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Donne Con La Penna

DcP8III2015Ebbene sì, l’otto di marzo.

Immaginate un delizioso ristorantino/gastronomia/streetfood nuovo di zecca: il sogno di due sorelle molto in gamba, diventato realtà a forza di coraggio e testardaggine.

Aggiungete una trentina di donne, una squisita cena a buffet e qualcuno che bagola di gioie e dolori della scrittura al femminile.

Ecco, il posto è Casa Rizzoli a Ca’Vecchia di Sustinente, capitanato da Ilaria&Elena. Il qualcuno che bagola sono io – e racconto una storia lunga di secoli, tra vecchie conoscenze e nuovi nomi, frustrazioni, grandi amori, pseudonimi, pubblicazioni avventurose, fame tradite, segreti, ingiustizie e successi strepitosi… E a voi, o Lettrici, non piacerebbe proprio per niente fare parte della trentina?

Se sì, affrettatevi, perché i posti non sono tantissimi. Prenotate entro sabato alle 13.oo al numero 0386 43341 – e ci vediamo a Casa Rizzoli!

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Qui trovate l’evento FB con orari, particolari e mappa e questo è il volantino da scaricare in formato PDF.

Feb 23, 2015 - angurie    2 Comments

Cervicalissimevolmente

la Clarina (tentando goffamente di massaggiarsi il collo annodato) – Feu… Feu… Toi… Toi…giraffe_set_art_impressions_zoo_crew_cling_stempel

Famiglia – Ma… Clarina! Lo sai che è lunedì?

la Clarina (dolente) – Ah sì?

Famiglia – Sì.

la Clarina – Ah.

Famiglia – Non hai postato?

la Clarina (vaga) – Feu… Postato?

Famiglia – Su SEdS!

la Clarina (vaghissima) – Oh… No. Toi.

Famiglia – Stai proprio male, eh?

la Clarina – Toi. Toi. Feu.

Famiglia – Sarà meglio che tu ti faccia viva. Che dia un cenno di vita. Che faccia sapere ai Lettori che non sei rimasta chiusa nel XVI Secolo. O no?

la Clarina – …

Famiglia – Clarina!

la Clarina (si sveglia di soprassalto) – Eh? Cosa? Come? – (fa un movimento inconsulto che, in qualche modo, potrebbe essere interpretato come qualcosa che coinvolge remotamente il collo) – Toi! Toi! Toi!

Famiglia – Oh, santi numi del deserto! Ma dormivi?

la Clarina (bleary-eyed) – Non è del tutto impossibile. Non ho chiuso occhio, questa notte… Feu.

Famiglia – Oh povera stella. Still, non farai meglio a…

la Clarina – Oh. Giusto. SEdS. Adesso. Subito. Mi metti su un’altra tazza di tè, per quando torno?

Mentre la famiglia si mette in moto, la Clarina barcolla fino allo studio, accende il computer, apre myBlog e, sempre mormorando tra sé espressioni di sofferenza tratte dai tragediografi della Grecia classica, imposta un nuovo post…

la Clarina – Lettori? Sono qui. Più o meno. Toi.

E dato il suo segno di vita, la Clarina se ne torna in cerca di tè, e di un punto d’appoggio per il suo collo annodato.

Sipario.

Ago 13, 2014 - angurie, Poesia    3 Comments

Fulgea Chiara E Queta

moon-is-tonightE fulgea sì, santo cielo – tanto chiara e tanto enorme che catturare stelle cadenti è stato un po’ complicato… così quest’anno, sdraiati a naso in su nella speranza di vedere qualche perseide più luminosa delle altre, è parso bello e naturale mettersi ad elencare lune di carta e d’inchiostro.

E la messe di stelle è stata limitata, ma si è costatato che di luna in letteratura ce n’è davvero tanta…

A cominciare dall’ovvio, la luna del Pastore Errante, e la bella luna di Saffo che fa impallidire le stelle – come pure quella del Magnifico Lorenzo, che dà il titolo al post.

E poi ho provato con un po’ di lune in prosa, come il truciolo d’oro di Conrad, il Voyage dans la Lune di Cyrano de Bergerac, il Verne di Dalla Terra alla Luna, e la Luna e Sei Soldi di WS Maugham, e la Luna e i Falò di Pavese, e Chiardiluna per fanciulli, e il Ciaula pirandelliano che scopre la luna, e gli elefanti di Kipling che danzano sotto la luna…

Ma è chiaro che a farla da padrona in proposito è la poesia. Astolfo sulla Luna, la Luna distante dal Mare di Emily Dickinson, e la graziosa luna di Leopardi, e le meravigliose immagini di Garcia Lorca, con la sua luna da cui si beve, o che deve scappare prima i gitani facciano collane e bracciali con il suo cuore bianco. E poi la luna che sempre sale e mai si ferma di Coleridge, e Shelley e Christina Rossetti che si chiedono separatamente se la luna sia pallida di stanchezza, e la luna triste e languida di Baudelaire, che piange sulla terra lacrime d’opale, e la rana d’oro del cielo di Esenin, e la luna rossa di Quasimodo, e quell’altra luna leopardiana che nella notte chiara e senza vento posa queta sovra i tetti e sovra gli orti, e la luna incapace di dubitare di Blake, e la gatta di Yeats che danza sotto la luna, e la luna monocroma e curva d’imperturbabile serenità (credo) di Thomas Hardy…Moon-moon-22762198-1024-768

E a questo punto era abbondantemente ora di cambiare mood – e quindi la luna scema di Beckett che dà sempre il posteriore, e la filastrocca con la mucca che salta sulla luna, e la testa mozza e squallida nel libretto della Turandot…

Il che è servito per una deviazione musicale – perché anche le canzoni non scherzano: la luna rossa, la verde luna, the blue moon,the pink moon, the silver moon, the black moon, the harvest moon,  e luna tu, e la tintarella di luna, e la luna nel pozzo, e la luna che spunta dal monte, e la luna francese del Gobbo di Notre Dame, e Moonlight Shadow, e guarda la luna come la cammina e la scavalca i monti come noialtri Alpin, e fly me to the moon, la luna che bussò, e non ti fidar di un bacio a mezzanot-te se c’è la luna… e au clair de la lune, mon ami Pierrot, prête-moi ta plume pour écrire un mot, e sicuramente un’infinità di altre.

moon-phases-08-131008E potevamo farci mancare un capitoletto elisabettiano in tutto ciò? La luna di Shakespeare tende ad essere segno d’incostanza, visto che Giulietta non vuole che ci si giuri su, e Cleopatra proclama che la sua decisione non ha nulla dell’incostanza della luna, e Teseo se la prende con la luna per il suo letto vuoto… Marlowe la usa per lo più come sinonimo di mese,  ma qua e là la descrive provvista di corna e di luce presa a prestito… e se volesse, Faustus con i suoi nuovi poteri potrebbe farla precipitare dal cielo. E poi ci sono le Notizie dal Mondo della Luna di Ben Jonson, e John Donne che chiama la sua innamorata “Più della luna”…

E infine, a mo’ di calzante congedo lunare, lasciate che vi metta qui per intero la Falce di Luna Calante di D’Annunzio:

O falce di luna calante
che brilli su l’acque deserte,
o falce d’argento, qual mèsse di sogni
ondeggia a ‘l tuo mite chiarore qua giù!

Aneliti brevi di foglie
di fiori di flutti da ‘l bosco
esalano a ‘l mare: non canto, non grido,
non suono pe ‘l vasto silenzio va.

Oppresso d’amor, di piacere,
il popol de’ vivi s’addorme.
O falce calante, qual mèsse di sogni
ondeggia a ‘l tuo mite chiarore qua giù!

Ago 10, 2014 - angurie    No Comments

Catch A Falling Star ♫

catch-a-falling-star-bob-and-marie-bretzDieci di agosto, o Lettori – e, come da tradizione, qui su SEdS si catturano stelle cadenti.

Premetto che non provo nemmeno a capire la logica con cui chi ha messo insieme questo video ha scelto le immagini – perché davvero: la neve? la slitta di Babbo Natale?

Però la versione di Jane Morgan ha l’aria di trovarsi solo in questa veste, per cui…

Ecco qui. Buona domenica – e questa sera tutti a naso in su…

Lug 6, 2014 - angurie, musica    No Comments

Matemusica

Questo, questo… questo è assolutamente delizioso!

Matematica a cappella – da vedersi… ♫ E buona domenica.

Giu 17, 2014 - angurie, Ossessioni    9 Comments

Piccolo Bollettino Onirico

E così questa notte ho sognato questa gente elisabettiana che scappava scavalcando il muro del mio frutteto.

Non so da che cosa scappassero – non da me, credo, perché poi ero nel viottolo esterno a dare una mano a quello vestito di verde cui era caduto addosso un cavallo.

Ma non doveva essersi fatto terribilmente male, perché poi è corso via con gli altri, cercando di perdersi nel corso cittadino che in realtà non è affatto alla fine del viottolo…

E quando hanno preso delle motorette per continuare la fuga, io li ho inseguiti gridando “Non potete! È un anacronismo!”

Quindi, forse, dopo tutto era da me che scappavano.

Essì, lo so, lo so…

Mag 2, 2014 - angurie, blog life    2 Comments

Non Granché

Nothing Much To Say low resConfessione: non ho granché da dire.

Voi leggete questa mattina, ma in realtà io questa mattina sono a teatro – o sto per andarci, per cui ho scritto ieri sera e programmato il post.

O meglio, sono rimasta lungamente seduta, a tarda notte, a fissare l’editor di WordPress, domandandomi: e adesso che cosa scrivo?

E a non trovare nessuna risposta che sembrasse anche solo vagamente interessante.

Così ho pensato che ci conosciamo da… quanto? Quasi cinque anni, o Lettori? E forse per una volta, per una volta, potevo confessare di non sapere troppo bene che cosa scrivere. Potevo ammettere che tenere un blog è un sacco di lavoro, e che non sempre le buone idee vi saltano addosso come canguri colmi di zelo, e ci sono sere in cui torno da teatro (o dalla biblioteca, o dal corso, o dalla conferenza) che sembro cotta a vapore con contorno di fagiolini verdi.* Che ci sono mattine in cui il sonno mi obnubila e ottunde tanto da non riuscire a battere una parola di tre sillabe senza fare quattro typos.

Solo che di solito stringo i denti, mi faccio venire in mente qualcosa e scrivo lo stesso.

Ieri sera no – e dubitavo che questa mattina sarei stata più brillante – così ho barato. E ho scritto un non-post spiegando come non avessi l’energia di sfregare insieme due neuroni e cavarne un post. Che è come farvi aprire una scatola vuota.

Sorry.

Davvero.

E sì, gli scrittori sono gente pessima, capace di annodarsi per iscritto – due volte e con il fiocco. E i blogger non sono affatto meglio.

Abbiate pazienza, va’… Domenica musica, e lunedì si torna alla normalità. Promesso.

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* E non so voi, ma me i fagiolini verdi non piacciono nemmeno un po’…

Apr 6, 2014 - angurie, musica    No Comments

Parigi! ♫

Un po’ perché mi piace tanto Noël Coward, e un po’ (tanto) perché, mentre leggete qui, la vostra affezionatissima Clarina sta gaiamente trotterellando per Parigi…

Et bonne dimanche à tous!

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Feb 21, 2014 - angurie    No Comments

Vocali

Rimbaud_Voyelles_caricatureRimbaud è saltato fuori martedì sera, durante la prima lezione di Gente Nei Guai II. Parlavamo d’immagini, di colori, di sinestesia – e dell’uso che se ne può fare scrivendo.

E allora ho cacciato tra gli esercizi Voyelles, con l’ordine (molto categorico) di cercare per ciascuna vocale un colore – e un’immagine. Sono saltate fuori cose interessanti: O blu come aperture di tubi da cui scorre il colore, O rosse come gocce di sangue, I rosse e pungenti, I gialle e taglienti, U viola profondo, U marroni e U color fucsia, I verdi, I bianche per gelo…

È stato interessante vedere la differenza tra gente uditiva e gente visiva, persone sinestetiche per natura e persone prese di sorpresa, associazioni per suono, associazioni per forma, associazioni istintive e inspiegate, corrispondenze ed eccezioni… A parte tutto il resto, l’esercizio ha rotto il ghiaccio, sciolto l’atmosfera, stimolato la discussione, e si è dimostrato rivelatore e istruttivo.

Io non ho giocato – se non per un paio di esempi, anche perché per me l’esercizio non sarebbe stato particolarmente impromptu. Tanto vale che racconti adesso che Voyelles mi ha sempre affascinata e, incontrandola mentre studiavo letteratura francese al Liceo, ho scoperto la mia propensione alla sinestesia. Ma questo è nulla. La cosa grave è che, a sedici anni, ne scrissi una mia versione – un sonetto bruttarello che non leggerete, né qui né altrove, né ora né mai. Però vi dico le mie associazioni.

La mia A è bianca per vele latine, cumulonembi, lenzuola stese al sole e la generale apertura e luminosità del suono. Voyelles

La E è verde, più chiara fin verso l’azzurro quando è aperta, e tanto più scura quanto più è chiusa.

La I è nera. Dorsi di rondine, principalmente. Ma anche note musicali e ferro battuto.

La O è gialla. Color limone quando è aperta, e su su, verso l’oro e l’arancione mano a mano che si chiude. Però all’opera un acuto in O è senz’altro rosso.

E la U è bruna – dal cioccolato al latte al caffè.

Pensandoci, mi rendo conto che si tratta principalmente di suono – una faccenda diversa, per esempio, dalla E di Rimbaud, bianca per via dell’emiro col turbante che illustrava la vocale sul suo abecedario di bambino.

E voi? Di che colore sono le vostre vocali? E perché?

E lo so che i dannati commenti non funzionano – ma scrivetemi al consueto indirizzo laclarina@gmail.com, e infilerò qua sotto – o magari ne parleremo in un altro post.

 

 

 

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