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Set 13, 2015 - Londra, musica    No Comments

Londra 1913

LondonGPBIeri, a un certo punto, F. e io ci siamo guardate in faccia, e lei ha detto “Voglio tornare a Londra…”

E non è come se le avessi dato torto.

E sì – poi ha detto che anche Parigi non le sarebbe dispiaciuta affatto – ma la prima scelta è stata Londra. E in realtà, per tutta una serie di motivi, dovrà passare un po’ di tempo prima che riusciamo a tornarci insieme.  Epperò, nel frattempo, che cosa impedisce un po’ di viaggio musicale e, già che ci siamo, un po’ di viaggio nel tempo?

E quindi oggi, in un momento di nostalgia, ecco la Sinfonia n° 2 di Vaughan-Williams, che si chiama “A London Symphony”, anno 1913, in un bellissimo video che accosta alla musica una quantità di quadri di artisti inglesi e non – impressioni di Londra risalenti per lo più al principio del XX secolo. L’insieme coglie perfettamente quel senso di concentrata alacrità, brilliance e fuliggine al centro del mondo che a Londra si respira ancora oggi – e figurarsi nel 1913. Persino nei chiari di luna sul Tamigi del II movimento e nelle malinconie notturne c’è qualcosa di vigile… E comunque poi si va a teatro.

Ora, il video è lungo e pesante, e myBlog non mi consente di metterlo qui, ma potete trovare tutto quanto qui. È la London Philarmonic Orchestra, diretta da Sir John Norrington.*

Buona domenica.

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* Sentite, ho cercato di trattenermi, ma non ci riesco: non ha un nome incantevolmente elisabettiano? Ci si immagina più un navigatore verso la Virginia che un direttore d’orchestra contemporaneo… Right. I’ll stop here.

 

Ago 23, 2015 - musica, tradizioni    No Comments

Acchiappa una stella cadente ♫

ElephantstarMi è stato fatto notare (grazie, A!) che quest’anno abbiamo bellamente saltato un’ormai consolidata tradizione di SEdS… Il 10 di agosto è venuto e passato, e non si è vista ombra di Catch a Falling Star.

Vero, verissimo – e mi cospargo il capo di cenere in proposito. È che quest’anno, fra cieli ingombri e sere frenetiche, le perseidi sono un po’ passate sotto l’uscio. Che poi due sono riuscita a vederle – la notte del 13, seduta a una consolle luci (of all things) in fondo a un giardino…

Ad ogni modo, corriamo ai ripari: Catch a Falling Star – quest’anno nella versione del coro femminile del Lawrence Welk Show. Non farò nemmeno finta di sapere che cosa fosse il Lawrence Welk Show, ed è tutto molto Seventish, ma ecco a voi, nel (tardivo) rispetto delle tradizioni…

E buona domenica a tutti!

Ago 16, 2015 - musica    No Comments

Festeggiamenti Magiari ♫

HungarianDances-Brahms

Per R., che oggi compie gli anni e ama Brahms. E allora Brahms, Abbado e i Berliner. Danze Ungheresi – o almeno una di esse, la n° 5:

Felice compleanno, R.!

E buona domenica a tutti voi.

Ago 9, 2015 - musica    No Comments

Racconti dell’Alhambra ♫

GranadaSpagna, oggi?

Massì, Spagna. La Spagna pittoresca, moresca  e parzialmente immaginaria dei racconti di Washington Irving…

Granada è nel mio elenco di Destinazioni Che Prima O Poi, e trovo che la musica di Brendan McBrien si sposi bene con l’Andalusia come la si immagina. Si sposa bene anche con Irving – che, incidentalmente, è un’ottima lettura per le serate agostane. O i pomeriggi.

Y feliz domingo para todos!

Ago 2, 2015 - musica    No Comments

E Così Vuoi Scrivere una Fuga? ♫

GlennGouldGlenn Gould.

Confesso che mi ero fatta l’idea che Glenn Gould non avesse la minima ombra di senso dell’umorismo. Un po’ per via di Bach e un po’ per via de Il Soccombente… Vi ho mai detto di quanto detesti Il Soccombente di Thomas Bernhard? Una volta o l’altra ne parleremo, ma per il momento limitiamoci a dire questo: non è un libro atto ad incoraggiare la fede nel senso dell’umorismo – di Bernhard, di Glenn Gould, dell’Umanità in generale, di alcunchì.

E magari non è ragionevole farsi idee del genere in base a un romanzo di cui – va detto – Glenn Gould non aveva nessuna responsabilità… Ma tant’è: mi ero fatta quest’idea.

Poi ho scoperto So You Want to Write a Fugue, e… ho cambiato idea.

So you want to write a fugue.
You got the urge to write a fugue.
You got the nerve to write a fugue.
So go ahead, so go ahead and write a fugue.
Go ahead and write a fugue that we can sing.

Pay no heed, Pay no mind.
Pay no heed to what we tell you,
Pay no mind to what we tell you.
Cast away all that you were told
And the theory that you read.
As we said come and write one,
Oh do come and write one,
Write a fugue that we can sing.

Now the only way to write one
Is to plunge right in and write one.
Just forget the rules and write one,
Just ignore the rules and try.

And the fun of it will get you.
And the joy of it will fetch you.
Its a pleasure that is bound to satisfy.
When you decide that John Sebastian must have been a very personable guy.

Never be clever
for the sake of being clever,
for the sake of showing off.

For a canon in inversion is a dangerous diversion,
And a bit of augmentation is a serious temptation,
While a stretto diminution is an obvious allusion.

For to try to write a fugue that we can sing.

And when you finish writing it
I think you will find a great joy in it.

or so…
Nothing ventured, nothing gained they say
But still it is rather hard to start.

Well let us try right now.
Now we are going to write a fugue.
We are going to write a good one.
We are going to write a fugue … right now.

Visto? E in generale sono ottimi consigli anche in fatto di scrittura. Scrittura non musicale, intendo. E buona domenica.

 

Lug 26, 2015 - musica    No Comments

La Musica Occidentale in Sette Minuti

MusicaDa ieri, perdindirindina, MyBlog non mi lasciava entrare in SEdS… Era un po’ che non succedeva, immagino che qualche bizza ogni tanto ci voglia.

Ad ogni modo, eccomi qui. Ultimamente parliamo spesso di musica, vero? Be’, ci sono argomenti peggiori. E quando mi è capitato per le mani questo video dell’artista spagnolo Pablo Morales de los Rios, ho pensato che non potevo non mettervene a parte… È quel che dice il titolo: una galoppatina attraverso svariati millenni di musica in evoluzione. Illustrata. Spassosamente.

Pensandoci, inclino a credere che qualcuno debba avere fatto qualcosa di simile a proposito di teatro e di letteratura… Cercherò. E intanto buona domenica,

Lug 20, 2015 - libri, libri e libri, musica    2 Comments

Parole & Musica

MusicUn tempo ascoltavo molta più musica. Nel senso di dieci, dodici, anche quattordici ore al dì. Mentre leggevo, mentre studiavo, mentre scrivevo… sempre musica. E all’epoca in cui facevo tutt’altro lavoro, ero descritta nell’ambiente come “quella che in ufficio ha sempre la musica”. Poi, siccome procedevo per infatuazioni ed ero capace di ascoltare e riascoltare lo stesso disco all’infinito, era molto frequente che associassi un particolare brano a un libro, a un esame, a un progetto…48e902a9fb3d73425f4d6bad3733165b

La mia ur-associazione musical-letteraria: benché siano passati più di vent’anni, non potrò mai sentire la IV Sinfonia di Brahms senza pensare al Deserto dei Tartari. L’Allegro non troppo e le travi scure della Fortezza Bastiani per me sono legate indissolubilmente. E di fatto, non ricordo se nelle descrizioni di Buzzati ci fossero davvero delle travi di legno scuro, ma so di averle immaginate mentre leggevo e ascoltavo, e dubito molto che cambierò mai idea.

Cattura2Altro caso sono le Five Variant on Dives and Lazarus di Vaughan Williams e le truppe napoleoniche accampate sull’Isola di Lobau ne La Battaglia, di Patrick Rambaud. C’è chi mi ha fatto notare che non c’entra un bottone, e io protesto: non è del tutto vero. Mi si osserva anche che in anni successivi ho ascoltato le Variants in ogni genere di circostanze, con o senza libri di mezzo; questo è vero, ma non vuol dir nulla. Quando arpa&violini attaccano il tema, io non posso fare a meno di immaginare la sera umida e i fuochi da campo che si specchiano nell’acqua del Danubio.

Poi ci sono accostamenti seriamente dissennati, come la X Sinfonia di Mahler e l’Introduzione alla Sociologia Generale di Roucher*, o Dio che nell’alma infondere, dal Don Carlo di Verdi, e una tonnellata di Economia Politica. L’ho già detto che ascoltavo musica mentre studiavo? E questi sono solo un paio di casi, ma ne ho un’infinità. Ora, si dà il caso che non abbia uno straccio di memoria visiva, però ricordo perfettamente che cosa stavo leggendo, studiando o scrivendo in corrispondenza di centinaia di brani musicali. Se ne deduce che il mio cervello funzioni meglio con i suoni che con le immagini. Molte volte ho sfruttato la faccenda a fini pratici, appiccicando a un pezzo di musica formule o elenchi da imparare a memoria. Per esempio, è così che mi ricordo ancora che nella quollah etiope si coltivano dura, mais, cotone e tabacco**. O almeno ci si coltivavano vent’anni fa***.

Quindi, non uno straccio di memoria visiva – ma, per parafrasare Wilde, c’è poco che questa donna non riuscirebbe a fare, con la musica giusta… Qualcun altro che funziona così? E qualcuno che invece ragiona e ricorda per immagini?

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* E qui andrebbe aggiunto, per completezza, il tè Earl Grey, quello al bergamotto.

** Da cantarsi sull’aria di “Maramao perché sei morto?” Dont. Ask.

*** Sì, lo so: una di quelle nozioni che non sai mai quando ti potranno servire nella vita…

Lug 19, 2015 - musica    No Comments

Storia della Musica… ♫

♫… Dal germogliare della polifonia ai giorni nostri secondo Pentatonix.

Delizioso, a mio timido avviso.

E poi il canto a cappella si sposa così bene con i ghiaccioli…

“Oh, Clarina! Che cosa è mai che non si sposa bene con i ghiaccioli?”

I maglioni di cachemire, il fuoco e la cioccolata calda?

“Che cosa c’entra?”

Assolutamente nulla, è chiaro.

“Oh, per carità. Facci sentire la musica, vuoi?”

Subito…

“E hai ringraziato M. che ti ha segnalato questa cosa così carina?”

Rabbit it… Mi sono dimenticata. Grazie, M.! E buona domenica a tutti.

 

Lug 5, 2015 - musica    No Comments

Per Colline e Vallicelle ♫

Shakespeare e Ralph Vaughan Williams, oggi.Ovehill

Over hill, over dale,
Thorough bush, thorough briar,
Over park, over pale,
Thorough flood, thorough fire
I do wander everywhere.
Swifter than the moonè’s sphere;
And I serve the fairy queen,
To dew her orbs upon the green.
The cowslips tall her pensioners be;
In their gold coats spots you see;
Those be rubies, fairy favours,
In those freckles live their savours:
I must go seek some dew-drops here,
And hang a pearl in every cowslip’s ear.

E sì, sono le fate del Sogno di una notte di mezza estate. Buona domenica.

Giu 28, 2015 - cinema, musica    No Comments

I Sistri Tintinnavano… ♫

Geraldine FarrarVi ricordate questa Carmen muta?

Ebbene, la protagonista era un soprano vero, Geraldine Farrar, talmente celebre che nel 1915 importarla dall’opera al cinema era una di quelle operazioni a fini di popolarità.

E noi si pensa all’epoca, alle convenzioni teatrali dell’opera del tempo, e ci vien da rabbrividire, giusto? Ce la immaginiamo a recitare statica e stilizzata, e ci chiediamo se sia saggio mettere davanti a una telecamera una persona abituata a gestualità e mimica facciale che debbono vedersi a un teatro di distanza… E invece la recitazione spigliata e naturale di Miss Farrar è una sorpresa – almeno finché non si considera che “Gerry” era una precorritrice dell’idea che il cantante d’opera debba essere un attore non meno che un cantante.

Non a caso, il successo della Carmen in questione fu tale che Geraldine continuò nella sua nuova carriera, recitando in una quindicina di film muti tra il 1915 e il 1920, senza per questo rinunciare all’opera, per i cui compositori (tra gli altri Puccini, Giordano, Mascagni e Humperdinck) era una apprezzatissima creatrice di ruoli.

E di ruoli ne cantò moltissimi in vita sua, compresa quella Carmen che la portò per la prima volta al cinema:

Insomma, Geraldine era una donna intelligente, di grande talento, spiritosa ed eclettica. Qualcuno da ammirare, non trovate?

E buona domenica.

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