Giu 15, 2018 - Arte Varia, musica, teatro    No Comments

Fanciulli All’Opera

VentiLucentiOggi opera – di nuovo. Questa settimana va così…

Ma opera in tutt’altra maniera, perché oggi parliamo di un progetto curato anni orsono da un’associazione culturale chiamata Venti Lucenti e dal Maggio Musicale Fiorentino. Con questo bellissimo nome, Venti Lucenti si occupa di divulgazione letteraria, scientifica e teatrale, e il suo fiore all’occhiello sembra essere stato, tra il 2006 e il 2014, il progetto All’Opera: il coinvolgimento di varie centinaia di bambini delle scuole elementari e medie in un’opera del cartellone del Maggio.

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Foto_Michele Monasta

Produzioni speciali, in cui gli implumi fungevano da coro e figuranti, cantavano e recitavano – e, pur con la presenza di narratori e burattini, la cosa doveva essere organizzata senza particolare condiscendenza, a giudicare dai titoli: ”L’Oro del Reno” (2007),”Carmen” (2008), “Il Crepuscolo degli Dei”(2009), “Il Ratto dal Serraglio”(2010), “Aida”(2011), “Il Cavaliere della Rosa” (2012) , “Don Carlo” (2013), “Tristano e Isotta” (2014).

L’idea dichiarata di VL è che per imparare ad amare la lirica bisogna farla… il che, va ammesso, non capita tutti i giorni. Quindi doveva essere un’esperienza favolosa, per tutti quei fanciulli fiorentini, sperimentare il funzionamento e l’eccitazione di un vero teatro d’opera. Sarebbe bello sapere quanti di loro si sono poi davvero appassionati all’opera lirica – e forse, considerando le date, è presto per dirlo – ma ad ogni modo, e persino a non voler pensare a lungo termine, che bellissima avventura da vivere a otto, dieci, dodici anni!

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Foto_Ilaria Costanzo

Nel 2013 il progetto si è concentrato sul Don Carlo – ribattezzandolo per l’occasione “La Fiaba di Don Carlo”… yes well, lievemente bizzarro, se vogliamo, perché questa cupa vicendona di potere, inquisizione, adulterio sfiorato ed effettivo, intrighi, autodafè, gelosia e sangue in abbondanza, fiabeschissima non è. E mi diverte abbastanza la descrizione, sul sito, del “dramma del principe Carlos e della principessa Elisabetta di Valois, il cui amore è contrastato dalla gelosia del re Filippo”… Come se Filippo fosse un rompiscatole malvagio e irragionevole – anziché, you know, il marito di Elisabetta!

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Foto_Ilaria Costanzo

But never mind: a otto, dieci, dodici anni di queste sottigliezze non ci si preoccupa – ed evidentemente nemmeno della cupaggine generale, a giudicare dalle fotografie delle prove e dal filmato del progetto.

Hanno l’aria presissima e coinvolta: catturati dalle meraviglie dell’opera in particolare e del palcoscenico in generale… Sembra un gran peccato che, dopo il Quattordici, pur continuando a curare progetti didattici di natura teatrale, Venti Lucenti abbia abbandonato questa strada.

Oh well, intanto a Firenze cresce una generazione che ha visto l’opera da dentro grazie a un progetto intelligente. È davvero già molto.

Giu 13, 2018 - teatro    No Comments

Campogalliani: Torna la Rassegna Estiva!

Prosa, musica, danza… tredici appuntamenti con l’arte nel bellissimo giardino di Palazzo d’Arco!

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Non c’è prenotazione – solo la prevendita a partire dalle 20 la sera stessa dello spettacolo. Se dovesse piovere, si rimanda alla sera successiva.

Come di consueto, informazioni qui e qui.

Vi aspettiamo!

Giu 11, 2018 - teatro, teorie    No Comments

Vivremo Insiem, Morremo Insiem…

Francesco da Melzo e RaffaelloÈ un fatto universalmente riconosciuto che, all’opera, l’amore tende a finir male – ma diciamo la verità: non è che l’amicizia se la cavi molto meglio.

E sto parlando di amicizia maschile, per lo più, perché per quanto mi sforzi, di amicizie femminili all’opera non me ne vengono in mente molte. Well, yes – i soprani tendono ad avere delle confidenti con cui, per l’appunto, si confidano: di solito cameriere, donzelle, dame di compagnia e mezzosoprani misti assortiti, senz’altro gran uso che quello di ricevere confidenze a beneficio del pubblico. Non è del tutto impossibile che Mimi e Musetta diventino amiche prima dell’ultimo atto – ma non è che se ne veda granché; e nel Don Carlos c’è la (muta) Contessa d’Aremberg, bandita ingiustamente da corte – il che scatena una bella aria della Regina… Ma si tratta di gente e di vicende tutt’altro che centrali all’interno delle rispettive trame.

L’amicizia maschile è tutt’altra faccenda: ci sono un tenore e un baritono che si giurano amicizia e fratellanza fino alla morte – e, come dicevamo, non va mai a finir bene.

In Verdi questo genere di storia ricorre spesso.

CatturaGuardiamo per esempio La Forza del Destino, in cui Don Alvaro (tenore), nel fuggire con la morosa marchesina (soprano) uccide involontariamente il babbo di lei (basso) e poi si perde per strada la povera fanciulla – che lui crede morta, ma in realtà resta a vagare per la Spagna, abbandonata e non terribilmente stabile. Possiamo biasimare del tutto il fratello baritono, che va a caccia dell’assassino/seduttore  nell’intento di fargliela pagare? Sennonché, per farlo, si arruola sotto falso nome – e quando incontra il tenore, che non ha mai visto e che a sua volta si è arruolato sotto falso nome nello stesso reggimento, i due si piacciono subito e, prima che si possa dire “nemico giurato”, si sono già promessi eterna amicizia. Ebbene sì: da sconosciuti a fratelli d’elezione in cinque minuti – salvo poi, nel giro di un altro paio di scene, scoprire le rispettive identità e ritrovarsi nemici mortali. Duellano una volta, duellano due, e alla fine il baritono ci rimette le penne.

Potremmo obiettare che in questo caso l’eterna amicizia era stata fulmineamente* giurata sulla base di false premesse e informazioni insufficienti – ma non è come se una conoscenza più approfondita garantisse un esito migliore… 838689

Il Ballo in Maschera, anyone? Il tenore Riccardo è il governatore del Massachussets** , apprezzatissimo dai governati – ma, di fatto, talmente svagato e irresponsabile, che siamo costretti a chiederci quanta della sua popolarità si deva agli sforzi del suo assennato e vagamente ansioso braccio destro – il baritono Renato. Qui di giuramenti espliciti non ce ne sono, ma l’adorante e protettiva devozione di Renato è lampante, la maniera di consuetudine tra i due inequivocabile, e tutti sanno che Renato ha ripetutamente “versato il suo sangue” per Riccardo. Per cui, non so a voi – ma a me pare davvero brutto che Riccardo lo ricambi flirtando con la sua bella moglie… Ora, se l’adulterio vero e proprio si consumi è diventata negli ultimi anni una questione di regia – ma, anche quando il fattaccio non succede, è più per le reticenze del soprano e il tempismo dei cospiratori che per la decenza interiore del tenore… Hence, quando Renato scopre di essere stato tradito dalle due persone che ama di più al mondo, il passo da amico devoto a vendicatore furibondo è operisticamente breve. Per una volta è il tenore a soccombere alla rottura – ma è chiaro che il futuro del baritono non si prospetta per nulla lieto.

a1738f40a5e05bc25cee6d4fec0f68eeE non va molto meglio nemmeno agli amici d’infanzia – nemmeno quando non ci sono donne di mezzo. Il fatto che tra l’eponimo tenore Don Carlos e il baritono Rodrigo di Posa non ci siano padri assassinati, sorelle sedotte o mogli contese sembra promettere abbastanza bene. I due sono amici dalla più tenera età, e quando si giurano eterna amicizia nel secondo*** atto tutto ci fa pensare che non sia la prima volta. Il guaio è che Rodrigo s’illude di fare dell’instabile e molliccio Carlos un grande sovrano, ed è disposto a mentire e uccidere per questo – nonché a sacrificarsi drasticamente. Peccato che, quando Rodrigo resta fatalmente impigliato nelle sue stesse trame, a Carlo sembri bello gettar via qualunque vantaggio il suo amico gli abbia procurato facendosi uccidere – per nient’altro che il gusto di far sentire in colpa suo padre…

E non so, è probabile che, se davvero credeva che Carletto potesse regnare con magnanima efficacia, Rodrigo si sia meritato tutto quel che poteva capitargli – ma c’è motivo di pensare che nemmeno un certo grado di consapevolezza sia di grande aiuto in queste situazioni. Gunn Burden

Passiamo a Bizet e ai Pescatori di Perle: il tenore Nadir si ricongiunge al suo fraterno amico, il baritono (e capovillaggio) Zurga, proprio mentre arriva la semisacerdotessa Leila, deputata a pregare per la buona e sicura riuscita della pesca delle perle. E naturalmente entrambi i giovanotti sono attratti da lei – ma, nel rendersene conto, si giurano reciprocamente che mai, mai, mai permetteranno a una donna di separarli… E come no? Prima di subito, Nadir si precipita da Leila – la cui castità, badate bene, è essenziale al rito. Non del tutto incomprensibilmente, Zurga si sente doppiamente tradito, perché lui era davvero pronto a rinunciare a Leila per amicizia e per la sua responsabilità nei confronti dei pescatori. E nondimeno, dopo un po’ di baritonale furia, è disposto a sacrificare il villaggio e se stesso per salvare l’amico infedele e la men che irreprensibile Leila. Ora, il finale è stato rimaneggiato all’infinito – ma nessuno dubita che, accoltellato subito o condannato a morte poi, Zurga faccia una pessima fine mentre tenore&soprano se ne vanno verso il tramonto…

Impareranno mai i baritoni a non far troppo conto sui tenori? Di sicuro, noi pubblico abbiamo imparato che, quando all’opera due uomini si giurano amicizia fraterna e imperitura, la faccenda è destinata a finire nel sangue – di solito quello del baritono.

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* Nulla di più fulmineo, d’altra parte, dell’innamoramento di Calaf – che, più o meno due minuti dopo avere visto Turandot da lontano, decide che ha sofferto troppo per amore, e si lancia in una quest suicida per ottenere la mano della pericolosissima principessa… Se non altro, Don Alvaro ha salvato Don Carlo dalle conseguenze della sua imprudenza.

** And I have to wonder: non si poteva scegliere uno stato americano con un nome meno ostico (e potenzialmente meno buffo) per il melomane medio? Non mi risulta che la scelta abbia la minima ragione di plausibilità storica – e ammetto che Boston suona bene, ma… Massachussets! Salute!

*** O primo. Dipende. Lunga storia.

 

Giu 8, 2018 - libri, libri e libri    No Comments

Romantica Mondiale Sonzogno

BooksaL’estate s’avvicina, le scuole chiudono, e s’appropinqua quel periodo dell’anno in cui un tempo, quando ero più brava, facevo un post di consigli per le letture estive… Poi l’anno scorso ho smesso di essere brava – e invece ho postato una lista di titoli Mondadori degli anni Trenta, la collana Romanzi di Cappa e Spada.

Ebbene, quest’anno sono altrettanto poco brava, e vi propongo un’altra vetusta collana: la Romantica Mondiale Sonzogno… no, non sghignazzate: “romantica” qui non si usa nell’accezione di “sentimentale”, ma in quella più etimologica e anglosassone di “avventurosa e pittoresca”. E in effetti la RMS raccoglie un diluvio di titoli d’avventura e di cappa e spada, pubblicati secondo il sito della casa editrice “intorno al 1935 e poi ristampati negli anni Quaranta”. E poi evidentemente anche più tardi, visto che i 150 titoli qui sotto sono copiati* dalla sovraccoperta di una ristampa de La scala Vermiglia, di Alfredo Pitta, datata 1957.

Vedrete che alcuni titoli coincidono con quelli di Mondadori, ma la gamma è più vasta: si va da Leroux a Zane Grey, dalla Baronessa Orczy a Jack London – con un’abbondanza di Sabatini… e da uno Stevenson dichiaratamente “per fanciulli” come La Freccia Nera al Conrad più cupo e angosciante di Cuore di Tenebra.

Insomma, vedete un po’:

London, J. – Martin Eden

Sabatini R. – Il capitano Blood

Baronessa Orczy – Il trionfo della Primula Rossa

Curwood J.O. – Kazan

Zane Grey – Il Fiume Abbandonato

Sabatini R. – Lo sparviero del Mare

Stacpoole (De Vere) H. – L’isola delle perle

Conrad J. – Cuore di tenebra

Zane Grey – Nevada

London J. – Zanna Bianca

Sabatini R. – Scaramouche

Baronessa Orczy – Le avventure della Primula Rossa

London J. – Il richiamo della foresta

Zane Grey – Il retaggio del deserto

Curwood J.O. – La trappola d’oro

Pemberton M. – La nave dei diamanti

Baronessa Orczy – La vendetta di Sir Percy

London J. – Radiosa Aurora

Scotti Berni N. Il diabolico commediante

Leroux G. – Il castello nero

Sabatini R. – Il cigno nero

Pignatelli p. V. – L’ultimo dei moschettieri

Sabatini R. – Le fortune del Capitano Blood

Rider Haggard H. – Nada il giglio

Zane Grey – Betty Zane

Curwood J.O. – Il fiore del nord

Sabatini R. – La maschera veneziana

Williamson C. e A. – Il topo e il leone

Zane Grey – L’anima della frontiera

Sabatini R. – Cavalleria

Baronessa Orczy – L’uomo grigio

Conrad J. – Il negro del “Narciso”

Curwood J.O. – Nomadi del Nord

Leroux G. – Le strane nozze di Rouletabille

Sabatini R. – L’uomo e il destino

London J. – Il lupo dei mari

Pignatelli p. V. – Il dragone di Buonaparte

Rider Haggard H. – La donna eterna

Zane Grey – Sotto le stelle del West

Sabatini R. – I cancelli della morte

Sabatini R. – Le cronache del capitano Blood

Pignatelli p. V. – La lettera di Barras

Zane Grey – L’ultima pista

Pignatelli p. V. – Le tre vedette

Pignatelli p. V. – Florise

Sabatini R. – Bellarion

Stacpoole (De Vere) R. – La laguna azzurra

London J. – La valle della luna (Voll. I e II)

Pignatelli p. V. – Danican-Bey

Pignatelli p. V. – Il Ventesimo Dragoni

Zane Grey – La Valle delle sorprese

Sabatini R. – I pretendenti di Yvonne

Pignatelli p. V. – Sua Maestà Don Chisciotte

Pignatelli p. V. – Doña Luz

Curwood J.O. – Saetta

Curwood J. O. – Il paese di là

Pignatelli p. V. – Il corriere dello Zar

Pignatelli p. V. – La pattuglia segreta

London J. – Smoke Bellew

Zane Grey – L’oro del deserto

Pignatelli p. V. – G.M. 44

Sabatini R. – La pelle del leone

Curwood J.O. – Il coraggio di Marge O’Doone

Zane Grey – Carovane combattenti

London J. – L’ammutinamento dell’Elsinore

Conrad J. – Nostromo

Zane Grey – L’ultimo dei “Plainsmen”

Sabatini R. – L’estate di San Martino

Curwood J.O. – Il termine del fiume

Stacpoole (De Vere) H. – La spiaggia dei sogni

London J. – Il vagabondo delle stelle

Sabatini R. – Il vessillo del Toro

Conrad J. – L’agente segreto

Zane Grey – La selva del Tonto Rim

Sabatini R. – La giustizia del Duca

Curwoed J.O. – La valle degli uomini silenziosi

London J. – La figlia delle nevi

Sabatini R. – Il giocatore

Leroux G. – Il delitto di Rouletabille

Conrad J. – Vittoria

London J. – La legge della vita

Sabatini R. – Racconti turbolenti

Curwood J.O. – La foresta in fiamme

Baronessa Orczy – Il nido dello Sparviero

Blasco Ibañez V. – La Maja Nuda

Curwood J.O – L’ultima frontiera

Leroux G. – Rouletabille in Russia

London J. – Prima di Adamo

Pemberton M. – Il capitano Nero

Rider Haggard H. – Il ritorno di Ayesha

Sabatini R. – Amori ed Armi

Stacpoole (De Vere) – Satana

Zane Grey – Il Ranger del Texas

Sabatini R.  – I ribelli della Carolina (Voll. I e II)

Leroux G. – Sangue sulla Neva

Curwood J.O – Il figlo di Kazan

Zane Grey – Il Ponte dell’Arcobaleno

Sabatini R. – Maestro d’Armi (Voll. I e II)

Curwood J.O – I Cacciatori di lupi

Pitta A. – Santajusta

Bazin R. – Gingolph l’abbandonato

Curwood J.O – I cacciatori d’oro

Rider Haggard H. – Le miniere del Re Salomone

Sabatini R. – Le nozze di Corbal

Zane Grey – Il cavallo selvaggio

Stevenson R.L. – La freccia nera

Kipling R. – Il libro della Giungla (Voll. I e II)

Wallace E. – Sanders del fiume

Curwood J.O – L’avventura del capitano Plum

Wallace R. – Il popolo del fiume

Kipling R. – Il Naulahka

Sabatini R. – La vergogna del buffone

Wallace E. – Bosambo

Leroux G. – L’automa insangiunati

London J. – La peste scarlatta

Wallace E. – Quattrossa

Sabatini R. – Il santo ambigui

Stacpoole (De Vere) H. – La nave di corallo

Zane Grey – Wildfire

Baronessa Orczy – L’Aquila di bronzo

Leroux G. – I Mohicani di Babele

Birmingham G. – L’oro del galeone

Conan Doyle A. – Un mondo perduto

Sabatini R. – Il fiordaliso calpestato

Curwood J.O – Isobel

Aicard J. – Morino dei Mori

Leroux G. – Le Tenebrose

Pitta A. – La scala vermiglia

Curwood J.O – L’onore delle grandi nevi

Leroux G. – La macchina per uccidere

Sabatini R. – Il Cavaliere della Taverna

Mason A.E.W. – Le quattro piume

Conan Doyle A. – La Grande Ombra

Rider Aggard H. – La signora di Blossholme

Zane Grey – Arizona Ames

London J. – In paese lontano

Conrad J. – Lord Jim

Dupuy-Mazuel H. – Il giocatore di scacchi

Curwood J.O – La Valle dell’oro

Sabatini R. – La congiura di Scaramouche

Achard A. – Cappa e Spada

Achard A. – Il vello d’oro

Sienkiewicz E. – I cavalieri della Croce

Askew A. e C. – La Sulamita

Mereskovski D. – Pietro il Grande

Boothby G. – La figlia del Rosso

sonz-Orczy-SparvieroEcco – e dite la verità: non è una meraviglia? Voglio dire – non è precisamente una lista di consigli di letture**, ma in fondo, perché no? Vale sempre il discorso che ogni estate bisognerebbe leggere almeno un libro che abbia il gusto del make-believe di quando eravamo ragazzini – e se qua sopra non trovate almeno un titolo che vi faccia ritornare dodicenni, devo proprio chiedervelo: a che cosa mai giocavate a quell’età?! E poi c’è l’aspetto caccia al tesoro, perché tutto ciò ormai si trova soltanto sulle bancarelle – o magari in qualche biblioteca dai magazzini molto grandi o dal ricambio non troppo frenetico.

Anyway, se per caso leggete qualcosa di preso da qui, poi passate a raccontarmi com’è andata?

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* Uno per uno. Le cose che faccio per SEdS…! E nel copiare ho cercato di mantenere i quirks della lista, come l’occasionale refuso e l’uso erratico delle maiuscole.

** Anche se, a dire il vero, Sabatini ve lo consiglio caldamente – così come, se siete in vena di una bizzarria storico-fantascientifico-purpurea, Il Giocatore di Scacchi.

Giu 4, 2018 - teatro    No Comments

Stage-Lag

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I saggi al Teatrino D’Arco sono finiti. Il Festival del Teatro per Passione è archiviato… Le luci si sono spente, il sipario si è chiuso, il palcoscenico è vuoto.

Tutto è andato molto bene – tra saggi e festival si è spaziato dalla tragedia greca al teatro dell’assurdo, dal Medioevo francese all’esistenzialismo, dalla parodia dantesca alla Roma antica… e tutto ha funzionato: pubblico dopo pubblico a Mantova e a Ostiglia è stato catturato, trascinato e coinvolto.

Quindi, tutto bene. Tutto secondo i piani e anche meglio. Soddisfazioni, applausi, appuntamenti alla prossima…

Tutto bene, giusto?

Tutto molto, molto bene.

Solo che…

LagSolo che stamattina mi sono svegliata – e mi sono resa conto che, per la prima volta da molti mesi a questa parte, non c’è teatro all’orizzonte.

Niente debutti, niente prove, niente lezioni… niente.

E non ridete – oppure ridete pure, a ben pensarci, perché è buffo: la reazione è di lieve sconcerto. Lievissimo smarrimento. Un nonnulla di horror vacui. Quell’ombra di “E Adesso?” E so benissimo che, a settembre al più tardi, si riprende. E anche prima di allora, a ben pensarci, non è detto che non salti fuori qualcosa d’altro – perché tale è la natura delle cose. E per di più non è come se, nel frattempo, non avessi nulla da fare…

Ma per adesso, per oggi, per questa mattina, sono… steatrata. Stage-lagged.

Giu 1, 2018 - teatro    No Comments

Io Non Capisco la Gente… al D’Arco

Ed ecco, chiude la stagion de’ saggi – con gli allievi del Primo Anno impegnati in…

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Partiamo dal titolo “io non capisco la gente…” che ci introduce al teatro dell’assurdo, arricchito da alcune poesie futuriste. Il tema dell’incomunicabilità, dell’equivoco, del fraintendimento, dell’uso folle del linguaggio e delle parole sono i contenuti dei testi messi in scena dai giovani attori della scuola di teatro.

Lo spettacolo rappresenta uno studio sulla comicità, che ha molteplici aspetti, ma qui diventa l’espressione del teatro definito dell’Assurdo.

“Il teatro dell’Assurdo è una specie di mondo rovesciato. Tutto quel che ci entra dentro, si capovolge, come il salto di un pagliaccio. Dato che l’Assurdo è il tema filosofico di tutte le pièce, anche la filosofia si trasforma in materia per buffoni. Sono giullari questi autori, che prendono in giro il Re. Il Re, è il teatro. La definizione Teatro dell’Assurdo è stata inventata per attenuare ipocritamente il peso dell’assurdità di vivere, etichettandola come fosse uno stile¦ Perché è un peso ben difficile da portare, se lo si prende sul serio. Qualcuno (credo fosse Camus) ha detto: l’assurdo ha senso solo se gli si nega consenso.
Ed ecco che questi giovani attori prendono sul serio questo tipo di teatro ma sorridono sotto i baffi e vogliono che il pubblico lo faccia con loro.”

Gli interpreti sono Eleonora Bertola, Marco Federici, Nadia Golinelli, Giampiero Marra, Daniela Modena, Penelope Molinari, Chiara Monaco, Sofia Pasotto, Debora Pedrazzini, Diva Paola Polidori, Stefania Roversi, Vanna Zumella, Pierdomenico Turi, Gian Marco Macina e Vittoria Di Gennaro.

Vi aspettiamo sabato 2 alle ore 21 e domenica 3 alle ore 17.

Informazioni e prenotazioni, come di consueto, al numero 0376 325363 (via telefono o fax) oppure via mail all’indirizzo biglietteria@teatro-campogallian.it. La biglietteria è aperta dal mercoledì al sabato, tra le 17 e le 18.30.

Mag 30, 2018 - teatro    No Comments

Festival del Teatro per Passione a Ostiglia

Debutta a Ostiglia il Festival del Teatro per Passione – Arte Viva, organizzato dal gruppo teatrale Hic Sunt Histriones in collaborazione con l’amministrazione comunale.

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Il Festival, voluto dalla compagnia ostigliese per celebrare i dieci anni compiuti a marzo, punta a diventare un appuntamento annuale alla scoperta del ricco panorama del teatro amatoriale italiano.

Tra le infinite ricchezze culturali e artistiche d’Italia esiste un fitto, vivacissimo tessuto di compagnie amatoriali che, nelle metropoli come nei piccoli borghi, praticano il teatro con tenacia appassionata, rappresentando classici, repertorio e nuova scrittura.

Il Festival del Teatro Per Passione – Arte Viva nasce per esplorare questo teatro vivo, fresco e coraggioso. Per creare una rete di contatti, di scambi e di stimoli. Per intrecciare un dialogo artistico e umano tra esperienze diverse, tra la perpetuazione di tradizioni antiche e la sperimentazione più audace. Per valorizzare un patrimonio di arte, cultura, conoscenza, entusiasmo…

C’è vita sui piccoli palcoscenici d’Italia – e Hic Sunt Histriones vuole raccontarla.

Vi aspettiamo!

Informazioni e contatti sulla pagina FB di HSH, oppure via mail a histriones.ostiglia@gmail.com

Mag 28, 2018 - libri, libri e libri    2 Comments

Presentazioni – una Guida Ragionata (Parte II)

BookLSi era parlato qualche giorno fa della Legge di Murphy applicata alle presentazioni di libri – dal punto di vista dell’autore del libro. Se n’era parlato per S., reduce dalla presentazione del suo primo libro… Yes, well – forse sarebbe stato meglio parlarne prima della presentazione – but still.

Poi salta fuori che S. si è convinta di essere un’autrice difficile da presentare, a causa di un’innocua e minuscola modifica alla scaletta… Oh, S. – no, credimi: gli autori difficili sono davvero, davvero un’altra cosa! La tua presentazione è stata liscia e gradevolissima da farsi. Alla tua presentazione è andato tutto bene. Sono ben altri gli inconvenienti veri per chi non ha il suo libro sul tavolo – e nessuno di essi, o S. si è prodotto alla tua presentazione!

Cominciamo dicendo questo: posto che proiettori, readers e gente stramba nel pubblico sono gioie da dividersi equamente tra autore e relatore, ci sono quelle tachicardie e quei travasi di bile che sono appannaggio esclusivo del secondo.

panels-clipart-panel-discussion-4C’è, in primo luogo, l’introduttore occasionale o istituzionale. Può essere il presidente dell’associazione culturale che organizza l’evento, può essere un altro scrittore amico del protagonista della serata, può essere il locale assessore alla cultura. In genere questo personaggio esordisce con “sarò breve” – e allora è il caso di preoccuparsi – dopodiché può lanciarsi in una serie di terrificanti attività. Può lasciarsi prendere la mano e prodursi in voli pindarici su argomenti variamente connessi con il libro sul tavolo – da aneddoti sull’infanzia dell’autore ai programmi dell’associazione fino al dicembre del 2019 – mentre i suoi due minuti si dilatano in una mezz’oretta. Col tempo s’impara ad inserirsi fermamente nel primo scampolo di pausa utile, ringraziare, sottrarre il microfono e passare oltre. D’altra parte, è ancora peggio quando l’introduttore, preso da entusiasmo, fa qualche affermazione notevolmente sbagliata sul libro o sull’autore, che poi starà a voi correggere con diplomatico garbo, se proprio non è possibile glissarci sopra. O ancora, potrebbe dire buona parte di quello che avevate intenzione di dire voi – nel qual caso potrete fare una di due cose: esordire dicendo che vi hanno bruciato molto terreno e poi girarci attorno, oppure girarci attorno senza spiegazioni. Oddìo, potreste anche ripetere imperterriti quello che è stato già detto, sperando di essere più originali, più brillanti e più memorabili, ma non è una strategia che mi senta di consigliare.

HwkPoi  c’è l’Esperto. L’Esperto voi non lo conoscete bene, è stato invitato dagli organizzatori perché sembrava una buona idea, perché ha scritto anche lui (ma non un romanzo) sullo stesso argomento, o per qualche altra ragione consimile. L’Esperto arriva salutando a mala pena, riserva un particolare gelo all’autore e guarda molto male anche voi. L’Esperto siede con aria di falchetto maldisposto mentre voi introducete l’argomento, presentate lui e l’autore e poi gli date la parola. L’Esperto prende fiato e, con un lucchicio famelico negli occhi, si getta sul romanzo e lo fa metaforicamente a pezzettini molto piccoli. Voi lo guardate inorriditi, scambiate occhiate piene di pathos con il presidente/assessore/organizzatore, sorvegliate con ansia la montante crisi isterica dell’autore. Quando finalmente si ferma, satollo di strage e compiaciuto, voi cercate di smussare la situazione parlando della vivacità del dibattito, del fascino degli argomenti controversi, delle meraviglie della licenza artistica – il tutto inalberando il vostro miglior sorriso e guardando negli occhi a turno tutti gli spettatori visibili. Forse riuscirete a ipnotizzarli nella convinzione che non sia successo nulla di spiacevole. Intanto, non trascurate di rivolgere una piccola prece al Cielo, perché rafforzi i nervi e il sense of humor dell’autore.

AuthorGià, perché c’è anche l’autore. L’autore, pensate voi, dovrebbe essere l’ultimo dei problemi, giusto? Voi siete lì per parlare bene del suo libro, per stimolare un’interessante discussione in proposito, per contenere l’esuberanza dell’introduttore, dell’esperto e del pubblico. L’autore dovrebbe essere solidale e grato, giusto? E quindi abbassate la guardia e, quando l’autore scorre con gli occhi la scaletta che avete concordato e vi chiede se può fare lui il reading al vostro posto, voi dite che sì, certo… “magari ci alterniamo”. Lui/Lei sorride con aria che, ripensandoci a presentazione passata, vi parrà molto meno innocente di quanto sembri al momento. Avrete modo di rimpiangerlo quando, invece del paragrafo concordato, l’autore andrà avanti a leggere due pagine intere, mentre il pubblico comincia ad agitarsi sulle sedie. Per la prima volta fate finta di nulla – pensate persino a un piccolo equivoco. “E adesso, vuoi leggerci questo paragrafo, X?” specificate al momento della seconda lettura, e indicate per bene con il dito. Ma X sfora di nuovo, ed appare chiaro: l’autore ha una sua agenda – che non è quella concordata. A questo punto, non resta che riprendere in mano la situazione. Senza parere, a lettura terminata, spostate scaletta e libro fuori dalla portata dell’autore e, alla lettura successiva, annunciate la vostra intenzione di leggere un paragrafo che vi ha colpiti particolarmente. Procedete così, fermi e sorridenti, fino alla fine. C’è anche un’eventualità peggiore: che l’autore si risenta di qualche domanda o qualche argomento, e allora c’è poco da fare. È una di quelle situazioni-mentadent in cui programmare le domande in precedenza aiuta – bilanciate il vostro gusto per la spontaneità dell’intervista con il caso di sgradevolezze, considerando che mettere pubblicamente alla griglia un autore non diventerà mai una disciplina olimpica.

E con questo siamo ben lungi dall’avere esaurito le possibilità d’incidente. Considerate questo post come uno di quei cartelli stradali “pericolo cervi – 3 km”: non significa che per tre km possano capitare solo cervi, ma almeno si sa di dover stare attenti ai cervi in particolare.

Mag 25, 2018 - teatro    No Comments

Le Colpe dei Padri al D’Arco

Continua la stagione dei saggi della Scuola di Teatro Campogalliani – e, dopo la fantasia scolastico-dantesca del Corso Ragazzi, adesso tocca al II Anno con…

Colpe dei Padri

 

L’atmosfera è decisamente cambiata, vero? Questa volta si parla di tragedia greca, di…

Padri e figli e dei, fato e libero arbitrio… attorno a una manciata di personaggi tragici e ai loro conflitti, gli allievi del Secondo Anno hanno costruito un testo che s’interroga su temi antichi e sempre attuali. Da Edipo a Giasone, da Agamennone a Creonte, qual è il prezzo per chi non sà ascoltare?
Già venticinque secoli orsono i grandi autori dell’antica Grecia raccontavano l’incapacità di comunicare tra generazioni; ne Le Colpe dei Padri, un Coro moderno dà voce a dubbi e domande – esplorando ciò che cambia e ciò che non cambia attraverso i millenni.

E sì: gli allievi hanno costruito il testo. Perché il fatto è che adesso tra le materie del secondo anno c’è anche la scrittura teatrale – per offrire un panorama sempre più completo delle arti che convergono in ciò che si vede in scena, ma anche nella convinzione che studiare i principi che governano la scrittura renda lettori più consapevoli – cosa fondamentale nel lavoro del regista e dell’attore.

Il corso prevede una parte pratica, naturalmente, e il progetto di quest’anno consisteva nella scrittura collaborativa di parte del testo: una cornice per i brani tragici che abbiamo scelto, incentrati sul rapporto padri-figli. La scelta non poteva non cadere sul device principe del teatro greco: il Coro – e così il Secondo Anno ha collaborativamente scritto un coro moderno che non solo lega narrativamente le varie vicende, ma fa da ponte attraverso venticinque secoli, dando voce alle nostre domande moderne di fronte a certe questioni universali, alle scelte, alla mentalità di questi antenati così distanti…

In un certo senso, è un’altra faccenda tra padri e figli – seppur lontani e ideali, non trovate? Se v’incuriosisce vedere che cosa abbiamo fatto di tutto ciò, andiamo in scena sabato 26 alle ore 21 e domenica 27 alle ore 17.

Gli interpreti sono Francesca Cogna, Anna Contesini, Paolo Di Mauro, Alessia Ferro, Costanza Fontana, Ramona Laconi, Rossella Mattioli, Beatrice Ruggerini, Marco Sissa, Roberta Tognoli e Monica Zanardi Lamberti – con le voci di Diego Fusari e Mario Zolin.

Vi aspettiamo!

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Informazioni e prenotazioni, come di consueto, al numero 0376 325363 (via telefono o fax) oppure via mail all’indirizzo biglietteria@teatro-campogallian.it. La biglietteria è aperta dal mercoledì al sabato, tra le 17 e le 18.30.

Mag 23, 2018 - pennivendolerie    No Comments

Presentazioni: Una Guida Ragionata

BookLaunchSi parlava di recente di presentazioni – e dicevo che presentare libri è una di quelle attività regolate da una versione specifica della Legge di Murphy: certe cose tendono ad accadere e basta, e quindi tanto vale prepararcisi.

1) Se c’è un proiettore, non è affatto detto che funzioni. Avrete la vostra presentazione powerpoint, con tutte le belle, significative immagini che avrete impiegato ore a raccogliere, scaricare, mettere in ordine, fornire di didascalia… ma il proiettore non vorrà saperne. Oppure il computer collegato al proiettore non vorrà saperne. Oppure non ci sarà il computer a cui collegare il proiettore. Oppure non ci sarà il proiettore. Oppure ci saranno entrambi, ma il proiettore soffrirà di una rara malattia congenita in base alla quale va in stand-by ogni volta che viene lasciato a se stesso per più di un minuto e mezzo, e poi richiede complessi riti tribali per riprendere a funzionare. Per cui, predisponete le vostre immagini, ma siate preparati a farne senza.

2) Se c’è un proiettore che non funziona, è del tutto possibile che qualcuno si faccia venire le convulsioni alla prospettiva di una presentazione senza immagini. L’organizzatore/trice, oppure chi vi deve intervistare, insisterà disperatamente perché si provi a rimettere in funzione l’arnese defunto, e farà ritardare l’inizio, facendo innervosire da matti l’altro/a relatore/trice. Per non parlare del pubblico in sala. A questo punto potrà succedere qualche tipo di miracolo, oppure no, ma intanto comincerete in ritardo.

schedule3) Se non avete concordato una scaletta, non stupitevi se qualcuno all’ultimo minuto se ne salta fuori con un incrocio tra il ruolino delle grandi manovre estive e una visita di stato dell’Imperatore del Giappone. “Poi tu accenni alla tua formazione letteraria, ma ti fermi prima di parlare degli anni dell’Università, perché lì inseriamo il pezzo al flauto traverso, una domanda sugli autori inglesi che più ti hanno influenzata, il filmato e poi il relatore introduce, e poi tu potresti dire, e poi gli attori partono col reading…” Sorridete, contate sul fatto che qualcuno vi rivolgerà le domande giuste al momento giusto, e non opponetevi se non in casi estremi: di sicuro c’è già abbastanza confusione così com’è. La vera preoccupazione sono i tempi – ma vuol dire che la prossima volta, concorderete preventivamente una scaletta sensata in pochi – pochissimi punti.

4) Se avete concordato una scaletta, d’altro canto, è altamente probabile che qualcuno non la rispetti, prendendo iniziative dell’ultimo momento, divagando selvaggiamente, dimenticando del tutto qualcosa di vitale e, in generale, gettando nel panico voi, l’altro relatore, gli attori e/o musicisti e, occasionalmente, il pubblico. Considerate poi la completa serendipità di casi&accidenti come relatori influenzati, cellulari che squillano, gente bizzarra tra il pubblico… Reagite con sense of humour, o almeno fingete; piangerete più tardi a casa.

5) Se il relatore vi conosce dall’infanzia, non è improbabile che si lasci trascinare dall’affetto e ne approfitti, tirando fuori a tradimento domande (o affermazioni) che vi metteranno in orribile imbarazzo, o che vi faranno commuovere nel momento meno adatto. Oppure, potrebbe punzecchiarvi per tutto il tempo in un modo che è moneta corrente tra voi da quando avevate cinque anni, ma sconcerta un nonnulla il pubblico. Chiarite prima che, se si azzarda a fare qualcosa di simile, vi farete un braccialetto con i suoi molari.

6) Se credete che la probabilità di errori con il vostro cognome e/o il titolo del libro sia proporzionale alla quantità di sillabe, può darsi che abbiate ragione. Tuttavia, anche se vi chiamate Nina Bo e avete scritto Eco, preparatevi alla definita possibilità che qualche anziana signora vi complimenti calorosamente per il libro di qualcun altro, o che il vostro amato titolo compaia sulla stampa locale in forme eterodosse.

7) Se c’è qualcuno che vi fa il reading, discutete prima ogni singolo nome proprio – di luogo e di persona – ogni singolo vocabolo specialistico, ogni singolo accento inconsueto. Non date nulla per scontato e poi preparatevi all’idea che qualcosa vada storto da questo punto di vista. E non perché il vostro reader non sappia il suo mestiere o sia approssimativo, ma perché questo è uno dei tanti modi in cui il Fato Imperscrutabile maltratta gli scrittori. Sort of.

8) Se vi si presenta insieme a qualche altro autore, non sempre capirete in base a quale criterio vi abbiano accostati. Considerate che anche gli organizzatori a volte perdono il sonno su dilemmi come: meglio due autori dello stesso genere che poi magari si fanno a pezzettini, o meglio due autori del tutto eterogenei, che non c’entrano troppo l’uno con l’altro, ma presumibilmente non si accapiglieranno? Resta il fatto che l’accostamento tra due o più autori può essere molto stimolante o molto truculento: salvo precedenti accertati, è difficile prevedere quale dei due. In linea generale, meglio andare senza preconcetti, intenzionati ad essere cordiali, ma non impreparati alla battaglia.AudQuest

9) Se c’è lo spazio per le domande del pubblico, siate preparati tanto al silenzio di tomba* quanto alle evenienze più bizzarre. Qualcuno rapsodizzerà per cinque minuti pieni senza che capiate di preciso qual è la domanda; qualcuno accennerà vagamente a voi per poi passare a parlare di sé; qualcuno vi farà domande intelligenti e acute, alle quali è una gioia rispondere; qualcuno vi accuserà con molto vigore di avere calunniato il vostro arcimalvagio tardorinascimentale e di essere, per questo, scrittori poco seri; qualcuno vi chiederà quanto c’è del vostro vissuto personale in quello che scrivete; qualcuno domanderà qualcosa che vi parrà di avere già spiegato diffusamente nel corso della presentazione – o in risposta alla domanda precedente… Col tempo svilupperete una serie di risposte standard per le emergenze, e una certa destrezza nel ricondurre il discorso verso una carreggiata qualsiasi, ma non illudetevi: qualcuno riuscirà sempre a lasciarvi interdetti.

10) Se alla fine firmate le copie vendute, chiedete sempre a chi dovete dedicare. Sempre. Anche se credete proprio di ricordarvi chi è la persona che avete davanti. Soprattutto se credete di ricordarvene. È brutto abbastanza fare una gaffe a voce, e credetemi: non volete farla per iscritto sulla copia del vostro libro che la vittima ha appena comprato.

Ecco qui. Non è tutto quello che può succedere, ovviamente, perché non c’è limite a quello che il Cosmo può decidere di scaraventare nella vostra direzione mentre presentate un libro, ma queste sono alcune evenienze più comuni di altre. Mi pare che mi sarebbe piaciuto sapere di dovermele aspettare, quando ho iniziato a presentare libri. Non avrei potuto fare nulla per evitarle, si capisce, ma almeno mi sarei risparmiata qualche episodio di tachicardia acuta.

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* E, per il caso, non è una cattiva idea prendere accordi per una domanda qualsiasi con un complice seduto in platea. Non è necessariamente detto, ma è frequente che il pubblico aspetti soltanto un apripista…

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