Dieci Buoni Motivi Per Sterminare La Famiglia Del Vostro Protagonista

Un peu brutal? Può darsi, ma si direbbe che renderlo orfano sia uno dei migliori regali che si possano fare a un personaggio. Non è certo per caso che fiabe, miti e narrativa sono pieni di orfani e orfane. OrphansCind

Vediamo un po’…

I. Una storia, tanto per cominciare. Se la madre di Cenerentola non morisse, il padre di Cenerentola non finirebbe a risposarsi con la matrigna. E se poi non morisse anche lui, Cenerentola non finirebbe a fare la sguattera. E allora che ragione avrebbe la fata madrina di fare tutto il pandemonio che sappiamo per mandarla al ballo? E quand’anche C. fosse la stessa fanciulla colma di virtù pur non essendosi temprata nelle avversità, c’interesserebbe davvero di lei se, per andare al ballo, non dovesse far nulla di più faticoso che scegliere un vestito? Molti orfani letterari non avrebbero una storia affatto, se non fossero orfani.

II. Libertà d’azione. Un genitore è una quantità che è difficile ignorare in modo realistico, e d’altra parte avere due quantità non ignorabili e non strettamente connesse al conflitto principale può essere ingombrante. Avete mai badato al fatto che Renzo&Lucia hanno un genitore in due, invece dei regolamentari quattro? Oltretutto, la mancanza di genitori mette su strade inattese: qualcuno parte per salvare il mondo, altre s’impiegano come governanti a Thornfield o vengono portate a Francoforte, altri ancora si ritrovano a fare gli insegnanti e gli attori girovaghi, o emigrano in America, o s’imbarcano con i pirati.

Orphansyoung heathcliffIII. Passato Traumatico. La triste infanzia in un orfanotrofio e/o la traumatica morte di uno o più genitori vengono molto comodi per dare vulnerabilità a un protagonista o umanizzare un malvagio. Sospettiamo tutti che Heathcliff sia selvaggio di natura, ma il fatto di non avere mai conosciuto una famiglia ha avuto la sua parte.

IV. Motivazione. Tutti vogliamo amore, stabilità e sicurezza, grazie – ma un orfano è intitolato a volerne di più e con più determinazione. La frenesia con cui David Copperfield cerca figure sostitutive e famiglie surrogate sarebbe leggermente malsana se non fosse per la sua tragica infanzia. Il fatto poi che le figure sostitutive rivelino spesso piedi d’argilla e le famiglie surrogate franino una dopo l’altra… ah well – questo è puro Dickens.

V. Mistero. Non sempre è ben chiaro chi l’orfano sia. Talvolta non lo sa nemmeno lui. Talvolta non è poi orfano come tutti pensavamo – tutte ottime premesse. Hector Malot era specializzato in orfanelli a caccia delle proprie origini, ma anche il solito Dickens non scherzava: in Grandi Speranze Pip crede di sapere chi è, poi comincia a sospettare di essere qualcun altro, poi prende una serie di affascinanti cantonate in proposito, e poi alla fine… Ma no, non ve lo dico. Mi limiterò a dire che invece Estella non è poi così orfana come crede, il che ci porta a…OrphansDavie

VI. Rovesciamento e agnizione. Tutti gli orfani sono uguali? Non saprei: di certo alcuni sono meno orfani di altri, alla fin fine. Come Edipo che, credendosi orfano finisce con l’assassinare suo padre e sposare sua madre. Ops. O Luke Skywalker, che si ritrova figlio dell’Evil Overlord dal respiro difficoltoso, nientemeno*. E questi sono due casi di gente che, di suo, stava meglio orfana, ma ci sono anche agnizioni più felici, come Perdita che si scopre essere principessa anziché pastorella, come David Balfour che dopo tutto è un gentiluomo – o come Ernest/Jack/Ernest che, pur con qualche difficoltà, da trovatello si ritrova imparentato con quasi tutti gli altri**.

VII. Vendetta. Un sacco di gente nella letteratura di genere e all’opera ha genitori defunti da vendicare. Tipo il povero Don Carlos Vargas che, essendo un baritono, non gode mai di beneficio del dubbio, ma in realtà vuole vendicare suo padre. O tipo Amleto, che dubita a lungo, la prende molto alla larga e finisce con una strage parzialmente preterintenzionale. O come Harry Potter, che però alla fine matura e non si vendica. O forse sì? Be’, il finale non è chiarissimo, ma di sicuro Harry si è voluto vendicare per sette lunghi volumi.

OrphansLLFVIII. Istinti altrui. L’orfano può essere protagonista oppure no, ma l’incontro con questa creatura indifesa tende a scatenare istinti parental-protettivi in altri personaggi, che di conseguenza cambiano e maturano. La zia di Pollyanna si addolcisce, il nonno del Piccolo Lord Fauntleroy altrettanto, Alan Breck Stewart diventa fraterno e protettivo con David Balfour, Cimourdain si umanizza con il piccolo Gauvain, la dolce Rose Maylie diventa materna con Oliver Twist, Jean Valjean e Marius sono protettivi verso l’orfana Cosette*** e Dick Swiveller si redime parzialmente per amore della Marchesa. Dopodiché non tutti gl’istinti sono altrettanto commendevoli – e penso a tutta la gente che tenta di approfittare (e in molti casi approfitta) dell’indifeso candore di Little Nell, David Copperfield e Oliver Twist, o ai crudeli padroni degli spazzacamini in Angelo Nero e Die Schwaerzer Bruder.

IX. Avversità altamente formative. Questo viene in due varietà. L’adulto che l’orfanitudine ha reso tanto buono e/o tosto, come Esther Summerson**** e Richard Sharpe rispettivamente; oppure il fanciullo di buona disposizione che resta orfano e si tempra nelle avversità, come Sara Crewe, che da piccola sognatrice si prova principessa nell’animo, o come James Sands, che cresce inefficace ma generoso ed equanime. On the other Hand, c’è anche Becky Sharpe – l’orfana più abrasiva e opportunista della storia della letteratura…Orphansb

X. Conflitto a treni merci. Sì, lo so: questo non è veramente un decimo item, ma riassume i nove precedenti e tutto quel che ho lasciato fuori. Se partiamo dall’assioma che la narrativa è questione di gente nei guai, allora non si può negare che un orfano sia eminentemente narrativo, perché arriva dotato di un assortimento di guai garantiti. E sono tutti suoi perché, per definizione, non ha una mamma o un babbo che possano risolverglieli, privandolo del suo appeal.

E proprio questo è il migliore dei motivi per rendere orfano il nostro protagonista: il lettore si dispiacerà per lui, si appassionerà ai suoi casi, si commuoverà sulle sue sventure, desidererà invitarlo alla cena di Natale… Un metamotivo, se volete: il genere di ricatto emotivo che lo scrittore, quella creatura perfida e manipolatrice, ambisce ad esercitare su ciascuno di noi ingenui lettori.

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* Il quale, prequel docet, è a sua volta un tragico orfano e quindi ricade tecnicamente sotto il capo III. Considerando che Lei(l)a è allo stesso tempo più orfana e meno orfana di quanto creda, Guerre Stellari è uno di quei casi in cui non ci si fa mancare proprio nulla.

** “Lady Bracknell, se non sono indiscreto, vi dispiacerebbe dirmi chi sono?

*** D’altra parte Cosette è orfana di madre-un-tantino-indesiderabile-angelicata-in-morte, e quindi ricade in una categoria speciale del Capo II: gente che, restando orfana, si libera di connessioni discutibili. E Marius è orfano a sua volta.

**** In realtà Esther non è davvero così orfana, ma i suoi genitori sono un paio singolarmente melodrammatico. Tutto sommato, anche Esther sta meglio da orfana.

Giu 20, 2018 - musica, tradizioni    No Comments

Summertime ’18

Summer18So che non è il giorno giusto, ma nondimeno.

Quest’anno il Gershwin solstiziale arriva nella bellissima e sofisticata versione del Joan Chamorro Quintet, con Scott Hamilton e la favolosa voce di Andrea Motis – versione scoperta grazie alla segnalazione di M.

E adesso mi piacerebbe mettervi il video qui – ma naturalmente SEdS ha altre idee. SEdS non mi permette più da tempo di mettere dei video qui, e quindi vi dovete accontentare di un link crudo… Che ne dite di un link arancione?

Summertime

 

E sì, lo so: lo dico tutte le volte e tutte le volte mugugno. Che posso dire? La faccenda mi rode, non c’è verso di avere assistenza da MyBlog, e qualche angolo animista della mia mente spera che, se lo faccio sentire abbastanza in colpa, magari SEdS si intenerirà e verrà a più miti consigli…

Ah well. Non importa. Non badate a me. Ho un blog di pessimo carattere – ma non lasciatevi scoraggiare. Seguite il link e ascoltate. Domani verso sera, magari. Con una lanterna accesa e le falene che ci girano attorno.

Felice estate, o Lettori!

Giu 18, 2018 - Senza categoria    No Comments

L’Uomo Con La Spada – E Altre Estivitudini

Henry_Treece,_authorOh, ecco: torniamo a parlare un momento di letture estive, volete?

Il fatto si è che, durante un lavoro di traduzione per conto di un archeologo e medievalista inglese, ho avuto modo di rinfrescare un po’ di storia inglese dell’Undicesimo secolo, scoprire che Hastings, benché la più importante, non fu affatto la prima battaglia del 1066, e imbattermi in un altro di quegli autori di romanzi storici “per fanciulli” che poi sono godibilissimi anche per gli adulti – e di cui l’Isoletta sembra avere riserve inesauribili.

Henry Treece, poeta, romanziere e autore teatrale, nel corso della sua tutt’altro che lunga vita scrisse e pubblicò tantissimo, trovando anche il tempo per insegnare, curare antologie e riviste, e fare intelligence work per la RAF durante la guerra…

HenryTreeceMWASIo ci sono giunta attraverso Man with a Sword, romanzo ambientato durante la conquista normanna dell’Inghilterra, per l’appunto. Cercavo particolari su Morcar, conte di Northumbria – vincitore di Norvegesi feroci e nipote di Lady Godiva – e ho trovato Treece, con questa lunghissima e attraente bibliografia…

Così intanto ho ordinato Man with a Sword, e ho scaricato il non moltissimo – tra romanzi e poesie – che si trova sul Project Gutenberg Canada e su Internet Archive.

Non so se riuscirò ad avere una Reading Week, quest’estate* – ma, in un modo o nell’altro, ho tutta l’intenzione di esplorare almeno un po’ di Henry Treece. Che ne dite – vi andrebbe di unirvi a me?

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* E a dire il vero, vorrei tanto anche una Viewing Week, vero N.?

Giu 15, 2018 - Arte Varia, musica, teatro    No Comments

Fanciulli All’Opera

VentiLucentiOggi opera – di nuovo. Questa settimana va così…

Ma opera in tutt’altra maniera, perché oggi parliamo di un progetto curato anni orsono da un’associazione culturale chiamata Venti Lucenti e dal Maggio Musicale Fiorentino. Con questo bellissimo nome, Venti Lucenti si occupa di divulgazione letteraria, scientifica e teatrale, e il suo fiore all’occhiello sembra essere stato, tra il 2006 e il 2014, il progetto All’Opera: il coinvolgimento di varie centinaia di bambini delle scuole elementari e medie in un’opera del cartellone del Maggio.

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Foto_Michele Monasta

Produzioni speciali, in cui gli implumi fungevano da coro e figuranti, cantavano e recitavano – e, pur con la presenza di narratori e burattini, la cosa doveva essere organizzata senza particolare condiscendenza, a giudicare dai titoli: ”L’Oro del Reno” (2007),”Carmen” (2008), “Il Crepuscolo degli Dei”(2009), “Il Ratto dal Serraglio”(2010), “Aida”(2011), “Il Cavaliere della Rosa” (2012) , “Don Carlo” (2013), “Tristano e Isotta” (2014).

L’idea dichiarata di VL è che per imparare ad amare la lirica bisogna farla… il che, va ammesso, non capita tutti i giorni. Quindi doveva essere un’esperienza favolosa, per tutti quei fanciulli fiorentini, sperimentare il funzionamento e l’eccitazione di un vero teatro d’opera. Sarebbe bello sapere quanti di loro si sono poi davvero appassionati all’opera lirica – e forse, considerando le date, è presto per dirlo – ma ad ogni modo, e persino a non voler pensare a lungo termine, che bellissima avventura da vivere a otto, dieci, dodici anni!

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Foto_Ilaria Costanzo

Nel 2013 il progetto si è concentrato sul Don Carlo – ribattezzandolo per l’occasione “La Fiaba di Don Carlo”… yes well, lievemente bizzarro, se vogliamo, perché questa cupa vicendona di potere, inquisizione, adulterio sfiorato ed effettivo, intrighi, autodafè, gelosia e sangue in abbondanza, fiabeschissima non è. E mi diverte abbastanza la descrizione, sul sito, del “dramma del principe Carlos e della principessa Elisabetta di Valois, il cui amore è contrastato dalla gelosia del re Filippo”… Come se Filippo fosse un rompiscatole malvagio e irragionevole – anziché, you know, il marito di Elisabetta!

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Foto_Ilaria Costanzo

But never mind: a otto, dieci, dodici anni di queste sottigliezze non ci si preoccupa – ed evidentemente nemmeno della cupaggine generale, a giudicare dalle fotografie delle prove e dal filmato del progetto.

Hanno l’aria presissima e coinvolta: catturati dalle meraviglie dell’opera in particolare e del palcoscenico in generale… Sembra un gran peccato che, dopo il Quattordici, pur continuando a curare progetti didattici di natura teatrale, Venti Lucenti abbia abbandonato questa strada.

Oh well, intanto a Firenze cresce una generazione che ha visto l’opera da dentro grazie a un progetto intelligente. È davvero già molto.

Giu 13, 2018 - teatro    No Comments

Campogalliani: Torna la Rassegna Estiva!

Prosa, musica, danza… tredici appuntamenti con l’arte nel bellissimo giardino di Palazzo d’Arco!

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Non c’è prenotazione – solo la prevendita a partire dalle 20 la sera stessa dello spettacolo. Se dovesse piovere, si rimanda alla sera successiva.

Come di consueto, informazioni qui e qui.

Vi aspettiamo!

Giu 11, 2018 - teatro, teorie    No Comments

Vivremo Insiem, Morremo Insiem…

Francesco da Melzo e RaffaelloÈ un fatto universalmente riconosciuto che, all’opera, l’amore tende a finir male – ma diciamo la verità: non è che l’amicizia se la cavi molto meglio.

E sto parlando di amicizia maschile, per lo più, perché per quanto mi sforzi, di amicizie femminili all’opera non me ne vengono in mente molte. Well, yes – i soprani tendono ad avere delle confidenti con cui, per l’appunto, si confidano: di solito cameriere, donzelle, dame di compagnia e mezzosoprani misti assortiti, senz’altro gran uso che quello di ricevere confidenze a beneficio del pubblico. Non è del tutto impossibile che Mimi e Musetta diventino amiche prima dell’ultimo atto – ma non è che se ne veda granché; e nel Don Carlos c’è la (muta) Contessa d’Aremberg, bandita ingiustamente da corte – il che scatena una bella aria della Regina… Ma si tratta di gente e di vicende tutt’altro che centrali all’interno delle rispettive trame.

L’amicizia maschile è tutt’altra faccenda: ci sono un tenore e un baritono che si giurano amicizia e fratellanza fino alla morte – e, come dicevamo, non va mai a finir bene.

In Verdi questo genere di storia ricorre spesso.

CatturaGuardiamo per esempio La Forza del Destino, in cui Don Alvaro (tenore), nel fuggire con la morosa marchesina (soprano) uccide involontariamente il babbo di lei (basso) e poi si perde per strada la povera fanciulla – che lui crede morta, ma in realtà resta a vagare per la Spagna, abbandonata e non terribilmente stabile. Possiamo biasimare del tutto il fratello baritono, che va a caccia dell’assassino/seduttore  nell’intento di fargliela pagare? Sennonché, per farlo, si arruola sotto falso nome – e quando incontra il tenore, che non ha mai visto e che a sua volta si è arruolato sotto falso nome nello stesso reggimento, i due si piacciono subito e, prima che si possa dire “nemico giurato”, si sono già promessi eterna amicizia. Ebbene sì: da sconosciuti a fratelli d’elezione in cinque minuti – salvo poi, nel giro di un altro paio di scene, scoprire le rispettive identità e ritrovarsi nemici mortali. Duellano una volta, duellano due, e alla fine il baritono ci rimette le penne.

Potremmo obiettare che in questo caso l’eterna amicizia era stata fulmineamente* giurata sulla base di false premesse e informazioni insufficienti – ma non è come se una conoscenza più approfondita garantisse un esito migliore… 838689

Il Ballo in Maschera, anyone? Il tenore Riccardo è il governatore del Massachussets** , apprezzatissimo dai governati – ma, di fatto, talmente svagato e irresponsabile, che siamo costretti a chiederci quanta della sua popolarità si deva agli sforzi del suo assennato e vagamente ansioso braccio destro – il baritono Renato. Qui di giuramenti espliciti non ce ne sono, ma l’adorante e protettiva devozione di Renato è lampante, la maniera di consuetudine tra i due inequivocabile, e tutti sanno che Renato ha ripetutamente “versato il suo sangue” per Riccardo. Per cui, non so a voi – ma a me pare davvero brutto che Riccardo lo ricambi flirtando con la sua bella moglie… Ora, se l’adulterio vero e proprio si consumi è diventata negli ultimi anni una questione di regia – ma, anche quando il fattaccio non succede, è più per le reticenze del soprano e il tempismo dei cospiratori che per la decenza interiore del tenore… Hence, quando Renato scopre di essere stato tradito dalle due persone che ama di più al mondo, il passo da amico devoto a vendicatore furibondo è operisticamente breve. Per una volta è il tenore a soccombere alla rottura – ma è chiaro che il futuro del baritono non si prospetta per nulla lieto.

a1738f40a5e05bc25cee6d4fec0f68eeE non va molto meglio nemmeno agli amici d’infanzia – nemmeno quando non ci sono donne di mezzo. Il fatto che tra l’eponimo tenore Don Carlos e il baritono Rodrigo di Posa non ci siano padri assassinati, sorelle sedotte o mogli contese sembra promettere abbastanza bene. I due sono amici dalla più tenera età, e quando si giurano eterna amicizia nel secondo*** atto tutto ci fa pensare che non sia la prima volta. Il guaio è che Rodrigo s’illude di fare dell’instabile e molliccio Carlos un grande sovrano, ed è disposto a mentire e uccidere per questo – nonché a sacrificarsi drasticamente. Peccato che, quando Rodrigo resta fatalmente impigliato nelle sue stesse trame, a Carlo sembri bello gettar via qualunque vantaggio il suo amico gli abbia procurato facendosi uccidere – per nient’altro che il gusto di far sentire in colpa suo padre…

E non so, è probabile che, se davvero credeva che Carletto potesse regnare con magnanima efficacia, Rodrigo si sia meritato tutto quel che poteva capitargli – ma c’è motivo di pensare che nemmeno un certo grado di consapevolezza sia di grande aiuto in queste situazioni. Gunn Burden

Passiamo a Bizet e ai Pescatori di Perle: il tenore Nadir si ricongiunge al suo fraterno amico, il baritono (e capovillaggio) Zurga, proprio mentre arriva la semisacerdotessa Leila, deputata a pregare per la buona e sicura riuscita della pesca delle perle. E naturalmente entrambi i giovanotti sono attratti da lei – ma, nel rendersene conto, si giurano reciprocamente che mai, mai, mai permetteranno a una donna di separarli… E come no? Prima di subito, Nadir si precipita da Leila – la cui castità, badate bene, è essenziale al rito. Non del tutto incomprensibilmente, Zurga si sente doppiamente tradito, perché lui era davvero pronto a rinunciare a Leila per amicizia e per la sua responsabilità nei confronti dei pescatori. E nondimeno, dopo un po’ di baritonale furia, è disposto a sacrificare il villaggio e se stesso per salvare l’amico infedele e la men che irreprensibile Leila. Ora, il finale è stato rimaneggiato all’infinito – ma nessuno dubita che, accoltellato subito o condannato a morte poi, Zurga faccia una pessima fine mentre tenore&soprano se ne vanno verso il tramonto…

Impareranno mai i baritoni a non far troppo conto sui tenori? Di sicuro, noi pubblico abbiamo imparato che, quando all’opera due uomini si giurano amicizia fraterna e imperitura, la faccenda è destinata a finire nel sangue – di solito quello del baritono.

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* Nulla di più fulmineo, d’altra parte, dell’innamoramento di Calaf – che, più o meno due minuti dopo avere visto Turandot da lontano, decide che ha sofferto troppo per amore, e si lancia in una quest suicida per ottenere la mano della pericolosissima principessa… Se non altro, Don Alvaro ha salvato Don Carlo dalle conseguenze della sua imprudenza.

** And I have to wonder: non si poteva scegliere uno stato americano con un nome meno ostico (e potenzialmente meno buffo) per il melomane medio? Non mi risulta che la scelta abbia la minima ragione di plausibilità storica – e ammetto che Boston suona bene, ma… Massachussets! Salute!

*** O primo. Dipende. Lunga storia.

 

Giu 8, 2018 - libri, libri e libri    No Comments

Romantica Mondiale Sonzogno

BooksaL’estate s’avvicina, le scuole chiudono, e s’appropinqua quel periodo dell’anno in cui un tempo, quando ero più brava, facevo un post di consigli per le letture estive… Poi l’anno scorso ho smesso di essere brava – e invece ho postato una lista di titoli Mondadori degli anni Trenta, la collana Romanzi di Cappa e Spada.

Ebbene, quest’anno sono altrettanto poco brava, e vi propongo un’altra vetusta collana: la Romantica Mondiale Sonzogno… no, non sghignazzate: “romantica” qui non si usa nell’accezione di “sentimentale”, ma in quella più etimologica e anglosassone di “avventurosa e pittoresca”. E in effetti la RMS raccoglie un diluvio di titoli d’avventura e di cappa e spada, pubblicati secondo il sito della casa editrice “intorno al 1935 e poi ristampati negli anni Quaranta”. E poi evidentemente anche più tardi, visto che i 150 titoli qui sotto sono copiati* dalla sovraccoperta di una ristampa de La scala Vermiglia, di Alfredo Pitta, datata 1957.

Vedrete che alcuni titoli coincidono con quelli di Mondadori, ma la gamma è più vasta: si va da Leroux a Zane Grey, dalla Baronessa Orczy a Jack London – con un’abbondanza di Sabatini… e da uno Stevenson dichiaratamente “per fanciulli” come La Freccia Nera al Conrad più cupo e angosciante di Cuore di Tenebra.

Insomma, vedete un po’:

London, J. – Martin Eden

Sabatini R. – Il capitano Blood

Baronessa Orczy – Il trionfo della Primula Rossa

Curwood J.O. – Kazan

Zane Grey – Il Fiume Abbandonato

Sabatini R. – Lo sparviero del Mare

Stacpoole (De Vere) H. – L’isola delle perle

Conrad J. – Cuore di tenebra

Zane Grey – Nevada

London J. – Zanna Bianca

Sabatini R. – Scaramouche

Baronessa Orczy – Le avventure della Primula Rossa

London J. – Il richiamo della foresta

Zane Grey – Il retaggio del deserto

Curwood J.O. – La trappola d’oro

Pemberton M. – La nave dei diamanti

Baronessa Orczy – La vendetta di Sir Percy

London J. – Radiosa Aurora

Scotti Berni N. Il diabolico commediante

Leroux G. – Il castello nero

Sabatini R. – Il cigno nero

Pignatelli p. V. – L’ultimo dei moschettieri

Sabatini R. – Le fortune del Capitano Blood

Rider Haggard H. – Nada il giglio

Zane Grey – Betty Zane

Curwood J.O. – Il fiore del nord

Sabatini R. – La maschera veneziana

Williamson C. e A. – Il topo e il leone

Zane Grey – L’anima della frontiera

Sabatini R. – Cavalleria

Baronessa Orczy – L’uomo grigio

Conrad J. – Il negro del “Narciso”

Curwood J.O. – Nomadi del Nord

Leroux G. – Le strane nozze di Rouletabille

Sabatini R. – L’uomo e il destino

London J. – Il lupo dei mari

Pignatelli p. V. – Il dragone di Buonaparte

Rider Haggard H. – La donna eterna

Zane Grey – Sotto le stelle del West

Sabatini R. – I cancelli della morte

Sabatini R. – Le cronache del capitano Blood

Pignatelli p. V. – La lettera di Barras

Zane Grey – L’ultima pista

Pignatelli p. V. – Le tre vedette

Pignatelli p. V. – Florise

Sabatini R. – Bellarion

Stacpoole (De Vere) R. – La laguna azzurra

London J. – La valle della luna (Voll. I e II)

Pignatelli p. V. – Danican-Bey

Pignatelli p. V. – Il Ventesimo Dragoni

Zane Grey – La Valle delle sorprese

Sabatini R. – I pretendenti di Yvonne

Pignatelli p. V. – Sua Maestà Don Chisciotte

Pignatelli p. V. – Doña Luz

Curwood J.O. – Saetta

Curwood J. O. – Il paese di là

Pignatelli p. V. – Il corriere dello Zar

Pignatelli p. V. – La pattuglia segreta

London J. – Smoke Bellew

Zane Grey – L’oro del deserto

Pignatelli p. V. – G.M. 44

Sabatini R. – La pelle del leone

Curwood J.O. – Il coraggio di Marge O’Doone

Zane Grey – Carovane combattenti

London J. – L’ammutinamento dell’Elsinore

Conrad J. – Nostromo

Zane Grey – L’ultimo dei “Plainsmen”

Sabatini R. – L’estate di San Martino

Curwood J.O. – Il termine del fiume

Stacpoole (De Vere) H. – La spiaggia dei sogni

London J. – Il vagabondo delle stelle

Sabatini R. – Il vessillo del Toro

Conrad J. – L’agente segreto

Zane Grey – La selva del Tonto Rim

Sabatini R. – La giustizia del Duca

Curwoed J.O. – La valle degli uomini silenziosi

London J. – La figlia delle nevi

Sabatini R. – Il giocatore

Leroux G. – Il delitto di Rouletabille

Conrad J. – Vittoria

London J. – La legge della vita

Sabatini R. – Racconti turbolenti

Curwood J.O. – La foresta in fiamme

Baronessa Orczy – Il nido dello Sparviero

Blasco Ibañez V. – La Maja Nuda

Curwood J.O – L’ultima frontiera

Leroux G. – Rouletabille in Russia

London J. – Prima di Adamo

Pemberton M. – Il capitano Nero

Rider Haggard H. – Il ritorno di Ayesha

Sabatini R. – Amori ed Armi

Stacpoole (De Vere) – Satana

Zane Grey – Il Ranger del Texas

Sabatini R.  – I ribelli della Carolina (Voll. I e II)

Leroux G. – Sangue sulla Neva

Curwood J.O – Il figlo di Kazan

Zane Grey – Il Ponte dell’Arcobaleno

Sabatini R. – Maestro d’Armi (Voll. I e II)

Curwood J.O – I Cacciatori di lupi

Pitta A. – Santajusta

Bazin R. – Gingolph l’abbandonato

Curwood J.O – I cacciatori d’oro

Rider Haggard H. – Le miniere del Re Salomone

Sabatini R. – Le nozze di Corbal

Zane Grey – Il cavallo selvaggio

Stevenson R.L. – La freccia nera

Kipling R. – Il libro della Giungla (Voll. I e II)

Wallace E. – Sanders del fiume

Curwood J.O – L’avventura del capitano Plum

Wallace R. – Il popolo del fiume

Kipling R. – Il Naulahka

Sabatini R. – La vergogna del buffone

Wallace E. – Bosambo

Leroux G. – L’automa insangiunati

London J. – La peste scarlatta

Wallace E. – Quattrossa

Sabatini R. – Il santo ambigui

Stacpoole (De Vere) H. – La nave di corallo

Zane Grey – Wildfire

Baronessa Orczy – L’Aquila di bronzo

Leroux G. – I Mohicani di Babele

Birmingham G. – L’oro del galeone

Conan Doyle A. – Un mondo perduto

Sabatini R. – Il fiordaliso calpestato

Curwood J.O – Isobel

Aicard J. – Morino dei Mori

Leroux G. – Le Tenebrose

Pitta A. – La scala vermiglia

Curwood J.O – L’onore delle grandi nevi

Leroux G. – La macchina per uccidere

Sabatini R. – Il Cavaliere della Taverna

Mason A.E.W. – Le quattro piume

Conan Doyle A. – La Grande Ombra

Rider Aggard H. – La signora di Blossholme

Zane Grey – Arizona Ames

London J. – In paese lontano

Conrad J. – Lord Jim

Dupuy-Mazuel H. – Il giocatore di scacchi

Curwood J.O – La Valle dell’oro

Sabatini R. – La congiura di Scaramouche

Achard A. – Cappa e Spada

Achard A. – Il vello d’oro

Sienkiewicz E. – I cavalieri della Croce

Askew A. e C. – La Sulamita

Mereskovski D. – Pietro il Grande

Boothby G. – La figlia del Rosso

sonz-Orczy-SparvieroEcco – e dite la verità: non è una meraviglia? Voglio dire – non è precisamente una lista di consigli di letture**, ma in fondo, perché no? Vale sempre il discorso che ogni estate bisognerebbe leggere almeno un libro che abbia il gusto del make-believe di quando eravamo ragazzini – e se qua sopra non trovate almeno un titolo che vi faccia ritornare dodicenni, devo proprio chiedervelo: a che cosa mai giocavate a quell’età?! E poi c’è l’aspetto caccia al tesoro, perché tutto ciò ormai si trova soltanto sulle bancarelle – o magari in qualche biblioteca dai magazzini molto grandi o dal ricambio non troppo frenetico.

Anyway, se per caso leggete qualcosa di preso da qui, poi passate a raccontarmi com’è andata?

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* Uno per uno. Le cose che faccio per SEdS…! E nel copiare ho cercato di mantenere i quirks della lista, come l’occasionale refuso e l’uso erratico delle maiuscole.

** Anche se, a dire il vero, Sabatini ve lo consiglio caldamente – così come, se siete in vena di una bizzarria storico-fantascientifico-purpurea, Il Giocatore di Scacchi.

Giu 4, 2018 - teatro    No Comments

Stage-Lag

curtainEcco.

I saggi al Teatrino D’Arco sono finiti. Il Festival del Teatro per Passione è archiviato… Le luci si sono spente, il sipario si è chiuso, il palcoscenico è vuoto.

Tutto è andato molto bene – tra saggi e festival si è spaziato dalla tragedia greca al teatro dell’assurdo, dal Medioevo francese all’esistenzialismo, dalla parodia dantesca alla Roma antica… e tutto ha funzionato: pubblico dopo pubblico a Mantova e a Ostiglia è stato catturato, trascinato e coinvolto.

Quindi, tutto bene. Tutto secondo i piani e anche meglio. Soddisfazioni, applausi, appuntamenti alla prossima…

Tutto bene, giusto?

Tutto molto, molto bene.

Solo che…

LagSolo che stamattina mi sono svegliata – e mi sono resa conto che, per la prima volta da molti mesi a questa parte, non c’è teatro all’orizzonte.

Niente debutti, niente prove, niente lezioni… niente.

E non ridete – oppure ridete pure, a ben pensarci, perché è buffo: la reazione è di lieve sconcerto. Lievissimo smarrimento. Un nonnulla di horror vacui. Quell’ombra di “E Adesso?” E so benissimo che, a settembre al più tardi, si riprende. E anche prima di allora, a ben pensarci, non è detto che non salti fuori qualcosa d’altro – perché tale è la natura delle cose. E per di più non è come se, nel frattempo, non avessi nulla da fare…

Ma per adesso, per oggi, per questa mattina, sono… steatrata. Stage-lagged.

Giu 1, 2018 - teatro    No Comments

Io Non Capisco la Gente… al D’Arco

Ed ecco, chiude la stagion de’ saggi – con gli allievi del Primo Anno impegnati in…

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Partiamo dal titolo “io non capisco la gente…” che ci introduce al teatro dell’assurdo, arricchito da alcune poesie futuriste. Il tema dell’incomunicabilità, dell’equivoco, del fraintendimento, dell’uso folle del linguaggio e delle parole sono i contenuti dei testi messi in scena dai giovani attori della scuola di teatro.

Lo spettacolo rappresenta uno studio sulla comicità, che ha molteplici aspetti, ma qui diventa l’espressione del teatro definito dell’Assurdo.

“Il teatro dell’Assurdo è una specie di mondo rovesciato. Tutto quel che ci entra dentro, si capovolge, come il salto di un pagliaccio. Dato che l’Assurdo è il tema filosofico di tutte le pièce, anche la filosofia si trasforma in materia per buffoni. Sono giullari questi autori, che prendono in giro il Re. Il Re, è il teatro. La definizione Teatro dell’Assurdo è stata inventata per attenuare ipocritamente il peso dell’assurdità di vivere, etichettandola come fosse uno stile¦ Perché è un peso ben difficile da portare, se lo si prende sul serio. Qualcuno (credo fosse Camus) ha detto: l’assurdo ha senso solo se gli si nega consenso.
Ed ecco che questi giovani attori prendono sul serio questo tipo di teatro ma sorridono sotto i baffi e vogliono che il pubblico lo faccia con loro.”

Gli interpreti sono Eleonora Bertola, Marco Federici, Nadia Golinelli, Giampiero Marra, Daniela Modena, Penelope Molinari, Chiara Monaco, Sofia Pasotto, Debora Pedrazzini, Diva Paola Polidori, Stefania Roversi, Vanna Zumella, Pierdomenico Turi, Gian Marco Macina e Vittoria Di Gennaro.

Vi aspettiamo sabato 2 alle ore 21 e domenica 3 alle ore 17.

Informazioni e prenotazioni, come di consueto, al numero 0376 325363 (via telefono o fax) oppure via mail all’indirizzo biglietteria@teatro-campogallian.it. La biglietteria è aperta dal mercoledì al sabato, tra le 17 e le 18.30.

Mag 30, 2018 - teatro    No Comments

Festival del Teatro per Passione a Ostiglia

Debutta a Ostiglia il Festival del Teatro per Passione – Arte Viva, organizzato dal gruppo teatrale Hic Sunt Histriones in collaborazione con l’amministrazione comunale.

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Il Festival, voluto dalla compagnia ostigliese per celebrare i dieci anni compiuti a marzo, punta a diventare un appuntamento annuale alla scoperta del ricco panorama del teatro amatoriale italiano.

Tra le infinite ricchezze culturali e artistiche d’Italia esiste un fitto, vivacissimo tessuto di compagnie amatoriali che, nelle metropoli come nei piccoli borghi, praticano il teatro con tenacia appassionata, rappresentando classici, repertorio e nuova scrittura.

Il Festival del Teatro Per Passione – Arte Viva nasce per esplorare questo teatro vivo, fresco e coraggioso. Per creare una rete di contatti, di scambi e di stimoli. Per intrecciare un dialogo artistico e umano tra esperienze diverse, tra la perpetuazione di tradizioni antiche e la sperimentazione più audace. Per valorizzare un patrimonio di arte, cultura, conoscenza, entusiasmo…

C’è vita sui piccoli palcoscenici d’Italia – e Hic Sunt Histriones vuole raccontarla.

Vi aspettiamo!

Informazioni e contatti sulla pagina FB di HSH, oppure via mail a histriones.ostiglia@gmail.com

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