O Lettori?

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* In realtà c’è anche in Italiano, ma – forse per differenze di attribuzione – è più ridotta…

 

 

Vite Immaginate

UnknownVi ricordate uno sketch di tanti anni fa, in cui si vedeva un Raimondo Vianello in costume rinascimentale che posava per un ritratto, mentre Sandra Mondaini si lamentava della spesa folle di avere ingaggiato un pittore maiuscolo e costoso come Tiziano? O forse era Leonardo – devono essere passati trenta o trentacinque anni, per cui non mi sentirei di giurare sui particolari. Ad ogni modo, il marito protestava che si trattava di denaro ben speso – in immortalità, e la moglie era molto acida in proposito. Fade to un museo moderno, con un gruppo di visitatori in contemplazione del ritratto. “Leonardo da Vinci/Tiziano,” annunciava la guida. “Ritratto d’ignoto.” Ulteriori – seppure incorporei – brontolamenti della moglie, buio, risate.

Solo che io, essendo quel che sono fin da bambina, lo trovavo triste. L’idea del ritratto sopravvissuto senza nome e senza identità, del committente defraudato della sua fetta di immortalità, mi metteva malinconia… E a dirla tutta, qualche forma di questa malinconia mi coglie sempre di fronte ai Ritratti d’Ignoti nei musei e nei libri d’arte. Di solito rimedio cercando d’immaginare chi, cosa, dove e come – il che, a parte tutto il resto, è sempre un buon esercizio e/o un bel gioco.

Ad ogni modo, da decenni non avevo più pensato all sketch di cui vi dicevo – fino ai primi di dicembre, quando ho scoperto l’esistenza di Imagined Lives, Portraits of Unknown People, un piccolo libro pubblicato dalla National Portrait Gallery nel 2011. Credo di avervi già detto molte volte come la NPG sia uno dei miei musei prediletti – e adesso lo è ancora di più, considerando che ha preso una manciata di ritratti d’ignoti e poi ha commissionato a otto romanzieri dei bozzetti biografici per gli ignoti soggetti. ImaginedLives

John Banville, Tracy Chevalier, Julian Fellowes, Alexander McCall Smith, Terry Pratchett, Sarah Singleton, Joanna Trollope e Minette Walters hanno messo insieme un’incantevole collezione di piccole biografie, lettere, narrazioni in prima persona e lemmi d’enciclopedia in una varietà di voci e stili. Sono piccole cose, nemmeno racconti veri e propri – ma sono incantevoli. E il librino aggiunge delle bellissime riproduzioni dei ritratti, per intero e per dettagli, più informazioni sui singoli quadri e un saggio di Tranya Cooper, curatrice della Portrait Gallery, su come l’identità del soggetto di un ritratto possa andare perduta, malinterpretata e, in qualche caso, recuperata.

È, lo ripeto per l’ennesima volta, tutto un po’ malinconico – perché queste persone, o coloro che hanno commissionato i loro ritratti, credevano di ipotecare una fettina di immortalità, e invece guardate com’è andata a finire. Ritratto d’ignoto. Nobildonna ignota. Musicista… Ma è di gradevolissima (e rapida) lettura, è bello a  vedersi, dà da pensare e accende storie a sciami.

E se a questo punto siete incuriositi, lo trovate qui.

 

Ott 4, 2015 - angurie, Arte Varia    No Comments

I Quattro Moschettieri in Russia

E sì - anche le marionette...

E sì – anche le marionette…

Finalmente! Din Don Dan!

Guardate che cosa ho trovato – ed esultate con me!

Sì – d’accordo, l’ho trovato su YouTube, e quindi si potrebbe dire che non è stata precisamente una cerca medievale – ma insomma, prima non l’avevo mai trovato e adesso sì, e dunque ripeto: rejoice with me!

E che cosìè l’oggetto di tutto questo gioire? Un pezzettino dei Quattro Moschettieri radiofonici di Nizza&Morbelli, dicui vi ho già contato le meraviglie più di una volta. Però fino a ieri il mio entusiasmo si basava interamente sui libri e sulle memorie radiofoniche di anziani parenti. Adesso, at long last, eccone uno scampolo:

Oh, i barcaioli del Volga che tirano malinconicamente la barca avanti e indietro senz’altro scopo che il colore locale! Oh, il teatro di pensiero…! Impagabile.  Che devo dire? Adoro Nizza&Morbelli.

Buona domenica.

E Altri Specchi Convessi

massysQuando, in un commento a questo post, Artiglio mi ha fatto scoprire il quadro di Quentin Massys “L’Usuraio e Sua Moglie”, mi è venuta voglia di andarmene a caccia di specchi convessi dipinti.

E così ho scoperto che Van Eyck è solo il capostipite di una lunga, lunga discendenza di pittori di specchi convessi. Considerando quello che era riuscito a fare, non è sorprendente. Le potenzialità stilistiche e simboliche di un arnese del genere ne fanno un elemento molto interessante da inserire in un quadro, la specularità affascina da sempre artisti e bambini, gatti e osservatori casuali alike, e la prospettiva incurvata nella superficie di vetro è quel genere di virtuosismo che non può non attrarre un pittore…-campin

E così avevo pensato di dedicare questo post a una galleriola di specchi convessi attraverso i secoli… poi ho scoperto che qualcuno l’ha già fatto – e molto bene. E allora, perdonate la pigrizia agostana,* credo che vi metterò un link a questo bellissimo ed esauriente post su Didatticarte. All’inizio, in realtà, troverete un po’ di teoria, le sculture riflettenti di Anish Kapoor e qualche anamorfosi e poi, a partire dal nostro Jan Van Eyck, una lunga, magnifica cavalcata attraverso la storia dell’arte, inseguendo gli specchi convessi.

Troverete un sacco di meraviglie. Personalmente ho un debole per gli specchi fiamminghi (Campin!) ma non dico che, se me lo permettessero, non porterei a casa anche cose come lo specchio rotondo di George Lambert o Lo Specchio di Orpen…

FurtenagelE a questo punto ho ben poco da aggiungere, se non questo quadro qui a sinistra: Il Pittore Hans Burgkmair e Sua Moglie Anna, di Lukas Furtenagel – anno 1525.

 

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* In realtà è per modo di dire, perché qui si lavoralavoralavora senza sosta. Non c’è sabato né domenica, e non ho fatto vacanza nemmeno il giorno di Ferragosto. Adesso, se volete, potete sospirare: “Oh, povera Clarina…”