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Ago 10, 2018 - musica, tradizioni    No Comments

Carpe Perseidem! ♫

MrsMillerDieci di agosto, San Lorenzo, Perseidi, tradizioni, musica… Ormai sapete come funziona.

Quest’anno, una bizzarria: a cantare di stelle intascate abbiamo Mrs. Miller, celebrità americana degli anni Sessanta, una di quelle persone il cui successo risiede nel fatto che cantano proprio male… Apparentemente, la caninità della signora era cercata e curata con impegno: la voce era quello che era – ma lei cantava deliberatamente a tempo sbagliato, e tra le varie possibili registrazioni si sceglieva sempre la peggiore…

Perché sì: Mrs. Miller incise un serio numero di dischi, ebbe successo, apparve come guest star in una quantità di serie televisive e trascorse del tempo nei primi 100 posti della hit parade statunitense. Lo stesso fascino di cose come la Corrida, I guess – e soprattutto il fatto che tutti abbiamo avuto una zia, un’amica di famiglia o una catechista che cantava così, nevvero?

Catch

E niente. Felice notte di San Lorenzo, o Lettori – e acchiappate le Perseidi!

 

Giu 20, 2018 - musica, tradizioni    No Comments

Summertime ’18

Summer18So che non è il giorno giusto, ma nondimeno.

Quest’anno il Gershwin solstiziale arriva nella bellissima e sofisticata versione del Joan Chamorro Quintet, con Scott Hamilton e la favolosa voce di Andrea Motis – versione scoperta grazie alla segnalazione di M.

E adesso mi piacerebbe mettervi il video qui – ma naturalmente SEdS ha altre idee. SEdS non mi permette più da tempo di mettere dei video qui, e quindi vi dovete accontentare di un link crudo… Che ne dite di un link arancione?

Summertime

 

E sì, lo so: lo dico tutte le volte e tutte le volte mugugno. Che posso dire? La faccenda mi rode, non c’è verso di avere assistenza da MyBlog, e qualche angolo animista della mia mente spera che, se lo faccio sentire abbastanza in colpa, magari SEdS si intenerirà e verrà a più miti consigli…

Ah well. Non importa. Non badate a me. Ho un blog di pessimo carattere – ma non lasciatevi scoraggiare. Seguite il link e ascoltate. Domani verso sera, magari. Con una lanterna accesa e le falene che ci girano attorno.

Felice estate, o Lettori!

Apr 1, 2018 - tradizioni    2 Comments

Buona Pasqua!

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Quel che dice l’etichetta, o Lettori.

Una serena Pasqua a tutti voi – o, come augura il mio capo inglese alla HNR, Peace & Chocolate!

Mar 30, 2018 - tradizioni    No Comments

Altri Vessilli

70934c04cea4f27ca3d3123ed7f9f48e--hymne-poitiersTradizioni, tradizioni…

Venerdì Santo – e quindi Senza Errori di Stumpa presenta il tradizionale Vexilla Regis. O forse non proprio quello tradizionale, per una volta. Quest’anno niente gregoriano – ma una deviazione bruckneriana eseguita dal Netherlands Chamber Choir:

E già che ci siamo, vi comunico anche che questa sera Hic Sunt Histriones presenta questa intensissima lauda medievale:

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Feb 1, 2018 - tradizioni    2 Comments

Vecchie Storie per Giornate Fredde

merlaNon so come vada altrove, ma dalle mie parti oggi è l’ultimo giorno della Merla.

È una di quelle piccole storie immemoriali, secondo cui la merla in origine era candida – fino a una fine di gennaio particolarmente gelida, in cui la poveretta fu costretta a nascondersi in un camino, uscendone dopo tre giorni irreparabilmente grigia per la fuliggine. Di conseguenza, gli ultimi tre giorni di gennaio, tradizionalmente considerati i più freddi dell’anno, prenderebbero nome da questa faccenda, e c’è una forma di meteomanzia in proposito: se il tempo in queste settantadue ore si mantiene freddo e bigio, costringendo la merla a restarse al riparo, ci si può aspettare un anno mite – altrimenti sono metoguai.

È una di quelle storie talmente radicate che la mia generazione, alle elementari, non mancava mai di vedersi rifilare un tema in proposito a fine gennaio – da illustrarsi con cura. Non avendo mai saputo disegnare una O col bicchiere, detestavo un po’ questo risvolto dei giorni della Merla – che comunque era comune a San Martino e altre occasioni liturgiche o famigliari.

OldJanQualche giorno fa, tuttavia, mentre aspettavo con altre persone in un luogo appropriatamente gelido e ventoso, si è venuti a discutere se una combinazione di gelo e sole nei giorni fatali fosse sufficiente per tenere la Merla al riparo. Qualcuno diceva di sì, sostenendo che è questione di temperatura; qualcuno dissentiva, nella convinzione che il cielo sereno potesse attirare la Merla allo scoperto… Yes, well – ma non è questo il punto. Il punto è che un anziano signore di un villaggio qui vicino ha raccontato una versione della storia piuttosto diversa, che funziona così: ai tempi in cui Berta filava e le merle erano bianche, Gennaio aveva soltanto ventotto giorni e un pessimo carattere. Un ventotto di di gennaio, la Merla che si sa incontrò il vecchio mese quasi finito. “Brutta bestia che non sei altro,” lo apostrofò, infreddolita e arcistufa. “Me ne hai fatto patire, in queste settimane, di gelo! Non ho mai sofferto tanto freddo in vita mia… ma per fortuna stanotte lasci il posto a tuo fratello, che ha un animo più gentile con le povere creature. Vattene, vattene, che tutti ti detestano! Son proprio contenta di vederti finire!” E volò via. Gennaio non disse nulla lì per lì, ma se la legò al dito. Andò dal suo fratello e successore e gli chiese in prestito tre giorni. “Che ne vuoi fare?” domandò Febbraio. Gennaio non gli disse che voleva far del suo gelido peggio e punire la Merla impertinente. “Devo concludere certe faccende,” rispose, più vago che poteva. “Tre giorni mi bastano di certo.” Febbraio tentennò un pochino. “Poi però me li ridai?” chiese – e Gennaio, gongolando, assicurò che certo, nemmeno a parlarne: l’anno dopo Febbraio avrebbe riavuto i suoi tre giorni. E Febbraio, da quell’ingenuo che era, accettò, perché gli pareva brutto dir di no a quel povero fratello un po’ cortino… Ebbene, Gennaio si prese i giorni e convocò tutti i venti di Tramontana, tutta la neve, tutto il gelo che sapeva. La Merla, sorpresa da tutto quel freddo inaspettato, non trovò riparo migliore di un camino… e il resto si sa – a parte il fatto che il povero Febbraio è ancora lì che aspetta di riavere i suoi tre giorni. frozen_river_in_a_winter_landscape_1849_Oil_On_Panel

Bellina, nevvero? Va detto che poi la più distratta delle ricerche rivela anche due spiegazioni alternative e pseudostoriche di un autore settecentesco, secondo cui la Merla sarebbe stata in realtà un enorme cannone da trasportare oltre un fiume o una nobildonna, tale Dama de’ Merli, ansiosa di raggiungere il marito al di là del corso d’acqua. In entrambi i casi, sarebbe occorso attendere i tre giorni più freddi dell’anno, in cui il fiume ghiacciava abbastanza da consentire il passaggio…

Pittoresche entrambe – e tuttavia, data la mia scarsissima simpatia per gennaio, preferisco immaginarlo meschino, vendicativo e bugiardo, con il povero febbraio come danno collaterale.

E dalle vostre parti, o Lettori, come funziona questa storia?

Diciotto!

2018Ossignore… ri-gennaio!

Sì, sì – un’altra volta, e non ci si può fare assolutamente nulla, se non iniziare l’agenda nuova e… ballare? Non la migliore delle metafore, nel mio maldestro caso – but never mind. Tutto sommato, suona ragionevolmente bene, soprattutto dopo avere contemplato quella meraviglia che è Roberto Bolle l’altra sera.

E allora, o Diciotto, apriamo le danze.

No, wait: prima ricapitoliamo un attimo. Com’è andata con il Diciassette? Non del tutto male, direi.

Volevo condurre il romanzo in qualche genere di porto isolano e, come dicevasi, non è precisamente approdato, ma ha ricevuto promettenti rassicurazioni sulla rotta.

Jan18Volevo darmi da fare in fatto di teatro, e… well. Il Fantasma di Canterville, il Pasticciaccio Brutto, l’Edipo, l’ingresso da socia nell’Accademia Campogalliani, il corso di scrittura teatrale, la prima stesura di un altro play nuovo che non ha nemmeno un titolo… Sì, credo che il Diciassette conti decisamente come un buon anno, theatre-wise.

E volevo uscire un pochino dai sentieri battuti (i miei sentieri battuti, per cominciare), e anche qui non posso dirmi del tutto insoddisfatta, considerando tutto quanto: ho cominciato a scrivere in un campo interamente nuovo – il che è stato complicato, stimolante ed estremamente istruttivo; ho seguito un e-corso di tecnica poetica del CalArt, e vale la descrizione al punto precedente; ho sceneggiato un piccolo cortometraggio sulla lotta allo spreco alimentare; ho lavorato alla riduzione teatrale di un romanzo che non mi è mai piaciuto granché, e l’ho guardato trasformarsi nel più intenso workshop della mia vita; mi sono riaccostata dopo più di vent’anni alla tragedia greca – e ci ho trovato gusto… Sì, direi che anche qui ci siamo.

E questo significa due e mezzo su tre. Non male, direi.

E adesso, Diciotto. Che fare di quest’anno tutto nuovo e intonso?

  • 2018Dance

Oh dear. Ma sapete che in definitiva le intenzioni sono ancora quelle dell’anno passato? Il romanzo, il teatro, i sentieri meno battuti… Ha funzionato bene, e sono tutte cose su cui vale la pena di lavorare ancora e far di meglio. Quindi, perché no?

Non sono sicura che valga del tutto, ma tant’è. Aggiungiamoci la ferma intenzione di non trascurare gli amici come ho vergognosamente fatto per tutto il Diciassette, presa com’ero ad occuparmi del romanzo e del teatro e a trotterellare per sentieri inusuali. E anche l’intenzione di occuparmi un po’ di più di faccende pratiche e quotidiane. Oh – e combinare qualcosa qualcosa con SEdS, una buona volta. Suona come un anno, che dite?

E allora ci siamo. Diciotto, a noi due: danziamo!

E voi, o Lettori? Che intenzioni avete?

 

Reading Days

PileofBooksSe nevicasse sarebbe meglio… diciamo la verità: sarebbe perfetto. Ma in mancanza di neve, anche le giornate bigie e ventose vanno tutt’altro che male per i miei Reading Days.

Tecnicamente sono iniziati ieri – ma ieri mi sono dedicata a finire i due libri che devo recensire per la HNS e con i quali, come mio irritante solito, mi sono ridotta all’ultimo momento utile. Non che sia stato tragico: uno dei due era gradevolmente innocuo, e l’altro notevole e ne riparleremo.

Ma oggi – oggi è il primo vero e proprio Reading Day…

Ecco, a dire il vero ci sono ancora di mezzo gli ultimissimi ritocchi al romanzo, ma nondimeno. E quindi oggi si comincia con The Capricorn Bracelet, trovato sotto l’albero, perché senza un pochino di Rosemary Sutcliff non sarebbe vacanza, e perché è una raccolta di racconti sui Romani in Britannia, molto à la Kipling.

Pilesof BooksSotto l’albero c’era anche At Day’s Close, in cui Roger Ekirch racconta il rapporto dell’umanità con la notte attraverso i secoli e i millenni – e anche questo promette bene assai.

E poi c’era Her Majesty’s Will – un’avventura di spionaggio elisabettiano, scritta da David Blixt che, da bravo attore shakespeariano, si è anche divertito a portare il suo romanzo in scena. E poi una raccolta di racconti di Harlan Ellison, giunta con criptiche assicurazioni che mi rendono curiosissima. E poi…

E poi sul Kindle ci sarebbero metapile di cose che aspettano di essere lette, ma farò bene a fermarmi qui, perché non è come se i Reading Days potessero durare fino al disgelo… Sarebbe bello, però, non vi pare? Sapete quei discorsi sul ritrovarsi su un’isola deserta con nient’altro che libri – cartacei or otherwise? Be’, ecco: considerando le mie scarse attitudini pratiche e la mia seria fobia per gli insetti, non credo che, spiaggiata su un’isola deserta, saprei sopravvivere abbastanza a lungo da dedicarmi alla lettura. A meno che non fosse un’isola shakespeariana, dotata di un Ariel molto efficiente… Cottage2

Ma, tutto considerato, all’isola in questione preferirei di gran lunga un cottage immerso nella neve. Voglio dire, si può essere bloccati dalla neve in posti ben equipaggiati, con provviste, legna da ardere, tè in abbondanza – e magari anche un generatore di corrente. E libri non rovinati dall’acqua salata.

Per cui niente isole, grazie tante: un cottage nella neve…

Ma qui non nevica, alas. Al massimo piove e tira vento – ma ce lo faremo bastare.

Fate conto che nei prossimi giorni non ci sia granché, volete?

Sto leggendo.

 

Ago 9, 2017 - musica, tradizioni    No Comments

Catch a Cockney Star ♪♪♪

58bcb18e44b4cb5161ccf33f95e93aa2--winnie-the-pooh-nursery-disney-quotesDomani, a dire il vero – e a dirlo ancor di più, la mia perseide minima e non negoziabile quest’anno l’ho già vista, bellissima e con settimane di anticipo, e in luogo misericordiosamente disinfestato.

Se in queste sere si riuscirà a sistemarsi in giardino a naso in su è ancora tutto da vedersi…

Ma insomma, è (quasi) San Lorenzo, e quindi, quanto meno, eccoci qui con la canzone di rito. Questa volta è il turno di Gary Holton, con questo fantastico accento cockney:

Ecco qui, o Lettori. Felice caccia alle perseidi.

 

Giu 21, 2017 - musica, tradizioni    No Comments

Summertime ’17 ♪♪

E rieccoci. Ventuno di giugno. Solstizio. Estate. summertime-7-super-strategies-for-seniors

E di conseguenza qui a SEdS – perché di noi tutto si può dire,  tranne che non seguiamo le tradizioni – è il giorno di…

…Summertime!

Quest’anno nella magnifica versione, datata 1956, di Louis Armstrong ed Ella Fitzgerald:

Favoloso, vero?

Felice estate, o Lettori.

Apr 14, 2017 - musica, tradizioni    No Comments

Venerdì

Venerdì santo – e ormai sapete che SEdS segue le tradizioni anche quando non ha poi tutto questo senso…* Diciamo che non tutte le tradizioni hanno bisogno di avere senso?

Diciamolo.

È per via di certe processioni d’infanzia, di tredici anni nel coro parrocchiale (il secolo scorso, quando era polifonico), e per via di quel certo romanzo fiume sulle Guerres de Vendée – che probabilmente non vedrà mai la luce… E perché in fondo, e forse comincio a dirvelo troppo spesso, ciascuno è sentimentale a modo suo.

Ma insomma, eccoci qui: Vexilla Regis, cantata dal Coro della Cappella Sistina diretto da Domenico Bartolucci, attorno al 1959.

Alla peggio, prendetela come atmosfera, volete?

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* Una volta o l’altra vi racconterò di una certa discussione di teologia spicciola e incostanza del meteo, avvenuta ad ore antelucane, una mattina di venerdì santo…

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