Fino alle orecchie

Avvicinandosi il momento di archiviare l’estate, ho fatto un po’ di conti sulla parte di 2009 che mi rimane, e questa è la mia lista di Cose da Fare:

– 3 prime stesure da revisionare (comprendenti: un romanzo da 120000 parole, uno da 82000 che dovrà contarne 90000 prima della fine, e una lunga novella da 42000 e rotti. Per un totale che fluttua attorno alle 250000 parole. Tuuuuuutte da revisionare).

– 2 commissioni: una per una novella e una per un atto unico, entrambe da consegnare a novembre.

– la promozione di Somnium Hannibalis, con almeno quattro presentazioni prima di Natale.

– una lista di libri da leggere (e/o studiare) lunga come il mio braccio.

– la lettura dei Promessi Sposi alla UTE, che è uno sforzo collaborativo, ma c’è.

– 2 racconti in corso che meriterebbero proprio di essere finiti, perché non sono male, if I say so myself

– E non è come se il lavoro fosse magicamente sparito. Proprio no.

Lo confesso: ci sono momenti in cui mi sento un nonnulla sopraffatta. Ne riparliamo il 31 dicembre.

Ago 29, 2009 - scribblemania    No Comments

Software, software…

Un tempo scrivevo a mano.

“Computer? Giammai! Davanti a una tastiera, non riesco a pensare…” Ero di quelli lì.

Poi le cose sono cambiate, figurarsi. Adesso uso per lo più MS Word, più che altro per abitudine, ma ci sono parecchi altri writing software, pensati specificamente per la scrittura creativa. Alcuni sono spartanamente semplici, altri sono superaccessoriati. Tutti vengono presentati come “intuitivi”, ma francamente alcuni lo sono più di altri. Alcuni costano un’ira, altri sono gratuiti, oppure offrono versioni demo perfettamente ragionevoli.

Questi sono, a mio avviso, i più interessanti e sensati tra quelli gratuiti:

Q10, prima di tutto. Programma leggerissimo, e per forza, visto che non ha nulla a parte uno schermo completamente nero, su cui si scrive in colori vintage (ambra, verdino, e altre sfumature reminiscenti del paleolitico DOS). Ha pochissimi accessori, tra cui un timer e un sistema di conteggio parole multiplo. L’aspetto format/edit è inesistente (salva in Plain Text, e poi bisogna convertire), e non è certo adatto per il lavoro di fino, ma quando si vuole scrivere -scrivere -scrivere! eliminando tutte le distrazioni, è perfetto. Una specie di mulo da soma per le prime stesure. Tra l’altro, quando si scrive, fa il rumore di una macchina da scrivere.

RoughDraft è tutta un’altra cosa. A vedersi somiglia molto a MS Word, ma elimina tutto quello che non serve a scrivere, sostituendo invece una serie di funzioni molto interessanti, come dei dizionari estesi e personalizzabili (anche in Italiano, con un download aggiuntivo), un Trova&Sostituisci davvero tosto, meraviglie dal punto di vista format/edit, la possibilità di convertire in documento html per la pubblicazione web e, soprattutto, il backup istantaneo di tutti i file aperti (fino a 100!) nella destinazione prescelta. Chiunque abbia mai perso del lavoro in un computer crash apprezzerà debitamente…

PageFour consente di aggiungere outlines di trama e schede personaggio, e organizzare il tutto in modo ordinato ed efficiente, anche quando si stia lavorando su più progetti contemporaneamente. La funzione di backup è presente, anche se più lasca di quella di RoughDraft, così come la possibilità di stampare lo stesso documento in differenti formati, cosa che può tornare assai utile. La versione demo è limitata a tre gruppi di files per volta, ciascuno con un massimo di 20 pagine… ideale per chi scrive racconti; restrittivo per chiunque altro.

yWriter, oltre ad organizzare i files (capitoli e scene) in modo efficiente, tenere un registro giornaliero e offrire una funzione di backup personalizzabile, consente di organizzare uno storyboard che tiene conto di linee narrative multiple, punti di vista, personaggi e luoghi. Utilissimo in fase di progettazione, e impagabile quando si vuole rivoluzionare tutto. Uovo di Colombo: questo programma, non solo sposta scene e capitoli mentre si riordina lo storyboard, ma rinumera automaticamente i capitoli! Sono gioie che chi scrive romanzi apprezza sul serio.

Writer’s Cafè è la demo gratuita di una versione più fancy del precedente. Molto colorato, con pretese di stile e una quantità di funzioni, compresi i suggerimenti giornalieri, una vasta scelta di esercizi di scrittura, un sistema di brainstorming, un sistema di importazione, raccolta e archiviazione di materiale (foto comprese), un diario/agenda, un generatore di nomi… come ho detto: fancy. Ha una funzione di progettazione “Storylines”, che però nella demo gratuita è limitata a 20 schede. Pochine per un romanzo, ma adeguate per un racconto o una novella.

Insomma, ce n’è per tutte le esigenze e per tutti i gusti. Difficile sapere quale sia il più adatto finché non si è provato. L’unica è sperimentare…

Ago 24, 2009 - grillopensante    1 Comment

Troppete Troppete

Questo sito è fantastico. Come entrare nella caverna dei Quaranta Ladroni. E poi, nel mio caso, restarci tutto il fine settimana, mentre Gente Più Saggia di Me ululava che uscissi a godermi la prima temperatura decente da mesi a questa parte…

“Di che cosa diamine parli, Chiara?”

Er… sì, scusate. Il luogo in questione si chiama TV tropes, vale a dire, più o meno, Tropi Narrativi Televisivi. A dire il vero potrebbe anche chiamarsi Topoi Narrativi Televisivi, o Funzioni Narrative Televisive, perché il contenuto si presta a definizioni elastiche, ma non divaghiamo. E non facciamoci nemmeno sviare dalla parte “Televisivi”, perché non rende del tutto giustizia.

Diciamocelo: non capita tutti i giorni di trovare un archivio sterminato di meccanismi narrativi, tipi di personaggi, trame, finali, luoghi comuni, variazioni sugli stessi… Immaginatevi una specie di versione web delle Funzioni di Propp, solo enorme e piena di esempi…

Ok, ammetto che per la maggior parte gli esempi sono presi da serie anime, telefilm americani, libri di fantascienza, (video)giochi e, sa il cielo perché, dal wrestling. D’altra parte, sull’etichetta c’è scritto TV tropes, nevvero? E a dire il vero c’è anche qualche esempio letterario e cinematografico classico, ma la parola operativa qui è qualche.

Comunque non importa più di tanto: ogni trope* è descritto in modo dettagliato e riconoscibile (e con una buona dose di humor, che non guasta mai), cosicché è estremamente istruttivo, e talvolta sorprendente, constatare quanti tropes differenti compaiano in ogni libro o racconto di nostra conoscenza, e come siano combinati.

Sì, d’accordo, questo genere di esercizio è l’equivalente letterario dello smontare il giocattolo per vedere come funziona. Sapere come funzionano i meccanismi toglie un po’ di suspense alla lettura, ma apre botole inaspettate sugl’ingranaggi della struttura narrativa… non desideriamo forse tutti di fare un giro dietro le quinte a vedere come funzionano le macchine di scena?

Ecco, considerate TV tropes una guida piuttosto irriverente al backstage tour della letteratura. Da prendersi, magari in combinazione con questo (saltando la convoluta e insopportabile sezione intitolata Forster-Harris), una volta al dì, prima o dopo i pasti.

 

*Nota a pie’ di Post: seguito a chiamarli tropes non perché sia un’orrida esterofila°, ma perché nell’accezione vaga che ho detto il termine diventa difficile da tradurre.

° Ok, sì, magari un po’. E poi no: “anglomane incurabile”, semmai… E’ diverso. Sì, lo è. E invece sì.

Ago 21, 2009 - grilloleggente    4 Comments

Nizza e Morbelli

Ieri ho citato “I Quattro Moschettieri” di Nizza e Morbelli, e ho ricevuto (non via commento… mai via commento! Ma perché? Perché? Perché?) richieste di delucidazione.

Dunque, Nizza e Morbelli erano due splendidi autori radiofonici d’antan.

Nel 1934, la loro prima irresistibile parodia dumasiana, “I Quattro Moschettieri”, appunto, fu trasmessa dall’allora EIAR, abbinata al concorso delle figurine Perugina-Buitoni (quelle del Feroce Saladino, per capirci). Fu un successo travolgente. Tutta l’Italia faceva ressa intorno alle radio per ascoltare le avventure dei Moschettieri (il gagà Aramis era particolarmente popolare) e del loro servitore Arlecchino, tra battute fulminanti, completo nonsense, divagazioni artistico-letterarie e parodie di canzoni alla moda…

4mosc.gifNel 1935, la Perugina pubblicò i testi in volume, con le illustrazioni di Angelo Bioletto, e nel ’37 2anni.gifuscì l’altrettanto delizioso seguito, “Due Anni Dopo”.

Ho la fortuna di possedere entrambi i volumi in edizione originale, ma sono diventati rari. Ho scoperto che qui e qui è possibile acquistarne una riproduzione anastatica digitale, che tuttavia costa come o più di una copia originale in buono stato su eBay, e non avrà mai il fascino della vecchia carta. (Vero è che le coste non rischieranno mai di sbriciolarsi, ma… sarebbe un discorso lungo).

Infine, su questa pagina del sito di RadioRai, alla fine del paragrafo dedicato agli “Anni ’30”, è possibile ascoltare un brano della trasmissione originale – da non perdere.

Questi libri sono una lettura incantevole e spassosissima, un pezzo di storia minore italiana, una finestra su un mondo che non c’è più, la testimonianza di un modo di fare intrattenimento che era popolare e raffinato al tempo stesso, una chicca per chi ama Dumas… si era capito che li adoro?

 

 

Ago 21, 2009 - pennivendolerie    No Comments

In Brodo di Giuggiole

Antonio G. Della Rocca, raffinato romanziere e poeta triestino, mi ha regalato, con una nota su FaceBook, la prima recensione di Annibale, dicendone cose molto belle, paragonando il romanzo a una battaglia e facendomi in generale molto felice.

Per chi non bazzica FB, la recensione si può leggere qui.

Ago 17, 2009 - scribblemania    No Comments

Writing Week

Quest’anno niente vacanze.

O almeno non credo: sto scoprendo che prendere lavoro su lavoro, per pura incapacità di dir di no, non è la più brillante delle idee, ma pazienza. Quest’anno va così.

Però, nel bel mezzo di tutto questo, sono riuscita a ritagliarmi una Settimana di Scrittura.

In genere suddivido le mie giornate tra le varie attività, ma la settimana scorsa no: la settimana scorsa ho scritto, scritto, scritto e ancora scritto. Dieci ore al dì.

Al mattino, appena alzata, il mio primo pensiero era la Storia in Corso; per tutto il giorno lavoravo alla mia storia; durante i pasti, tormentavo la famiglia a proposito della mia storia; sotto la doccia o mentre annaffiavo gli oleandri, provavo i dialoghi della mia storia; mentre aspettavo di addormentarmi, pensavo alla porzione di storia dell’indomani…

E gente, non solo ho finito la SiC, ma è stata una settimana selvaggiamente felice: le idee spuntavano come funghi, particolari apparentemente random seminati all’inizio prendevano senso e germogliavano in svolte della trama, i personaggi sviluppavano ubbie impreviste e perfette per la bisogna…

Scrivere racconti è una gioia, nonché alta oreficeria, ma avevo dimenticato la tremenda vitalità interna che ha un romanzo, il modo in cui una storia lunga e complessa ti trascina con sé.

Mi mancava. Non sapevo nemmeno io quanto, fino alla settimana scorsa… *heaves big, blissful sigh*

 

E adesso, di nuovo al lavoro!

Ago 4, 2009 - pennivendolerie    No Comments

Spargere la voce: BookBuzzr

Lo sappiamo tutti, una volta pubblicato il libro, non si è nemmeno a metà del lavoro, perché la vera fatica viene con la promozione. Visibilità, visibilità, visibilità è quello che serve, e le case editrici, specialmente le piccole (ma non solo) nicchiano anzichenò. E quindi ecco il medio-piccolo autore che diventa promoter di sé stesso.

Per questo, come per molte altre cose, per fortuna c’è internet, con un’infinità di piazze virtuali e strumenti di marketing, più o meno utili, più o meno facili da usare per spargere la voce sul nostro libro.

Ultimamente ho preso questa strada. Ho aperto un sito tutto dedicato al libro, ho realizzato e pubblicato un book trailer, vo studiando le bizantinerie dei social networks e dei social bookmarking sites, e stamattina mi sono imbattuta in questo: BookBuzzr.

BB non è un social network, e viene presentato specificamente come uno strumento di marketing. In sostanza, consente di accedere a un estratto del nostro libro in un formato gradevole a vedersi, corredarlo di informazioni e links, e renderlo disponibile attraverso una quantità di canali, sia attraverso le funzionalità del sito che tramite l’uso di un codice “embed” (per capirci: come i video su YouTube). La cosa è potenzialmente interessante e, posso testimoniare di persona, semplice da realizzare.

Quando ho aperto il mio sito, avrei voluto che l’incipit in esso incluso fosse scaricabile in formato PDF, ma dopo un ansioso studio delle meraviglie di WordPress mi ero dovuta ritirare sconfitta. L’incipit era là, in una pagina, copiato e incollato… duh!

Adesso ho il mio estratto, completo di informazioni, links, embed code ed effetto “gira pagina”, qui:

Quanto prima conto di rendere accessibili tramite il sito anche gli estratti dei miei romanzi precedenti.

Funziona? Staremo a vedere. Per ora mi sembra una potenziale buona idea, con un certo numero di PRO: è completamente gratuito; è semplice da usare; consente di promuovere più libri contemporaneamente; consente un facile accesso ai maggiori social networks (FaceBook, MySpace, Twitter e via dicendo…) e social bookmarking sites (DeLicIous, Google, Yahoo, Reddit e parecchi altri); ha una funzione che consente di inviare un link all’estratto a tutti i propri contatti di posta elettronica tramite GMail, Yahoo e Hotmail…

…e qualche CAVEAT:  è decisamente tarato su un mercato anglosassone, per cui non credo che noi possiamo contare troppo sul traffico d’informazioni interno al servizio, almeno non fino a quando BB non sarà noto al pubblico italiano; l’interfaccia è in Inglese; per i social networks, se non si è già inseriti e non si ha già un buon numero di contatti, l’utilità è limitata: prima bisogna costruire un giro, poi pubblicizzare il libro…

Tuttavia, non fosse altro che per la possibilità di spargere ai quattro venti il widget del nostro incipit, credo che valga la pena di provare.

Ago 3, 2009 - lostintranslation    2 Comments

Resistenza

Ebbene, oggi ho provato a me stessa che ho della resistenza.

Dalle nove e mezza del mattino alle sei e mezza di sera, fanno nove ore filate di ricerche bibliografiche in biblioteca. Tolti dieci minuti di pausa attorno all’una, non ho mai alzato la testa, se non per cercare altri libri. Davver: non una volta. E in queste nove ore ho scremato 22 libri.

E il bello è che sono rimasta lucida e produttiva per tutto il tempo, senza diventare incoerente e fusa, senza perdermi pezzi importanti, senza fare errori stupidi da pura e semplice stanchezza…

Certo, il lavoro era interessante, e mi sono imbattuta in un certo numero di cose che, un giorno o l’altro, leggero per intero e per diletto, come le lettere di Cézanne e gli scritti sull’arte di Paul Valéry, ma onestamente, non credevo di essere ancora capace di fare tirate del genere.

Posso dirlo? Sono soddisfatta di me stessa.

Ago 2, 2009 - scrittura    No Comments

Disciplina

“The art of writing is the art of applying the seat of the pants to the seat of the chair.” — Mary Heaton Vorse (1881-1966), American writer …

Un peu brutal, ma ragionevolmente vero. E’ così facile dire “scrivo più tardi”, o “prima devo lavare i piatti/controllare la posta/ascoltare il radiogiornale/telefonare a mamma/preparare la lista del supermercato/… Credo che la procrastinazione sia la prima causa di morte metaforica per gli scrittori. Presentatemi uno scrittore immune, perché io non ne conosco.

Personalmente sono una procrastinatrice cronica e pericolosa (per me stessa e per gli altri, perché quando a fine giornata non ho scritto quanto volevo divento intrattabile), ma sto cercando di uscirne.

Per cui ho deciso di scrivere almeno 250 parole al giorno.

Almeno.

Non sono molte (un paio di paragrafi, di solito, o mezza paginetta di dialogo), e quindi è qualcosa per cui posso tranquillamente trovare il tempo tutti i giorni. D’altro canto, nulla impedisce che scriva di più, e in genere va proprio a finire così: una volta che ho scritto le mie 250 parole, da un lato mi sento in pace con la coscienza, dall’altro non sto più procrastinando, ho aperto il rubinetto, le idee sono lì, io sono lì… non c’è altro da fare che andare avanti.

Per dire: Mercoledì: 254 parole; Giovedì: 1224 parole; Venerdì: 423 parole; Ieri: 895 parole; Oggi: 1198 parole.

E di fare assai meglio non dispero.

Lug 22, 2009 - blog life    4 Comments

Ecco, per dire la verità…

Ogni tanto qualcuno mi dice cose del tipo “sai, ho visto il tale post sul tuo blog”, oppure “leggo sempre il tuo blog”, o anche “ti seguo tramite il tuo blog”…

Grazie. Apprezzo molto. Davvero. Tuttavia…

Perché non commentate, accipicchia?

I commenti magari non sono il pane quotidiano, men che meno per una blogger distratta e sporadica come la sottoscritta, ma sono decisamente marmellata.

A tutti piace un po’ di marmellata ogni tanto.

E quando mi sento dire (e solo dire) com’è carino il mio blog, mi pare molto di essere come le dame di compagnia della Regina di Cuori di Lewis Carrol: “Marmellata ieri e marmellata domani. Mai marmellata oggi.”