Browsing "angurie"
Lug 6, 2014 - angurie, musica    No Comments

Matemusica

Questo, questo… questo è assolutamente delizioso!

Matematica a cappella – da vedersi… ♫ E buona domenica.

Giu 17, 2014 - angurie, Ossessioni    9 Comments

Piccolo Bollettino Onirico

E così questa notte ho sognato questa gente elisabettiana che scappava scavalcando il muro del mio frutteto.

Non so da che cosa scappassero – non da me, credo, perché poi ero nel viottolo esterno a dare una mano a quello vestito di verde cui era caduto addosso un cavallo.

Ma non doveva essersi fatto terribilmente male, perché poi è corso via con gli altri, cercando di perdersi nel corso cittadino che in realtà non è affatto alla fine del viottolo…

E quando hanno preso delle motorette per continuare la fuga, io li ho inseguiti gridando “Non potete! È un anacronismo!”

Quindi, forse, dopo tutto era da me che scappavano.

Essì, lo so, lo so…

Mag 2, 2014 - angurie, blog life    2 Comments

Non Granché

Nothing Much To Say low resConfessione: non ho granché da dire.

Voi leggete questa mattina, ma in realtà io questa mattina sono a teatro – o sto per andarci, per cui ho scritto ieri sera e programmato il post.

O meglio, sono rimasta lungamente seduta, a tarda notte, a fissare l’editor di WordPress, domandandomi: e adesso che cosa scrivo?

E a non trovare nessuna risposta che sembrasse anche solo vagamente interessante.

Così ho pensato che ci conosciamo da… quanto? Quasi cinque anni, o Lettori? E forse per una volta, per una volta, potevo confessare di non sapere troppo bene che cosa scrivere. Potevo ammettere che tenere un blog è un sacco di lavoro, e che non sempre le buone idee vi saltano addosso come canguri colmi di zelo, e ci sono sere in cui torno da teatro (o dalla biblioteca, o dal corso, o dalla conferenza) che sembro cotta a vapore con contorno di fagiolini verdi.* Che ci sono mattine in cui il sonno mi obnubila e ottunde tanto da non riuscire a battere una parola di tre sillabe senza fare quattro typos.

Solo che di solito stringo i denti, mi faccio venire in mente qualcosa e scrivo lo stesso.

Ieri sera no – e dubitavo che questa mattina sarei stata più brillante – così ho barato. E ho scritto un non-post spiegando come non avessi l’energia di sfregare insieme due neuroni e cavarne un post. Che è come farvi aprire una scatola vuota.

Sorry.

Davvero.

E sì, gli scrittori sono gente pessima, capace di annodarsi per iscritto – due volte e con il fiocco. E i blogger non sono affatto meglio.

Abbiate pazienza, va’… Domenica musica, e lunedì si torna alla normalità. Promesso.

___________________________________________________

* E non so voi, ma me i fagiolini verdi non piacciono nemmeno un po’…

Apr 6, 2014 - angurie, musica    No Comments

Parigi! ♫

Un po’ perché mi piace tanto Noël Coward, e un po’ (tanto) perché, mentre leggete qui, la vostra affezionatissima Clarina sta gaiamente trotterellando per Parigi…

Et bonne dimanche à tous!

Enhanced by Zemanta
Feb 21, 2014 - angurie    No Comments

Vocali

Rimbaud_Voyelles_caricatureRimbaud è saltato fuori martedì sera, durante la prima lezione di Gente Nei Guai II. Parlavamo d’immagini, di colori, di sinestesia – e dell’uso che se ne può fare scrivendo.

E allora ho cacciato tra gli esercizi Voyelles, con l’ordine (molto categorico) di cercare per ciascuna vocale un colore – e un’immagine. Sono saltate fuori cose interessanti: O blu come aperture di tubi da cui scorre il colore, O rosse come gocce di sangue, I rosse e pungenti, I gialle e taglienti, U viola profondo, U marroni e U color fucsia, I verdi, I bianche per gelo…

È stato interessante vedere la differenza tra gente uditiva e gente visiva, persone sinestetiche per natura e persone prese di sorpresa, associazioni per suono, associazioni per forma, associazioni istintive e inspiegate, corrispondenze ed eccezioni… A parte tutto il resto, l’esercizio ha rotto il ghiaccio, sciolto l’atmosfera, stimolato la discussione, e si è dimostrato rivelatore e istruttivo.

Io non ho giocato – se non per un paio di esempi, anche perché per me l’esercizio non sarebbe stato particolarmente impromptu. Tanto vale che racconti adesso che Voyelles mi ha sempre affascinata e, incontrandola mentre studiavo letteratura francese al Liceo, ho scoperto la mia propensione alla sinestesia. Ma questo è nulla. La cosa grave è che, a sedici anni, ne scrissi una mia versione – un sonetto bruttarello che non leggerete, né qui né altrove, né ora né mai. Però vi dico le mie associazioni.

La mia A è bianca per vele latine, cumulonembi, lenzuola stese al sole e la generale apertura e luminosità del suono. Voyelles

La E è verde, più chiara fin verso l’azzurro quando è aperta, e tanto più scura quanto più è chiusa.

La I è nera. Dorsi di rondine, principalmente. Ma anche note musicali e ferro battuto.

La O è gialla. Color limone quando è aperta, e su su, verso l’oro e l’arancione mano a mano che si chiude. Però all’opera un acuto in O è senz’altro rosso.

E la U è bruna – dal cioccolato al latte al caffè.

Pensandoci, mi rendo conto che si tratta principalmente di suono – una faccenda diversa, per esempio, dalla E di Rimbaud, bianca per via dell’emiro col turbante che illustrava la vocale sul suo abecedario di bambino.

E voi? Di che colore sono le vostre vocali? E perché?

E lo so che i dannati commenti non funzionano – ma scrivetemi al consueto indirizzo laclarina@gmail.com, e infilerò qua sotto – o magari ne parleremo in un altro post.

 

 

 

Enhanced by Zemanta

Mooligrubs

Mooligrubs è una favolosa parola che ho scoperto sfogliando un libro per fanciulli di Alison Uttley, una cosa chiamata A Traveler in Time, a proposito di una ragazzina degli anni Trenta del Novecento che, più o meno per sbaglio, si ritrova in età elisabettiana… er, sì.

Ma dicevo, mooligrubs.

Dev’essere dialettale, e significa broncio, paturnie, malinconie, malumori e, per estensione, mal di pancia. Non è deliziosamente espressivo? Ed è anche soddisfacente da masticare quando le paturnie in questione ci sono. Quando non si riesce a liberarsi dell’impressione che lo schema generale delle cose comprenda una deliberata intenzione di travolgerci e seppellirci… Ecco, sì – ma non badate a me.

Ho i mooligrubs.

SadSnoopy

O meglio, non badate all’attacco di mooligrubs, ma badatemi quando vi ricordo che:

I. Questa sera riparte Ad Alta Voce, con letture sul tema “L’Appetito Vien Mangiando”.  Alle 21 presso la biblioteca Zamboni di Roncoferraro.

II.  Domani sera bagolo di Shakespeare, Marlowe e cose elisabettiane in genere – a partire dall 20.45, alla Sala Civica di Levata di Curtatone. E se siete stati indotti a pensare che la chiacchierata sia questa sera, non fidatevi. È proprio domani.

Se siete da queste parti, nell’una o nell’altra occasione, perché non fate un salto?

Giuro che per allora mi sarò fatta passare tutte le paturnie.

Gen 3, 2014 - angurie    No Comments

Buoni Propositi

Anno nuovo, vita nuova? Mai creduto troppo, per essere sinceri.

I buoni propositi, però, sono tutt’altra cosa. Un anno fa, o giù di lì, mi ero proposta di 1) scrivere di più; 2) cogliere tutte le occasioni al volo; c) procrastinare di meno. E devo dire che per scrivere, ho scritto. Non quanto avrei voluto (si scrive mai quanto si vorrebbe?) ed è vero che ho piantato un romanzo a metà, ma in fatto di teatro ho combinato abbastanza. Occasioni… mah. Si direbbe che non sia bravissimissima in questo. Non so nemmeno io perché… a volte faccio cose stupide ai limiti dell’autosabotaggio – qualcuno di voi forse ricorderà le scadenze lasciate scivolare per vaghezza pura e semplice e le successive crisi. E potrei riformulare il proposito, ma davvero non so quanto conterebbe. E la procrastinazione? Credo di poter dire che qualche miglioramento c’è stato. Ho arginato un pochino Pinterest, se non altro, e di sicuro ho scritto quasi tutti i giorni. La settimana di scrittura marittima è stata la dimostrazione del fatto che scrivere dalla mattina alla sera è possibile – anche se forse non a casa – ma senza arrivare a questo, credo di poter proseguire sulla strada.

Per cui, fine del bilancio, inizio propositi per il Quattordici.

Anzi, no. Prima mettiamo in chiaro un po’ d’intenzioni – che propositi non sono, perché non c’è bisogno di proporseli: scrivere, ça va sans dire, teatro e narrativa, magari riprendendo in mano i fantasmi abbandonati. E l’anno shakespeariano/marloviano – di cui, preparatevi, vedrete parecchio. E farmi rappresentare ancora, a costo di mentire, rubare, truffare e uccidere. Er… well, non proprio – ma avete capito che cosa intendo.

E adesso i propositi.

1) Voglio navigare in modo più deliberato. Il mio problema è che non guardo abbastanza avanti, credo. Navigo a vista – e questo non va bene, o va bene soltanto per il piccolo cabotaggio. Attraversare oceani richiede una direzione precisa, ed è quello che intenderei fare quest’anno.

2) I blog, accidenti. I blog. Perché adesso sono due, e tutti e due bisognosi di lavoro. SEdS… be’, lo vedete ogni giorno: fa acqua da tutte le parti, e bisogna trovargli una casa definitiva. E Scribblings richiede tenere cure. Dovrò pensarci su, prendere decisioni, lavorarci parecchio.

3) Procrastinare meno. E questo è l’unico che riprendo dall’anno scorso, perché ci sono stati progressi, ma posso fare di meglio. Posto che un po’ di procrastinazione è congenita, e che poche cose stimolano l’ingegno come una scadenza incombente, devo pur tenere conto del fatto che quando arrivo a sera senza aver combinato quel che mi ripromettevo divento pessima compagnia per il prossimo e per me stessa. Per cui, non foss’altro che per la pace generale…

Ecco. Tre. Non dico che ci lavorerò proprio da domani, perché mi sto prendendo qualche giorno di vacanza e di lettura – ma quanto prima. Ne riparliamo tra un anno.

E voi? Che cosa vi aspettate da voi stessi per quest’anno nuovo?

 

 

 

Nov 28, 2013 - angurie    2 Comments

Piccolo Bollettino Medico

Che poi non è influenza propriamente detta, ma in qualche modo sono riuscita a raccattare un’eclettica e simpaticissima collezione di magagnette e malannucci – cento piccoli fastidi che tutti insieme non fanno un’influenza…

E mi piacerebbe dire che ne approfitto per scrivere, ma credo di avervi già detto, nel corso degli anni, che bastano due linee di febbre a rendermi singolarmente ottusa. E quindi nei momenti migliori mi dedico un po’ alla revisione, in quelli così così leggo, e alla peggio fisso stupidamente i ghirigori liberty sul soffitto.

Ecco. Per dire che in questi giorni non vale la pena di aspettarsi nulla di troppo brillante da parte mia…

Pagine:«12345678»